Quattro passi all’interno del Sistema Solare

In questo articolo iniziamo a parlare del Sistema Solare, non solamente dal punto di vista rigorosamente scientifico, bensì cercando di sottolineare alcune situazioni e fornire spunti sui quali si potrà parlare in seguito.

Sistema Solare

Dai tempi delle scuole sappiamo che i pianeti che ruotano intorno al Sole sono, in ordine crescente di distanza: Mercurio, Venere, la nostra Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno e Plutone.

Qualcuno già protesta: Plutone non è più un “pianeta”, è stato declassato a “pianeta nano”. Giusto! Ma probabilmente lo sappiamo per certo solo noi, appassionati di astronomia… Provate a chiedere ad un certo numero di persone se sanno niente di Plutone, del fatto che non è più un pianeta… Forse a malapena si ricordano di aver letto qualcosa in un trafiletto sui giornali. Forse altri ti dicono che avere Plutone nel proprio segno oppure in trigono significa … ma lasciamo perdere!

Sistema Solare visto dall’alto

Sistema Solare e corpi minori.

Galleria di 2 immagini

Ma come mai si è arrivati ad una decisione così drastica: togliere Plutone dall’insieme dei pianeti, che viceversa esistono, alcuni, da tempo immemorabile, mentre altri, da Urano in poi, sono stati scoperti più recentemente? Proprio per il fatto che negli ultimi anni c’è stato un proliferare continuo di scoperte di corpi orbitanti intorno al sole, di caratteristiche e dimensioni importanti. Ecco che la comunità astronomica internazionale si è posta davanti ad un bivio: allargare il numero di “pianeti” a 12 (e più), aggiungendo altri corpi celesti di dimensioni maggiori di Plutone stesso, oppure scendere ad 8 pianeti, eliminandone uno che era stato oramai sorpassato da altri colleghi. La scelta non è stata facile, ha richiesto parecchio tempo ed alla fine è stata scelta l’ipotesi degli 8 pianeti, introducendo una complicata definizione del termine “pianeta” stesso, in modo da essere pronti a nuove scoperte che sicuramente ci saranno negli anni a venire.

Ma dal punto di vista osservativo, come si distinguono i pianeti nel cielo? (ma perché?! I pianeti si possono vedere??) Credo che in molti sappiano che i pianeti non “sbrilluccicano” a differenza delle stelle: se si osserva il cielo queste mattine poco prima dell’alba non si può non notare Venere luminosissima e dall’altra parte Marte anch’esso molto luminoso. A ben guardare c’è anche Saturno! (quello degli anelli? Sì!) E proprio Saturno si trova in questo periodo nella costellazione del Leone (costellazione, non “segno”!!) e vicina a lui c’è una bella stella luminosa, Regolo. Osservando Venere, Saturno, Marte e Regolo si nota che quest’ultima brilla in modo nettamente diverso, con una luce fluttuante, a differenza di pianeti la cui luce è fissa.

Molti mi chiedono due cose:

  • come fai a sapere che quella stella è Regolo, anzi chi me lo assicura?
  • Perchè i pianeti hanno una luce fissa?

La prima domanda me l’hanno fatta migliaia di volte, specie d’estate quando è più facile che più persone osservino le costellazioni e le stelle più brillanti: come fai a sapere che quella stella è Altair e quell’altra è la Polare? Con la pazienza che contraddistingue noi astronomi, ogni volta ho fatto notare che per riconoscere le stelle e le costellazioni bisogna prima studiarle, partendo da una qualunque mappa stellare, poi bisogna cercarle, arrivando a capire perchè alcune si vedono solo in certi periodi dell’anno, mentre altre, ad esempio l’Orsa Maggiore, si possono vedere sempre.

Dopo questa risposta, indico un albero a caso e chiedo: che albero è? Come fai a sapere che quello è proprio un faggio oppure un abete? Mi potresti prendere in giro dicendo che è un’acacia… Fai questa affermazione perchè lo “riconosci”, in base alle sue caratteristiche, alla sua forma, alla sua grandezza, al suo colore (quello delle sue foglie). Così succede per le stelle e le costellazioni! Dopo che le si studia, chiunque può “riconoscerne” una in base alle sue caratteristiche, alla sua forma, alla sua grandezza, al suo colore (quello delle sue stelle…). Ecco che dunque l’Orsa Maggiore è la più ri-conosciuta, seguita a ruota da Cassiopea (la grande “W”) e da Orione.

La seconda domanda ha una risposta un po’ più complessa: la luce proveniente da una stella (a causa dell’enorme distanza degli astri dalla Terra) è come se provenisse da un punto: il raggio luminoso risulta così soggetto alle perturbazioni e distorsioni causate dall’atmosfera della Terra e la stella appare scintillante. I pianeti invece sono molto più vicini e la loro luce proviene non più da un punto, ma da un dischetto, da una superficie e (a parte occasioni particolari) l’atmosfera non riesce a influenzare più di tanto i raggi di luce. Come risultato, osservando un pianeta, la luce risulta meno fluttuante e sembra proprio fissa.

Nel prossimo appuntamento inizieremo a parlare dei singoli pianeti, di come si osservano, e scopriremo alcune curiosità su di loro.

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42 Commenti

  1. Ciao a tutti, intanto BUON ANNO!
    Fantastico…sono in attesa degli articoli sui singoli pianeti 🙂
    Interessante la risposta alla seconda domanda, fin ora non ero riuscito a capire il perchè. 🙄

    Saluti!
    Giorgio.

  2. ciao…….potrei sapere qual è la definizione esatta di pianeta? perchè in questo periodo stiamo studiando geografia astronomica a scuola e questo sarebbe un buon spunto per un’interessante discussione in classe…grazie in anticipo

  3. Affascinante questo articolo!Mi piacerebbe osservare Regolo!
    Grazie!Ai prossimi articoli!

  4. Bravo Pierluigi!
    Articolo semplice, molto chiaro, della lunghezza giusta.
    Hai sempre paura degli astrologi in agguato eh?? 😆
    Stai tranquillo, si capisce che qui si parla di scienza 😀
    Continua così. Baci 😉

  5. @Rocco
    Reggiti forte 😉 : l’ho già detto nell’articolo che la definizione è complicata! 😯
    In base alla risoluzione della IAU (International Astronomical Union) del 24 agosto 2006 (caspita! è passato già più di un anno…) si definisce “pianeta” un corpo celeste che :
    1) è in orbita intorno al Sole
    2) ha una massa sufficiente a far sì che la propria forza di gravità possa contrastare le forze di un corpo rigido, in modo tale da assumere una forma (all’incirca rotonda) dotata di equilibrio idrostatico
    3) abbia ripulito la zona vicina alla sua orbita.

