Il riscatto del Tanaro

Questo articolo vorrebbe sollevare un problema geografico che sta diventando sempre più interessante. La ricerca, nata per caso, mi sta portando a risultati che potrebbero essere sconvolgenti e rivoluzionari. Non pretendo certo il Nobel, ma almeno un po’ di considerazione e di spiegazioni dai geografi ufficiali, sì.

Come vedete questo articolo non è inserito tra i racconti fantastici che ogni tanto pubblico su questo sito. E non è nemmeno astronomico. Tuttavia riguarda una nazione della Terra (l’Italia) e allora mi sento in diritto di presentarlo a tutti voi perché ne discutiate, lo critichiate e magari possiate portare importanti contributi pro o contro.

Qual è il normale metodo con cui si misurano i fiumi terrestri? A partire dalla foce si va indietro fino a trovare la sorgente più lontana dal mare. Allo scopo si utilizzano affluenti vari per allungare al massimo il percorso. Come esempio riporto ciò che dice Wikipedia sul Nilo (il fiume più lungo del mondo): “Il Nilo possiede due grandi affluenti, il Nilo Bianco e il Nilo Azzurro. Quest’ultimo contribuisce con un maggior apporto di acqua e di limo fertile, ma il primo è il più lungo” e poi prosegue: “Comunemente si considera il Nilo (Nilo Bianco, appunto, N.d.A.) nascere dal lago Vittoria in Uganda anche se il lago stesso è alimentato da un immissario, il Kagera lungo 690 km”.

Andate a vedere nei testi di geografia e vedrete che si identifica il Nilo come Nilo-Kagera, in modo da renderlo il più lungo possibile. E non si utilizza assolutamente la portata d’acqua. Ragionamento analogo si usa per il Mississippi (Mississippi-Missouri) e per il Rio delle Amazzoni (ancora da definire esattamente l’affluente più lungo).

Stabilito ciò, torniamo alla nostra Italia. Se vi chiedessi qual è il fiume più lungo d’Italia nessuno avrebbe problemi a rispondermi: “Il Po, ovviamente, con i suoi 652 km”. Tuttavia, diamo un’occhiata alla cartina dell’Italia settentrionale e soffermiamoci al Tanaro, affluente di destra che nasce nelle Alpi Marittime liguri e si unisce al Po nei pressi di Bassignana, paese vicino ad Alessandria (Fig. 1)

Figura 1

Figura 1 – ingrandisci

Salta immediatamente all’occhio che a partire da Bassignana e andando verso le sorgenti dei due fiumi i percorsi sono di lunghezza veramente comparabili. Ultimamente, però, si è studiato il corso superiore del Tanaro e si è proseguito con il torrente Negrone la cui sorgente è in realtà una risorgenza di corsi d’acqua sotterranei che giungono da ben più lontano, dai confini con la Francia. I suoi 260 km diventano probabilmente 280 o anche più.

Cosa se ne deduce? Se non tenessimo conto della portata d’acqua (e così si fa normalmente con i fiumi del mondo), dovremmo probabilmente arrivare alla conclusione che il fiume più lungo d’Italia sarebbe il Po-Tanaro, come il Mississippi-Missouri per gli americani.

Sto facendo ricerche approfondite per stabilire esattamente le lunghezze dei due fiumi prima della loro confluenza, ma sono molto fiducioso che si arrivi al doppio nome. Già questo sarebbe un bello “scoop” geografico.

Tuttavia, non posso fermarmi qui. Quando si considera che un fiume inizi la sua esistenza? Dalla nostra nascita? Da quella dei nonni dei nostri nonni? Oppure dai primi antenati che vivevano nelle valli dei due fiumi? Come astronomo, legato a periodi di tempo molto lunghi propendo verso l’ultima soluzione.

A questo punto, allora, il Po perde tutto il suo predominio. E’ ormai globalmente accettato che l’antico percorso del Tanaro (80-100 000 anni fa) seguiva l’attuale percorso fin verso l’odierna città di Bra, piegava verso nord, raggiungendo Carmagnola (linea tratteggiata nera in Fig. 1) e accogliendo dopo poco le acque di un piccolo e corto affluente di sinistra. Chi? Il Po, ovviamente, fiumicello appena nato.

