Kepler conferma il primo pianeta terrestre all’interno della zona abitabile

Kepler-22b è il più piccolo pianeta (circa due volte e mezzo le dimensioni terrestri) a essere confermato all’interno della zona abitabile della sua stella. Nessuno sa ancora di cosa sia composto: roccia, gas, liquido? Tuttavia, le condizioni per avere acqua liquida ci sono tutte.

Kepler-22b è il più piccolo pianeta (circa due volte e mezzo le dimensioni terrestri) a essere confermato all’interno della zona abitabile della sua stella. Nessuno sa ancora di cosa sia composto: roccia, gas, liquido? Tuttavia, le condizioni per avere acqua liquida ci sono tutte.

Rappresentazione artistica di Kepler-22b

Kepler-22b

Kepler-22b si trova a 600 anni luce (un bel viaggetto…). Come già detto, è un po’ più grande della Terra, ma rivolve attorno a una stella simile al Sole (tipo G, anche se leggermente più piccola e fredda) in 290 giorni. Non male…

Dai che forse ci siamo!!! Ragazzi preparate le vostre astronavi fantasiose (ne avete descritto a decine) e… partite!!! Gli omini verdi, gialli, rossi o blu vi stanno aspettando…

Confronto

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97 Commenti

  1. Tecnicamente parlando non è proprio il “primo pianeta terrestre” nella zona abitabile, trattandosi di una superterra (massa compresa tra 2 e 5-10 masse terrestri). Non conosciamo la densità, ma se fosse uguale a quella terrestre un raggio pari a 2,5 volte quello terrestre implica un volume (e, quindi, a parità di densità, una massa) di 2,5^3 volte (15-26 volte) quella terrestre. Se invece 2,5 volte quello terrestre si riferisce già al volume (dagli articoli letti in rete non mi è chiaro), a parità di densità avremmo comunque una massa più che doppia.

  2. Aggiornamento al commento precedente: raggio 2,4 volte quello terrestre: quindi volume circa 14 volte quello terrestre. A parità di densità (?), anche la massa è circa 14 volte quella terrestre. La forza di gravità, essendo proporzionale al rapporto massa pianeta/raggio pianeta al quadrato, sarebbe (sempre a parità di densità) 2,4 volte quella terrestre: una persona di 70 Kg peserebbe quasi 170 Kg… Alla faccia dell’obesità!

  3. Un modo per sopperire all’accresciuta forza gravità è di essere piccoli: la forza dei muscoli è proporzionale alla loro sezione, che scende solo col quadrato delle dimensioni, mentre il peso scende col cubo.. quindi saranno davvero “omini” piccoli piccoli… e visto che l’area del pianeta è 6 volte la nostra, per loro sarà immenso 😀

  4. Due considerazioni. E’ difficile che il pianeta sia solo, probabilmente ce ne sono altri in quel sistema. Poniamo che sull’orbita immediatamente più esterna ci sia veramente un gemello della Terra, con oceani, foreste, ecc. e alieni intelligenti al nostro livello, quindi con telescopi, radiotelescopi, ecc. Se entrambe le civiltà inviassero un messaggio radio per avere una risposta dovrebbero aspettare 1200 anni. E’ un tempo enorme. Vi rendete conto di cosa è successo sulla Terra negli ultimi 1200 anni? Quindi la battuta di Enzo sulle astronavi è la pura verità: se non vogliamo rassegnarci alla solitudine bisogna costruire l’Enterprise o il Millennium Falcon se preferite, altrimenti non comunicheremo mai con nessuno, le onde radio, piaccia o no, sono troppo lente per le distanze stellari. Possono andare bene al massimo per stelle entro i 25 anni luce, e 50 anni di attesa sono un tempo già lunghetto.
    C’era qualcuno dello staff, forse Lampo, che aveva detto che era a buon punto col motore a curvatura ma aveva finito il nastro. Beh, vedi di procurartelo il nastro che quel motore serve, eccome! :mrgreen:

  5. Una domanda per Enzo: ma come fanno a stimare la temperatura? Non ci sono troppe variabili? Venere ad esempio, se non sbaglio, stando a distanza dal Sole e albedo dovrebbe avere una temperatura media di -40°C. e invece ne ha 400, la Terra stessa dovrebbe essere parecchi gradi sottozero e invece è a + 15. Se non hanno idea dell’atmosfera e della composizione del pianeta come fanno a buttar lì un valore di 22°C.?

  6. a parte il raggio che è 2,38 Earth radii, interessanti sono gli altri valori conosciuti, quali:
    Orbital period: 290.00 days
    Semi-major axis 0.849 AU
    Eccentricity: 0.000
    Stellar mass: 0.97 solar masses
    Stellar radius: 0.98 Solar radii

    io vorrei sapere cosa aspettano a costruire un telescopio così scandalosamente enorme e potente da riuscire ad individuare segni di vita intelligente in uno dei centinaia di pianeti scoperti in zone abitabili e nelle loro eventuali lune.
    scoprono un pianeta al giorno o quasi, e prima o poi uno uguale lo trovano, e poi? cosa facciamo?

  7. … e poi ricordatevi sempre dell’effetto PLP !!!
    ma forse le ciofetone ci verranno in aiuto…

    vabbè mi stavo riferendo ad un vecchio articolo in cui il buon enzo aveva parlato del famosissimo effetto PLP: per uno dei tanti casi che contraddistinguono gli eventi della nostra vita, accade che queste siano proprio le iniziali del sottoscritto… 😯 chissà com’é…

    :mrgreen:

    Tornando più seri, vediamo se i bravi aficionados di Celestia organizzano un add-on con questa Terrona (una grande Terra o una Terra grande??) 😉

  8. Interessanti le riflessioni di Marco e Mario

    comunque non perdiamo la speranza…considerate le distanze siderali, 600 anni è quasi dietro l’angolo!! 😛

  9. che dirvi… questo è quello che si sa. Ed è già tanto, pensando a quanto è distante. Adesso ci vorranno misurazioni spettroscopiche serie e molto altro ancora…
    Caro Antipro,
    aspettano solo di avere le capacità scientifiche e tecnologiche per farlo… Ma per “vedere” la vita deve essere proprio speciale :mrgreen: Pensa bene a cosa vuol dire 600 anni luce….