    Si definisce “pianeta nano” un corpo celeste che:
    1) idem
    2) idem
    3) non ha ripulito la zona vicina alla sua orbita
    4) non è un satellite.

    Tutti gli altri oggetti, ad eccezione dei satelliti, che orbitano intorno al Sole, vengono indicati con la sigla SSSB (Small Solar System Bodies), in pratica “Piccoli Oggetti del Sistema Solare“.

    Chi si aspettava (come il sottoscritto) qualcosa di più accattivante, comprensibile, determinante e speciale, come poteva essere la definizione “universale” di pianeta, è rimasto forse deluso… E’ mia opinione personale che questa definizione verrà rivista tra qualche anno, magari a causa della scoperta di nuovi oggetti, che non potranno essere classificati come “pianeti nani”.
    Staremo a vedere!
    Pierluigi

  6. Ciao, secondo me questa, anche se apparentemente complicata, è dettata da un certo buon senso. La ragione per cui la penso così è perché è basata sulle nostre conoscenze della fisica della formazione planetaria, piuttosto che su altre caratteristiche prese magari un po’ arbitrariamente. Proprio per questo non sarei così sicuro che verrà cambiata tanto presto, a meno che non ci sia qualche scoperta rivoluzionaria sui meccanismi di formazione dei pianeti (magari! 😉 )

    Alberto

  7. grazie della risposta…….infatti mi aspettavo qualcosa di molto + complesso……è molto generica come definizione….ma basta a differenziare i pianeti…quindi grazie ancora…

  8. Ciao!!
    Alla domanda perchè i pianeti hanno luce fissa non sarebbe giusto rispondere che è perchè brillano di luce riflessa e non di luce propria come le stelle?? Ho sempre ritenuto che fosse per questo motivo.
    Se in realtà è come scritto nell’articolo, se ipoteticamente potessimo vedere un pianeta lontanissimo dalla terra a occhio nudo, lo vedremmo che brilla di luce fluttuante come fosse una stella???
    Grazie e buon 2008!!!!

  9. @SONIA
    un pianeta lontanissimo avrebbe comunque un disco molto piccolo, quasi indistinguibile da un punto, quindi dovrebbe brillare come le stelle…
    Poi per riuscire a vederlo, dovrebbe essere veramente molto luminoso: ma dato che brilla giustamente di luce riflessa, dovrebbe essere illuminato da una stella luminosissima. In questo modo però vedremmo la luce della stella e non del pianeta. Si tratta comunque sono solo discorsi teorici ed accademici…

    Se invece si osserva un pianeta basso sull’orizzonte, allora la sua luce passa attraverso più strati di atmosfera (e smog purtroppo) ed allora intanto il suo colore tende all’arancione-rosso ed in più è molto probabile vedere la sua luce fluttuare.
    Grazie per gli auguri, che contraccambio!
    Pierluigi

  10. @SONIA
    dimenticavo di dire un’altra cosa. Dato che il tremolio della luce delle stelle è provocato dall’atmosfera della terra, la prima cosa che hanno notato gli astronauti, ben al di sopra dell’atmosfera, è che da lassù la luce delle stelle è fissa!
    Così ad esempio dalla luna (che non ha atmosfera) le stelle (e a maggior ragione i pianeti) appaiono ben fisse: attenzione però che se c’è il sole sopra l’orizzonte allora stelle e pianeti NON si vedono per niente!
    Pierluigi

  11. Ciao Pierluigi!

    Sto cercando tutto quanto gli astronomi sanno sulle perturbazioni dei pianeti, o altro, sui passaggi della cometa di Halley (il ritardo o l’anticipo).

    Leggo di forze “non gravitazionali” e di perturbazioni dovute anche a Urano e a Nettuno per giustificare ritardi fino a 3 anni rispetto al periodo medio, e anche per due passaggi consecutivi, per un totale, guarda caso, di ben 22 anni! (Kiang e gli altri, con calcoli sempre più precisi, con l’aiuto dei moderni calcolatori ogni giorno sempre più sofisticati, valicando il muro del 240 a.C. (Maffei, “La cometa di Halley”, pag.143).

    Nonostante i passaggi registrati prima e dopo Halley fino al 1910, alcuni astronomi nei primi anni Sessanta davano come teoricamente possibile, secondo CERTI CALCOLI, il passaggio per il 1964 (v. su LE SCIENZE).

    Ricordando bene che “la matematica non è un’opinione!”, la mia calcolatrice tascabile porta invece tranquillamente al passaggio N. 1 | 30 nei Calendari Comparati: 3542° EBR . . -197° CGC . . -219°* CGT . -241°** SVA/-240° ELA, detto 240 a.C. Se non mi sono sbagliato a schiacciare…

    Ci sono ultime notizie all’interno del Sistema Solare sulle “perturbazioni” che può subire la cometa? E’ uno spunto sul quale poter parlare in seguito.

    Grazie, ciao!

  12. Ciao a tutti/e!
    Interessante l’articolo di Pierluigi! alcune cose già le sapevo, come tutti credo. però volevo sapere la prossima volta della cometa di Halley.
    grazie e ciao!