Il Tanaro di 80000 anni fa riceveva l’acqua dell’affluente che nasceva dal Monviso e si dirigeva verso Torino, Alessandria, Cremona, Ferrara e il mare Adriatico. Era il re della pianura tra Alpi e Appennini. Il suo predominio si nota ancora bene in quanto l’odierno Po, dopo l’antica confluenza si dirige imperiosamente verso nord, a ricordo della direzione del vecchio Tanaro.

Poi, a causa del sollevamento delle colline delle Langhe, è iniziata una lenta erosione della valle che separava la valle del Tanaro (più alta) e quella che la divideva dalle Langhe (più bassa). A un certo punto il Tanaro si riversò in quest’ultima e … fatemi pensare che l’abbia fatto con un’enorme cascata al cui confronto quella dell’Iguaçu tra Brasile e Argentina apparirebbe come un gioco di bambini (Fig. 2).

cascata

Figura 2

Vi è ancora un nitido segno di questo cambiamento di rotta: le Rocche del Roero, una spaccatura quasi verticale e rettilinea che da Bra giunge fino a Montà d’Alba. Questo fenomeno è noto come cattura del Tanaro e la dinamica delle varie fasi è riportata in Fig. 3.

Cattura del Tanaro

Figura 3 – ingrandisci

Lasciato il vecchio percorso, il Tanaro ha preso a scorrere, tagliando le magnifiche colline del vino tra Langhe e Monferrato, fino ad Alessandria e Bassignana, incontrando in quel punto il suo antico affluente (il Po) che si era impossessato del suo alveo precedente.

In quest’ottica, chi è il vero fiume re d’Italia sia geograficamente che geologicamente? Pochi dubbi in proposito: il Tanaro, che dovrebbe automaticamente conservare il suo nome fino al Mare Adriatico. Il Po resta un suo affluente di sinistra e poco importa la sua portata d’acqua, in parte dovuta all’uomo che ha imposto frequenti blocchi artificiali al Tanaro, impoverendolo.

Cari amici, non sto scherzando, questa volta, e sono intenzionato ad andare fino in fondo. Il Tanaro merita di riprendersi il primato che gli è stato tolto da un affluente troppo ambizioso e super adulato. Pianura del Tanaro, allora, o -e se volete- Pianura Tanaria.

Concludo, dicendo che sto cercando dati certi sulle reali distanze dei due fiumi per arrivare almeno alla denominazione Po-Tanaro. Dopo di che mi batterò per lasciare il solo nome Tanaro al fiume più lungo d’Italia. Parola di astronomo e planetologo!

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47 Commenti

  1. Secondo me questa tua “battaglia” è una sciocchezza.
    Ritengo che nelle denominazioni topografiche sussistano anche delle motivazioni storiche. Come chiamavano il fiume mille anni fa? Duemila?
    Perché gli esempi che tu citi vedono delle denominazioni e ricerche geografiche piuttosto recenti (direi circa 200 anni) e sono relativamente giovani. Sarebbe un po’ come cambiare i nomi alle città in base a criteri scientifici.
    In più, non lo so, ma mi pongo il problema: quale fiume ha maggiormente contribuito alla formazione alluvionale della pianura padana? Non è un mero problema di lunghezza, entrano in gioco fattori geologici.
    Ciò detto anch’ io non sono un’allocco che crede all’esistenza della padania, ma non credo che per questo vada sacrificata l’ormai ben nota denominazione. E non credo nemmeno serva.

  2. Caro Enzo da geologo ti faccio i complimenti per la passione e l’amore con cui ci parli di astronomia, planetologia e geografia… E che sia la Pianura Tanaria!

