Una nuova cometa dei record si tufferà ad aprile sul Sole: vediamo la sua orbita in 3D

Una cometa scoperta recentemente potrà forse riservarci delle sorprese in prossimità del passaggio al perielio, prima di essere fatalmente distrutta dal Sole


Si tratta della cometa C/2026 A1 (MAPS) scoperta il 13 gennaio di quest’anno dall’Osservatorio AMACS1 situato nel famosissimo e stupendo deserto di Atacama, in Cile, per mezzo di un telescopio Schmidt da 11″: la sua magnitudine era pari ad appena 17.8 .

Al momento della scoperta si trovava a ben 2.056 UA dal Sole e la sua particolarità è che si tratta di una cometa della famiglia delle “Kreutz sungrazer“, cioè quelle comete votate al suicidio in quanto effettuano un’orbita con un perielio vicinissimo al Sole: in genere queste traiettorie le lasciano senza scampo e negli ultimi momenti della loro esistenza vengono osservate dalle sonde che monitorano il Sole e dotate di coronografo.

La particolarità, il record, di questa cometa è che (tra le parenti della sua famiglia dedita all’harakiri) è quella che è stata scoperta alla maggiore distanza dal Sole.

Inoltre la cometa era già stata individuata in immagini del dicembre del 2025, quando era di magnitudine ancora più bassa, pari a 20.

Vediamo cosa dice SpaceWeather sull’argomento: come sempre traduco l’articoletto in modo ragionato e non artificiale, a maggior ragione perché il sito si vanta di essere immune dalle influenze dell’IA. Nel corso della traduzione aggiungerò informazioni ed immagini raccolte da altri siti, principalmente da Wikipedia, in versione inglese, perché più completa.

Subito dopo presenterò il mio programma di visualizzazione delle orbite, aggiornato per questa situazione, come vedremo.

Questa cometa sungrazing potrebbe essere interessante

Una cometa sta letteralmente cadendo sul Sole, diretta com’è verso la nostra stella: l’incontro suicida nei primi giorni d’aprile (il 4 per l’esattezza) potrebbe diventare uno degli eventi più importanti del 2026 per i telescopi del “proprio giardino di casa” (ndr: i soliti “backyard telescopes” che evidentemente nelle città americane sono frequentissimi).

Data la sua orbita potrebbe essere osservabile nell’emisfero australe, con telescopi da 8-10″.

L’Astronomo dilettante Efrain Morales, da Porto Rico, ha fotografato questa cometa il 6 febbraio

e conferma appunto che si tratta di una Kreutz Sungrazer.

Per adesso è solo una macchiolina, ma le previsioni suggeriscono che la cometa potrebbe diventare molto luminosa nel periodo in cui sfiorerà la superficie del Sole ad appena 783892 km durante la prima settimana di aprile.

Come paragone, la Grande Cometa del 1965, la Ikeya-Seki, che si era avvicinata ancor di più al Sole (450000 km), si era mostrata in cielo con una splendida magnitudine pari a -10 essendo visibile anche di giorno.

In quest’altra immagine, vediamo la cometa fotografata da Alain Maury e Georges Attard il 17 gennaio, pochi giorni dopo la scoperta

La Grande Cometa del 1965

Apro una parentesi… Qui vediamo un’immagine di questa cometa (ndr: che quasi sicuramente avevo pure visto quand’ero ragazzino!)

Copyright © 1965 by Roger Lynds

ripresa da Roger Lynds a Kitt Peak in Arizona, mentre qui la vediamo in prossimità del grazing sul Sole

Copyright © 1965 by F. Moriyama and T. Hirayama

immortalata dai due Astronomi cinesi F. Moriyama and T. Hirayama (dal Tokyo Astronomical Observatory, a Mitaka in Giappone) per mezzo di un coronografo da 12cm e lastre fotografiche Fuji, con filtro Mazda VG1B ed un’esposizione di 4 secondi. Davvero altri tempi e altra tecnologia!!

Torniamo all’articolo

Le comete che sfiorano il Sole in genere creano buone aspettative, dato che si schiantano sul Sole dapprima aumentando di parecchio la luminosità e fatalmente disintegrandosi nel nulla cosmico.

