Record stracciato

Sono passati solo alcuni giorni dall’annuncio della scoperta del buco nero di origine stellare più massiccio e quel record viene già superato alla grande.

Record stracciato

Probabilmente neppure in campo sportivo un record è stato battuto in maniera così rapida e drastica. Era solo metà ottobre, infatti, quando veniva annunciata la scoperta del buco nero di origine stellare M33 X-7, che con una massa di quasi 16 masse solari ridicolizzava i buchi neri stellari conosciuti. A neppure due settimane di distanza un nuovo annuncio: il record passa al sistema stellare IC 10 X-1, il cui buco nero ha una massa compresa tra 24 e 33 volte quella del Sole, praticamente il doppio del detentore precedente.

Lo studio che riporta la scoperta è stato pubblicato all’inizio di novembre su Astrophysical Journal Letters ed è il risultato di una ricerca che ha coinvolto l’osservatorio orbitale Chandra, il satellite Swift e il telescopi Gemini dislocato alle Hawaii coordinati da Andrea Prestwich (Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics). “Non ci saremmo mai aspettati di scoprire un buco nero stellare così massiccio – ha commentato Prestwich – ma a questo punto sembra davvero molto probabile che i buchi neri che si originano dalle stelle morenti siano più massicci di quanto si possa credere”.

La galassia IC 10 che ospita il buco nero è una galassia nana irregolare distante circa 1,8 milioni di anni luce dalla Terra in direzione della costellazione di Cassiopea. Nel novembre 2006 Prestwich e il suo team avevano osservato la galassia con il telescopio orbitante Chandra e avevano individuato in essa la presenza di una brillante sorgente la cui emissione X mostrava rapidi cambiamenti di luminosità. La più semplice spiegazione di quello strano comportamento chiamava in causa un sistema binario e il verificarsi di un’eclisse con la stella compagna. La spiegazione si rivelava quella corretta grazie alle osservazioni del satellite Swift e del telescopio Gemini, che fornivano al team di Prestwich anche preziose indicazioni sull’orbita del sistema.

IC 10 X-1, dunque, è un sistema stellare formato da un buco nero e da una stella compagna di tipo Wolf-Rayet che orbitano intorno al centro di massa comune in poco più di 34 ore. Attraverso la valutazione dei parametri orbitali e la stima delle masse in gioco è emerso che la massa del buco nero è almeno 24 volte quella del nostro Sole, ma potrebbe anche raggiungere le 33 masse solari. Osserva lo stesso Prestwich: “Vi sono alcune incertezze nella stima della massa del buco nero e solo future osservazioni potranno darci indicazioni definitive, ma è molto probabile che gli aggiustamenti vadano nella direzione dell’aumento della massa di IC 10 X-1 e non verso una sua riduzione.”

E’ fuori discussione che la massa attuale del buco nero risenta anche del materiale risucchiato alla stella compagna, ma gli astronomi ritengono che al massimo si possa trattare di un paio di masse solari soltanto. Il buco nero IC 10 X-1, insomma, non è ingrassato alle spalle della compagna, ma è nato già grasso.

Fonte: Coelum