La Forma dell’Universo

Il cielo infinito…una distesa sterminata di stelle. Così appare ai nostri occhi, e ai nostri cuori. Ma gli scienziati non sono certi che sia davvero infinito.

Terra piatta

Lo spazio è così profondo visto dalla Terra. Anche con i più potenti telescopi appare come una distesa sconfinata di stelle e galassie. Ma è davvero infinito? Che forma ha l’Universo? Le osservazioni possono ingannarci. Ad esempio, tutti ormai sappiamo di vivere sulla superficie di una sfera, mentre la nostra esperienza quotidiana ci farebbe pensare che la Terra sia piatta; questo perché la superficie del nostro pianeta è talmente estesa che non siamo in grado di percepirne la curvatura.

Analogamente, anche l’Universo potrebbe essere curvo. In effetti, Einstein dimostrò che la massa curva lo spazio circostante, dando origine all’attrazione gravitazionale.

Se acettiamo il Modello Standard, la geometria dell’Universo può essere di tre tipi:

  • Universo piatto: lo spazio non ha curvatura, e in esso vigono le leggi della geometria euclidea. Ad esempio, se sparassimo due raggi di luce con traiettoria esattamente parallela, essi continuerebbero a viaggiare all’infinito, rimanendo equidistanti.
  • Universo aperto: lo spazio è infinito, ma ha curvatura negativa. I nostri raggi di luce inizialmente paralleli viaggerebbero per sempre, allontanandosi gradualmente l’uno dall’altro. la geometria tridimensionale dello spazio in questo caso corrisponde, su base bidimensionale, a quella della superficie di una sella.
  • Universo chiuso: a differenza dei due scenari precedenti, pur non possedendo né un centro né un confine come negli altri due casi, il cosmo non è infinito. In termini bidimensionali, la sua geometria equivale alla superficie di una sfera e la sua curvatura è positiva. I raggi di luce paralleli, durante il viaggio diventerebbero convergenti, e infine tornerebbero al punto in cui erano partiti.

La difficoltà nella comprensione di questi tre scenari sta nel fatto che implicano l’introduzione di una dimensione aggiuntiva a noi ignota. Quando si parla della curvatura dello spazio, infatti, ci si riferisce a una direzione che non corrisponde alle tre che noi ben conosciamo (larghezza, lunghezza e profondità), ma a una quarta direzione che sfugge alla percezione spaziale dei nostri sensi.

La nostra condizione di incredulità e smarrimento posti davanti a un tale mistero è analoga a quella che vivrebbe una figura geometrica disegnata su un foglio, se tentassimo di farle comprendere che sopra di lei esiste qualcosa (sarebbe già difficile farle capire il significato di “sopra”. A tale proposito, è imperdibile il romanzo Flatlandia, di Edwin Abbott, una affascinante e accattivante autobiografia di un quadrato alla scoperta della terza dimensione con una sfera come guida.

Non potendo determinare la geometria dell’Universo tramite osservazione diretta, gli astronomi la definiscono indirettamente stimando la quantità di materia che lo compone, che determina la sua geometria e, infine, il suo destino.

Il destino dell’Universo

Sopra: i possibili scenari sul destino dell’Universo in base all’attuale Modello Standard

I cosmologi hanno identificato un valore specifico per la massa universale, detto massa critica, che porterebbe a un perfetto bilanciamento tra l’attrazione gravitazionale esercitata dalla materia e l’espansione dell’universo originatasi dal Big Bang. Se la massa reale del cosmo fosse equivalente alla massa critica, avremmo un Universo piatto, in cui l’espansione rallenterebbe gradualmente fino a cessare.

Se la massa reale fosse inferiore alla massa critica, invece, la gravità della materia non sarebbe sufficiente a bloccare l’espansione, che continuerebbe per sempre; si avrebbe quindi un Universo aperto. Il destino di un Universo piatto e di un Universo aperto è simile: con l’esaurirsi del carburante delle stelle, il cosmo diventerebbe un luogo desolato, sempre più buio e sempre più freddo, fino a raggiungere lo zero assoluto.