  13. @paola
    Presto detto: il prossimo passaggio è nel 2061. 😥
    Apro una parentesi!
    Arthur Clarke anni fa ha scritto un racconto di fantascienza che parla del passaggio della cometa di Halley (“2061:Odissea tre”), praticamente il terzo capitolo della saga “2001”, dopo il capostipite “2001:Odissea nello Spazio” ed il successivo “2010:Odissea due”. Per la cronaca il ciclo viene chiuso da “3001:Odissea finale”. Ne parlo perché, da appassionato di fantascienza, trovo questi quattro libri dei veri capolavori, anche se un tantinello difficili da “digerire”.
    Pierluigi

  14. Per Pierluigi:
    Ti devo ringraziare per tre cose:
    1) la risposta su Venere; 2) la risposta sulla cometa di Halley (non penso proprio di poterla vedere!) 😥
    3) sono anch’io appassionata di fantascienza e ho letto “2001: odissea nello spazio” che ho trovato molto bello, invece il film un po’ noioso!
    non sapevo che Clarke avesse scritto altri due libri come seguito al primo, mi ero fermata a “2010: Odissea Due” che non ho letto!
    la prossima estate avrò un bel po’ da leggere!
    GRAZIE!!!!!!!!! 😆

  15. leggo solo ora di questo articolo che a mio parere è di una semplicità unica, soprattutto per chi non mastica scienza e in particolare stelle e cosmo..
    vorrei sapere se possibile, cosa ne pensate di una probabile Vita extra terrestre, e come vi immaginiate possa essere, io penso che nell’universo vige una regola in cui se il cosmo è zeppo di pianeti e tutti come sappiamo in orbite più o meno ellittiche e con al centro tutti una stella, mi fà pensare come se stessimo in un condominio, dove ogni piano ha il suo ascensore e ogni porta una famiglia, tutti diversi ovvio, ma allo stesso tempo uguali. Quindi scuramente senza ombra di dubbio, secondo me la vita esiste e se penso a quanti milioni di anni ci separano dal famoso B.B. immagino di essere un neoneto del creato e sicuramente come tutti abbiamo anche noi delle visite, lontane da venire, ma sicuramente curiose di vedere come siamo. Scusate la lungaggine, ma questo argomento mi prende troppo.. grazie di aver letto ciò.. a voi la parola!
    p.s. ma voi, arrivando su di un pianeta e scoprendo che gli abitanti hanno costruito bombe capaci di cancellare anke la luna, invece di unirsi per risolvere i molti problemi esistenti su questo fantastico pianeta.. sbarchereste.. io personalmente fuggirei e cancellerei quel pianeta dalla mappa stellare.. anche perchè il destino è ormai scritto… ed il bello che lo stiamo scolpendo a lettere cubitali, e nessuno che dica qualcosa..
    buone stelle a tutti….

  16. @ paolo
    la mia opinione a riguardo è che, dato il nostro attuale livello di conoscenze, l’esistenza di vita al di fuori del nostro sistema solare rientri tra le ipotesi “non impossibili”, che forme potrebbe assumere? beh, si potrebbe essere portati a supporre che comunque, qualsiasi forma di vita dovrebbe avere come base il carbonio, ma qui entriamo nel campo delle speculazioni o, in quello più divertente, della fantascienza.
    per quanto concerne il p.s. vorrei solo fare due riflessioni: la prima è che noi esseri umani, con tutti i nostri pregi e difetti siamo sempre e comunque un “prodotto dell’universo” per cui è veramente difficile giudicare il nostro operato in modo totalmente negativo, a meno di non assumere che l’universo abbia generato un’aberrazione…
    la seconda attiene allo scarso potere che l’essere umano ha di modificare il destino della terra, al più può influire sul proprio destino in senso autodistruttivo, ma poi mi viene anche in mente che non siamo mica tutti uguali….. Quindi se fossi un alieno mi guarderei bene dal cancellare dalle mappe un pianeta così bello e intrigante con quei suoi esserini iperattivi che gli brulicano addosso!!!! 😉 😀

  17. @ Paola:
    Grazie per aver commentato la mia autodistruttiva e-mail, infondo hai ragione l’universo ci ha generato come esseri perfetti, il mio era un commento su quanto possibile è l’autodistruzione del genere umano e di tutte le speci viventi su questo fantastico pianeta.. la mattina quando capita che rientro dal turno, mi soffermo sempre a vedere l’alba.. il Sole levarsi dal mare.. lì in quel momento nella pace più totale, senza il chiasso del giorno, penso quante albe possa aver visto questo pianeta, prima che noi brullicassimo su di esso.. e non ti nascondo che leggendo libri di uomini e spazio, durante le notti più tranquille scruto il cielo e mi perdo nel comprendere quanto siamo piccoli al cospetto di tanta grandezza.. la mia curiosità, che mi accompagna sin dai primi passi è la cosa che amo più di me.. grazie a lei ho scoperto il cosmo come fonte infinita di nozioni, termini, e quant’altro giri intorno a questa sfera zeppa di una tale perfezione che pensare l’uomo possa distruggerla in pochi giorni con le armi più devastanti, mi fà riflettere.. ecco perchè scrivo di quei probabili alieni, cancellare la nostra terra dalle loro mappe spaziali.. non ti nascondo che vorrei vivere nel tempo dove le astronavi solcano lo spazio, come nella serie di star trek.. tornando con i piedi sulla terra, vedo con piacere che non sono il solo a scrivere in questo periodo di stelle e altro in un mese dove le stelle si dovrebbero guardare e commentare dalla cima di un monte o da un osservatorio di quelli che si visitano in questi periodi.. e poi non essere pessimista.. potrebbe accadere di veder passare la cometa di Halley in compagnia di qualche essere alieno:shock: che nel frattempo ci ha regalato l’elisir di lunga vita:razz:

  18. ciao Paolo, ho appena scoperto di avere una omonima su questo topic…. 🙁 la paola dei primi commenti non sono io 😯 … quindi ritengo che l’esortazione a non essere pessimista non fosse rivolta a me! 😉 è una strana sensazione quella di sentirsi “duplicata” 😆 😆 😆
    ma veniamo al dunque, vorrei fare una piccola precisazione: io ho detto che siamo prodotto dell’universo ma con questo non intendevo perfetti, bensì semplicemente inseriti all’interno di un sistema armonico, quello universale appunto. Per come la vedo io armonia e perfezione non sono la stessa cosa, la perfezione è un attributo statico e univoco, l’armonia invece è l’equilibrio che si crea tra due o più elementi bilanciando le peculiarità di ogni singolo elemento. e tra queste peculiarità ci possono essere imperfezioni, come ad esempio quelle che affliggono l’essere umano. Questo però non può condurci, come dicevo nel precedente commento ad una condanna in toto dell’umanità….
    Sono argomenti questi difficilmente riassumibili nello spazio di un commento, cionondimeno, anche se brevemente, è oltremodo interessante confrontare i diversi punti di vista….
    Si, non sei il solo a scrivere di stelle e altro in questo periodo, ma ti assicuro che quand’anche fossi in vacanza farei COMUNQUE una capatina per un commento al volo sul sito-più-bello-del-mondo!!! 😉 😀

