Caccia al proiettile spaziale

Le rilevazioni astrometriche compiute a tempo di record presso l’Osservatorio di Farra d’Isonzo permettono agli astronomi di classificare correttamente un NEO e di chiarire che non si tratta di un oggetto pericoloso per la Terra.

2007 HA

2007 HA

Ci sono campi dell’astronomia in cui la rapidità di azione gioca un ruolo cruciale e tra questi possiamo certamente inserire l’acquisizione dei dati astrometrici di un asteroide appena scoperto. Maggiore è il numero di rilevazioni astrometriche di cui gli astronomi possono disporre, infatti, e più accurata sarà la determinazione della possibile orbita che l’asteroide percorre. Nel caso, poi, di asteroidi per i quali ci potrebbe essere anche una remota possibilità che ci caschino sulla testa, si comprende bene come la rapidità nel determinarne l’orbita sia davvero importante.

Da quando sono stati attivati i sistemi di ricerca automatizzati, è normale che siano questi telescopi a fare le scoperte. Per determinare accuratamente l’orbita, però, non bastano le poche osservazioni compiute da questi sistemi, ma devono scendere in campo altre forze. L’urgenza maggiore, ovviamente, riguarda i NEO (NEAR Earth Object), cioè gli oggetti che potrebbero avvicinarsi pericolosamente al nostro pianeta. Per questo motivo il Minor Planet Center mantiene una pagina internet (NEO Confirmation Page) nella quale elenca gli oggetti appena scoperti dando la possibilità agli osservatori di effettuare le necessarie misure astrometriche.

Lo scorso 16 aprile in tale pagina veniva riportata la scoperta da parte del sistema LINEAR (Lincoln Laboratory – New Mexico) di un oggetto particolarmente veloce e brillante nella costellazione della Vergine. Immediato l’allarme tra gli osservatori: era di primaria importanza capire al più presto se c’era il rischio di essere sulla sua traiettoria. Il caso, però, era particolarmente difficoltoso. L’elevata velocità dell’oggetto e le limitate osservazioni a disposizione (LINEAR aveva fornito solamente tre posizioni) rendevano l’individuazione un’autentica caccia al tesoro.

I primi a giungere al traguardo, bruciando allo sprint gli amici dell’Osservatorio AFAM di Remanzacco, sono stati gli attivi astrometristi dell’Osservatorio di Farra d’Isonzo (CCAF – Circolo Culturale Astronomico di Farra d’Isonzo). Dopo due tentativi andati a vuoto sono infatti riusciti a individuare l’oggetto e ad acquisire i necessari dati astrometrici. Una ventina di minuti più tardi il Minor Planet Center pubblicava la circolare sull’oggetto – battezzato 2007 HA – riportando oltre i dati LINEAR anche le quattro rilevazioni di conferma del CCAF.

Quei dati hanno permesso di determinare l’orbita di 2007 HA mostrando che si tratta di un asteroide di circa 350 metri di diametro appartenente alla tipologia Aten, una classe di oggetti la cui orbita è sempre interna a quella del nostro pianeta. Anche stavolta, dunque, nessun pericolo di impatto, ma solamente un passaggio ravvicinato.

Non so se a Farra d’Isonzo hanno brindato, ma il loro lavoro vale quanto una scoperta. Congratulazioni.

Fonte: Coelum