Diverso invece è il destino di un Universo chiuso, che si avrebbe se la massa della materia che lo compone fosse maggiore della massa critica. In questo caso, in un remoto futuro la forza gravitazionale avrebbe la meglio sull’espansione. Le galassie inizierebbero ad avvicinarsi le une alle altre, finché l’Universo imploderebbe su se stesso in un processo opposto a quello del Big Bang, chiamato Big Crunch (grande stritolamento).

Sebbene le osservazioni più recenti facciano supporre che la massa reale dell’Universo sia molto vicina a quella critica, il problema della geometria e del destino del cosmo rimane aperto. Una delle difficoltà che caratterizza questa ricerca è rappresentata dalla scoperta che la maggior parte della materia di cui è fatto l’Universo non è visibile.

Comprendere la natura di questa materia oscura e determinarne la quantità sarà essenziale per svelarci se lo spazio è davvero infinito, e quale sarà il nostro ultimo destino.

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30 Commenti

  1. So che non si tratta di scegliere, ma lo scenario che preferisco è il terzo: l’universo chiuso. Infatti credo che la vita sia ciclica e nasca dal caos. Cioè se tutto è destinato a riunirsi è anche destinato a separarsi nuovamente, quindi il big crunch porterebbe nuovamente al big bang.
    Mi domando (e non sono il primo a chiederselo): e se ci fossero tanti universi? Questo dovrebbe sottointendere che l’universo è finito (chiuso).
    Qualcuno ha anche fantasticato sui buchi neri, provando ad immaginarli come strappi temporali che proietterebbero ciò che inglobano verso dimensioni (universi) parallele.
    Mi fermo per non andare fuori tema come mio solito…
    Buon cielo a tutti!
    P.S.
    Vai Francesca!
    Ancora un grande articolo!!!
    😎

  2. La dimensione raggiunta dall’Universo fino a questo momento è, se non dico una castroneria, pari a 13,7 miliardi di anni luce, (quasi quasi si potrebbe misurarlo in km, un numero assurdo..) ovvero il tempo intercorso dal big bang e continua ad espandersi…ma su cosa si espande?? Cioè, fatico a comprendere il meccanismo di come il vuoto spaziale si espanda…insomma è stato il Big bang a “creare” lo spazio, o il Big bang è esploso in uno spazio già preesistente? 😳

  3. Grazie, Maurizio!! A proposito: anch’io come te preferirei il terzo scenario, che lascia pensare a un continuo ciclo di Big Bang e Big Crunch. Negli altri due casi, ci pensi che desolazione?….

    Moreno, in effetti è un concetto molto difficile per noi da immaginare. Secondo i cosmologi, il Big Bang ha creato lo spazio stesso, infatti prima non c’era nulla. Quindi, l’espansione non significa che le galassie si allontanano le une dalle altre espandendosi dentro qualcosa, ma è il tessuto dello spazio stesso che si espande. L’esempio che molti fanno è quelllo di una pasta con sopra dell’uvetta che lievita. Gonfiandosi, l’uvetta si espande, ma trasportata dalla pasta.
    Che casino! Ma…che bello.

    Ciao a tutti

    Francesca

  4. Ciao!

    Complimenti per l’articolo,piacevole e interessante;soprattutto non conoscevo la possibilità di tre tipologie di universi e non so per quale ragione la distinzione tra universo aperto e chiuso mi porta agli insiemi aperti e chiusi,che ho studiato in analisi matematica..Mah,non so se c’entri qualcosa!^^
    Anch’io penso sia quantomai curiosa e incredibile l’ipotesi del big crunch e quanto sia affascinante la teoria della finitezza dell’universo e che la superficie di esso corrisponda ad una sfera!E pensare che quando si finisce con gli occhi nell’abisso del cosmo pare di essere inghiottiti da un qualcosa senza confini.