    Per tutti,
    mi sono tenuto molto nel vago, perchè gia temevo lo scatenarsi dei media… a momenti hanno anche misurato l’estensione degli oceani e visto se sta nevicando. Vedete come fanno presto a ricamarci sopra, basta fare notizia…

    E’ inutile: scienza e media vanno raramente insieme…

  10. ci penso io a riportare tutti con i piedi ben fissati sulla nostra Terra, anche se sono comunque speranzoso…
    Sintetizzo quanto detto più volte in articoli e commenti…

    sottolineo che 600 anni luce sono una distanza spropositata, assurda, astronomica
    non certo dietro l’angolo

    ricordo che anche Alpha Centauri (una delle stelle più vicine a noi) con i suoi 4 anni luce è sì dietro l’angolo su scala cosmica, ma anche questa distanza è sempre e comunque assolutamente improponibile…

    avvicinandoci (si fa per dire) un po’ più alla Terra, neanche il planetoide Plutone (posto ai confini del Sistema Solare) è così raggiungibile: la sonda New Horizon, partita nel 2006, sarà la prima ad avvicinarsi al mini sistema dotato di 4 satelliti… ma solamente dopo ben 9 anni di viaggio, nel 2015 😯

  11. Queste notizie suscitano in me, e credo in molti, emozioni contrastanti, di gioia, entusiasmo e di impotenza insieme. 600 anni luce sembrano pochi, ma se ti soffermi un attimo a pensarci ti gira la testa. Se potessimo davvero costruire un telescopio che visualizzasse la vita, non poter contattare ET diventerebbe una vera tortura! Ma essendo abbastanza ottimista per natura, e considerando la storia della scienza con tutti i suoi colpi di scena, non voglio negarmi un briciolo di speranza che un giorno il contatto sia possibile.
    @Pierlu
    L’effetto PLP si potrà contrastare migliorando l’utilizzo delle “fotone”! 😆 😀

  12. Ma siamo sicuri che nessun pianeta simile al nostro o “vivibile” sia stato scoperto dalla NASA più ” vicino ” nessun sistema solare a disatanze minori ?
    Abbiamo galassie molto più vicina di 600 anni luci tutte senza sistemi solari ?

  13. @Mario
    la stima della temperatura è solo una supposizione: su wikipedia ( http://en.wikipedia.org/wiki/Kepler-22b ) spiegano come la temperatura stimata in mancanza di atmosfera sia di -11 gradi, poi aggiungono un effetto serra come quello terrestre (+33C) e arrivano a +22C… :mrgreen: :mrgreen: ma senza sapere com’è fatta l’atmosfera, è solo un tirare ad indovinare.

  14. Aspettando speranzoso ulteriori progressi nei telescopi, m’intriga il fatto che lo stiamo “vedendo” com’era appena prima della scoperta dell’America… 😯

  15. Io mi chiedo, se potessimo osservare questo pianeta adesso, con un potentissimo telescopio, tanto da riuscire ad osservare i suoi eventuali abitanti, esso, apparirebbe ai nostri occhi proprio come è in questo momento (fisicamente parlando)…?? a prescindere dal fatto che la luce attualmente percepita è quella generata 600 anni fa… ❓ Magari è scontato però… non si sa mai…

  16. caro Ixa-pilot,
    la risposta te la sei data da solo… Se la luce percepita è quella di 600 anni fa, è ovvio che li vediamo com’erano 600 anni fa… Ti torna?

  17. caro Alfio,
    tanto per scherzare… :mrgreen: Anche sapendo com’è fatta l’atmosfera terrestre si tira comunque a … indovinare… :mrgreen: :mrgreen:

  18. A mio parere, per quanto potente si possa costruire un telescopio, sarà ben difficile che permetta di vedere organismi, anche giganteschi come una sequoia, su un altro pianeta. Ma le avete viste le foto della Terra dallo spazio? Non si vede nulla, solo blu, marrone e bianco delle nubi. L’unico segno della nostra presenza sono le luci sprecone sul lato notturno, e dubito molto che un telescopio possa rivelarle a 600 anni luce di distanza, ma se gli alieni sono meno stupidi di noi non ci sarebbero manco quelle. E poi giustamente noi vediamo nel passato, anche se ci fossero stati magari adesso sono tutti morti perchè si sono bombardati a vicenda o gli è caduto un meteorite di 20 km sulla testa oppure un GW colossale li ha cotti :mrgreen: . Insomma, non se ne esce: o si trova un sistema per andare sul posto in tempi ragionevoli, cioè al massimo qualche anno, oppure si resterà sempre nel campo delle ipotesi.

  19. ” Ti torna?” mica tanto… non è un aspetto dall’immediata comprensione, la luce emessa dal pianeta (in questo caso riflessa, credo, trattandosi di un pianeta) ci raggiunge dopo 600 anni, essendo il pianeta distante 600 a/l, ma il fatto di vedere anche le “cose” vecchie di 600 anni proprio non mi torna…

  20. Provo a rispondere io a Ixa-pilot, tutto quello che ricevono i tuoi occhi è luce, anche quella riflessa dai vari oggetti, sono sempre onde elettromagnetiche che viaggiano alla famosa velocità di 300000 Km/s quindi tutto arriva a noi dopo lo stesso tempo, non so se mi sono spiegato.

  21. In realta’ Ixa-pilot mette il dito nella piaga. Dall’inizio del 1900 (con la relativita’ speciale), il concetto di concetto di contemporaneita’ in punti diversi dello spazio e’ stato abbandonato… proprio a causa della velocita’ finita della luce. Non esiste un “ora” comune a noi e a questo pianeta distante 600 anni luce. Secondo il nostro computo del tempo, noi li vediamo com’erano 600 anni nel passato, e possiamo agire su di loro (inviandoli messaggi, per esempio) 600 anni nel futuro. Secondo il *loro* computo del tempo, invece, e’ il contrario 😀

    L’intervallo di storia del pianeta remoto, lungo ben 1200 anni, che non fa parte ne’ del nostro passato, ne’ del nostro futuro, ha il nome simpatico di Altrove e ci e’ (adesso) totalmente ignoto. Via via che passa il tempo, verra’ svelato, e un altro Altrove si creera’ centrato 1200 anni sul presente.

    PS: noi in questo momento siamo in mezzo al loro Altrove :mrgreen: :mrgreen: e non possono sapere nulla di questi ragionamenti. Le leggi della fisica glielo vietano per i prossimi 600 anni…

  22. per quanto la gravità possa essere molto elevata(doppia della Terra?) è possibile che sia abitata da vita marina in quanto l’acqua sosterebbe il peso maggiore od addirittura da crostacei terrestri in quanto l’esoscheletro potrebbe sopportare animali delle dimensioni fino a grosse aragoste. La vita potrebbe esistere, non è una possibilità da scartare esclusivamente perchèè un pianeta ad alta gravità. Adesso va capito se c’è veramente acqua!!!

  23. A Francesca: non era catastrofismo, solo qualche fondata ipotesi basata su noi stessi. L’ultima l’ho messa apposta per far arrabbiare Enzo :mrgreen: .

