Domani 24 maggio, i ricercatori del SETI simuleranno un contatto alieno!

Gli scienziati del SETI Institute, in collaborazione con altre importantissime istituzioni, simuleranno la ricezione in tre radiotelescopi di un messaggio alieno…

Ultimamente il sito UniverseToday dà particolare attenzione a temi pericolosi e stravaganti come civiltà aliene, primo contatto e messaggi alieni, il tutto però sotto una rigida ala di tecnicismo e di scienza: come ho già sottolineato in altri articoli da me tradotti, non si parla mai di omini verdi e altre amenità, ma solo di scienza e tecnica.

La ricerca di intelligenza extraterrestre

In questo caso si parla di un progetto che è un misto tra arte multimediale e prove di un contatto alieno : i ricercatori specializzati nella ricerca di intelligenza extraterrestre (SETI, Search for ExtraTerrestrial Intelligence) stanno lavorando con un’artista multimediale per mettere in scena la ricezione di un messaggio interstellare e soprattutto lo sforzo globale per decodificare questo messaggio.

Tutto questo suonerebbe come un’inutile perdita di tempo o una dotta stravaganza, se non fosse che in questo articolo che sto per tradurre scopriamo da subito che promotori di questa iniziativa sono oltre al SETI Institute, nientemeno che l’Istituto Nazionale di astrofisica (INAF) ! E non solo…

Ma lascio subito la parola ad Alan Boyle, traducendone in modo ragionato l’articolo apparso solo oggi su UniverseToday.

Un progetto stellare

Questo progetto, intitolato “A Sign in Space” (“Un segno nello Spazio”) è orchestrato dall’artista multimediale Daniela de Paulis in collaborazione con il SETI Institute, (ndr: reggetevi alle sedie! ) , con l’ente spaziale europeo (ESA, European Space Agency), con l’Osservatorio Green Bank e, come già detto, l’Istituto Nazionale di AstroFisica (INAF). (ndr: da rimanere a bocca spalancata: con enti di questo calibro ci leviamo tanto di cappello! )

Visto che si parla di teatro, il sipario metaforico si alzerà domani 24 maggio, quando la sonda TGO (ExoMars Trace Gas Orbiter) dell’ESA, in orbita intorno a Marte, trasmetterà un messaggio radio codificato verso la Terra alle 19 ora di Greenwich (le 21 locali).

Sedici minuti dopo la trasmissione (ndr: il tempo occorrente al messaggio per raggiungere la Terra a causa della distanza di Marte ), il segnale sarà ricevuto da tre strutture dotate di radiotelescopi, che già hanno giocato un ruolo importante nel campo del SETI: l’Allen Telescope Array in California (appartenente al SETI Institute), il Green Bank Telescope in West Virginia (di Robert C. Byrd) e (ndr: dulcis in fundo ) la Stazione Radio Astronomica di Medicina in Italia, dell’INAF.

Siete pronti?

(ndr: avete ancora qualche dubbio sulla validità del progetto? Io li ho dissipati subito! )

Il SETI Institute si connetterà in streaming con una diretta video che parlerà di un contatto alieno simulato, a partire dalle 18:15 UTC (tempo di Greenwich, le 20:15 locali) : la trasmissione di dati sarà processata dai tre team di radioastronomia e successivamente il pacchetto di dati sarà reso disponibile al pubblico per la decodifica.

I dati processati saranno memorizzati in collaborazione con il Breakthrough Listen Open Data Archive e Filecoin, una rete di memorizzazione dati decentrata.

Chiunque volesse decodificare ed interpretare il messaggio può discutere il processo su un server Discord, predisposto appositamente per il progetto. Scoperte e osservazioni possono essere inviate al team attraverso apposite form nel sito del progetto.

Il progetto “A Sign in Space” sarà presente anche in altre discussioni nei giorni successivi, focalizzando l’attenzione sulle implicazioni del fatto di ricevere un segnale da una civiltà extraterrestre: nel sito del SETI è presente il palinsesto degli eventi a cui ci si può registrare e ottenere ulteriori aggiornamenti.