    Sinceramente,sono estasiato da quanto ho letto!Grazie!!Continua così 😀
    Ciaoo=)
    Enrico

  5. Secondo i cosmologi il Big-Bang ha creato lo spazio…….ma mi chiedo: dove è avvenuto il Big-Bang, se prima di esso lo spazio non esisteva? …….Ah l’astronomia è veramente meravigliosa!

  6. Ho letto da qualche che a causa del Big Bang gli amassi di galassie pare si allontanino velocemente gli uni dagli altri con una velocità che sembra essere in costante aumento.
    Se non ho capito male la teoria della relatività dice che quando si viaggia ad una velocità prossima a quella della luce succede che il tempo si dilata e la materia si comprime.
    Domanda ❓ : “Se le galassie continueranno ad allontanarsi ad una velocità via via crescente, quando raggiungeranno la velocità della luce, la materia sarà così compressa da poter nuovamente esplodere in un nuovo Big bang indipendentemente dalla quantità di materia presente nell’universo?” ❓

  7. quoto maurizio…
    anche io personalmente fatico a pensare come abbia potuto il big bang nascere dal nulla, e se l’universo si espande, si allarga come quando si gonfia un palloncino, è davvero difficile pensare che si espanda su…niente… è anche vero che il big bang è avvenuto in condizioni che nn sono spiegabili fisicamente, tanto che ancora oggi gli astronomi nn sono al corrente di quanto è avvenuto nell’era di Planck. Con il big bang inoltre si è creato lo spazio il tempo e le 4 forze fondamentali, ma da dove?? e se il big bang verrà nuovamente “riproposto”, vorrà dire che scompariranno di nuovo le forze fondamentali, spazio e tempo, e questi si ricomporranno nuovamente? se così fosse molto probabilmente prima del nostro ci sono stati altri big bang, perchè se il tempo sparisce e riappare, non possiamo determinare la cronologia esatta di cosa è avvenuto prima, perchè prima non è avvenuto niente, a causa della scomparsa del tempo. se non sono stato troppo controrto vorrei avere pareri di voi tutti. grazie ciao

  8. Ciao Ale, in effetti la teoria del Big Bang dice che è stato quest’ultimo a creare spazio e tempo (almeno per come riusciamo a concepirlo noi), e a dare il via all’universo. Ma prima? Il Big Bang non è esploso nello spazio, ma lo ha creato.
    In astrofisica, il termine Big Bang è usato: per indicare un ipotetico punto, chiamato singolarità gravitazionale, nel quale iniziò l’espansione dell’Universo osservata oggi. Chissà che non possa esserci qualche tipo di correlazione con la singolarità dei buchi neri(?)… Dobbiamo considerare che la teoria del Big Bang descrive come sta evolvendo il nostro Universo, non come ha avuto inizio. Non sappiamo nulla su che cosa “facesse” il nostro Universo prima che iniziasse ad espandersi.
    Insomma, ho scritto dieci righe di nozioni che probabilmente conosci meglio di me per poi risponderti: Bo?!
    Il Big Crunch spiegherebbe cosa c’era prima dell’universo, ovvero un altro universo, che potrebbe aver raggiunto la singolarità gravitazionale (dopo essersi espanso fino al momento in cui la massa della materia ha superato la massa critica) per poi esplodere ed eccoci qui. Naturalmente nella singolarità gravitazionale non è valida nessuna legge fisica da noi conosciuta (spazio e tempo compresi), quindi si sarebbero create tutte in seguito all’esplosione… Insomma continuo a sostenere la ciclicità della vita.
    Questa volta non sono affatto sicuro di aver spiegato il mio punto di vista in maniera comprensibile… scusa!