  3. Articolo estramemanete interessante, anche perchè ho scoperto cose che non sapevo riguardanti luoghi vicini alla mia terra natale.
    Invece di usare il doppio nome, perchè non rispolverare il mitico Eridano? 😉
    “Pianura Eridana” suona anche meglio, e (già che siamo in Astronomia.com) avrebbe l’onore di essere uno tra i pochissimi fiumi (al giorno d’oggi forse l’unico!) a poter vantare una propria rappresentazione tra le costellazioni celesti! :mrgreen:

  4. grazie Alfonso!!!! :mrgreen:

    caro Bertupg,
    che sia pure Eridano, ma le sue sorgenti DEVONO cambiare comunque luogo… 😉

  5. caro Dario,
    e come chiamavano il fiume gli abitanti di 80000 anni fa (o almeno come lo adoravano?).
    La storia e la geologia non cambiarebbero affatto per il cambiamento di un nome. E’ sempre lo stesso corso d’acqua (il Tanaro appunto con il suo affluente di sinistra, il Po) ad avere prodotto la pianura alluvionale… Abbiamo sempre tempo a rimediare agli errori passati (e forse anche presenti).

    Ti faccio un esmpio lampante: ai tempi dei romani il Mon Viso era considerato il monte più alto delle Alpi (anche per questo il piccolo Po ha avuto particolare importanza). Poi ha preso il suo posto il Rocciamelone. Cosa mi diresti se, malgrado la Scienza, si volesse continuare a dare al Mon Viso o al Rocciamelone il record di altezza e relegare il Monte Bianco a terzo incomodo, non calssificabile perchè “storicamente” secondario?

  6. Enzo,
    a mio modesto parere.
    Mi pare di capire che fino a 80000 anni fa’, fosse il Tanaro a fare da padrone, poi, cambiamenti geologici, hanno rovesciato le sorti.
    Credo si debba valutare la situazione per come si presenta ora o comunque da quando sono iniziate le stesure delle carte toponomastiche, altrimenti dovremmo dire che il continente piu’ grosso sia la Pangea…..Se ho capito correttamente e quindi se questa realta’ si presentava 80000 anni fa’.Se invece,si presenta oggi,nessun dubbio in merito.Il Tanaro e’ il fiume piu’ lungo d’Italia ed il Po, gli fa’ da affluente.

  7. Una curiosità, di quanti posti scalerebbe, nell’eventualità che la tua battaglia possa avere successo, la classifica dei fiumi più lunghi? Per inciso, la trovo una battaglia molto razionale 😆 quindi hai il mio appoggio di piemontese d’adozione 😛

  8. @enzo: MMM… capisco 😉 ma non credo che risolverebbe granchè: che sia pianura Padana o Tanarina, sono ben altre le cose che DEVONO cambiare,
    o prima o poi qualche “allocco” come quelli a cui si riferisce Dario, comincerà a gridare “Tanaria Libera!”, magari citando proprio la battaglia che in proposito ha condotto l’autorevole prof. Zappalà per giustificare le proprie ragioni ed affermare un’identità che trae origini ancora più antiche! 🙄

  9. Io sono con Enzo! E voglio la pianura Potària ( o Potarìa, con un accento un po’ più veneto…)…però, scherzi a a parte, non ho capito bene, che senso ha rifarsi all’orografia di 80.000 anni fa soltanto sul Tanaro? Se dovesse essere quello il punto di riferimento dovremmo considerare tutto il bacino idrogeologico dell’attuale po’ o meglio dell’attuale pianura padana ma, forse non avrebbe del tutto senso. Insomma, se un evento geologico contribuisse a cambiare la genesi del Mississippi-Missouri lo chiamerebbero in un altro modo, no? Mi sembra che abbia senso riferire il nome di un luogo, o di una pianura, o di un intero bacino idrogeografico alla conformazione che esso ha al momento in cui viene denominata o ridenominata. Altrimenti, ad andare indietro nel tempo, chi può stabilire dove bisogna fermarsi? Rischiamo di chiamarla pianura danubiana….o protopangeica….invece mi sembra che abbia senso – e sia anche interessante – il concetto di Tanaro-Pò, visto che, mi sembra di capire, in campo internazionale sia già così ( anche se non per questo solamente debba essere giusto…).

