Non solo giganti per Hubble

L’Hubble Space Telescope ci ha abituato alla scoperta di oggetti sempre più lontani e giganteschi. Ma è capace anche di lavorare benissimo su cose vicine e piccole, come gli oggetti della Kuiper Belt. Basta avere pazienza, umiltà e perseveranza.

Lo Space Telescope ha battuto un record che sembra andare contro corrente rispetto alle sue più esaltanti scoperte. Ha individuato in luce visibile il più piccolo oggetto appartenente alla fascia di detriti che circonda il Sistema Solare oltre l’orbita di Nettuno: la fascia di Kuiper.

La scoperta è stata abbastanza casuale, ma potrebbe essere solo la prima di una lunga serie. Il corpo celeste in questione ha dimensioni inferiori al chilometro e si trova ad oltre 6 miliardi di chilometri da noi. Prima di esso il record apparteneva ad un oggetto ben 50 volte più grande.

Oggetti così piccoli sono chiari segni dell’intensa evoluzione collisionale avvenuta nella fascia di Kuiper, essendo sicuramente frammenti di urti avvenuti continuamente durante i 4,5 miliardi di anni di vita del nostro sistema planetario. Qualcosa di molto simile a quanto è capitato e capita nella cintura degli asteroidi. La luminosità del nuovo arrivato raggiunge la trentacinquesima magnitudine, ben 100 volte più debole di quanto Hubble potrebbe mai osservare. Ed allora, come è stato possibile ottenere lo straordinario risultato?

In realtà, si era già pensato di utilizzare telescopi in modo sistematico per ottenere questo tipo di risultato, perfino ai tempi in cui anch’io ero ancora in piena attività lavorativa. Poi non se ne era fatto niente (gli oggetti piccoli sono sempre stati considerati poco importanti…). Ma nel frattempo lo Space Telescope ha seguito la nostra idea di sua spontanea volontà.

Si deve sapere che il telescopio spaziale ha tre strumenti ottici che prendono il nome di Fine Guidance Sensors (FGS). Essi servono per dare informazioni estremamente precise per la navigazione dello strumento e per una perfetta orientazione. I FGS continuano a puntare e osservare una selezionata serie di stelle che gli permettano di mantenere il giusto assetto e posizione.

Questa strumentazione è cosi raffinata da potersi accorgere di qualsiasi debolissima perdita di luce degli astri di riferimento. In particolare, anche quella dovuta al passaggio davanti ad esse di un piccolo oggetto scuro. Insomma, accorgersi di qualsiasi piccola occultazione. Alcuni studiosi si sono messi d’impegno ad analizzare 4,5 anni di osservazioni dei FGS, che hanno coperto per 12000 ore una striscia di cielo entro 20 gradi dal piano dell’eclittica, proprio dove risiedono gli oggetti della Kuiper Belt. Ben 50000 stelle sono state esaminate.

In questo lavoro di ricerca veramente da certosino ci si è accorti di un’occultazione di soli 0,3 secondi. L’individuazione di questa brevissima sparizione di luce è stata possibile in quanto i FGS analizzano la luminosità delle stelle quaranta volte al secondo. Data la grande distanza, la brevità dell’occultazione è soprattutto dovuta al movimento della Terra attorno al Sole.

La rappresentazione schematica dell’evento.

La rappresentazione schematica dell’evento. L’occultazione si mescola con effetti di diffrazione, facilmente calcolabili ed eliminabili.

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Assumendo che l’oggetto sia su un’ orbita pressoché circolare e che questa sia inclinata di 14 gradi rispetto all’eclittica, è stato facile valutare, dalla perdita di luce e dalla durata dell’occultazione, le dimensioni e la distanza del mini-pianeta

La notizia ci dice quanto ci sia ancora da scoprire negli archivi dello Space Telescope. Intanto, si è deciso di continuare a guardare tutte le osservazioni dei FGS fin dall’inizio delle operazioni, nel lontano 1990.

A volte anche i lavori più umili possono dare un grande contributo alla scienza.

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10 Commenti

  1. insomma una sorta di metodo dei transiti ma applicato a corpi molto più vicini, si fa per dire, degli esopianeti…
    è bravo hubble :mrgreen:

  2. Chissà se i dati possono essere utilizzati per scoprire eventuali segnali da parte di civiltà extraterrestre.

  3. Davvero interessante questo articolo, faccio anch’ io i complimenti ad hubble e spero che durante l’ esaminazione degli archivi del telescopio possiamo scoprire qualche cosa di interessante di cui magari non ci si è mai accorti.