  9. E’ SPAVENTOSO pensare a tutto questo..ogni teoria sfugge alla nostra razionalità e comprensione..possiamo al massimo effettuare calcoli infiniti,ma più di quello non possiamo purtroppo..
    L’idea del Big Bang,un’esplosione che ad una temperatura ed una velocità accecanti da che era avvenuta in mezzo al “nulla” spazio temporale(!?)ha creato centinaia migliaia di anni luce di energia e materia..espandendosi..ma in QUALE CONTENITORE?..e adesso..l’universo è infinito,ma si espande?all’interno di cosa si espande?cosa è il “luogo”dentro cui si espande prima che diventi universo?
    Oh gioia..che frustrazione,che fascino..

  10. Ciao a tutti!
    Che bella conclusione, Lore: “Oh gioia..che frustrazione,che fascino..”!
    Davvero è così! Tutte queste teorie, tutti questi fatti di cui non riusciamo a comprendere l’essenza (e non solo perché non siamo scienziati…almeno io non lo sono) ci causano sconforto, frustrazione, confusione; le nostre teste girano come delle trottole nel tentativo di afferrare l’inafferrabile. Ma questo non è triste. E’ meraviglioso! La gioia di realizzare che non esiste solo quello che percepiamo, la vita terrena con i suoi limiti e la sua inesorabile fine. Là fuori c’è tutto un Universo, appunto, che un po’ possiamo scoprire grazie alla scienza, un po’ grazie all’immaginazione, l’astrazione, la poesia, e un po’ forse rimarrà un mistero.

    Credo che il lato più affascinante della teoria del Big Bang sia che l’Universo non si espande dentro qualcosa. Lo spazio si sta formando mentre parliamo. E fuori di esso cosa c’è? Nulla. E il nulla cos’è? Il vuoto no, perché il vuoto è già qualcosa. Si può sperimentare e riprodurre. Non voglio passare per eretica, ma a volte ho questa sensazione che l’Universo è Dio, in un certo senso. Dio è Tutto.

    I cicli di Big Bang e Big Crunch spiegherebbero tante cose, ma non qual è stato l’inizio. Un inizio deve pur esserci stato!

    Ecco perché l’astronomia mi avvicina alla religione, o comunque alimenta le mie speranze che la vita abbia un senso, e che vi sia una meta a cui tendere, un’altra dimensione che non vediamo. Perché escluderla? Ci sono tante realtà che non vediamo, in cui però crediamo fermamente.

    Mah….Sono contenta che da questo articolo siano nati spunti così stimolanti, anche idee che prescindono la scienza per spaziare nella religione, la filosofia, e in generale nella sensibilità umana.

    Ciao!

    Fra

  11. Buon pomeriggio a tutti!!
    Grazie per le tue parole Francesca!
    ..effettivamente è quello che questo immenso argomento mi fa provare,a me che non sono certo uno scienziato,che ho scelto il liceo classico per evitare un po’ di matematica,eheh..
    Siamo abituati ad avere una concezione di un mondo “finito” con inizio,fine,estensioni,confini,misure,tempo,forme e un concetto che esclude o meglio supera tutte queste cose ci manda in tilt completamente..
    Tutte le volte che mi piazzo con la mia sdraio in giardino,con piumino e coperta e ammiro insieme al mio gatto tutto quel tesoro luccicante di luci e sensazioni mi sento attratto,spaesato,infinitamente una nullità..e mi immagino a viaggiare oltre il tempo e oltre le distanze ai confini di questo infinito luogo per vedere che oltre magari c’è l’assenza di ogni concetto e nozione a noi conosciuta e comprensibile..potessi liberarmi ed uscire dalla gabbia spazio/temporale in cui ci troviamo,osservare così “dall’esterno” di tempo e luogo questa realtà che le distanze e i tempi mi rendono irraggiungibile..
    Scusate per il delirio..ogni tanto ho bisogno di sfogarmi!!ahah!! :mrgreen:
    ciao!

