L’impatto di un asteroide sulla Luna potrebbe provocare una tempesta di meteore e meteoriti

Un piccolo asteroide scoperto nel 2024 potrebbe impattare la Luna nel 2032, con conseguenze sulla Terra


Se ne sta parlando da parecchio tempo: già dal 2024, anno in cui era stato scoperto, si era visto che l’asteroide 2024 YR4, una roccetta di 60 m di diametro, si sarebbe avvicinato moltissimo al sistema Terra-Luna.

Studi successivi hanno permesso di affermare che questo asteroide NEO (NEAR Earth Object) avrebbe avuto un rischio di impatto con la Terra pari allo 0%, ma studi recentissimi hanno evidenziato un’alta probabilità di impatto dell’oggetto celeste sulla Luna.

Vediamo cosa è apparso l’anno scorso e più recentemente, in due articoli che vado a tradurre con la mia IP (Intelligenza Personale), senza minimamente interpellare l’in-famous IA, viceversa utilizzata da oramai tantissima gente, anche se è del tutto artificiale e perciò innaturale…
I miei commenti appariranno come sempre in corsivo

A luglio del 2025…

… era apparso un articoletto sul sito SpaceWeather dove l’autore (anche lui giustamente allergico all’IA) suggeriva di cerchiare sul calendario la data del 22 dicembre 2032, quando dalla Terra si potrebbe assistere ad una rarissima pioggia di meteore, costituite da polveri e frammenti di roccia lunare.

Un team di Astronomi dell’Università del Western Ontario ha infatti analizzato cosa potrebbe succedere se un asteroide di 60m di diametro si schiantasse sulla superficie lunare: in un loro studio su arXiv affermano che l’impatto potrebbe rilasciare l’energia equivalente a circa 400 volte la potenza della bomba di Hiroshima, creando un (ennesimo) cratere dal diametro di un km e sparando via fino a 100 milioni di kg di detriti lunari (i soliti anglofoni: non farebbero prima ad uniformarsi con il SI e dire centomila tonnellate? almeno non hanno usato unità di misura strane, come piedi cubici, anfore o diti medi).

In questa immagine vediamo il corridoio di impatto stimato per l’asteroide YR4.

Il leader dello studio, lo Scienziato Planetario Paul Wiegert afferma : “abbiamo trovato che fino al 10% del materiale espulso potrebbe raggiungere la Terra entro pochi giorni, provocando una tempesta meteorica accattivante per i nostri occhi, con un tasso di meteore di un’ordine di grandezza maggiore rispetto a quelli usuali”.

La parte superiore dell’atmosfera terrestre potrebbe essere picchiettata da materiale lunare a bassa velocità (da 2 a 3 km/s), molto più bassa dei circa 20 km/s di meteoroidi interplanetari: come risultato, queste meteore dovrebbero apparire più lente, più deboli e con una durata della scia luminosa maggiore rispetto alla media. Potrebbero comunque essere visibili ad occhio nudo ed abbastanza numerose: ognuno dei frammenti costituenti questo sciame meteorico sarebbe un pezzo di Luna.

La stima di impatto sulla Luna, secondo gli autori, è pari al 4%, poco ma significativo, non trascurabile: la stima verrà effettuata di nuovo nel 2028, quando l’asteroide YR4 emergerà di nuovo dal bagliore solare e ricomincerà ad essere di nuovo osservabile.

Se giungerà a bersaglio, l’asteroide provocherà il più grande cratere da 5000 anni a questa parte.

Vediamo ora cosa dice Andy Tomaswick in un articolo di pochi giorni fa su UniverseToday, che vado a riassumere in modo ragionato.

L’asteroide 2024 YR4 ha la probabilità del 4% di colpire la Luna. Ecco perché si tratta di una miniera d’oro.

Gli scienziati si stanno preparando sia dal punto di vista peggiore (grande rischio per i satelliti e un numero alto di meteore che piovono dall’alto su una vasta porzione del pianeta) sia da quello più favorevole (una possibilità che capita una volta nella vita di studiare la geologia, la sismologia  e la composizione chimica del nostro satellite naturale).

Un nuovo studio guidato da Yifan He dell’Università di Tsinghua in Cina, rilasciato in arXiv, analizza le varie sfaccettature interessanti che ci potrebbero essere dietro all’eventuale impatto lunare, che avrebbe una grandezza pari a 6 volte rispetto all’ultimo impatto maggiore avvenuto nel lontano 2013, provocato da un meteoroide più piccolo.

In caso di impatto lunare, si verificherebbe un evento fortuito per gli Scienziati che si occupano di impatti ad alta energia: mentre possono simulare tutte le possibili situazioni, grazie a svariati modelli, monitorare un evento proprio mentre si verifica genererebbe un’enorme quantità di dati mai raccolti in precedenza ed assolutamente irrealizzabili per altra via. L’impatto vaporizzerebbe le rocce ed il plasma e sarà direttamente visibile dalle regioni del Pacifico, laddove sarà notte durante l’evento.