  10. Ciao a tutti,
    Caro enzo se esiste una sezione sugli ESO-pianeti,potresti prepararmi un articoletto che io reputo interessantissimo sul pianeta perfetto!
    Ti spiego meglio,vorrei sapere quali caratteristiche climatiche ad esempio un clima mite perenne,ambientali ad esempio tutta la terra emersa sia fertile ecc ecc,oltre a quelle principali come la distanza dalla stella,l’atmosfera e la presenza di acqua in forma liquida,un pianeta simile alla terra dovrebbe avere per essere giudicato il posto dell’universo più bello dove vivere,potrà sembrare una cazzata e invece questa mia curiosità a un lato serio.
    Chissà un giorno che l’uomo non lo trovi veramente! :mrgreen:

  11. cari tutti,
    come sicuramente avrete capito la mia è una provocazione senza risvolti politici . Diciamo che è qulcosa di puramente legato alla logica geografica:
    se due fiumi (parlando di momento attuale) hanno geograficamente la stessa lunghezza (come capita in molti casi) e poi uno riesce a superare l’altro (è questo è capitato per il Nilo e per il Rio delle Amazzoni) è giusto cambiargli o modificargli il nome.
    A questo punto, e solo a questo punto, entra in ballo la storia meno recente e alla fine il Tanaro vince alla grande!
    Non mi metterei mai a dire che il fiume X oggi piccolo piccolo sia stato il più grande in un tempo antico. Ma a parità di lunghezza, mi sembra logico andare a vedere il passato. Mi sono spiegato? Spero di sì…. 😉

  12. caro Raffele,
    penso che più di una richiesta scientifica la tua sia una richiesta psicologica o esistenziale…
    Anch’io vorrei un pianeta di sogno… ma non è facile definirlo.

    Ad esempio, sono stato per lavoro due volte nelle Hawaii: temperatuta sempre costante (mai troppo bassa e mai troppo alta), mare con la stessa temperatura della terra emersa, fiori sgarcianti e frutta che matura in ogni momento (non ci sono stagioni), barierra corallina a livello di un’immersione sotto ai ginocchi con i pesci più varipinti del mondo, e mille altre meraviglie. A volte nevica sul Mauna Kea e si può cominciare a scendere con gli sci e poi, a mano a mano svestirsi e finire con un bel bagno. Insomma un paradiso, dove teoricamente uno potrebbe anche non lavorare mai: il sale si forma da solo sugli scogli, basta allungare una mano per avere frutta di tutti i tipi, i pesci si prendono con le mani, mai uragani…. ecc., ecc.

    Tuttavia, per avere un luogo così il resto del pianeta deve essere diverso, anche molto diverso. Insomma, il paradiso sarà sempre limitato e utilizzabile da pochi…

    Guarda il mese di ottobre qui da noi: temperatura mite, fiori ancora rigogliosi, maturazione prolungata, benefici per tutti… eppure c’è chi dice che è un male e che vuol dire terribile GW. Sicuramente tra poco pioverà e nevicherà e allora?

    Che dirti, la Terra è stupenda, basta sapersela godere. La prima cosa da cambiare veramente è l’arroganza e la stupidità umana, come diceva Einstein… :mrgreen: :mrgreen:

  13. … eppoi dovrebbero pure modificare la pubblicità-tormentone (di qualche tempo fa) … Grana Tanao…
    scherzi a parte, trovo che più che una battaglia, sia una giusta annotazione topografica di cui tenere conto!
    Po-Tanaro mi sembrerebbe il nome corretto… 😉

  14. @enzo!
    scusami! 😳
    ma una rapida ricerca su wikipedia evidenzia che il Tanaro è appena il terzo 😯 affluente del Po in ordine di lunghezza (276km) confrontato con il primo, l’Adda (313km) ed il secondo, l’Oglio (280km)…
    Il nome allora dovrebbe diventare Po-Adda-Oglio-Ticino…
    😉
    buona continuazione dei tuoi studi!! 😉