  24. accidenti… quando si parla di alieni si scatena il finimondo! E ancora non sappiamo nemmeno se ci sono su quel benedetto Kepler 22b…
    Abbiamo proprio bisogno di trovare amici, sembrerebbe. e pensare che di alieni (magari amici) ce ne sono tantissimi e nemmeno li vogliamo… Va beh… torniamo a noi.

    Dunque, caro Ixa-Pilot, non so come spiegartelo in altro modo… Ciò che noi vediamo è la luce che è partita da un oggetto (rifelssa o no che sia) e che è giunta fino a noi. Lo stesso Sole lo vediamo com’era otto minuti fa. Anche ciò che possiamo vedere su Kepler 22b deve essere partito sotto forma di luce e ci deve mettere 600 anni per arrivare a noi. La luce che vediamo adesso è quella di 600 anni, riflessa o emessa 600 anni fa, e quindi stiamo vedendo le immagini relative a 600 anni fa. Non so come dirlo più semplicemente…

    Caro Alfio,
    Esiste e come un ‘ora comune. In questo momento, loro vedono noi come eravamo 600 anni fa e noi vediamo loro come erano 600 anni fa. Se ne deduce che entrambi vediamo lo stesso periodo di tempo in entrambi i mondi. Più contemporaneo di così… Nello stesso preciso momento (oggi) ci vediamo come eravamo (entrambi) 600 anni fa. Basta spostare la scala del tempo di 600 anni e il gioco è fatto! Non capisco cosa intendi col fatto che per loro è il contrario… A me sembra perfettamente identico…
    Se invece ti riferisci al fatto che un nostro messaggio li raggiungerà tra 600 anni, è altrettanto vero che lo stesso farà un loro messaggio e quindi anche tra 600 anni riceveremo nello stesso istante lo stesso messaggio. Magari vai a leggere l’articolo che ho scritto sullo Spazio-tempo e gli alieni, qualche tempo fa… E’ stato proprio analizzato questo scambio di messaggi…

    Penso che Ixa-Pilot sia ancorato a un problema più “soft” e non intenda questo…

    In fondo è la stessa cosa che capita con i messaggi delle sonde spaziali… basta avere pazienza… :mrgreen:

  25. No, ma la spiegazione è chiarissima, così come quella di Antonio C. e un po meno quella di Alfio, :mrgreen: riguardo al simpatico di altrove, ma va bene…
    “non possono sapere nulla di questi ragionamenti.” menomale… :mrgreen:
    “Penso che Ixa-Pilot sia ancorato a un problema più “soft” e non intenda questo…” vero…
    Bè, Non posso dire di aver capito, ma di essere più vicino alla soluzione del mistero si… grazie a tutti.

  26. caro Ixa-Pilot,
    ci provo ancora. Prova a chiederti: “Cosa sto vedendo intorno a me, adesso?”. la risposta è: “La luce che le cose e le persone riflettono (o emettono) e che arrivano ai miei occhi, vengono elaborate e creano nel mio cervello delle immagini ben definite”. Fin qui ci siamo? Tuttavia, la luce non è istantanea, ma impiega del tempo per arrivare da dove è partira fino ai miei occhi. Se è partita a un tempo t, arriverà da me al tempo t1 diverso e posteriore a t. Noi non ce ne rendiamo conto perchè le distanze sono piccolissime e la luce sembra arrivare istantaneamente.
    Immagina adesso che sul pianeta a distanza di 600 anni luce si stia trasmettendo un film. Ogni inquadratura è fatta di luce e si propaga nello spazio. Quanto tempo ti ci vorrà per vedere una singola inquadratura? Devi aspettare, perchè la luce (e quindi l’inquadratura) impiega 600 anni per raggiungere i tuoi occhi. Oggi vedrai le varie inquadrature con un ritardo di 600 anni. Se invece di un film, pensiamo a persone reali il discorso non cambia e la loro immagine si formerà nei tuoi occhi dopo 600 anni di viaggio alla velocità della luce…
    Ad esempio, quando c’è un temporale, prima si vede il lampo e dopo un po’ il tuono. E’ lo stesso concetto: la luce e il tuono partono allo stesso momento, ma il fulmine si vede prima perchè viaggia a 300000 km/sec, il tuono si sente dopo perchè viaggia a circa 1000 km/ora. 😉

  27. Era ora che incominciassero a trovare altri pianeti potenzialmente abitabili,ma avremo migliori risultati aspettando la sonda più perfezionata dell’ESA,la sonda Darwin appositamente studiata e costruita x la ricerca di esopianeti terrestri che partirà nel 2015 allora altri 4 anni di pazienza e poi la scoperta del paradiso sarà effettiva e chissà forse anche una sua colonizzazione entro i primi 10 anni dalla scoperta staremo a vedere.
    Ciao a tutti

  28. In pratica per capire meglio la cosa, i keplerani22b che ci stanno osservando in questo momento 8 dicembre 2011, invece che vedere noi, vedono l’Italia del 1411, (più o meno il nonno di Cristoforo Colombo :mrgreen: ). Invece noi ci vedranno nel 2611. Forse è più semplice da capire se al posto della luce ci mettiamo, che so….? ….delle fotografie che partono continuamente…e c’impiegano il loro tempo ad arrivare, le vedranno sempre dopo che sono state scattate! mmmh…è una scemenza però forse rende l’idea 😳

  29. Come ebbi occasione di dichiarare in relazione all’articolo “Incontri con gli alieni” del 14 ottobre 2011, è così tanta la bramosia di conoscere l’universo che partirei veramente per un viaggio senza ritorno pur di raggiungere il suolo kepleriano.
    Scusatemi non è egoismo ma solo fantasia.

  30. Innanzitutto grazie per le esaurienti risposte…
    Come già detto la descrizione puramente fisica del fenomeno è chiara, la questione riguarda più che altro l’immaginazione del fenomeno nella propria mente, cosa non proprio immediata, ecco… ma ovviamente non c’è una spiegazione a questo.

  31. Ueh, ragazzi, sono tornato e mui sono perso un così importante articolo, provo lo steso a commentare ma il mio commento, questa volta, arriva con … 600 anni di ritardo.
    Sono molto contento della notizia e sono molto ottimista che vi siano nell Galassia pianeti veramente “terresti” nei posti giusti ma ancora difficilmente visibili. Cerchiamo di affinare gli strumenti e scoprirli veramente, le fasce abitabili che hanno queste “Terrone” credo che siano ancora abbastanza ampie (anche se relativamente piccole) per contenere delle ” Terre” o delle “Terrine” (così per finire sempre nel gastronomico unito all’Astronomico)…mah, forse stamani mi sono bevuto, al posto del latte a colazione, un goccetto de vin (e vai anche con l’Eno).