Anche dopo parecchi giorni, il materiale sciolto dall’impatto si starebbe ancora raffreddando, permettendo ad osservatori nell’infrarosso (come il famosissimo James Webb Space Telescope, JWST) di catturare montagne di dati sul processo di raffreddamento, potendo così studiare meglio come si formino i crateri sulla Luna.

In questo caso si dovrebbe creare un cratere di 1km di diametro, profondo tra 150 e 260 m, con una collinetta centrale di materiale fuso alta un centinaio di metri: paragonandolo con altri crateri sparsi sulla superficie lunare potremmo comprendere meglio la storia della loro nascita.

Altri effetti collaterali

L’impatto dovrebbe provocare un terremoto lunare di magnitudine 5.0, il più alto valore mai registrato dai sismografi, piazzati sulla superficie lunare dalle missioni Apollo: è molto probabile che altre apparecchiature simili verranno posizionate nel frattempo da agenzie spaziali di tutto il mondo, in corsa verso la conquista della Luna.

In più, osservando la propagazione del lunamoto provocato dall’impatto si studierà meglio l’interno della Luna permettendo ai ricercatori di comprenderne la composizione senza la necessità di bombardare artificialmente la superficie lunare.

Un altro pezzo importante del puzzle sarà il campo di detriti provocato dall’impatto: si calcola che almeno 400 kg di materiale potrebbe sopravvivere al rientro sulla Terra, in modo tale che gli Astronomi potrebbero avere a disposizione una missione in larga scala di rientro di campioni lunari, anche se risulteranno bruciati a causa del passaggio nell’atmosfera.

Le simulazioni prevedono, intorno al Natale del 2032, la presenza di 20 milioni di meteore che colpiranno la nostra atmosfera ogni ora ed almeno nella parte più direttamente interessata della Terra, saranno visibili anche ad occhio nudo. Tra questi ci saranno anche tra 100 e 400 bolidi ogni ora. Uno spettacolo davvero da non perdere!

Non è tutto oro quello che luccica: il rovescio della medaglia

C’è un aspetto decisamente negativo: questi 400 kg di meteore dovranno atterrare in qualche luogo della Terra e sembra che i mirini puntino sull’America Meridionale, il Nord Africa e la penisola Arabica, non proprio le zone più costruite ed abitate della Terra, ma pochi kg di detriti che cadano nel Dubai potrebbero provocare parecchi danni.

Ma assolutamente maggiore sarebbe il rischio per le mega costellazioni di satelliti, che giocano un ruolo importante nella navigazione e nelle reti in questi ultimi tempi. Un evento del genere provocherebbe la cosiddetta “Sindrome di Kessler” (una reazione a catena catastrofica innescata dai detriti spaziali di satelliti in orbita bassa, studiata da Donald J. Kessler, consulente scientifico della NASA: vi invito a leggere la pagina di Wikipedia che ne parla diffusamente… Non è fantascienza!!): nel caso peggiore si avrebbe un crollo della rete globale per svariati anni e in più sarebbe impossibile mettere in orbita altri satelliti per un periodo ancora più lungo.

Le contromosse delle agenzie spaziali

A causa di questi rischi, alcune agenzie spaziali stanno già pensando a missioni di deviazione di YR4 che allontanerebbero il rischio di impatto lunare, ma siamo ancora ai primi studi, con tempi e modi ancora tutti da valutare.

Così facendo, però, perderemmo sicuramente una gran parte della Scienza che accompagna l’evento, ma ovviamente salveremo vite umane oltreché la nostra infrastruttura spaziale.

Altra possibilità potrebbe essere quella di distruggere l’asteroide 2004 YR4, come abbiamo visto fare in vari film di fantascienza, ma già in altri articoli è stato segnalato che gli effetti collaterali potrebbero essere anche peggiori: in questo caso poi si utilizzerebbero testate atomiche nello spazio, per distruggere un intruso e non noi stessi.

 

Informazioni su Pierluigi Panunzi 614 Articoli
Classe 1955, sono nato e vivo a Roma, laureato in Ingegneria Elettronica, in pensione dopo aver lavorato per anni nel campo del software, ma avrei voluto laurearmi in Astronomia. Coltivo la passione per l’astronomia dal giorno successivo allo sbarco dell’uomo sulla Luna, maturando un interesse sempre crescente per la Meccanica Celeste, il moto dei pianeti, la Luna e i satelliti. Da molti anni sono divulgatore scientifico e in passato ho presieduto a serate astronomiche organizzate a Roma e paesi vicini. Da parecchi anni mi sto perfezionando nell’astrofotografia grazie all’auto-regalo di varie apparecchiature digitali

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