CSI Chicxulub: gli indizi puntano all’asteroide

Un nuovo studio mette alla sbarra l'effetto dell'impatto di Chicxulub ed il vulcanesimo dei trappi del Deccan, e scova (forse) il colpevole dell'estinzione dei dinosauri

I dinosauri (e non solo) si sono estinti “improvvisamente”, circa 66 milioni di anni fa. Due sospetti colpevoli coevi sono stati individuati: l’asteroide che impattò più o meno nello stesso periodo a Chicxulub (Yucatán), e le violente eruzioni che generarono i trappi del Deccan (India). Si è discusso a lungo se uno dei due fosse il principale colpevole, o se entrambi in sinergia avessero causato l’estinzione. Ora sembra che l’ingarbugliata situazione sia stata dipanata.

Draghi, giganti, grifoni: i dinosauri hanno sempre solleticato l’immaginazione degli uomini, fin da prima di realizzare effettivamente che cosa fossero.

Ancora di più dopo che si realizzò che erano gli esseri viventi più diffusi sulla Terra per quasi 200 milioni di anni, e che si erano pressoché del tutto estinti circa 66 milioni di anni fa, durante un periodo che pareva molto breve, o addirittura brevissimo.

Due gli eventi che si verificarono in quel periodo preciso, e che avrebbero potuto causare la loro estinzione, da soli o in concomitanza: la formazione dei Trappi del Deccan, e l’impatto meteorico che ha creato l’enorme cratere di Chicxulub (Yucatán).

Fontane di lava dal vulcano basaltico Holuhraunin, in Islanda nel settembre 2014. L’evento può essere considerato un analogo in miniatura delle eruzioni nei Trappi del Deccan, 65 milioni di anni fa. Crediti: Michelle Parks (Università d’Islanda)

I Trappi (scalinata in svedese) del Deccan sono localizzati nella regione centro – settentrionale dell’India, nella zona (appunto) degli altopiani del Deccan.

Sono costituiti da grandi colate di basalto fuoriuscite durante l’avvicinamento dell’India all’Asia,  nel corso di estese e prolungate eruzioni vulcaniche che hanno inondato di lava la terra emersa od i fondali oceanici.

Per darvi un’idea, nel corso di diverse centinaia di migliaia di anni si è formata una regione grande circa 1,5 milioni di km2, approssimativamente l’estensione della Mongolia o dell’Iran, circa 5 volte l’Italia.

Durante queste estesissime eruzioni vulcaniche, grandi volumi di anidride carbonica e di ossidi di zolfo sono stati emessi nell’atmosfera, e questi avrebbero potuto modificare le temperature su scala planetaria.

Ma, più o meno nello stesso periodo, ci fu l’impatto di un asteroide di circa 12 km di diametro, pressappoco come la luna di Marte Deimos.

Immagine artistica dell’impatto dell’asteroide di Chicxulub. Crediti: Esteban De Armas, Shutterstock

L’impatto fu devastante, e creò un cratere del diametro di circa 300 km, con onde di tsunami alte più di 100 metri, che sarebbero arrivate fino agli attuali Texas e Florida.

La particolare inclinazione dell’impatto e le caratteristiche del fondo oceanico colpito dall’asteroide, produssero senz’altro enormi quantità di polveri e di ossidi di zolfo, che raggiunsero la stratosfera e rimasero lì per anni, impedendo alla radiazione solare di giungere a terra.

Per darvi un’idea, si calcola che lo zolfo liberato dalle rocce sia stato pari a circa 325 miliardi di tonnellate, cioè 10 mila volte quanto liberato durante l’esplosione del  Krakatoa.

 

Quindi, si pone il dilemma: quale dei due eventi ha determinato l’estinzione dei dinosauri? Possono aver agito in sinergia per causare la fine di questi giganti? Oppure si sono contrastati a vicenda?

 

A questo dilemma ha tentato di rispondere un gruppo di ricercatori dell’Imperial College di Londra, dell’Università di Bristol e dell’University College di Londra.

Hanno infatti predisposto dei modelli matematici in modo da ricreare il clima della Terra in quel periodo, e poi hanno simulato i vari scenari risultanti dai due fenomeni e dal loro sovrapporsi.

Le diverse simulazioni mostrano che, mentre gli eventi legati alla formazione dei Trappi del Deccan non sono stati sufficientemente intensi da alterare in maniera globale e mortale l’ambiente di vita dei dinosauri,  l’impatto dell’asteroide ha reso il mondo inospitale per tutti i dinosauri ad esclusione degli uccelli.

Non solo, le ricostruzioni mostrano che l’effetto dei soli vulcani avrebbe lasciato parte del pianeta ospitale, e che la presenza di CO2 ha probabilmente aiutato il mondo a riprendersi  dopo anni di oscurità e freddo devastanti prodotti dall’impatto.

Per contro, l’impatto dell’asteroide ed il successivo diffondersi in stratosfera di polveri e zolfo hanno prodotto uno schermo efficace alle radiazioni solari, ed un conseguente lungo e mortale “inverno” freddissimo.

 

QUI potete trovare un articolo più esaustivo (in italiano), mentre QUI potete trovare l’articolo originale con le simulazioni (in inglese)

 

Ringrazio per la preziosa collaborazione corrado973.

Ti ricordiamo che per commentare devi essere registrato. Iscriviti al Forum di Astronomia.com ed entra a far parte della nostra community. Ti aspettiamo! : )

4 Commenti    |    Aggiungi un Commento

  1. Bella la simulazione dell'Imperial College! Ho visto da poco un documentario coi risultati delle spedizioni geologiche nell'area dell'impatto e dintorni, i poveri dinosauri hanno avuto una scalogna cosmica: sarebbe bastato un ritardo di pochi minuti dell'impatto o un angolo diverso e i lucertoloni scorazzerebbero ancora per il pianeta.

  2. Citazione Originariamente Scritto da Zoroastro Visualizza Messaggio
    i lucertoloni scorazzerebbero ancora per il pianeta.
    Loro scorrazzerebbero. E noi no...

  3. Leggere questi articoli, anche se quello originale l'ho fatto (non tutto) molto a fatica, è sempre affascinante!
    Indagare in un tempo così remoto facendo scorrere la moviola all'indietro per cogliere questi eventi epocali non è affatto semplice e qualche incertezza sempre rimane; è un po' come indagare nello spazio profondo: Ne sappiamo molto ma nuovi strumenti innovativi ci permetteranno di avere una visione sempre più nitida e di pingerci oltre.
    Dei Trappi del Deccan non ne sapevo nulla e nemmeno immaginavo un fenomeno di portata tale da formare accumuli basaltici di un volume così sconfinato!