  12. siamo dei ragazzi di terza media della scuola media di Pagnacco(UD) e vorremmo sapere notizie riguardo la nuova teoria sulla nascita dell’universo esposta qualche giorno fa da un ricercatore triestino della SISSA basata sulla teoria delle stringhe…non abbiamo capito molto…

  13. Scusate sono praticamente un intruso però sono un apassionato “molto dilettante e casuale” di astronomia e tante domande me le pongo anch’io. Ringrazio tutti voi che in questo sito date risposte, spiegazioni, ipotesi e quant’altro…
    Dall’ultima risposta di Francesca trovo anch’io la convinzione che alla fine in un universo come questo vi sia la presenza di Dio stesso…cioè che l’universo sia Dio…mi vergogno un pò 😳 a dire ciò, ma è l’unica risposta riguardo Dio che mi so dare! Su questo tema e sul big crunch mi viene spontanea una domanda di tipo religioso, fislosofico ed è questa: “Chi ci dice a questo punto che in caso di un nuovo big bang i parametri ora noti come tempo, spazio, velocità etc. non siano completamente diversi da quelli che noi ora conosciamo in questo universo?” A mio parere, se ciò potesse essere verificato, potrebbe essere la conferma che l’universo è Dio stesso che crea a sua discrezione e con le sue leggi…Boh!? Scusate l’intrusione, ma mi piacerebbe leggere i vostri commenti…spero solo di non aver scritto una castronata! Ciao a tutti e buon lavoro! 😆

  14. Caro Giorgio,
    ti ringrazio per il tuo commento e anche per aver preso sul serio quello che ho scritto nel mio commento precedente. Anche a me sembra un’eresia pensare che l’Universo sia Dio, e non riesco ad elaborare bene il concetto, ma a volte mi viene da dirlo! 🙂
    E non temere mai di dire castronate! Su questi temi, chi può dirci quale sia la verità?
    Se potessimo conoscere le leggi che vigono in altri Universi creati prima e dopo il nostro, probabilmente potremmo capire tante cose, anche su Dio…ma non so come potremmo venirne a conoscenza dal nostro ristretto punto di osservazione.

    Ciao ciao!

    Francesca

  15. Grazie Francesca per la tua risposta, a volte mi capita di parlare di queste cose con un amico filosofo (io non sono laureato), lui è appassionato anche di fisica e cosmologia quindi facciamo qualche divagazione su ciò che oggi ci è noto riguardo il nostro universo. Sarà una mia carenza nella conoscenza di questi temi specifici oppure una mia maggiore propensione per l’aspetto filosofico religioso del tema per cui alla fine quando gli pongo domande del tipo trascendentale “Cosa ne pensi se l’universo fosse Dio stesso?” lui, anche se filosofo, rifiuta di rispondere su argomenti di questo tipo e si attiene esclusivamente, come tutti gli scettici, alle conoscenze scientifiche. Io ritengo invece che il limite della scienza di oggi sia proprio il fatto che non conosciamo tutte le leggi e le forze che regolano il nostro universo, proprio come dici tu nella tua risposta al mio 1° post. Ciò significa a mio modesto parere che esistano delle leggi o forze metafisiche che trascendono le leggi della fisica che noi oggi ancora non conosciamo, ma di cui a volte ne percepiamo l’esistenza. Secondo me è proprio ciò che ci manca x capire a fondo l’universo. E’ un concetto molto difficile da spiegare e da capire, forse anche di più per gli scienziati, però io sono convinto che non si possa prescindere da questo universo senza inserirvi l’essenza del sovrannaturale che da senso al tutto! Premetto che io non credo in Dio nella forma canonica della Chiesa Cattolica, non ci riesco a vedere una forma divina all’esterno di questo universo, seduto in un qualsiasi posto e a guardare ciò che avviene e gestire il tutto con una playstation. Scusami le elucubrazioni che sono un po’ fuori tema rispetto all’argomento del sito.
    Ciao e complimenti per le risposte che dai! 😛
    Giorgio

