Il telescopio James Webb è arrivato in Guyana francese

Dopo le verifiche inizierà prestissimo l’integrazione nel razzo europeo Ariane 5. Il lancio è previsto per il 18 dicembre.

Al termine del suo viaggio per mare di 16 giorni e quasi 2800 km (errata corrige: 9300 km, come corretto in serata sul sito NASA) la nave MN Colibri è giunta al porto di Pariacabo, in Guyana francese, alla foce del fiume Kourou.
A bordo dell’imbarcazione si trova il più grande e complesso telescopio spaziale mai costruito dall’umanità, protetto all’interno del contenitore STTARS (che da solo pesa 76 tonnellate). Altri dettagli nella nostra news di qualche settimana fa.

La nave MN Colibri nel porto di Pariacabo con il suo prezioso carico. A breve il JWST verrà scaricato e trasportato al centro spaziale di Kourou. Crediti: NASA/Chris Gunn

Con questa traversata dalla California all’America del Sud si conclude anche l’ultimo grande viaggio terrestre del James Webb Space Telescope. Il suo assemblaggio iniziò nel 2013 in Maryland, per poi proseguire in Texas nel 2017 con i test criogenici e infine in California nel 2018. Il Goddard Space Flight Center è stata la sua casa sino al 24 settembre, giorno in cui è stato trasportato verso il porto per essere imbarcato e trasportato via nave.

I prossimi due mesi vedranno lo svolgimento di alcuni test, per verificare che il trasporto non abbia causato danni, ma soprattutto la complessa integrazione del telescopio nel razzo ESA Ariane 5. Insieme agli altri contributi scientifici, l’Agenzia Spaziale Europea metterà a disposizione il suo potente e affidabilissimo vettore di punta per il lancio del pesante telescopio. Tutto il progetto del JWST è nato attorno alle specifiche del lanciatore Ariane 5, la cui capacità e dimensioni di carico sono stati uno dei primi vincoli degli ingegneri! All’interno della cima del vettore il volume a disposizione ha un diametro di 4.57 per un’altezza di 16.19 metri.

Configurazione di lancio del JWST all’interno del payload del razzo Ariane 5. Crediti: ArianeSpace.com

Lo spazioporto di Kourou è collocato in una posizione estremamente favorevole ai lanci spaziali: la sua vicinanza all’equatore consente di sfruttare la forza centrifuga della rotazione terrestre per imprimere una spinta aggiuntiva ai razzi diretti verso l’orbita. La fisica viene in aiuto degli ingegneri permettendo maggiori velocità e inferiori consumi di combustibile.

Fonti: https://www.nasa.gov/press-release/nasa-s-webb-space-telescope-arrives-in-french-guiana-after-sea-voyage
https://www.jwst.nasa.gov/content/about/launch.html
https://www.esa.int/Enabling_Support/Space_Transportation/ESA_welcomes_Webb_in_French_Guiana_for_launch_on_Ariane_5

Informazioni su Antonio Piras 14 Articoli
Ingegnere elettronico per lavoro, da sempre appassionato di scienza. Scopro l'osservazione astronomica grazie al telescopio della LIDL (ebbene sì) che mi svela le lune medicee un giorno prima di Galileo...ma 405 anni dopo. Da allora la passione cresce a dismisura e attualmente la coniugo alla fotografia, altro grande hobby.

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3 Commenti    |    Aggiungi un Commento

  1. In risposta alle ultime due domande:

    "Le operazioni volte all’allineamento dei segmenti riflettenti che compongono gli specchi avverranno tra il 33° ed il 90° giorno dal lancio. In questo arco di tempo, gli ingegneri sulla Terra dovranno apportare correzioni al posizionamento dei segmenti di specchio primari per portarli in allineamento e assicurarsi che producano immagini nitide e focalizzate.

    Queste correzioni vengono effettuate tramite un processo chiamato rilevamento e controllo del fronte d’onda, che allinea gli specchi entro decine di nanometri. Durante questo processo, un sensore del fronte d’onda misura imperfezioni nell’allineamento dei segmenti, che impediscono loro di agire come un singolo specchio di 6.5 metri. Il sensore acquisirà 18 immagini sfocate di una stella, una per ogni segmento dello specchio. Questo aiuterà gli ingegneri a determinare come devono essere spostati per allineare le diverse immagini.

    Questo processo di allineamento è stato testato nell’ambiente criogenico sotto vuoto al Johnson Space Center della NASA, durante circa 100 giorni di test."