L’artista multimediale

l’artista multimediale Daniela de Paulis

Daniela de Paulis è una operatrice radio (ndr: con tanto di licenza ) attualmente appoggiata al SETI Institute e al Green Bank Observatory. Ma è un’artista e dal 2009 nelle sue opere ha incorporato tecnologie radio e filosofie e regolarmente partecipa al “Wow! Signal Podcast“.
Daniela afferma tra l’altro che “ricevere un messaggio da una civiltà extraterrestre potrebbe essere una profonda esperienza trasformazionale (ndr: confesso la mia ignoranza sul termine “transformational” ) per tutta l’umanità. Il progetto “A Sign in Space” rappresenta un’opportunità senza precedenti per provare tangibilmente e preparare uno scenario attraverso la collaborazione globale, incoraggiando la ricerca di significati attraverso  varie culture e discipline”.

Altre testimonianze

Nel tempo ci sono state già alcune false prove di contatto alieno, provocate da falsi allarmi durante le campagne di ricerca del SETI. Queste esperienze suggeriscono che un qualunque rilevamento apparente di segnali da parte di una civiltà extraterrestre non dovrebbe essere mantenuta segreta a lungo.

Seth Shostak, astronomo presso il SETI Institute aggiunge che “la prima cosa che chiunque dovrebbe fare dopo aver scoperto un segnale allettante è di contattare i tecnici di altri osservatori per chiedere aiuto nel confermare la scoperta: in questo modo parecchia gente ne verrebbe a conoscenza, dal momento che la segretezza non è nè una possibilità nè una strategia vincente”.

Il progetto “A Sign in Space” potrebbe gettare una luce su quello che avverrebbe dopo.

Wael Farah, dell’Allen Telescope Array, afferma che “questo esperimento è un’opportunità per il mondo per imparare come la comunità del SETI, in tutta la sua molteplicità, lavorerà insieme per ricevere, processare, analizzare e comprendere il significato di un potenziale segnale extraterrestre”.

E aggiunge che “comunicare con un ET richiederà una vastità di conoscenze, non solo di Astronomia. Con questo progetto speriamo di compiere i passi iniziali per portare una comunità ad intraprendere questa sfida”.

Conclusioni

In un certo senso, chissà, questa campagna potrebbe anche servire ad aprirci la strada a corretti ragionamenti e comportamenti nel caso molto improbabile, ma tutto sommato non del tutto impossibile, in cui si scopra in un futuro la presenza di una vita intelligente nello spazio sconfinato.

Se non ci fossero di mezzo l’ESA e l’INAF, sarei stato tentato di guardare con un certo distacco questa iniziativa… Ci pensate? Una sonda dell’ESA che trasmette alla Terra un messaggio codificato, ricevuto da fior fiore di strutture scientifiche, con la successiva divulgazione dei dati… Direi impensabile!

Intanto domani mi collegherò su YouTube e vediamo come procede il tutto.

E magari ci aggiorniamo nel forum con i commenti tecnici (mi raccomando: non da omini verdi) !

 

Informazioni su Pierluigi Panunzi 458 Articoli
Classe 1955, sono nato e vivo a Roma, laureato in Ingegneria Elettronica, in pensione dopo aver lavorato per anni nel campo del software, ma avrei voluto laurearmi in Astronomia. Coltivo la passione per l’astronomia dal giorno successivo allo sbarco dell’uomo sulla Luna, maturando un interesse sempre crescente per la Meccanica Celeste, il moto dei pianeti, la Luna e i satelliti. Da molti anni sono divulgatore scientifico e in passato ho presieduto a serate astronomiche organizzate a Roma e paesi vicini. Da parecchi anni mi sto perfezionando nell’astrofotografia grazie all’auto-regalo di varie apparecchiature digitali

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