  19. Ciao Paola..
    scrivo su questo sito dal 17 di agosto, cioè da quando navigando per stelle e pianeti sono entrato per la prima volta in questo bellissimo sito. Nel quale abbiamo inizito a scriverci a riguardo del mio pensiero pessimista e catastrofico, quindi penso essere i soli in queste pagine a inviarci e-mail a riguardo. Per me è stata una sorpresa leggere una risposta al mio primo messaggio, anche perchè se scorri con il mouse verso l’alto, ti rendi conto che l’ultimo scritto prima del mio, risale al 14 gennaio 2008! quindi, ringraziarti della risposta, penso sia il minimo.. soprattutto del fatto che solitamente navigare su questi siti, in questi periodi dell’anno è difficile incontrare qualcuno disponibile a un confronto.. penso di essere stato fortunato, anche perchè la tua e-mail non mi sembra appartenere alla figlia di toro seduto.. non che abbia qualcosa contro gli indiani d’america, ma è solo un modo per rendere l’idea.. la stessa che ho avuto quando mi hai spiegato il perchè gli alieni non cancellerebbero mai la nostra terra dalle loro mappe stellari.. la tua ultima e-mail l’avrei voluta commentare molto prima, ma non mi è stato possibile, ne vacanze, ne lavoro mi hanno impedito ciò.. solo qualche turno di lavoro in più che mi hanno fatto allontanare dal mio pc.. Tornando al tuo messaggio, l’ho trovato molto interessante, anche se come hai scritto, non può essere scritto in così breve spazio.. però ti assicuro che anche nel breve commento di alcune righe, sono riuscito a comprendere di un qualcosa di unico che ci caratterizza.. e di tutte quelle paure che ci portiamo al seguito, essere interpretate diversamente.. quindi il mio pessimismo non mi lascerà, ma di sicuro ora non è solo a vagare nel mio universo.. l’Universo.. sin da piccolo l’ho sempre pensato come un grosso palloncino dove tutto, i pianeti, le stelle, le galassie e quant’altro girino al suo interno all’infinito, per poi entrare e navigarci dentro e così arrivare con la mia immaginaria navicella a toccare l’estremità del palloncino.. cosa c’è dopo e poi anche se riuscissi a toccare il confine successivo, cosa troverò un muro?? e dirtro il muro?? come vedi ho molte idee e anche molto confuse, anzi diciamo, povere di conoscenza, anche se ho sempre letto per passione testi interessanti, anche di filosofi che davanti a quel muro hanno avuto la mia stessa domanda, ma dopo cosa c’è?? questa mia domanda non merita nessuna risposta, per quanto è banale.. quindi torniamo con i piedi per terra e risolviamo i nostri problemi.. al quale le future generazioni saranno costrette a conviverci.. spero, prima di tornare carbonio utile per la terra, di poter vedere il futuro e con esso accorgermi che non siamo soli in questo infinito universo.. qualche giorno fà, su di un quotidiano leggevo un articolo che parlava delle comete come veicoli di vita e più precisamente, di un veicolo lo Stardust, il quale entrato in contatto con la cometa Wild 2 e catturato della polvere, successivamente riportata sulla terra e poi analizzata, ha permesso di scoprire, nell’interno di questa scia la Glicina, il più semplice degli aminoacidi.. come dire che alla fine la terra è come un ovulo e la cometa il seme.. dove l’universo è la grande madre .. stupendo.. veramente stupendo.. credo mi sono dilungato un pochino e di questo mi scuso con tutti.. grazie a presto… paolo!

  20. MMM…le vostre riflessioni sono interessanti…
    Propongo un punto di vista alternativo…non fa mai male…
    Noi uomini tendiamo sempre ad avere approcci antropocentrici con l’universo che ci circonda. Il che credo che sia anche istintivamente giusto.
    Però se proviamo a spostare il punto di vista altrove che succede?

    Propongo quindi delle domande a cui ognuno potrà dare la risposta che preferisce…

    Si può considerare l’uomo una sorta di seme di vita del pianeta terra che lentamente cerca una strada per colonizzare altri pianeti?

    E se così fosse, si potrebbe considerare necessario o comunque preferibile che questo seme sia spinto ad andarsene a causa di comportamenti autodistruttivi?

    Le forme di vita stesse che ruolo possono avere all’interno dell’universo?

    Io sono un fisico e quindi ho una visione puramente materialistica dell’universo e di tutto ciò che è, che è stato e che sarà…
    Siamo un insieme di atomi che hanno trovato un precario equilibrio dando vita a essere bizzarri. Una minima variazione nel brodo universale che di noi non si cura.

    Abbiamo la fortuna di meravigliarci ancora davanti a un cielo stellato e continuiamo a farci domande da bambini (come funziona, cos’è, da dove viene, dove va…etc.etc.).
    Le risposte non saranno mai definitive ma il senso della vita non è nel fine che si insegue ma nel come si decide di inseguire il proprio destino…
    Di sicuro non cerco un senso più alto e uno scopo in quello che mi circonda…posso solo essere felice di viverci bene…

    p.s.: il muro non c’è mai…il palloncino non ha confine ne può averlo…in realtà non si può andare oltre allo spazio perchè senza spazio non c’è luogo.
    Inoltre non si è mai nello stesso luogo perchè oltre che nello spazio noi ci muoviamo nel tempo…
    Metafisica insomma…
    :mrgreen:

  21. @ paolo
    ti ringrazio per le belle parole, in quanto alla mia visione del’uomo all’interno dell’universo per non ripetermi l’ho scritta nella risposta ad Andrea proprio sotto…. mentre sul fatto di non essere soli, diciamo che , come ho già precedentemente affermato, ritengo semplicemente la cosa “non impossibile” ma parimenti improbabile ritengo un contatto con altri esseri. in ogni caso le problematiche di relazione esistenti tra esseri umani occupano prepotentemente la mia attenzione, tanto da non farmi desiderare di dovermi porre anche quelle di eventuali relazioni con gli alieni… 😉 spero che tu sappia cogliere nell’ironia della frase, così esposta per evitare il tedio che a volte si accompagna a simili dissertazioni, il succo del mio pensiero che preferisce rivolgersi al qui e ora della nostra realtà tangibile, della quale anche il pensiero fa parte.