  15. grave errore Pieluigi! 😯

    Se tu sommi i km dell’Adda o dell’Oglio a quelli del Po, dalla sua confluenza con questi fiumi fino alla foce, la lunghezza è minore… 😉

  16. ok rileggendo meglio l’articolo ho capito il mio errore…
    per curiosità, in mancanza di dati su wiki, come fai a misurare la lunghezza di una parte di fiume dalla sorgente fino ad una certa confluenza oppure da una confluenza fino alla foce?
    non mi intendo di fiumi e idrologia in genere! 😳

  17. Pensandoci bene, fin dalle scuole elementari ho sempre considerato un controsenso che il fiume più lungo d’Italia avesse un nome così corto, e mi sono sempre chiesto se non ci fosse qualche errore di fondo! 😯
    E sono anche d’accordo con la sostituzione totale del nome, perchè tenendoli tutti e due resta un fiume che è un Po-Tanaro e un po’ no… :mrgreen:

  18. Pierluigi…il punto è proprio quello: nessuno scrive le lunghezze parziali. per cui la mia è solo un’ipotesi occhiometrica e rudimentale. Chiederò all’Istitito Geografico… Almeno che qualcuno nan abbia dati migliori 😀

    Grande Bertupg!!!!! prima o poi dobbiamo incontraci a qualche raduno… Il tuo humor è proprio quello di cui si ha bisogno al giorno d’oggi!! :mrgreen: :mrgreen:

  19. Concordo con Pierluigi.
    Il fiume piu’ lungo d’Italia e’ l’Adda, di cui il Po e’ affluente e si immette a Castelnuovo!!!!!…vi concedo un Adda-po!!.

  20. caro Marco,
    assolutamente no!!!!! 😈

    Adda + Po (dalla conflenza fino alla foce) MOLTO MINORE DI Tanaro + Po (sempre che esista) (dalla confluenza fino alla foce). Ah la geografia!!!!! 🙄

  21. Caro Enzo,
    direi che il solo motivo per cui si è scelto il nome Po al posto di Tanaro è perché passa da Torino.
    Come capitale del regno e poi d’Italia aveva i suoi diritti, non ti pare?
    Le convenzioni che tu citi sono piuttosto recenti, e possono cedere il passo alle tradizioni.
    Questo, però, non toglie il fatto che tu abbia ragione….

  22. Grazie mille, Pier! L’ho letto molto volentieri. 🙂
    Mi piace molto la citazione di Ramanujan, un personaggio che mi affascina parecchio… 😎

  23. caro Marcello,
    mi costringi a raccontare un po’ di retroscena… e scoprire una mia parte poco visibile, ma che è parte essenziale di me stesso: l’ironia…

    L’idea del Tanapo era nata parecchi mesi fa, come una specie di scherzo legato al mondo del vino piemontese. Qui il racconto originale:

    http://www.acquabuona.it/2010/09/la-vera-storia-del-tanapo-il-fiume-piu-lungo-d%E2%80%99italia/

    Sono stato poi contattato da un gruppo di giovani veramente simpatici e svegli che stavano facendo un documentario serio sul Tanaro, dalla sorgente alla confluenza nel Po (??), attraverso dibattiti e incontri sulle antiche tradizioni dei peasi toccati lungo il percorso.

    La mia idea sul Tanapo li aveva “folgorati” e hanno cominciato a insinuare questa idea nell’alta valle del Tanaro (Ormea e dintorni). La cosa è piaciuta molto e lo spunto ironico è stato sviluppato come presa in giro di idee un po’ strane che circolano al giorno d’oggi. I documentaristi si sono presentati in varie occasioni con cartelli ineggianti alla Tanaria libera, anche durante il giro ciclistico della Padania, creando non poco scompiglio.

    Le intenzioni sono quelle della presa in giro, che li porterà a un documentario $parallelo$ sulla nazione Tanaria, con appoggi vari di storici, scrittori, attori che hanno dato la loro partecipazione a questa vera “goliardata” d’altri tempi.