  32. Ne approfitto per inserire un quesito che mi assillava da tempo. Ma se in linea puramente teorica noi siamo in grado di osservare fin nei minimi dettagli la superficie di un pianeta distante 600 anni luce, cosa vedremmo se suddetta superficie fosse a specchio e potessimo quindi specchiarci? In quale epoca sarebbe il nostro riflesso? Beato chi mi risponde per primo ! 😛 😛 😛

  33. caro Luca : 1+1 = 2…. andata e ritorno… Oggi vedremmo quello che è successo 1200 anni fa sulla Terra. Un bel sistema per leggere il nostro passato! Complimenti!!!! :mrgreen:

  34. per vedere la nostra immagine riflessa nella superficie, devono trascorrere 600 anni perché la nostra immagine arrivi laggiù e altrettanti perché ritorni da noi!!! in totale 1200 anni…
    La prima cosa che vedremmo adesso in questo specchio è l’immagine della Terra di 1200 anni fa! 😯
    tutto questo, per semplificare al massimo, presuppone che questo specchio punti sempre verso la Terra! e non ruoti intorno alla sua stella… appena appena impossibile da realizzare!!! 😎

    Ieri sera ho buttato giù qualche riga (un po’ tante, in realtà) di commento su questa questione della luce che sembra andare lentissima!!!
    se volete posso postare questa specie di articoletto in un altro commento… 😀

  35. Esatto. Come sospettavo. E’ stato uno spunto per un mio racconto (The Eye of God) nel quale era possibile vedere il nostro passato attraverso questo ingegnoso sistema. Grazie Enzo per avermelo confermato 😉 😉

  36. Visto il successo dell’intuizione posso andare andare un pochino oltre? E se oltre al mio potente telescopio io aggiungessi un’ulteriore superficie a specchio cercando di generare riflessi infiniti tra le due superfici perfettamente parallele ma distanti 600 anni luce. I riflessi sarebbero cronologicamente diversi tra loro? E con che frequenza? Mamma mia che mal di testa 🙄 🙄 🙄

  37. e allora vado con i miei pensieri a voce alta…
    Stiamo parlando di un fenomeno strano, inconsueto. Analizziamolo dall’inizio…
    Uno si affaccia alla finestra, vede il mondo circostante, vede i palazzi di fronte, vede un albero lontano: sono tutti oggetti, realtà, situazioni, fatti, del tutto contemporanei, vicini, vicinissimi a noi. Fin dove arriviamo con lo sguardo la nostra mente sa che gli oggetti, le persone, anche una nuvola, sono lì, a poca distanza da noi, raggiungibilissimi in un modo o nell’altro.
    Gli oggetti più lontani della nostra Terra invece non li possiamo vedere direttamente, ma solo con un aiuto: stando su una terrazza alta, con un binocolo o un cannocchiale possiamo vedere un monte lontano o un orizzonte marino…
    Al di là dei monti oppure al di là di un orizzonte marino, però non si vede niente: la Terra è una sfera e la curvatura terrestre fa sì che più in là di una certa distanza non possiamo vedere.
    Gli antichi pensavano che la Terra fosse piatta perché non potevano vedere al di là dell’orizzonte, al di là dei monti: solo scalando quei monti sapevano che dopo c’era qualcos’altro, ma per capire che oltre l’orizzonte del mare c’era altro dovevano navigare e navigare… Un certo Cristoforo Colombo è andato al di là delle illusioni, delle certezze e ha trovato che c’era qualcosa dopo…
    Noi ovviamente sappiamo che una città lontana esiste, proprio perché lì c’è ad esempio un nostro amico o un parente, che possiamo raggiungere con il telefono: anche se non lo vediamo sappiamo che esiste, ci mancherebbe altro! Ecco a cosa servono le videochiamate!!
    L’idea inconscia che uno si fa è che tutto quello che si vede o si sente è raggiungibile, in un modo o nell’altro. Ci vorranno ore, un giorno al massimo, ma alla fine siamo lì alla meta.
    Forti di questa certezza allora alziamo lo sguardo in alto, verso il cielo e sempre inconsciamente pensiamo che sia la stessa cosa per quello che vediamo. La Luna, il Sole, i pianeti, le stelle: li vediamo anche ad occhio nudo (nel secondo caso con le dovute attenzioni!) e li sentiamo inconsciamente vicini.
    Qualcuno dice che la luce della Luna è partita 1 secondo prima, mentre quella del Sole è partita 8 minuti prima: non ne capiamo il significato perché non ha alcun senso logico, tangibile…
    Una luce noi la vediamo lì: come fa ad essere partita tempo prima? Non ha senso, mica è un treno che parte, viaggia lungo il suo percorso e alla fine arriva…

    E invece no!

    E’ proprio così: la luce viaggia come un treno (si parla proprio di treno d’onde) e può provenire da distanze molto più grandi di quelle che riusciamo ad immaginarci.
    Semplice e difficile al tempo stesso: una luce è continua, non si ferma mai, non smette mai di partire e questa è un’idea che è difficile ci venga in mente, non l’immaginiamo, non la capiamo subito. Non è intuitiva.
    La luce è un treno che parte continuamente, è un treno lunghissimo che non ha mai fine: ogni istante vediamo arrivare la luce così come vedremmo arrivare carrozza dopo carrozza del nostro treno senza fine…
    Ma potremmo contare i vagoni man mano che arrivano e ci accorgeremmo che la luce non è sempre lo stesso vagone che se ne sta lì tra l’oggetto che vediamo e noi, ma di questi vagoni ne possiamo contare a decine, centinaia, migliaia, milioni, miliardi, uno dopo l’altro incessantemente ed ognuno ha un cartellino che ci dice l’ora, la data in cui è partito dalla stazione, dall’oggetto che stiamo osservando.
    Gli oggetti celesti sono posti a distanze incredibili, al di là di ogni esperienza tangibile, terrena. La mente vacilla se ci dicono che la luce ha viaggiato 600 anni per arrivare fino a noi, perché noi la vediamo proprio lì questa luce, continuamente, quasi “ferma”, immobile.
    Ed invece non è così. E’ un treno che viaggia incessantemente e ogni vagone parte e viaggia verso di noi. La distanza è così inconcepibile che non riusciamo a capire che la luce che vediamo è quella di 600 anni prima e che il vagone che sta partendo ora, in questo preciso istante, lo vedremo arrivare dalle nostre parti solo fra 600 anni: nel frattempo saranno arrivati solo quelli che erano partiti prima di lui, uno dopo l’altro, incessantemente, senza sosta o ritardi. Il nostro super-treno ha una lunghezza enorme, infinita, ma ha una sua velocità, non è infinitamente veloce: viaggia alla velocità della luce. Guardacaso! 😯
    E quando la stella ad un certo punto “si spegne”, ecco che da lei è partito l’ultimo fatale vagone… noi dobbiamo aspettare prima tutti i vagoni precedenti, anno dopo anno e solo dopo 600 anni non vedremo più niente: dopo l’ultimo vagone non ce ne sono più, c’è il buio.
    Noi allora diremo che la stella è scomparsa, si è spenta, ma in realtà si era spenta ben 600 anni prima.