  4. E se invece di un asteroide l’occultazione fosse stata causata da una gigantesca (neanche tanto; in fondo è meno di 1 km) astronave aliena? 😆

  5. Il vecchio caro Hubble regala sempre grandissime soddisfazioni! Uno dei progetti più riusciti dell’era spaziale…!

    Peccato che altri bei progetti tipo questo rischino di diventare grandiosi fallimenti per mancanza di fondi… 🙁

  6. Era un vero asteroide di 15 metri
    quello che ha sfiorato la terra
    La NASA ha sciolto ogni dubbio:«corpo naturale e
    non artificiale». Si era ipotizzato che potesse essere
    anche lo stadio spento di un razzo

    MILANO – Era proprio un asteroide e non un gigantesco rottame spaziale il bolide cosmico cheil 13 gennaio ha sfiorato la Terra alle 12.46 pm, ora di Greenwich. La NASA ha sciolto ogni dubbio giudicandolo un «corpo naturale e non artificiale»: si era immaginato che fosse lo stadio spento di un razzo. Così «2010 AL30», appena apparso in cielo, va ad allungare la lista degli asteroidi che si avvicinano pericolosamente alla Terra. Sono ormai circa un migliaio e l’ultimo arrivato è transitato a 130 mila chilometri dal nostro pianeta, quindi ben più vicino della Luna lontana 384 mila chilometri. Scoperto dal LINEAR Survey dei Lincoln Laboratories del MIT il 10 gennaio scorso, aveva una taglia stimata di 10-15 metri di diametro.

    NESSUN PERICOLO – Quindi anche se fosse caduto nell’atmosfera come è accaduto nell’ottobre scorso non avrebbe causato guai perché si sarebbe disintegrato. Però quello di ottobre oltre lo spettacolo in cielo generò un’onda d’urto che fece tremare la terra facendo immaginare un terremoto tanto che la gente scappava in strada. Ma al di sotto dei 25 metri non si corrono seri rischi, dicono per tranquillizzare gli astronomi della NASA, i quali hanno precisato di aver verificato tutte le orbite di satelliti, razzi e rottami vari presenti intorno alla Terra e che l’orbita di AL30 non coincideva con nessuno di questi. Nell’occasione gli stessi esperti hanno aggiunto un dato interessante. Gli asteroidi del diametro di 10-15 metri potenzialmente presenti nel circondario terrestre sono circa un milione per cui si aspettano che quasi uno ogni settimana transiti fra la Terra e la Luna. E se ci cade addosso può soltanto provocare pochissimi danni con qualche frammento se riesce a sopravvivere, oppure nulla. Un messaggio ottimista, sperando che non superino i 15 metri. Ma forse sarebbe meglio saperlo in anticipo.

    Giovanni Caprara

  7. insomma sembra molto difficile che ci arrivi un oggetto molto grosso addosso
    queta è una bella notizia.

  8. a proposito delle meraviglie grandi e piccole che ci offre il telescopio Hubble, ecco cosa sta preparando la NASA:
    http://science.nasa.gov/headlines/y2010/14jan_planetsafari.htm?list1349599
    naturalmente l’articolo è in inglese… ma è scritto in modo abbastanza semplice!
    (… poi si può sempre sperare che qualche “anima pia” dello staff lo traduca in italiano 😉 )

    invece, a proposito di asteroidi vicini e lontani, non sono sicura che saperlo in anticipo ci porrebbe in grado di evitare di subire le conseguenze di un impatto, la domanda che mi pongo è questa: ammesso che riuscissimo a prevedere l’impatto con un corpo celeste di dimensini tali da produrre effetti dannosi per il nostro habitat e noi stessi, saremmo in grado di adottare delle “contromisure” efficaci??? 🙄
    In ogni caso è sempre stupefacente apprendere quante sorprese ha in serbo il nostro amato universo!

  9. @paola….
    di asteroidi cosi che passano vicino alla terra ci sono sempre stati….ora noi riusciamo a notarli, seppur non in tempi consoni per adottare contromisure. questo però è gia un buon passo. ritengo che il prossimo passo è riuscire a captarli un pò di tempo prima per adottare queste contromisure…sono ottimiste poichè la tecnologia si sviluppa cosi tanto velocemente che non tarderanno a venire strumenti ancor più sofisticati adatti allo scopo..