    Che dirvi? Ne sono stato coinvolto (ai tempi antichi dell’Università ho partecipato a diverse azioni del genere: cambiare il nome a Via Roma di Torino e ho mancato per un pelo la dichiarazione ufficiale di guerra della Repubblica di San Marino all’Italia…).

    Pochi giorni fa mi hanno fatto un’intervista sulle rive del Tanaro in cui svolgo un rito del tutto speciale trasformando l’acqua del Tanaro in vino delle sue colline. Insomma, mi sono divertito un sacco! Appena sarà pronto lo metterò in rete!

    Nel frattempo, però, l’idea del Tanaro come vero fiume più lungo d’Italia e la sua storia geologica mi hanno preso veramente e sono arrivato a farne una ricerca seria. Gli stessi ragazzi del documentario (veramente in gamba e molto intelligenti) hanno fatto ricerche effettive in loco con geologi e hanno affettivamente trovato corsi d’acqua che “allungano” il fiume.

    Questa è la storia… tra l’ironia e la realtà scientifica.

    La vita va vissuta allegramente e il confine tra verità e fantasia deve rimanere sempre molto labile. Fino a che ci permetteranno di pensare con la nostra testa…

    Abbiate pazienza, ma sono piccole pazzie di un vecchio che vuole rimanere giovane il più a lungo possibile….

    Comunque Viva il Tanaro, il fiume più lungo d’Italia 😛

  24. Enzo,
    si, lo sapevo, ma la mia era una citazione patriottica, ma non avendolo scritto non si poteva capire…..Abito in un paesino sulle rive dell’Adda!!!!! e mi sono fatto prendere da manie di grandezza :mrgreen: :mrgreen: ….Tornando al Tanaro, spero davvero tanto di essere testimone di una vera scoperta scientifico-geografica alla portata della mia mente….una scoperta semplice, ma con grandi conseguenze.

  25. caro Marco,
    avevo capito e sono stato al gioco… ma sì, viva anche l’Adda che resta comunque il più lungo “affluente” del Tanaro :mrgreen: :mrgreen:

  26. Caro Enzo,

    complimenti e tienici aggiornati su Astronomia.com quando uscira`l`intervista sulle rive del Tanaro! Che dire, talvolta le piu`grandi idee della storia dell`umanita`sono nate da una goliardata! 🙂 ridendo e scherzando potresti diventare il nuovo Gianfranco Miglio della Tanaria! 😮

  27. caro Marcello….
    speriamo comunque resti una “goliardata” (da un lato) e una piccola scoperta (dall’altro) 😛 😛

  28. Caro Enzo,
    ho fatto una piccola ricerca.Dai dati in mio possesso, risulta che il Nilo-Kagera, quindi considerando come vera nascita le acque del Kagera, che in effetti sono quelle che formano il lago Vittoria dal quale nasce il Nilo Bianco, sia lungo 6756 km.Il Rio delle Amazzoni, risulta essere lungo 6937 km, la sua fonte e’ sul Nevado Mismi sulle Ande Peruviane ( Ultima fonte verificata nel 2007 )…..Quindi dovrebbe essere il rio delle amazzoni il fiume piu’ lungo del mondo e non il Nilo come indicato nell’articolo? o sai qualcosa che io non so?…avanti, sputa l’osso!!!! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
    .Geologicamente, prendo e ricopio per votra info.

    Secondo una teoria scientifica tuttavia non ancora sicura, circa 130 milioni di anni fa la fonte del Rio delle Amazzoni si trovava nel massiccio dell’Ennedi nel nord-est del Ciad, come dimostra la presenza di numerose falde acquifere ad alcune centinaia di metri di profondità, che allora apparteneva al supercontinente della Gondwana, nel quale erano riunite l’attuale India, l’Africa, l’America meridionale, l’Australia e l’Antartide. Il Rio delle Amazzoni primordiale scorreva in direzione inversa da est a ovest e sfociava nel Pacifico, formando diversi laghi interni, dei quali l’unico rimasto ai giorni nostri sarebbe il Lago Ciad. Con una lunghezza totale di circa 14.000 km il Rio delle Amazzoni primordiale sarebbe stato il più lungo fiume che mai vi sia stato sulla terra.