    @ andrea
    accidenti che sfida! e come tirarsi indietro???
    cerco di schematizzare:
    definendo l’uomo quale “prodotto” dell’universo mi sembra di aver superato la visione antropocentrica, in quanto in questa definizione può benisimo inseririsi quella visione dell’uomo di J:Monod nel libro il caso e la necessità liddove definisce l’uomo come un evento del tutto casuale all’interno dell’evouzione biologica…
    ma ritengo comunque, che casuale o meno che sia la nostra origine, il valore dela nostra esistenza è quello che noi stessi gli attribuiamo attraverso l’interpretazione della realtà che assumiamo per vera.
    spostando l’attenzione sul significato dell’esistenza dell’uomo nell’economia dell’universo sarei propensa ad ampliare la visione comprendendo anche tuttte le altre forme di vita, in quanto non posso pensare ad un essere umano decontestaulizzato dalla biosfera, quindi rispondendo alle tue domande:
    Si può considerare l’uomo una sorta di seme di vita del pianeta terra che lentamente cerca una strada per colonizzare altri pianeti?

    E se così fosse, si potrebbe considerare necessario o comunque preferibile che questo seme sia spinto ad andarsene a causa di comportamenti autodistruttivi?
    ritengo che attribuire all’essere umano questo ruolo equivalga a porlo in una condizione di predominanza sul resto delle forme biologiche, condizione che sulla base delle conoscenze in nostro possesso non mi sento in animo di attribuirgli. penso che la vita non abbia bisogno della colonizzazione operata dal’uomo per potersi espandere nell’universo…. a quanto ne so ci stanno già pensando le comete! 😉

    da ultimo, mi pare che vi sia una certa similitudine tra i nostri approcci alla visione dell’esistenza umana, forse l’unica differenza è che io non amo definirmi “materialista” nè in alcun altro modo, perchè qualsiasi definizione intrappolerebbe il mio pensiero nei limiti della definizione stessa… ma se proprio vogliamo usare una definizione preferisco molto di più “lo spirito libero ” di nietzscheiana memoria. 😀

  22. vorrei fare una precisazione per chiarire maggiormente il mio pensiero, nei limiti del possibile.
    in relazione all’affermazione di Andrea:
    Io sono un fisico e quindi ho una visione puramente materialistica dell’universo e di tutto ciò che è, che è stato e che sarà…
    Siamo un insieme di atomi che hanno trovato un precario equilibrio dando vita a essere bizzarri. Una minima variazione nel brodo universale che di noi non si cura.

    direi che posso assumere come vera una interpretazione di questo tipo, purchè svestita da ogni aspirazione di assoluto.
    mi spiego meglio, penso all’uomo come insieme di atomi ma sono consapevole che la mia è solo una interpretazione del mondo e non “la realtà” .
    Una interpretazione costretta nei limiti dei nostri sensi e perciò presumibilmente parziale.

    spero di essere riuscita a spiegare il mio pensiero 🙄
    per tutti 😀

  23. mi sa che siamo un po’ OT…però il discorso è molto interessante…
    Stefano il forum! :mrgreen:

    Rispondo al volo e in ordine sparso…
    Le comete non portano la vita ma portano con se solo amminoacidi…non intendevo questo quindi…
    Nelle mie domande facevo riferimento all’uomo come la specie più tecnologicamente progredita di Gaia (non so se si era capito il riferimento alla visione di Lovelock…).
    Non necessariamente condivido questa teoria…sia ben chiaro…
    Diciamo che l’idea di Gaia mi piace perchè sposta l’attenzione dall’uomo a quello di tutta la vita presente sul pianeta…come fosse un unico organismo…
    Mi aiuta a superare le angosce che la stupidità umana alimenta…
    :mrgreen:

    Sul discorso dell’assoluto posso essere in parte d’accordo…
    Ovvero: niente dogmi e niente certezze…la ricerca scientifica è un procedimento infinito e ogni passo in avanti che facciamo è solo e sempre una visione parziale del tutto…
    Però la scienza, soprattutto negli ultimi 100 anni ci ha permesso di andare ben oltre i nostri sensi…
    E se i nostri sensi sono limitati non mi sento di poter dire altrettanto della nostra mente e della possibilità di capire sempre di più e sempre più a fondo…ben oltre i limiti fisici dell’uomo…

    Poi il mio atteggiamento, per esempio per tutto ciò che va oltre la comprensione razionale e scientifica, è e rimane agnostico.
    Non mi interessa discutere in termini diversi da questi a meno che non sia un discorso intimo con persone intime con cui si possono condividere e confrontare aspetti legati a emozioni e percezioni non quantificabili, misurabili o razionalizzabili…

    Son di corsa…spero che dal caos delle mie parole emerga un po’ di Andrea-pensiero…

    :mrgreen:

