Saturno, anelli più massicci

La sonda Cassini scopre che l’anello B è formato da blocchi di frammenti saldamente aggregati tra loro intervallati da regioni praticamente vuote.

Anelli di saturno

Anelli di Saturno

Secondo gli astronomi, l’anello B è il più esteso e anche il più denso tra gli anelli di Saturno. Finora si riteneva che si trattasse di una distribuzione tutto sommato uniforme di particelle, ma recenti osservazioni della sonda Cassini sembrano indicare che questo modello debba cedere il posto ad un altro.

Studiando per mezzo degli strumenti della Cassini il comportamento della luce stellare che filtra attraverso l’anello B, i ricercatori sono riusciti a risalire alla distribuzione tridimensionale e alla densità del materiale che compone l’anello. E’ così apparso chiaro che il materiale non è distribuito uniformemente, ma piuttosto raggruppato in blocchi separati tra loro da spazi vuoti. Insomma, immaginando di volare a bordo di un aereo al di sotto dell’anello, osserveremmo un susseguirsi continuo di lampi luminosi e di momenti di oscurità, situazione ben diversa da quella che si avrebbe volando sotto una ditribuzione uniforme di particelle.

L’azione della gravità, dunque, fa sì che il materiale dell’anello si aggreghi in blocchi di dimensioni comprese tra i 30 e i 50 metri. Questi blocchi, però, non sopravvivono a lungo. L’azione mareale di Saturno, infatti, li sottopone a micidiali deformazioni, in grado di disgregarli e disperdere tutt’intorno i materiali. Altrettanto rapidamente, però, i materiali tornano nuovamente ad aggregarsi. Il modello classico proposto per l’anello B prevede che le particelle collidano tra loro in media un paio di volte ogni ora. Secondo le nuove scoperte, invece, le particelle trascorrerebbero gran parte del loro tempo in continuo contatto le une con le altre. Dunque è come se l’anello B fosse composto da particelle molto più grandi di quelle finora considerate e questo comporta inevitabilmente una revisione dei modelli collisionali

Non è però solamente una questione di modelli. La scoperta della Cassini, infatti, comporta che le attuali valutazioni sulla quantità di materiali che compongono l’anello B debbano essere radicalmente riviste. Secondo i ricercatori il modello precedente portava a una sottostima della massa complessiva delle strutture di Saturno. La loro massa, infatti, potrebbe essere in realtà due volte maggiore, o ancora di più.

Ancora una volta, dunque, ci rendiamo conto che la profonda natura degli anelli di Saturno è tuttora un mistero. Ma non disperiamo, piano piano la sonda Cassini chiarirà i nostri dubbi. O forse ne suciterà di nuovi…

Fonte: Coelum