Oltre la fantascienza: quando il mostro mangia troppo!

L’Universo riesce sempre a stupirci, senza bisogno di pensare troppo. Sappiamo molto sulla vita dei buchi neri, ma vedere in diretta non solo il pranzo, ma addirittura la … digestione, sembrava impossibile. E invece…

Fondamentale è stata la collaborazione tra il satellite RXTE e il radio telescopio VLBA. Questa splendida accoppiata ha potuto riprendere il momento esatto in cui un buco nero invia nello Spazio non i “soliti” getti, ma “proiettili” di gas ionizzato dalla forma di enormi “gocce”. Queste gocce o -se preferite- “blob” di gas vengono espulsi a velocità dell’ordine di un terzo di quella della luce e dovrebbero crearsi proprio al bordo dell’orizzonte degli eventi.

La ricerca che ha portato a cogliere l’attimo di questo spettacolare evento è iniziata a metà 2009, quando è stato localizzato un violentissimo “scoppio” nel sistema binario H1743-322, localizzato a circa 28000 anni luce nella costellazione dello Scorpione. La coppia è formata da una stella “normale” e da un buco nero di massa sconosciuta, ma sicuramente non troppo elevata. Vivono così vicine (periodo orbitale dell’ordine dei giorni) che il $buco nero$ continua a nutrirsi del gas strappato alla compagna. Come sappiamo bene, questo gas forma un anello di accrescimento di milioni di chilometri di diametro attorno al “mostro” affamato. Il materiale che cade verso il $buco nero$ è compresso e riscaldato fino a temperature di decine di milioni di gradi ed emette raggi X.

Una parte di questo gas viene indirizzato in senso perpendicolare al disco e origina i celebri getti. Essi normalmente mostrano una continua e costante espulsione di particelle. Di tanto in tanto l’accumulo di materia va oltre la normale digestione e dà luogo a spaventosi “blob” di gas che si lanciano verso lo spazio che circonda il $buco nero$.

Seguendo per parecchi giorni l’evoluzione dello scoppio nei raggi X del sistema binario, si è riuscito a “vedere” direttamente la creazione dei “blob”. Prima da una parte e dopo un giorno dall’altra, come mostra la splendida serie di immagini della figura che segue.

I buchi neri supermassicci al centro delle galassie agiscono in modo simile, ma più lento. Studiare questa fenomenologia direttamente su versioni ridotte, può aiutare a capire gli eventi dei super giganti.

Solo fortuna o anche abilità umana?

La sequenza degli eventi osservati da RXTE e dal VLBA

La sequenza degli eventi osservati da RXTE e dal VLBA. La parte alta si riferisce alle vere osservazioni, la parte bassa mostra la relativa visione “artistica”. (Fonte: NRAO and NASA’s Goddard Space Flight Center) – ingrandisci

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7 Commenti

  1. Come vivere all’interno di un film di fantascienza e non poter cambiare canale. Affascinante quando la realtà supera la fantasia. 😛
    Secondo me Indiani – Alieni per comunicare a grande distanza usano segnali di gas ionizzato provenienti dal buco nero:

    un blob=siamo qui
    due blob=richiesta di aiuto
    due blob + burst di raggi X=chiuso per turno :mrgreen:

  2. Caro Enzo,
    grazie per l’ennesimo bellissimo articolo ( sto studiando il cono di luce eh, non temere… 😥 ). Vorrei chiederti una precisazione: quando si parla di gas ionizzato, cosa si intende esattamente?

  3. Grazie Enzo, bellissimo articolo, stimolante anche per due chiacchere in fantasia come in modo molto bello a fatto Luca.

  4. caro Andrea,
    per gas ionizzato s’intende un gas in cui atomi hanno perso un elettrone e quindi si sono prodotti ioni, ossia sono carichi elettricamente. Il gas ad alta temperatura è quasi sempre ionizzato… Se, in media, la carica totale di un ammasso di gas ionizzato è nulla, si chiama anche plasma…

  5. grazie Moreno!
    dovrebbe senz’altro essere un progetto ambizioso e interessantissimo. Attendiamo con ansia… 😉