L’asteroide 2024 YR4 non impatterà sulla luna – Scampato pericolo

Nuovi calcoli dell’orbita dell’asteroide 2024 YR4 escludono definitivamente impatti su Terra e Luna


Ne avevo già parlato in quest’altro articolo: l’asteroide 2024 YR4, scoperto nel 2024 e di classe NEO (N ear Earth Orbit), dapprima aveva creato qualche apprensione perché aveva una probabilità (seppure molto bassa) di impattare con la Terra nel 2032.

Poi studi successivi avevano scongiurato questa eventualità relegandola alla possibilità che l’asteroide impattasse la Luna, generando un evento tutto sommato molto coreografico e relativamente poco pericoloso.

È di questi giorni il risultato di altri calcoli da parte della NASA, che eliminano anche questa ulteriore possibilità: vediamo insieme cosa dice una nota di Science@NASA (uno dei tantissimi siti che fanno capo alla NASA) con la mia traduzione ragionata e per nulla artificiale.

Nuove osservazioni dell’asteroide 2024 YR4 da parte della NASA escludono la possibilità di impatto lunare nel 2023

Utilizzando i dati delle osservazioni del 18 e 26 febbraio da parte del famosissimo e potente telescopio spaziale JWST (James Webb Space Telescope), i ricercatori del Center for N ear-Earth Object Studies del JPL (Jet Propulsion Laboratory), di stanza in California, hanno ricalcolato l’orbita dell’asteroide 2024 YR4 escludendo così la possibilità di impatto lunare per il 22 dicembre 2032. Grazie a questi nuovi dati, l’asteroide passerà vicino alla Luna, ad una distanza minima di 21200 km.

Questo aggiornamento evidenzia la precisione nella comprensione di dove si troverà l’asteroide nel 2032, piuttosto che uno spostamento della propria orbita: precedenti stime davano una probabilità del 4.3% di impatto sulla superficie lunare per il 2032.

cliccando l’immagine se ne vedrà una versione ad alta risoluzione – credit : NASA/JPL Center for NEAR-Earth Object Studies

In questa animazione vediamo la posizione calcolata per il 22 dicembre 2022 per l’asteroide 2024 YR4: le osservazioni del JWST hanno ristretto il range di possibili posizioni in cui si troverà l’asteroide in quella data escludendo totalmente anche l’impatto lunare.

Il team che ha compiuto queste osservazioni, presso il Johns Hopkins Applied Physics Laboratory di Laurel, nel Maryland, ha appunto sfruttato le potenzialità del JWST per ottenere due nuove osservazioni dell’asteroide, che dalla primavera del 2025 era impossibile da osservare da parte dei osservatori terrestri e spaziali con l’unica eccezione del JWST, che così ha osservato l’oggetto più debole di sempre.

L’asteroide era stato scoperto nel 2024 dalla stazione ATLAS (Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System), nel Cile, (ndr: quella che aveva scoperto tra l’altro la cometa interstellare).

Il ruolo della NASA nell’International Asteroid Warning Network

Da quest’altra nota da parte di Science@NASA, (che riassumo vista la sua intrinseca difficoltà) possiamo leggere quanto riportano due scienziati, Andy Rivkin del già citato Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory e Julien de Wit del celeberrimo MIT (Massachusetts Institute of Technology di Cambridge), che hanno utilizzato i dati del JWST per ricalcolare l’orbita dell’asteroide.

credit : NASA, ESA, CSA, A. Rivkin (JHUAPL), and J. de Wit (MIT)

In questa immagine del JWST (ottenute con la NIRCam, Near-Infrared Camera) possiamo vedere la posizione effettiva nel cielo dell’asteroide (evidenziata dal cerchietto tratteggiato verde) spostata di circa 22 pixel (circa 0.5 secondi d’arco) rispetto a quella teorizzata in precedenza (indicata dal circoletto rosso) e che prevedeva l’impatto sulla Luna.

Senza queste osservazioni avremmo dovuto aspettare il 2028 per migliorare la posizione dell’asteroide per mezzo di osservatori terrestri ed inoltre si sottolineano le grandi capacità del JWST, che hanno permesso di conoscere meglio le dimensioni dell’oggetto celeste nel 2025 e che dimostrano come la sua sensibilità per oggetti estremamente deboli (prima che vengano nuovamente osservati dalla Terra) può essere sfruttata per la difesa planetaria.

Si parla in questo caso di una magnitudine proibitiva per altri telescopi (circa 30), praticamente la luce riflessa da una mandorla alla distanza della Luna e 4 miliardi di volte più debole di una stella di magnitudine 6, a mala pena visibile ad occhio nudo.

Le capacità uniche da parte del JWST di inseguire oggetti così deboli hanno permesso esposizioni lunghe parecchie ore durante le quali l’asteroide non si è spostato nemmeno di un pixel nelle singole immagini… Strabiliante!

E dunque grazie a queste due nuove osservazioni di quest’anno è possibile migliorare ed estendere il calcolo della posizione esatta di un asteroide, con metodi di dinamica orbitale oramai ben rodati e utilizzati costantemente. Osservazioni e metodologie applicate ai dati ricavati potranno essere sfruttate in futuro nel caso se ne presentasse l’opportunità.

 

Informazioni su Pierluigi Panunzi 622 Articoli
Classe 1955, sono nato e vivo a Roma, laureato in Ingegneria Elettronica, in pensione dopo aver lavorato per anni nel campo del software, ma avrei voluto laurearmi in Astronomia. Coltivo la passione per l’astronomia dal giorno successivo allo sbarco dell’uomo sulla Luna, maturando un interesse sempre crescente per la Meccanica Celeste, il moto dei pianeti, la Luna e i satelliti. Da molti anni sono divulgatore scientifico e in passato ho presieduto a serate astronomiche organizzate a Roma e paesi vicini. Da parecchi anni mi sto perfezionando nell’astrofotografia grazie all’auto-regalo di varie apparecchiature digitali

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