  16. Tornando al quesito principale, io penso che l’Universo sia finito e che abbia una forma circolare,naturalmente di grandezza enorme.Cioè’ penso che raggiunto un punto distantissimo dell’Universo si ritorni al punto di partenza, proprio come un enorme pianeta. Per quanto riguarda quello che c’è al di fuori, posso dire il “nulla”. Per dare l’idea, l’Universo è come una pozzanghera; se ci butti dentro un sasso, questa alzerà della materia che si espanderà all’esterno (Big Bang), oltre la quale c’e’ il nulla. E’ difficile fare un’ ipotesi, posso dire che noi siamo un granello di sabbia in mezzo al deserto, conosciamo bene i granelli che ci stanno intorno ma non possiamo essere sicuri che lo spazio introno a noi sia simile a quello che vediamo.
    Ciao!!!

  17. Un bellissimo articolo!!!! Scusate la domanda stupida: se prima del Big Bang c’era il nulla, la materia da dove è saltata fuori???

  18. Questa domanda è così profonda che esce dalla materia astronomica e diventa filosofica .
    La risposta a questa domanda è la sfida più grande che l’ intelletto umano possa rispondere .
    La “singolarità” dell’ universo è la materia stessa .

  19. io,piu’ o meno come dice il principio antropico,penso che ci sia una profonda
    connessione tra l’universo nella sua globalita’ e il mondo come lo vediamo
    nel nostro ambiente;il fatto che l’universo sia in espansione e’ decisivo perche’
    ci siano le cose che osserviamo da piu’ vicino ,compreso il fatto che la vita
    sia possibile e che le particelle elementari siano unite tra loro in un certo
    particolare modo.Se noi siamo come siamo e’ perche’ tutto l’universo e’
    cosi’ grande e in espansione,in un differente universo non sarebbe stata
    possibile la nostra esistenza.comunque penso che l’universo,seppur grandissimo
    non sia infinito perche’ tutto al mondo e’ finito.

  20. Un saluto a tutti i visitatori,
    ci sono commenti diversi e discordanti sull’estensione dell’universo ❓
    da parte mia,estraneo ai lavori di astronomia,mi pongo una domanda……… 💡
    partendo dal pianeta Terra componente del sistema solare,e componente a sua volta nella via lattea,la domanda è ➡
    Sappiamo quante gaslassie ci sono nel firmamento??
    Se per ipotesi una stella di una lontana galassia “oggi si spegerebbe” fra quanti miliardi di anni non vedremmo piu’ la sua luce?????? 🙁
    Oppure l’astronomo nel momento che vedrà la stella spegnersi, pensa la luce ha impiegato un viaggio di anni luce,mentre la stella si era spenta tantissimo tempo prima.
    Quindi noi valutiamo lo spazio solo in base a quello che vediamo””’ 🙁
    ci sono domande che rimarranno ancora senza risposte 😆
    pensate ad un funambolo che cammina su una fune,lui vede una solo direzione “dimensione”piatta in avanti,mentre una formica sulla fune,vede più lati “più direzioni o dimensioni” dove spostarsi,e se valutiamo lo sguardo di un acaro sulla stessa fune,cosa vede uno spazio “tridimensionale”.
    Chi ne sa di più ci illumini,siamo ancora nel buio.
    Cioa Libero

  21. Altra interessantissima discussione! 🙂
    Mi permetto di inserirmi tra le fila.
    Sono in accordo con chi teorizza la presenza di un universo finito e con chi teorizza la presenza di più universi.
    Il Big Bang iniziale non penso sia esploso nel vuoto, bensì nella Materia Oscura, quella materia che attualmente lo impregna e lo avvolge ( una mia idea… ben inteso).
    Se esiste qualcosa di infinito questo qualcosa forse è proprio e solo la materia oscura.
    Penso che senza questa straordinaria e attualmente invisibile “cosa” niente esisterebbe.
    L’espansione del cosmo in un “ambiente vuoto” renderebbe nel tempo sterile il tutto…tutto si spegnerebbe poichè raffreddato e disperso.
    La Materia Oscura come già detto in un’altra discussione è secondo me, il “fluido amniotico” nel quale l’universo vive.
    Un universo finito in crescita espansiva controllata dalla casualità delle pressioni della Materia Oscura prodotte dal movimento espansivo e/o regressivo degli altri universi.
    Ma tutto questo…naturalmente…secondo me 🙂
    A presto
    Cordialmente