  24. Grazie ragazzi.. penso di aver trovato casa, quel posto dove aspetti di tornare quando hai finito con il solito fare giornaliero e puoi senza troppe pretese far giocare il tuo cervello.. con tutte qulle questioni e curiosità che purtroppo non ho sfamato a sufficienza, lasciando i banchi di scuola a metà tra l’adolescenza e la maturità.. se avessi avuto la possibilità, sicuro avrei studiato fisica.. un sogno visto e rivisto al quale mi son dovuto arrendere.. caro Andrea, molto lieto di conoscere il tuo pensiero, con il quale spero di avere tempo per un dialogo “universale” a Paola che da ora chiamerò “spirito libero” in modo da non confondermi con altre omonime, con cui, grazie a lei vedo allargare questo dialogo, ribadisco la mia paura nell’uomo, il cui animo di superiorità potrebbe portare alla distruzione di questo irripetibile mondo.. le vostre parole mi aiutano a capire dove e come poter pensare, liberandomi da molti dubbi.. come le comete che non portano la vita, ma un mattone essenziale del modello vita.. il mio riferimento all’universo come grembo della vita, era una allusione al grembo materno, dove l’ovulo e gli spermatozoi, visti in scala universale prendono il nome di terra e cometa, dove la prima, fecondata da una cometa con i suoi aminoacidi primari ha dato forma alla vita, di cui noi ne siamo il risultato finale.. peccato che un giorno torneremo “aminoacidi” questo mi inquieta e non poco.. cosa ci possiamo fare?? praticamente nulla.. solo vivere la vita in modo straordinariamente semplice, senza ricercare il massimo, in quanto penso che noi siamo già l’espressione di una combinazione di “massimi assoluti” che per caso o disegnati da qualcuno, a seconda del pensiero, non dobbiamo esagerare nel vivere, ma vivere e creare per quanto possibile un mondo di conoscenza per tutti e senza violenza, iniziando da quella mentale per finie a quella totale di negazione della libertà e del pensiero.. pensavo anni fà alla fortuna che io,noi, abbiamo avuto, nel trovarci/vivere nel tempo in cui la conoscenza è a portata di mano, dove un tasto ci proietta in mondi sconosciuti fino ad un attimo prima, mio nonno è morto convinto che l’uomo non è mai andato sulla Luna.. io moriro convinto che l’uomo sarà atterrato su Marte.. la differenza è praticamente totale, nello stesso tempo, mio figlio vivrà non avendo visto il prima, cioè l’ignoranza e dopo il sapere, ma solo l’ignoranza del sapere, dove l’abitudine al tutto inteso sempre come conoscenza, lo condurrà al finto sapere.. spero di scrivere idiozie, ma ho i miei dubbi che tutto sia progressivamente allienante, io mi considero un curioso del mondo, non può esistere una cosa che io non sappia come funzioni o come è stato concepito, vedo oggi che questa curiosità è venuta meno e l’interesse primario è ben altro che la conoscenza o lo studio.. scusate ma anche questa volta mi sono dilungato più del dovuto.. comunque l’infinito e il pensiero di infinito non mi da pace, come può non finire mai.. e se anche finisse, così da avere una risposta e tranquillizare il mio sapere, cosa troverei dietro il muro.. altro infinito.. stupendo e infinito pensiero al quale purtroppo non c’è e non ci sarà, credo una spiegazione… buone stelle a titti.. e grazie dell’ospitalità..

  25. @ paolo
    causa lunghezza tuo commento e attuale mia scarsa disponibilità di tempo ti risponderò prossimamente….

    @ Andrea
    è vero siamo in OT ma … velocemente…

    per quanto riguarda le nostre limitazioni sensoriali concordo pienamente con la tua obiezione, me l’ero fatta anch’io,,, ma non ho voluto fare un ennesimo post … anche se in quel caso potremmo indentificare i nostri limiti con le capacità di elaborazione del nostro cervello (era per questo che non avevo integrato il post.. perchè comunque il limite esiste… a meno di non voler assumere le capacità della nostra mente come tendenti all’infinito…. uhmmm .. ci devo riflettere……

    non conoscevo lovelock ecco perchè non ho capito il senso delle tue domande, guardandolo sotto l’impostazione da te indicata (che naturalmente sono andata a guardarmi seduta stante) si l’immagine diviene intrigante in quanto l’uomo raccoglie in sè il massimo della complessità raggiunta dal sistema terra e funziona anche l’analogia tra l’immagine del fiore che si secca quando produce il seme e l’uomo spinto all’esterno da comportamenti autodistruttivi.

    per qaunto riguarda l’ultima parte del tuo commento non riesco a collegarla con i miei … e allora prima di esporre nuovamente idee non pertinenti al tuo pensiero, preferisco aspettare eventuali delucidazioni se è il caso…. 🙄

  26. @Paolo: allora che dire….welcome home… :mrgreen:

    @Paola: MMM…sono stato criptico…sarà stata l’ora tarda nella notte…
    Provo a spiegare meglio…
    Io penso che ci siano cose che non sono conoscibili e descrivibili tramite un metodo scientifico e razionale.
    Mi riferisco in particolare alla sfera dei sentimenti e a quella di un motore primo, un significato del tutto che vada oltre la comprensione e la percezione oggettiva dell’uomo.
    Per quanto riguarda i sentimenti, non essendo persona che banalizza, ne discuto solo con persone con cui ho un profondo legame.
    Invece, rispetto a religioni o quant’altro provi a dare un senso “$superiore$” a ciò che siamo e alla vita che viviamo, ho un atteggiamento agnostico.
    Razionalmente sarei ateo ma poi prevale semplicemente il non-interesse, una sorta di distacco che probabilmente mi è stato insegnato fin da bambino e per cui ringrazio i miei genitori.

    Diciamo che era una riflessione, non tanto in risposta alle tue parole, quanto a conclusione delle mie.

  27. @ paolo
    è senza dubbio encomiabile il tuo desiderio di conoscere il mondo che ti circonda, solo mi sentirei di darti una mia modesta opinione: nel cercare di conoscere il mondo affronta un argomento per volta e non lasciarti mai andare a spiegazioni troppo generalizzanti… del tipo “adesso i ragazzi hanno tutto e non hanno voglia di sapere e di conoscere” se ci pensi bene i nostri genitori dicevano così di noi… penso che le problematiche vadano valutate una per volta sulla base di elementi oggettivi, solo dopo aver valutato, senza pregiudizio, i vari aspetti si può tentare una ipotesi di generalizzazione sulla base delle eventuali regolarità riscontrate: faccio un breve esempio per farmi capire: se dico “i mezzi pubblici funzionano male!” faccio una generalizzazione che potrebbe essere inesatta. Se invece, dopo aver valutato il rispetto degli orari, la frequenza delle corse, il sovraffollamento delle vetture e dopo aver visto se questo riguarda o meno tutte le linee, riscontro che tutti questi fattori hanno una valutazione negativa, concludo che i mezzi pubblici funzionano male allora ho rilevato una regolarità…il malfunzionamento.
    Ora se applichi questo metodo alla valutazione delle varie problematiche … ti accorgerai che spesso, molto spesso le generalizzazioni sono errate, e spesso frutto di pregiudizio o sentito dire…
    questo metodo ci aiuta moltissimo a capire il mondo che ci circonda con un approccio di tipo scientifico e quindi ci rende più consapevoli e infine ci aiuta e tenere sempre in ordine le nostre idee!!!
    Lungi da me l’idea di volerti dare consigli! ti ho solo esposto il mio metodo di ragionamento quale mio modesto contributo alla discussione! 😉

    @ Andrea
    grazie delle spiegazioni, e mi accingo ad esporti di pari passo il mio pensiero:
    concordo anch’io sull’esistenza di temi non affrontabili “completamente, nella loro interezza” con il metodo scientifico, ma ritengo che, se pure in parte, la razionalità possa sempre essere utilmente usata anche su temi quali sentimenti, emozioni o religione.

    per quanto riguarda i primi, sentimenti ed emozioni, la discussione pubblica, non banalizzante, ritengo sia più appannaggio della letteratura e soprattutto della poesia che con le sue metafore può comunicare qualcosa a riguardo, pur senza entrare nella sfera dell’intimo. Naturalmente non è assolutamente questo il luogo deputato ad affrontare questi temi, anche se sotto un aspetto generale.

    per la seconda invece, la religione o comunque sia quella tendenza dell’essere umano verso l’assoluto, confesso di provare un certo fastidio nel confrontarmi con chi a tutti i costi pretende di trovare o addirittura di avere la “chiave” della comprensione TOTALE del mondo, questo a causa del mio atteggiamento totalmente afideistico! io non “credo” bensì “ragiono per probabilità” valutate sulla scorta delle se pur modeste esperienze e conoscenze che la vita mi ha concesso di accumulare.