  38. @Pier
    Hai interpretato benissimo il problema mentale e quanto sia faticoso entrare in quest’ottica! Grazie.

  39. caro Luca: bellissima idea… penso che potresti arrivare all’origine della terra e del pianeta (di più non si può). Ma l’idea è grandiosa: dai scrivi un racconto e mandacelo!!!!! magari trovi anche il modo di arrivare a riflettere il Big Bang e … anche prima… Mi frullano alcune idee in testa… Sbrigati se no te la rubo!!!!! :mrgreen: :mrgreen: e potrebbe anche entrarci l’antispecchio…ops….l’antimateria!!! 😯
    adesso vado a leggere Pier…

  40. @ Francesca
    Sono lusingato da tale richiesta. In realtà l’intuizione l’ho inserita in qualcosa di più grande di un racconto, un romanzo, e sono già al quinto capitolo ed in cui ho appena accennato alla costruzione del TEG (Eye of God) meraviglioso ed ultrapotente telescopio a lente liquida sulla faccia a noi nascosta della Luna nel bel mezzo del cratere Icarus.
    Ma cosa avrò mangiato per partorire certe assurdità? 😕 😕

  41. io sto nel frattempo rispondendo a Luca…
    ci vuole un po’… magari quando pubblicherò la risposta questa sarà stata già scritta da qualcun’altro!!!
    anche questo è un effetto collaterale del fenomeno che stiamo studiando!! 😆

  42. caro Pier,
    dai tuoi scritti si manifesta ancora una volta l’amore e l’odio per le distanze. Le vorresti raggiungibili e invece ti fanno arrabbiare. Bisogna accettare la verità, purtroppo… Come quando aspettiamo il treno alla stazione. Anche la luce è sempre in ritardo, ma è un ritardo perfettamente regolare. Basta prendere sempre il treno partito molto prima di quello che vorremmo prendere. L’importante è che arrivi… cosa che le FFSS non garantiscono.

    E poi, se permetti, aggiungo una cosa fondamentale: se la luce arrivasse istantaneamente potremmo vedere solo ciò che sta succedendo adesso e non vedere la storia dell’Uninerso. Non saremmo mai stati in grado di sapere ciò che oggi sappiamo…

    Ecco un altro spunto per un racconto o forse un articolo addirittura: Cosa conosceremmo dell’Universo se la luce arrivasse istantaneamente ?
    Fuco alle polveri!!!! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

  43. @Luca
    Non so cosa hai mangiato, ma continua a mangiarne!!
    @ Enzo
    Fantastico! Sei riuscito a trasformare la velocità della luce da un fastidioso limite a un grande regalo dell’universo

  44. acci ragazzi… che turbinio di idee e battute. E poi qualcuno ancora non legge il sito più bello dell’universo (odierno s’intende…)
    dai Pier butta giù il tuo schema sulla mia ipotesi. Lo farò anch’io e chiunque vorrà. Luca di sicuro!!!! 😛

  45. Grande idea, Enzo!!!!
    Comunque alla luce delle ultime teorie, io direi che questo è il sito più bello del multiverso!

  46. sto scrivendo!!! ora rileggo il tutto e poi lo posto…
    in fondo è una specie di chat al rallentatore anche questa!!! 😆

    @enzo
    dopo tutto questi ragionamenti e i prossimi, invece le distanze mi stanno sempre più affascinando!!! non le odio più (se mai le avessi odiate… se ho dato questa impressione, in fondo non era corretta!), ma affascinato sì, veramente tanto…
    Non a caso esiste l’effetto PLP, no?! 😀 😉 😆

  47. Cari amici non sò voi,ma io volentieri me ne andrei dalla terra,non tanto per l’inquinamento,le guerre e le altre porcherie che combinano governi,militari ecc ecc,ma per trovare un pò di pace fisica e mentale,la destinazione Kepler 22 b o un altro pianeta mi basterebbe che fosse simile alla terra per massa,atmosfera,acqua ecc ecc e troverei il mio paradiso,possibilmente se vi fossero altri esseri umani ma allo stadio dei popoli primitivi che vivano in pace e semplicità tra loro e con la natura del nuovo pianeta.
    Sinceramente mi hanno rotto le p…..! di crisi,euro,spread e sacrifici,manovre ecc ecc ecc,lo sò che e solo un sogno ma orami cè rimasto solo questo!
    Ciao a tutti! :mrgreen:

  48. eccomi!
    Luca…
    simpatica l’idea!
    quello che conta è la distanza tra i due specchi e dunque il tempo che occorre alla luce a viaggiare tra uno e l’altro.
    Se tu realizzi questa cosa sulla Terra, in casa tua, sai che mettendo due specchi contrapposti vedi un’infinità di riflessioni ! vero, no?
    Stessa cosa succede se punti una webcam verso il monitor dove c’è un programma che mostra quello che la webcam sta riprendendo: la webcam riprende l’immagine che il PC proietta sul monitor perché la webcam la raccolga e la rinvii, in un ciclo infinito!
    E se in mezzo metti un orologio (ritardi del PC a parte!) tu vedresti sempre l’ora esatta, perché la distanza è tale che non si introduce un ritardo apprezzabile tra i treni d’onda che fanno il ping-pong tra la webcam ed il monitor.
    Stessa identica cosa per i due specchi… VICINI.
    Ora supponi di allontanare uno dei due specchi, sempre con l’orologio frapposto in modo tale da riuscire a leggere sempre l’ora (in qualche modo… dato che non è così semplice realizzare questa cosa…) 😯

    Uno specchio fisso ed uno che si allontana sempre più: questo significa che la luce ci metterà sempre di più a rimbalzare da uno specchio all’altro.
    Cosa succede quando lo specchio è arrivato alla distanza di un’ora-luce? L’orologio che vediamo riflesso sarà indietro di due ore rispetto a quello che abbiamo qui! Semplice, affascinante ma pazzesco…
    L’orologio sta ritardando ma non perché lo specchio sta viaggiando a velocità relativistiche: supponiamo invece che si sposti con una velocità normale e supponiamo soprattutto di avere tutto il tempo che vogliamo a nostra disposizione… :-O
    Ma attenzione! L’orologio ritarda di 2 ore dunque solamente perché chi ne riflette la luce è lontano e si sta allontanando: noi nel frattempo abbiamo avuto il tempo di vedere l’orologio rallentare costantemente, microscopicamente, ma inesorabilmente… Non è che ad un certo punto TAAAC l’orologio va due ore indietro! 😯