  22. Un saluto a tutti,
    consiglio “Una fortuna cosmica” di Paul Davies, se non l’avete ancora letto.
    Affronta tutte le teorie sulle origini ed è, a mio avviso veramente interessante.
    Meriterebbe di essere approfondita l’idea di Andrea, che ho ritrovato con vero piacere.
    Cordialità

  23. Per coloro appassionati di questo argomento consiglio di leggere il libro “Prima del Big Bang” di Igor e Gritcha Bognadov che da una buona ipotesi sul cosa c’era prima è su come si è sviluppato.Vi dico solo che parla molto dettagliatamente della differenza tra big bang freddo e big bang caldo;il primo avvenuto nell’era di Planck, il secondo avvenuto subito dopo e che tutti conoscono.

  24. mamma mia che sito, l’hò scoperto per caso solo ieri e devo dire che da appassionato ma tanto ignorante di astronomia nn riesco più ad uscire. quando riuscirò a poter dire qualcosa in merito ad un argomento penso che sarò andato prima in pensione (e ci manca ancora tanto). complimenti.

  25. ciao a tutti..dopo questo comento vi prego non chiamate un’ambulanza..

    io penso che il mistero dell’universo sia dovuto solo ad un fattore..il modo di ragionare matematicamente e fisicamente del nostro cervello… tutti gli scienzati
    che hanno contribuito in qualche modo all’evoluzione astronomica hanno ragionato su quello che conosciamo noi terrestri: spazio, tempo, ecc…molto probabilmente le leggi del vero universo non sono ne fisicamente ne matematicamente conosciute dall’essere umano.

  26. Lo studio dell’universo così come lo conosciamo ora, ci lascia capire che è in continua evoluzione. Mi hanno sorpreso, ultimamente, le dichiarazioni della NASA sulle scoperte della sonda Kepler che ha scoperto diversi pianeti extrasolari che girano intorno ad un sole molto più grande del nostro. Questi pianeti hanno dimensioni molto superiori a quelle di Giove (che come noto è una stella mancata), mentre altri sono poco più grandi della Terra. La peculiarità che mi ha sorpreso è che tutti questi pianeti, se ho capito bene, girano tutti su un’orbita circolare intorno al loro sole…MA AD UNA DISTANZA TRA DI LORO TALMENTE PICCOLA CHE, SECONDO LE LEGGI GRAVITAZIONALI DA NOI NOTE, NON POTREBBE ESSERE…Questa è una cosa che mi ha molto sorpreso e che ci fa capire come nell’universo stesso ci possano essere delle “isole” in cui le leggi a noi note non valgono più. Da profano mi verrebbe da dire…sono questi universi nell’universo? Chi mi potrebbe dare una spiegazione plausibile? A questo punto non ci resta altro da fare se non condividere il pensiero conclusivo di Francesca (qui sopra) che si riferisce ai concetti di religione, filosofia e sensibilità umana. Il fatto di non riuscire ad intravvedere un inizio o una fine dell’universo e/o le sue peculiarità, è senza dubbio legato a quel mistero che noi chiamiamo Dio. A questo mistero noi umani ci aggrappiamo disperatamente da sempre, proprio per non impazzire di fronte a tanta spettacolare magnificenza, precisione, onnipotenza che per noi resta ancora imprescrutabile. Scusate la mia lungaggine, spero di non avervi tediato con le mie elucubrazioni. EVVIVA L’ASTONOMIA che al di là di tutto qualche spiegazione ce la da !