La cometa C/2026 A1 (MAPS) potrebbe risultare differente proprio perché era stata scoperta ad una distanza quasi doppia rispetto alla Ikeya Seki, ma non c’è alcuna garanzia che possa aumentare la propria luminosità: sarà molto interessante seguire l’evoluzione nel periodo di tempo fino al perielio.

Rimanete sintonizzati!

Il mio programma 3D interattivo

Come promesso nell’introduzione, vediamo insieme l’orbita della cometa C/2026 A1 (MAPS) nella parte interna del Sistema Solare.

In particolare i dati della cometa e dei pianeti l’ho presi come sempre dal sito Horizons della NASA/JPL, con un meccanismo oramai ben consolidato, ma non per deboli di cuore: in breve, anzi brevissimo, ho scaricato i dati giornalieri dei vari oggetti, dal 1 dicembre 2025 fino al 1 luglio di quest’anno, facendoli leggere dal mio programma 3D, che successivamente va adattato ad ogni situazione.

Abbiamo visto nel corso degli anni questo programma per varie sonde spaziali, asteroidi, comete, pianeti, ecc ed in tutti i casi la schermata del programma si apre in una seconda pagina del browser: per precisa scelta del vostro pignolone, il programma l’ho sempre sviluppato sul PC con un aspetto orizzontale (formato landscape, per chi se ne intende), mentre i nostri cellulari di solito sono di tipo portrait, verticali, per cui vanno ruotati di 90°.

Sul PC si interagisce (con i soliti comandi naturali) con il mouse, cliccando e trascinando col tasto sinistro per modificare la prospettiva mentre con la rotella si agisce sullo zoom. Cliccando con il tasto destro e trascinando l’immagine se ne ottiene lo spostamento laterale senza modificare prospettiva e zoom.

Nei cellulari o meglio sui tablet, le mosse da eseguire sono quelle naturali che impariamo fin da subito (facendoci magari aiutare dai figli o nipoti!) e cioè il trascinamento tramite un dito, per spostare il punto di vista e lo zoom per mezzo di due dita: più difficile a dirsi che da farsi!

Inoltre in alto a sinistra c’è una legenda che mostra quali sono gli oggetti rappresentati, in base al colore della loro orbita e del puntino che li rappresenta ed infine ci sono i tre classici tastini di play, pause e step che servono a far partire la simulazione, fermarla e procedere passo passo.

In questo caso il tasto play farà muovere cometa e pianeti lungo il loro tratto dell’orbita, opportunamente rallentando il tutto per poter vedere qualcosa: rilanciando la simulazione si può scegliere di fermarsi in un qualunque punto e poi procedere passo passo, giorno dopo giorno fino alla fine della simulazione.

cliccare l’immagine per aprire la simulazione 3D interattiva in un’altra pagina del browser

Possiamo vedere che la cometa corre come un’addannata (ndr: per i non romani, significa “come una pazza”) in prossimità del Sole, ma ovviamente tutto il tratto che va dal perielio fino a luglio 2026 è praticamente solo teorico, visto che purtroppo la cometa verrà disciolta come le ali del mitico Icaro…

Inoltre i più attenti potranno accorgersi che proprio in prossimità del perielio il percorso della cometa appare quasi angolato, spezzato: questo succede perché lo step adottato per le posizioni (una al giorno) è troppo largo per un passaggio più ravvicinato e velocissimo: per vedersi una curva in prossimità del perielio (nei limiti dell’approssimazione data dallo schermo utilizzato) si dovrebbe scendere ad esempio ad una posizione ogni ora, cosa che aumenterebbe la mole di dati da caricare quando si lancia il programma.

Buone simulazioni!

 

Informazioni su Pierluigi Panunzi 618 Articoli
Classe 1955, sono nato e vivo a Roma, laureato in Ingegneria Elettronica, in pensione dopo aver lavorato per anni nel campo del software, ma avrei voluto laurearmi in Astronomia. Coltivo la passione per l’astronomia dal giorno successivo allo sbarco dell’uomo sulla Luna, maturando un interesse sempre crescente per la Meccanica Celeste, il moto dei pianeti, la Luna e i satelliti. Da molti anni sono divulgatore scientifico e in passato ho presieduto a serate astronomiche organizzate a Roma e paesi vicini. Da parecchi anni mi sto perfezionando nell’astrofotografia grazie all’auto-regalo di varie apparecchiature digitali

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