    Allontaniamo ancora di più lo specchio e portiamolo ad 1 anno-luce di distanza: l’ora a quasto punto sembrerà esatta, ma la data sarà rimasta indietro di 2 anni!! Ma non è che improvvisamente l’orologio va indietro di due anni: come prima, c’è arrivato gradualmente…

    Tutto questo vale qualsiasi sia la distanza a cui fai arrivare gli specchi: arrivati a 600 anni luce l’orologio è in ritardo si 1200 anni. Chiaro fin qui? 😎

    Ora attenzione! Io ho sempre parlato di ritardo, non di indietreggiamento dell’orologio, perché nel frattempo da noi il tempo scorre!! Noi non riusciremmo mai a vedere un’ora precedente all’istante in cui abbiamo iniziato l’esperimento, perché prima di quell’istante la luce non era ancora partita da uno specchio verso l’altro!!! E soprattutto non c’eravamo noi osservatori a raccogliere questa luce!! E questo è fondamentale ed è un piccolo particolare di non poco conto, anzi!

    Quindi niente salto all’indietro nel tempo… purtroppo… quello che vedremmo sarebbe sempre e solo noi stessi, il nostro orologio, solo a partire dall’istante iniziale ma il tutto con una velocità lenta, inesorabilmente sempre più lenta, come se vedessimo un film al rallentatore!

    Quando lo specchio è arrivato alla distanza voluta, da allora in poi il rallentamento sarebbe sempre costante…

    Indietro mai!! Sorry… 😥

    poi aggiungo in un altro commento una cosetta simpatica che mi è venuta in mente… :mrgreen:

  49. @ Enzo

    Ho appena finito di leggere il tuo racconto PLP.
    Molto bello e dello stile del mio amatissimo Fredric Brown.
    Complimenti! Ma ho letto, con rammarico, che anche tu parli di un telescopio sulla Luna! Uffà! Non si riesce mai ad essere originali neanche volendo!

    N.B.:Il mio però è più grosso… (di telescopio) 😎 😎

  50. allora vado con i ricordi…
    Anni fa uscì un divertente film di fantascienza, parodia di tanti altri film più seri del settore…
    Si tratta di “Balle Spaziali” di Mel Brooks: in alcune situazioni è veramente divertente, da piegarsi in due dalle risate…
    Se non l’avete visto… beh … è l’occasione buona!
    Dicevo… l’ho visto molti anni fa, quindi procedo un po’ a memoria, magari dimenticando certe cose piuttosto che altre: scusate dunque gli errori e le imprecisioni che commetto nel racconto, ma quello che conta è la sostanza!

    In definitiva ad un certo punto, sull’astronave del cattivone di turno, questi si domandava come sarebbe potuta finire la vicenda … ed è così che ad un suo vice viene un’idea.
    Se ne vanno nella sala proiezioni dove c’è una vasta nastroteca di film: il vice afferma qualcosa tipo “i pirati prima producevano la videocassetta di un film, non appena questo usciva nelle sale, ma ora si sono così perfezionati che riescono a produrre la videocassetta (ndr i DVD allora non esistevano!) prima ancora che il film esca!” 😯
    Scorrendo dunque la nastroteca, trovano proprio “Balle Spaziali” e iniziano a proiettarlo!!! 😆 😯
    Avanzando velocemente, arrivano proprio all’istante e alla scena che si sta svolgendo in quel momento (veramente da sballo!!!) e quando il vice fa ciao ciao con la mano per far vedere che erano arrivati proprio a quel punto, contemporaneamente si vede proiettata l’immagine di lui che fa ciao ciao con la mano!! :mrgreen: 😆 😆
    Assolutamente fantastico, allucinante e da sbellicarsi dalle risate!

    Ma… Non vi ricorda niente tutto questo?!
    😉

  51. a me ricorda il mal di testa che mi sta venendo…
    per riprendermi mi ci vogliono un po’ di Angry Birds… 😉 😆 :mrgreen:

  52. @ Pier

    Beh sì! Un nesso c’è ed il suo seguito ideale è La Guida Galattica per Autostoppisti!
    “42” sane risate di relatività generale! 😛 😛

  53. devo decidermi a comprare e a leggere quel libro…
    me ne hanno parlato da 600 anni, ma ogni volta, dopo 50 nanosecondi, me ne dimentico regolarmente… 😥

  54. Io intendevo il film (il libro non l’ho letto) che è molto godibile soprattutto quando, proprio all’inizio, polverizzano la nostra amata Terra per far passare un’autostrada spaziale!
    Come libro consiglio a te e a Enzo “Il Quinto Giorno” di Schatzing. 1032 pagine di autentica passione romanzata per i nostri Oceani e i loro delicatissimi meccanismi. A me è piaciuto molto, nonostante il mio sguardo sia più spesso verso l’alto che verso il basso. :mrgreen:

  55. Di “Guida galattica per autostoppisti” consiglio il libro anche a chi ha gia visto il film…
    Non c’è paragone 😀

    Lampante l’esempio di Pierluigi, io avrei usato il Sole come esempio……..
    Se dovesse spegnersi improvvisamente (tipo lampadina), noi ce ne accorgeremmo dopo 8 minuti………

    D’altra parte TUTTO cio che guardiamo è passato……. anche la tastiera su cui scriviamo….la vediamo non com’è adesso….. ma come era qualche miliardesimo di secondo fa (anche meno)…… :mrgreen:

  56. @Pier
    Bellissima e chiarissima la tua spiegazione degli specchi! Non è affascinante, infinite riflessioni??
    Il libro “Guida Galattica per autostoppisti” è spassosissimo. E rimanendo in tema di libri illuminanti, avete letto Flatland?
    @Enzo e altri cervelloni del sito
    Scrivete vi prego qualcosa su come l’Universo apparirebbe se la luce non avesse velocità finita, come diceva Enzo! 💡 E’ tutto ieri che ci penso!! 😎

  57. Flatland l’avevo sentito nominare moltissimi anni fa, citato in uno dei tanti libri di Martin Gardner “Enigmi e Giochi Matematici”…
    Per gli autostoppisti mi sto ingegnando: ho scaricato i pidieffe dei 5 libri e me li metterò sul tablet per leggerli la sera…
    Il film me lo sto scaricando…
    😉

  58. ancora sul problema degli specchi….

    Pier ha fatto un discorso logico e valido. io ne voglio fare un altro,ancora più semplice (forse).

    Possiamo vedere il nostro passato! In che modo?

