Addio al ghiaccio lunare

Le ultime indagini radar effettuate con i radiotelescopi di Arecibo e Green Bank portano a interpretare in modo differente quelli che si ritenevano i segnali della presenza di ghiaccio al Polo Sud lunare.

Ghiaccio lunare

Sarebbe certo una gran comodità per le colonie spaziali impiantate sul nostro satellite poter disporre di acqua a volontà. Fino a qualche tempo fa – benchè la faccenda fosse comunque molto controversa – si riteneva che queste riserve idriche esistessero. Certo, non come ameni laghetti montani, ma sotto forma di depositi ghiacciati collocati sul fondo sempre in ombra di alcuni crateri e per questo protetti dalla radiazione solare.

Alcune conferme – ma anche altrettante smentite – erano venute soprattutto da osservazioni radar della regione del Polo Sud lunare. La particolare riflessione delle onde radar sul fondo di alcuni crateri e soprattutto la loro polarizzazione (elevato rapporto di polarizzazione circolare o CPR) venivano interpretate come la traccia concreta della presenza di ghiaccio d’acqua.

L’ultima indagine in tal senso, riportata sull’ultimo numero di Nature, è quella condotta dal team di Donald Campbell (Cornell University). I ricercatori hanno analizzato gli impulsi radar trasmessi verso la Luna dal radiotelescopio di Arecibo e raccolti un paio di secondi più tardi da quello di Green Bank in Virginia. Nel loro mirino proprio le regioni polari del nostro satellite, indagate con una risoluzione record di circa 20 metri.

Ebbene, sembra proprio che quest’ultima ricerca possa mettere definitivamente la parola fine alle speranze di chi ipotizzava la presenza di grandi depositi ghiacciati. Il team di Campbell ha scoperto che gli elevati valori del CPR non sono confinati solo all’interno dei crateri, ma si registrano anche in zone per le quali è assolutamente impensabile la presenza di ghiaccio. Lo studio, infatti, mette in evidenza che elevati CPR si riscontrano anche in aree ben soleggiate, caratterizzate da temperature che superano i 100 gradi centigradi, dunque incapaci di conservare il ghiaccio per lunghi periodi. Secondo i ricercatori gli elevati valori di polarizzazione sarebbero da associare non tanto al ghiaccio, quanto piuttosto alle rocce messe allo scoperto dagli impatti più recenti.

Benchè queste conclusioni non escludano del tutto che sul fondo di alcuni crateri possano comunque esistere depositi ghiacciati, sembra proprio che mettano la parola fine al dibattito sul ghiaccio lunare. Almeno per il momento.

Fonte: http://www.coelum.com