    Tutto questo solo per chiarire un po’ il mio pensiero di partenza, e rendere di conseguenza più intellegibili, per tutti, i miei interventi. 😀

  28. @ Andrea.. @ Spirito Libero..
    grazie e sinceramente grato per la vostra competenza, al quale unirsi è un piacere..
    @Spirito Libero.. non vorrei mai generalizzare, ma i fatti mi portano a confermare ciò, l’autobus, la linea, le corse, tutto è perfetto, ma la cura con il quale si manutenziona il mezzo, la cura nel tenerlo pulito, la cura in generale è sempre più scarsa e di questo ne sono testimone, la cura con cui un adolescente viene istruito non è la stessa di 20 anni fà e più?,, sei mai entrata in una scuola, in orario di lezione? non credo sia gratificante, personalmente per volontariato entro in scuole pubbliche a spiegare nozioni di primo soccorso e spesso mi capita di vedere cose non proprio piacevoli, hai ragione sul fatto del non generalizzare, ok! spero sia solo una forma di ipersensibilità al brutto della situazione.. mentre essere ateo o integralista, per me non cambia nulla, ogni persona contribuisce con la propria educazione di pensiero alla scoperta e rispetto dell’altrui pensiero, al quale unirsi o dissociarsi a seconda del proprio è una libertà indiscutibile, personalmente credo nel grande progetto, che poi sia un dio o un fantasma non posso dirlo e forse mai riuscirò a saperlo, la cosa che mi porta a crederlo è la troppa perfezione che mi circonda, esempio stupido ma praico.. per volare l’uomo ha studiato le ali degli uccelli, per restare in volo ha disegnato una pala incurvata che spinta da un motore esercia una forza x in direzione opposta alla resistenza del velivolo, cosiderazione.. l’ala, che l’evoluzione ha sagomato in modo da permettere agli uccelli di volare è un risultato della genetica nei milleni in un essere vivente sul quale agiscono varie forze.. l’elica, che troviamo in natura sottoforma di seme e più precisamente nei semi di un albero il cui nome ora mi sfugge, ha la precisione di uno studio della NASA, come può un seme, partorito da una pianta senza emozioni, pensieri, forze quotidiane, produrre un seme che una volta lasciato cadere giri in modo da rallentare la corsa e quindi essere spostato lontano dal suolo sottostante,,? spero sia l’evoluzione.. ma se così fosse, come fà la pianta ad aver compreso l’angolo di rotazione giusto in base al peso del seme, rispetto all’attrito di questo in funzione dello spostamento voluto? evoluzione? e poi il seme caduto riceve le informazioni che trasmette al seme dopo ecosì via per millenni, finchè non si arrivi al perfetto angolo di torsione dell’elica abinata al seme? anch’io vorrei essere ateo e ci provo, ma non ci riesco, non per questo credo al papa e religioni varie.. anzi del papa credo che se non ci fosse stata la religione cristiana, non avremmo mai avuto tante opere d’arte così stupende, anche perchè se ci pensiamo bene, quale uomo nel passato avrebbe speso follie per arricchire chiese e simili, al fine di evitare le fiamme dell’inferno?? 😈 a presto..

  29. @ Paolo
    quantunque mi piacerebbe oltremodo continuare la nostra interessante conversazione, dobbiamo purtroppo tenere presenti le regole del sito e noi ora stiamo parlando da un bel po’ di cose completamente OT cioè lontane dall’argomento dell’articolo. Come fare allora? Nell’attesa che il grande Stefano, nostro amministratore, metta in linea la nuova versione del sito che prevede un forum più flessibile? beh in questo sito ci sono molti articoli e il sabato poi ci sono i racconti che offrono un più ampio respiro agli argomenti di conversazione.
    Continuare qui, sarebbe anche una mancanza di rispetto nei confronti di chi ha scritto l’articolo e vorrebbe che lo spazio commenti fosse centrato sull’argomento dell’articolo stesso.
    Quindi ti propongo di fare quattro passi tra gli articoli del sito e lasciare un commento sull’argomento che più ti interessa, così da riaprire la conversazione in modo meno OT! 😉

    solo una preghiera: se avessi voluto usare uno pseudonimo l’avrei fatto sin dall’inizio, mi chiamo paola, solo e semplicemente paola. Capisco le tue buone intenzioni e te ne sono grata, ma cerca di capire, ognuno ha le sue preferenze 😀

  30. Ho letto anch’io della nuova definizione di pianeta che escluderebbe Plutone e altri corpi dallo status, appunto, di pianeta e li riclassificherebbe (il verbo “declassare” in questo caso mi è sempre sembrato fuori luogo) nella nuova categoria dei pianeti nani, e non mi soddisfa. L’unica cosa che distingue un “nano” da un pianeta vero e proprio è solo e unicamente il fatto che il primo non abbia ripulito la sua orbita.
    Ma è davvero così?
    Prendiamo ad esempio la Fascia Principale degli asteroidi. La sua esistenza è dipesa dal fatto che (1)Cerere non è riuscito a inglobare in sè tutti i corpi che attualmente vediamo oppure dal fatto che la Fascia stessa è pesantemente influenzata dalla gravità di Giove?
    E a proposito di Giove, il fatto che in certi punti lagrangiani ci siano solo asteroidi è dovuto alla possente gravità del pianeta (dalla quale, però, dovrebbero essere immuni, visto la posizione che occupano) oppure c’è stato anche lo “zampino” di Saturno a scompigliare le carte in tavola?
    Un’ultima osservazione: da tempo, ormai, sappiamo che il Sole non è l’unica stella a possedere un sistema planetario (anche se lo si sospettava da tempo). I pianeti scoperti però, probablimente giganti gassosi, orbitano a distanze assai ridotte dalla propria stella, dove un gigante gassoso, secondo le teorie fin qui accreditate, non potrebbe assolutamente formarsi. Si sospetta, perciò, che il loro luogo di formazione vero fosse stato in passato assai più lontano e, che per ragioni che non elenco, siano migrati finendo ad orbitare lungo le traiettorie attuali. Qualcuno (ahimè non ricordo chi 😳 ) ha fatto le ipotesi che qualcosa del genere sia successa anche nel Sistema Solare, e a questo punto la domanda: quando si parla di pulitura della propria fascia, di quale fascia si parla?
    Chiedo scusa per la prolissità, e faccio i complimenti per il blog, che è veramente bello!