    Seguitemi e ditemi dove sbaglio. Invio al tempo t1 l’immagine del nostro presidente del consiglio o di un calciatore o di una velina o chi volete voi. Al tempo t2=t1+600 anni la luce arriva nel pianeta alieno dove vi è uno specchio che può ricevere solo la luce che gli ho mandato io al tempo t1. Lui la rimanda indietro verso il nostro specchio. Quell’immagine (l’unica che può essere registrata) arriva da noi in t3=t2+600=t1+1200. Il nostro specchio rimanda indietro solo quell’immagine che arriva nello specchio alieno dopo altri 600 anni. Poi viene riflessa e giunge anoi dopo altri 600 anni. L’immagine è sempre la stessa, ma da noi sono passati 2400 anni. E via dicendo… Tra milioni di anni questo gioco di specchi permetterà di vedere sempre il presidente o la velina o chi volete: guarderò sempre la stessa immagine ma sempre più vecchia nel tempo… Basterebbe aprire e chiudere gli specchi al momento giusto: una specie di filtro…

    Dove sbaglio????

  59. mmmm…
    anche fra milioni di anni tu vedrai sempre la foto che era stata scattata nell’istante t1, ma non vedrai mai la foto di (ad esempio) t1-1 (dell’anno precedente)…
    vedrai sempre e soltanto quelle che tu (o qualche avo!) avevi mandato eoni prima… ma… attento! c’è un piccolo particolare: devi averla inviata! altrimenti non la vedrà mai!!!

    Ricapitolando: per poter vedere il passato, bisogna che qualcuno abbia fatto partire l’immagine ad un certo istante t1, ma quello di t1 è il passato più remoto che vedresti … 😯

  60. esatto Pier!
    ma per le future generazioni sarebbe una finestra sul passato remoto… sai che faccio? Scrivo un articoletto e poi cominciamo a divertirci… :mrgreen:

  61. @Enzo
    attendiamo l’articolo che bello!!
    @Pier
    Leggi anche Flatland, è illuminante! Oltre che divertentissimo. E’ un libricino che può essere letto come una piacevole storiella , ma ha implicazioni enormi, sia scientifiche, sia filosofiche. Davvero un capolavoro.

  62. Secondo me ha ragione Enzo!
    Se gli astronauti americani avessero montato sulla luna un superspecchio perfettamente orientato verso la terra, guardando nello specchio con un telescopio, di poco (2 secondi?), ma vedremmo indietro nel tempo.
    Lo specchio potremmo montarlo anche su marte o su giove… quindi è solo un problema tecnologico :mrgreen:

  63. siete pronti ad affrontare una delusione? mi rivolgo soprattutto ad enzo e a luca, che vorrebbero sfruttare l’idea in racconti fantascientifici o articoli!
    siedetevi comodi che comincio di nuovo con un altro piccolo commento…

    In effetti il metodo degli specchi contrapposti potrebbe essere un buon metodo per imprigionare e mantenere informazioni luminose che altrimenti andrebbero perse…
    Ci stavo pensando in questi giorni, tra un articolo e un commento…
    La luce emessa ad esempio dal Sole in ogni istante (i famosi vagoni di un treno infinito, ricordate?) ci investe, illumina, riscalda, abbronza, brucia, proprio per il fatto che noi ne veniamo investiti: in realtà il Sole emette questa luce in tutte le direzioni, in alto in basso, a destra e a sinistra, avanti ed indietro e solo occasionalmente questa luce va ad incontrare un qualunque oggetto nell’immenso spazio che ricordo essere più vuoto che pieno. In effetti in ogni istante tutta la luce (e ovviamente tutta l’energia sotto forma di radiazioni a larghissimo spettro e frequenza), insomma tutto questo ben di Dio viene perso, proprio perché viene irraggiato in tutte le direzioni. La Terra, l’umanità e tutti gli esseri viventi hanno imparato a sfruttarla appieno, per quella piccola frazione che in ogni istante viene investita: noi in più sappiamo che ad esempio con gli impianti foto-voltaici l’energia luminosa può essere accumulata in appositi condensatori che poi la possono rilasciare quando desiderato, ma solo con un certo grado di efficienza.

    Ma tutta l’energia che non investe la Terra che fine fa?
    Semplice! Continua imperterrita il suo viaggio nel vuoto espandendosi sempre di più e dunque investendo sempre con minore potenza gli oggetti a distanze maggiori: ecco perché l’energia del Sole è di parecchio ridotta ad esempio alla distanza di Marte, per essere ancora più ridotta dalle parti di Giove e via dicendo.
    Semplificando al massimo, l’energia emessa in ogni istante dal Sole si espande sempre più in un cosiddetto fronte d’onda sferico, come un immenso palloncino che si espande (senza mai scoppiare!) ed in ogni istante distribuendo su tutta la superficie di questo pallocino la propria potenza. La luce è solo una delle infinite forme di energia emesse dal Sole ed esattamente nello stesso modo viene spalmata su questa superficie del palloncino, mantenendo sempre la propria potenza iniziale (ricordate che “nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma“), però distribuita in una zona che aumenta sempre più.
    Fatalmente, man mano che la luce si allontana dal Sole, perde puntualmente la sua forza, tanto è vero che, guardandola da un altro punto di vista, la luce del Sole è sempre meno brillante quanto più siamo lontani dall’astro.
    Di questo fatto dobbiamo tener conto nel gioco degli specchi contrapposti!!! L’attenuazione dovuta alla distanza va considerata eccome!
    Se dalla Terrona posta a 600 anni luce dal Sole, lo osservassimo con un telescopio anche potentissimo, la sua luce sarebbe assolutamente debole… e stiamo parlando del Sole, una nana gialla, ma pur sempre una stella… (E’ un fatto che sottolineo ogni puntata dei miei articoli sulle costellazioni)
    Figuriamoci allora la famosa foto di una velina e di qualcos’altro… Dovremmo spararla con una potenza allucinante per poterla vedere nel famoso specchio appena dopo il primo viaggio…
    Dopo il secondo tragitto, della velina c’è rimasto ben poco… abbiamo perso le informazioni luminose che ci eravamo illusi di poter mantenere imprigionate…
    E noi che parlavamo di infinite riflessioni!! Riflettendoci bene il meccanismo non funziona affatto! 😯
    Sorry! 😥

    PS anche a distanze inferiori il discorso non cambia: forse la nostra velina resisterebbe solamente un po’ di più… 🙁

  64. @ Pierluigi

    Non potremo, in futuro, compensare la perdita di luce con un enorme potere risolutivo?
    In pratica riuscire a catturare quei pochi fotoni per poi rimapparli come attualmente già fanno i software di rielaborazione immagini.
    Mai dire mai :mrgreen:

