E cinque!

Annunciata la scoperta di un nuovo pianeta in orbita intorno a 55 Cancri: ora sono ben cinque i membri di quel sistema planetario.

Il quinto pianeta di 55 Cancri

Davvero un’ottima maniera per festeggiare il ventesimo anniversario dei primi timidi tentativi di individuare un oggetto planetario studiando i piccoli ondeggiamenti della stella provocati dalla sua presenza.

Sono infatti passati vent’anni da quando Geoffrey Marcy e Paul Butler al Lick Observatory dell’Università della California gettavano le basi per la ricerca dei pianeti extrasolari. E quale stella meglio di 55 Cancri poteva essere coinvolta nei festeggiamenti? Distante 41 anni luce in direzione della costellazione del Cancro, questa stella è nel mirino dei cacciatori di pianeti da circa 19 anni. Nel 1996, finalmente, la prima scoperta: Marcy e Butler trovano che c’è un pianeta che le orbita intorno.

Una scoperta quasi storica, dato che a quell’epoca si conoscevano solamente altre tre stelle che potevano vantare la presenza di un oggetto planetario. Nel 2002 a quel pianeta se ne aggiungono altri due e 55 Cancri, una stella più vecchia e meno sfavillante del nostro Sole, comincia a essere guardata con un certo rispetto.

Passano due anni ed ecco che al gruppo si unisce un quarto pianeta. Quel sistema planetario comincia a diventare particolarmente affollato per gli standard. Affollato, ma non unico. Guardando alle stelle che ospitano i circa 250 pianeti extrasolari scoperti finora, infatti, c’è anche un’altra stella che può vantare un sistema come quello di 55 Cancri. Si tratta di mu Ara, una stella dei cieli meridionali, anch’essa con quattro pianeti che le orbitano intorno.

Ora questo pareggio cosmico non c’è più. In questi giorni, infatti, è stato dato l’annuncio che il sistema planetario di 55 Cancri si è arricchito di un ulteriore membro. Il nuovo quinto pianeta ha più o meno le dimensioni di Saturno e orbita a 0,785 UA dalla sua stella impiegando per compiere il suo giro circa 261 giorni. Anch’esso, come gli altri quattro, ha un’orbita stabile e abbastanza circolare, una caratteristica che rende quei pianeti molto simili a quelli che compongono il nostro Sistema solare. Le somiglianze, però, si fermano lì. Tutti i pianeti di 55 Cancri, infatti, sono gassosi e piuttosto massicci e, tranne il più grande che orbita più o meno alla stessa distanza del nostro Giove, si mantengono tutti molto vicini alla loro stella.

Un’intrigante particolarità dell’ultimo arrivato è che la sua orbita si svolge nella cosiddetta fascia di abitabilità, cioè in quella regione intorno alla stella in cui le temperature planetarie possono permettere la presenza di acqua allo stato liquido. D’accordo, non vuol dire molto, ma ci invoglia a fantasticare sulla possibilità che in orbita da quelle parti ci possa essere anche un oggetto più piccolo, magari un corpo pietroso sulla cui superficie, sotto i raggi di 55 Cancri, luccichi qualche provvidenziale specchio d’acqua.

Fantasie poco scientifiche, ma incredibilmente attraenti…

Fonte: Coelum

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1 Commento

  1. Si è sempre detto “chi cerca trova”. Al di là di fantasticare
    sarebbe veramente una spreco initile in questo immenso spazio esseci solo noi.
    Buon lavoro
    Oreste