    In seguito alla frattura della Gondwana, la piattaforma continentale sudamericana si spostò verso ovest. Poiché il bacino amazzonico venne separato dalla fonte della sorgente del Rio delle Amazzoni primordiale, i terreni orientali della valle del fiume si inaridirono. Gli alvei occidentali, invece, continuarono tuttavia ad essere alimentati dagli antichi affluenti.

    In seguito allo scontro dell’America meridionale con la piattaforma pacifica, lungo la costa occidentale del continente, si formarono le Ande che bloccarono il corso dell’acqua. Si formò così un gigantesco bacino d’acqua dolce nel cuore del continente. Da 50 milioni di anni a questa parte, in seguito al veloce innalzamento delle Ande ad Ovest, l’acqua nella regione si convogliò sempre più verso est, scegliendo come alveo naturale quello del Rio delle Amazzoni primordiale. Questo spiega anche l’anomalia dell’alveo del Rio delle Amazzoni, che si restringe man mano che ci si avvicina alla foce, quando per tutti gli altri fiumi avviene il contrario. Allo stesso tempo si spiega anche perché nell’alto corso del Rio delle Amazzoni, a migliaia di chilometri di distanza dal mare, si trovino animali quali razze d’acqua dolce, gamberi, sogliole, sirenidi e delfini, altrimenti assenti nel suo basso corso. Questi animali finirono nel Rio delle Amazzoni quando questo ancora sfociava nel Pacifico, furono tagliati fuori dall’Oceano e si adattarono all’ambiente d’acqua dolce.

  29. caro Marco,
    sei una fonte magnifica di informazioni!!! :mrgreen:
    Aiutami a cercare la distanza reale tra Bassignana e sorgente del Po: io non sono riuscito ancora a trovarla. Sarebbe fondamentale per essere sicuri. Da parte del Tanaro, so che il Negrone lo allungherebbe di circa 20 km… E’ una lotta all’ultima goccia di … acqua!!!!

    Tra Nilo e Rio delle Amazzoni c’è sempre stata lotta. Prima era il Nilo, poi il Rio, poi di nuovo il Nilo. Sicuramente hai ragione tu ed è stato aggiunto qualche piccolo affluente prima sconosciuto.
    Insomma, in America si continua a cambiare e noi non facciamo niente????!!!!

    Dai, aiutami, ti nomino mio assistente numero uno (senza stipendio però….)
    :mrgreen:

  30. per Marco e tutti:
    questa forse è la notizia che ha riportato Marco:

    http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/scienza_e_tecnologia/rio-amazzoni/rio-amazzoni/rio-amazzoni.html

    Come vedete la lunghezza si basa su continui lavori sul campo e porta a continui cambiamenti. AIUTATEMI, padani e tanàri a risolvere il mistero. Da noi, in fondo, non esistono i pericoli della foresta amazzonica… Al più troveremo qualche camoscio o stambecco.

    Richiesta ufficiale a Stefano e a tutta astronomia.com (lettori inclusi, ovviamente):
    Vogliamo diventare sponsor ufficiali del Tanaro e della Tanària?

    Ovviamente finchè si rimarrà nello spirito dell’ironia e della scienza, anche se un po’ allegra…

  31. Caro Enzo,
    Torino-bassignana sono ben 114.5 km.
    Torino-Monviso ( rifugio gagliardone ) sono ben 109.4 km.
    per un totale di 223.9 km…..mi sono collegato ad un satellite per il calcolo delle distanze, ma non ti diro’ mai come ho fatto a forzare la sicurezza dei sistemi!! :mrgreen: 😈