  65. sì, ma bisogna vedere se “il gioco vale la candela”…
    già abbiamo speso svariati patrimoni a spostare uno specchio immenso (perché mica potrà essere tanto piccolo!) a 600 anni luce e poi dovremmo creare un super amplificatore accumulatore per fare che? per la foto decisamente datata di una velina?! ma sai quante ne scarichi da internettone sulla Terrona!!! 😀

    No, decisamente non mi pare un buon metodo per mantenere memoria di immagini del passato… forse c’è di meglio! visto poi che non si può andare a ritroso nel tempo… e che arrivare a 600 al di distanza non è una passeggiata!! 😯

    magari nei prossimi commenti ci inventiamo qualcosa di meno deludente!
    😉

  66. In effetti l’escamotage l’avrei già trovato ed incluso nel racconto (a proposito visto il successo della mia speculazione :mrgreen: ho intrapreso uno spin off del mio romanzo) che presto metterò, vista la pressante richiesta 😉 , a vostra disposizione. Siate buoni con le recensioni, mi raccomando 🙄 🙄

  67. cari Luca e Pier,
    ovviamente non bisogna tener conto della dispersione… Qui si ragiona in termini di potenzialità semi-illimitate. D’altra parte bisognerebbe anche (come dice Luca) poter avere la risoluzione necessaria e molto altro ancora. Per favore, Pier, non essere troppo… SCIENTIFICO!!!!!!

    Comunque, per far divertire tutti, mando un articoletto e poi se ne discute più a fondo… (tenendo presente le obiezioni PLPiane…)

  68. 😥
    ho cercato di essere scientifico per la delusione… perché dopo averci ripensato un po’ su è crollato un castello di cristallo tutto brilluccicante!!!
    mi si è frantumato così, in un batter d’occhio… 😥
    😉 😉
    però se “ti piace vincere facile” (come diceva una pubblicità!) vai tranquillo…
    i sogni non costano nulla… gli specchioni a 600 anni luce invece sì !! Ma chissene!! 😆
    :mrgreen:

  69. @Pier
    Che delusione davvero! 😥 Ma per un romanzo di fantascienza rimane un’idea fantastica! E anche per esercitare tanto i neuroni e la fantasia

  70. è vero Francesca!
    in questo caso basta utilizzare specchi a smetandri, che amplificano tutti i segnali che ricevono e li rispediscono indietro senza interferenze di sorta…
    perché nessuno ci aveva pensato prima?
    ah già, perché gli smetandri verranno scoperti solo fra 2-300 anni 😯

  71. 😆
    Ragazzi urge spionaggio industriale per rubare il segreto della tecnologia PLP a Pier e Enzo!!

  72. il segreto di Pulcinella sono gli smetandri… se ne trovate qualcuno allora potete costruire una macchina del tempo-spazio: si chiama così perché per costruirla ci vuole molto tempo e molto spazio…
    io ho trovato uno smetandro proprio sulla punta della piramide di Cheope… ma era l’unico…
    pare che un’altro stia sulla cima dell’Everest… buon viaggio! 😉

  73. Ma dite che in un qualche futuro non saremo in grado di “manipolare” la somma dei cammini di Feynman e “pilotare” il luogo di decoerenza di oggetti macroscopici?
    Potremmo saltare di pianeta in pianeta in un batter d’occhio! 😉

  74. Cari tutti,
    filosofeggio!!
    Ma ci avete mai pensato che il presente non esiste!
    Tutto quello che vediamo fa’ ormai parte del passato
    1) anche alla distanza di un centimetro la luce impiega
    comunque un infinitesimo temporale.
    2) Dobbiamo aggiungere poi, l’elaborazione dei nostri neuroni
    e l’attivazione dell’io cosciente per realizzare quello che stiamo vedendo.
    Ergo,
    il presente non esiste!

  75. caro Marco,
    non è propriamente esatto… Il nostro presente esiste, ma viene visto da altri sempre nel loro passato. In altre parole: se t1 è il nostro presente, esso arriverà a un certo individuo in t2, che quindi potrà confermarmi in t3 che ha visto il mio presente, che ormai però …. è passato…

    C’è qualche strano microbo alieno nell’aria…? :mrgreen: :mrgreen:

  76. i latini, che conoscevano a malapena il Teorema di Pitagora, dicevano:
    tempus evolat

    il presente non esiste, il passato esiste solo se uno se ne ricorda, il futuro? basta aspettare…
    ma questo secondo me non è vivere: robot o zombie o un essere umano senziente, farebbe poca differenza.

    NO cari miei non sono d’accordo: il presente c’è e come (lo sto vivendo!), il passato pure anche se per caso non me ne ricordo (non sono mica Pico della Mirandola!) e il futuro anche lui esisterà (e me lo invento come voglio io!) ! Pensare positivo non ha mai fatto male a nessuno…

    mi sembra di vedere laggiù qualche simpatico negazionista che davanti al presente ormai diventato passato ha la sfrontatezza di dire “no, non è mica successo…”

    /$&%$/&%$£$/& 😈 👿
    ma per favore… 😕

  77. Ma perchè il presente deve essere un istante esatto?
    Viamo nell’era quantistica: perchè anche il presente non può essere una distribuzione di probabilità intorno a quello che intuitivamente chiamiamo “qui e ora”, il quale “sfuma” gradualmente nel passato e nel futuro?

  78. Caro Pierluigi,
    Filosofia, che a volte lascia sempre un po’ il tempo che trova, ma filosofia.
    Quello che viviamo e’ solo la percezione del presente.
    Scientificamente parlando tutto quello che vedi e senti e’ gia’ parte del passato.
    Anche gli stessi pensieri che facciamo, fisiologicamente hanno un tempo di realizzo.
    Se la vediamo invece solo da un punto di vista relativo alla nostra vita senza addentrarci in questi meandri, allora possiamo dire che il presente e’ ….questo momento…..ma in realta’ …e’ gia’ passato

  79. @ Enzo
    @ Pier
    @ Francesca

    Ehm 🙄 Avrei finito il racconto breve sull’argomento qui disquisito e da voi richiesto. Ho pensato di intitolarlo “Il sorriso di Einstein” e di dedicarlo principalmente ad Enzo per il suo grande impegno nell’arricchire di contenuti il sito più bello di tutti gli spazi siderali e poi a tutti quanti i suoi membri per l’interessante originalità dei loro interventi. Spero vi piaccia. Una cosa: come faccio a spedirvelo? Utilizzo la chat o qualche altro modo? Attendo istruzioni…
    Ciao a tutti! 😉 😉 😉

  80. caro Luca,
    perchè non lo mandi a Stefano in modo che lo possa pubblicare sul sito? Così lo leggono tutti. Sono convinto che non abbia alcun probelma a farlo… 😛