  27. Caro Gianni, salgo anch’io sull’ambulanza! Credo ci saliremmo in molti! 😆
    In effetti la nostra percezione della realtà ci limita tantissimo. Se hai letto il libro Flatlandia, di cui parlavo nell’articolo, capirai cosa intendevo. Per noi esseri tridimensionali è praticamente impossibile immaginare la quarta dimensione, e invece c’è! 😀 La percezione fisica influenza anche il modo di pensare e di ragionare. Per fortuna qualcuno, come Einstein, riesce a superare queste barriere

  28. grazie per il consiglio Francesca, leggero al piu presto il libro, ti spiego sinteticamente il mio pensiero da profano: l’universo visto naturalmente senza pensare ad “anomalie” (buchi neri, materia oscura) sembra schematico..i pianeti ruotano attorno al sole grazie alla sua attrazione gravitazionale, i milardi di stelle in una galassia fanno lo stesso ruotando attorno ad un comune centro di massa, quindi, opto per un universo chiuso ma in espansione..probabilmente per una diminuzione lenta ma costante della gravità…con conseguente Big Crunch e poi Big Bang…se getto n sasso in un lago vedo prima il Big bang..poi l’espansione..ad occhio nudo vedo solo che il convine(il cerchio che si crea) paino piano si allontana fino a scopamparire,
    ma è quello che vedo non quello che succede.

  29. Ciao Francesca…a proposito dei tuoi concetti di religione, filosofia e sensibilità umana…penso che lo studio dell’universo così come lo conosciamo ora, ci lascia capire che è in continua evoluzione. Mi hanno sorpreso, ultimamente, le dichiarazioni della NASA sulle scoperte della sonda Kepler che ha scoperto diversi pianeti extrasolari che girano intorno ad un sole molto più grande del nostro. Questi pianeti hanno dimensioni molto superiori a quelle di Giove (che come noto è una stella mancata), mentre altri sono poco più grandi della Terra. La peculiarità che mi ha maggiormente sorpreso è che questi pianeti, se ho capito bene, girano tutti su un’orbita circolare intorno al loro sole…MA AD UNA DISTANZA TRA DI LORO TALMENTE PICCOLA CHE, SECONDO LE LEGGI GRAVITAZIONALI DA NOI NOTE, NON POTREBBE ESSERE…Questa, se vera, è una cosa che mi ha molto sorpreso e che mi lascia immaginare come nell’universo stesso ci possano essere delle “isole” in cui le leggi a noi note non valgono più. Da profano mi verrebbe da dire…sono questi universi nell’universo? Davanti a situazioni straordinarie come questa, ma anche tutto il resto che riguarda il nostro universo, mi viene da condividere totalmente il pensiero conclusivo di Francesca quando si riferisce ai concetti di religione, filosofia e sensibilità umana. Il fatto di non riuscire ad intravvedere un inizio o una fine dell’universo e/o le sue peculiarità, i suoi molteplici aspetti….è senza dubbio legato a quel mistero che noi chiamiamo Dio. A questo mistero noi umani ci aggrappiamo disperatamente da sempre, proprio per non impazzire di fronte a tanta spettacolare magnificenza, precisione, onnipotenza che per noi resta ancora imperscrutabile. A mio avviso il mistero che avvolge il nostro universo, almeno per ora con il limite delle nostre conoscenze scientifiche, non è altro che il mistero di Dio. Speriamo, se così è, che ci venga svelato prima della “fine dei tempi”. VIVA L’ASTONOMIA che al di là di tutto qualche spiegazione ce la dà!
    Giorgio

  30. @Giorgio
    Grazie Giorgio, concordo pienamente con te! Non penso che crediamo in Dio solo per disperazione, è tutto quello che ci circonda che è troppo da concepire senza un Dio. L’astronomia, la scienza in generale, è il mio più profondo legame con Dio. Io non sono uno scienziato, ma la scienza mi appassiona tanto perché è come se con ogni piccola nuova conoscenza Dio ci lanciasse un messaggino, un piccolo indizio…E’ come giocare a Cluedo! 🙂