    A parte gli scherzi, per ora, ho valutato la distanza del percorso del Po da Torino a Gambarana, che si trova appena a nord di Bassignana ma alla medesima distanza dal punto in cui il Tanaro si immette nel Po ( o viceversa :mrgreen: ), calcolando il percorso per la via di Casale monferrato, in quanto e’ la strada che ” costeggia ” il Po.Ovviamente c’e’ una differenza di lunghezza rispetto al fiume, ma non saprei valutarla in percentuale per poterti dare un dato piu’ preciso, in quanto all’altezza di Candia lomellina, dove il sesia si immette nel Po, abbiamo una leggera variazione della strada rispetto al corso del fiume, anche se non eccessiva(e’ pero’ su base triangolare, quindi guardando le distanze e calcolando l’ipotenusa viene fuori un 4/5 km)…..diciamo che, giusto per avere un dato dal quale partire, possiamo dire 223.9 +/- il 10%, anche se, a guardare il percorso non devrebbe esserci una cosi alta differenza in %, anche se il Po, in quel tratto, ha diverse anse.

  32. Scusa, dimenticavo…..non ho fatto la stessa cosa per torino-monviso, ma dalle sorgenti del Po al capoluogo piemontese, ci sono circa un centinaio di km…..Per ora distanze a spanne, ma almeno abbiamo qualcosa……domani mi collego a qualche satellite militare russo e prendo maggiori informazioni :mrgreen:

  33. Caro Enzo,
    ho fatto il calcolo anche per il tratto Torino Monviso ( il rifugio Gagliardone sul pian del re ) e, costeggiando il fiume sono esattamente 116 km…Esiste qualche discostamente dal letto del fiume, seguendo le strade, ma non e’ per nulla eccessivo.
    Quindi abbiamo un totale di 230.5 +/- 10%…..Non e’ molto preciso e scientifico, ma spero possa darti un aiuto.

  34. caro Marco,
    se i tuoi calcoli fossero esatti il Tanaro vincerebbe alla grande!!!! :mrgreen:

    Viva il Tanaro, NETTAMENTE il fiume più lungo d’Italia, e viva la sua pianura che adesso bidosgnerà comprendere bene che confini ha… 🙄

  35. Caro Enzo,
    giusto per essere sicuri, i 230 km, sono del Po, da pian del re a Gambarana, dove incontra il Tanaro….Confermi quindi che il Tanaro è più lungo?
    Domani cercherò di darti dati più precisi,sperando di riuscire a trovarli.

  36. caro Marco,
    direi proprio di sì. Il Tanaro dalla sorgente a Bassignana è 280 kim (almeno). Quindi abbiamo addirittura una cinquantina di km in più. Prima o poi andrò a Bassignana a vedere di persona e a parlare direttamente ai concorrenti, ma direi che non vi è più storia….
    Sai che faccio? Oggi scrivo all’Istituto Geografico e vediamo se mi confermano le tue misure..
    Poi partiamo alla grande….

  37. Fin da bambino, quando memorizzavo per ore e ore l’atlante, me lo son sempre chiesto: il Tanaro e’ lungo piu’ del Po fin dove si incontrano…come mai non e’ considerato. Finalmente persone piu’ competenti di me danno a tutti questa notizia… 25 anni fa alla scuola media chiesi spiegazioni all’insegnante di geografia e storia e mi disse di non dire cavolate…be’ quel bambino non aveva tutti i torti 😛

  38. Lo troupe del documentario ringrazia il gentilissimo prof. Zappalà per la disponibilità e la simpatia. Per aggiungere un interessante elemento alla questione Tanaro, un esperto speleologo della zona ha raccontato che sarebbe possibile individuare una delle sorgenti del nostro amato fiume in una risorgenza carsica. Ebbene, secondo lui, approfondendo il discorso, il Tanaro guadagnerebbe ancora chilometri. Il dibattito è aperto. Ne seguiremo con interesse le evoluzioni. Grazie a tutti i preziosi contributi degli amici della Tanària.
    Associazione Geronimo Carbonò

  39. Complimenti, davvero molto, molto interessante! 😯 😀
    Stiamo a vedere come si evolverà la situazione, sono ottimista!
    Tanapo!
    Finalmente povero Tanaro, avrà la sua rivincita!

    Saluti a tutti 😎

  40. grazie a te Geronimo!
    forse riusciremo a correggere un’ingiustizia storica e geografica! Viva il Tanaro….