  31. Il discorso sui punti di Lagrange è vero che tiene conto solo delle masse del sole e di giove ma la distanza di saturno rende trascurabile la sua massa.
    Sulla definizione di Pianeta Nano ci sono state e ci sono ancora molte discussioni. Sinceramente trovo che la questione sia puramente accademica.
    Si è voluto dare una definizione che avesse dei parametri astronomici oggettivi.
    Quali che siano le cause (diverse fra cerere e plutone per esempio).
    Quindi la definizione non riguarda le meccaniche per cui un pianeta nano non abbia ripulito la sua orbita ma la constatazione che questo non è avvenuto a differenza dei pianeti.

    Infine sul discroso dei sistemi extrasolari bisogna tenere a mente che sistemi in cui pianeti dotati di una certa massa si trovino a grandi distanze dalla stella risultano molto più difficili da scoprire.
    Un sistema come quello solare diventa difficilmente osservabile oltre una certa distanza, almeno con i mezzi attuali. Noi stiamo osservando solo i sistemi extrasolari che hanno alcune prerogative e non tutti i sistemi solari che ci sono vicini. Con i mezzi di osservazione attuali risulta per cui difficile farsi un quadro omogeneo dei sistemi planetari e della loro genesi.
    Le teorie che circolano attualmente e a cui fai riferimento io le reputo più che altro speculazioni.
    Sarebbe un po’, scusami il paragone non ortodosso, fare una valutazione sociologica di una nazione partendo dalle osservazioni dei 100 personaggi più in vista.
    Per ulteriori chiarimenti e correzzioni mi metto in attesa di Enzo.

  32. @Martino,
    non avevo visto il commento….
    Andrea è stato perfettamente esauriente. Aggiungo ben poco. Intanto ribadisco che per essere pianeti bisogna che il corpo in oggetto sia rimasto l’unico nella sua zona, dopo aver inglobato o perturbato cacciandolo, qualsiasi planetesimo originario. In questo contesto sia Cerere che Plutone (anzi Plutone non è nemmeno il più grande) sono estremamente simili. Anche la fascia di Kuiper è stata modellata dalle risonanze con alcuni pianeti. In questo caso è stato Nettuno. per gli asteroidi Giove. Tuttavia, anche gli altri, da Saturno fino ai più piccoli giocano un loro ruolo non trascurabile.
    In questa definizione si escludono oggetti come i Troiani che risiedono in posizioni dinamicamente stabili (altrimenti Giove sarebbe il primo a NON essere un pianeta…). D’altra parte i Troiani si sono salvati perchè in zone praticamente “intoccabili” dal gigante gassoso. Invece per Cerere e Plutone (o Eris) esistono oggetti (sia grandi che piccoli) che teoricamente (ed anche praticamente) possono impattare con loro. Per la Terra, Marte, Mercurio, ecc. non contano ovviamente gli impatti sporadici con comete o asteroidi, in quanto questi non hanno orbite stabili, ma caotiche, createsi a causa delle perturbazioni di Giove e non solo.
    Infine, teniamo conto che la decisione è stata presa per eliminare differenze sostanziali tra visione puramente “scientifica” (che era già assodata da tempo) e visione storica (che voleva continuare a vedere Plutone come pianeta). E c’entra anche un po’ di politica…. dato che Plutone era l’unico pianeta scoperto dagli americani 😉
    Perfetta l’analisi degli altri sistemi solari. Resta tuttavia valida l’ipotesi della migrazione planetaria. Soprattutto in senso inverso: pianeti giganti che migrano verso l’esterno e solo dopo che si sono “sistemati” hanno iniziato la loro opera di fastidio verso i fratelli più piccoli. Ma è ancora teoria non dimostrata…

  33. Bella discussione sta venendo fuori! Bene, bene!
    @Andrea
    Dunque, Saturno non è responsabile. Ma allora cosa? Applicando alla teoria nebulare il cosiddetto “Principio di Massima Ignoranza” la fascia protoplanetaria (di fatto un grosso anello attorno al Sole del diametro dell’orbita pianeta in questione) doveva essere uniformemente riempito di materiale. Il fatto che oggi si osservi un solo gigante gassoso e pochi rimasugli non sembra spiegabile senza qualche forma di perturbazione. Lo stesso si può dire anche di tutti gli altri pianeti “ufficiali”.
    Per quanto riguarda l’accademicità o meno del dibattito, il mio pensiero (che vale quel che vale) é il seguente: metteresti tra i bambini un nano di trentacinque anni per il semplice fatto che non supera il metro d’altezza? H o guardato anch’io le foto fatte dallo HST a Cerere e ho visto quelle degli altri corpi minori (Itokawa, Ida, Sylvia, Gaspra) e ho pensato che la differenza tra questo e un “normale” pianeta roccioso fosse davvero evanescente. Dubbi rafforzati dal fatto che Pallade (o almeno pensio sia Pallade l’asteroide “spezzato” … Ala mia età la memoria comncia a far cilecca … 😳 ) presenta una differenziazione in diversi strati come i pianeti maggiori, spia di un passato “allo stato fluido”. E’ impensabile credere che questo non sia successo anche al più grande oggetto della Fascia Principale. A maggior ragione per gli altri “nani ghiacciati”, visto che esendo fatti, appunto, di ghiacci l’ energia necessaria per raggiungere uno stato fluido e, conseguentemente, differenziarsi dev’essere minore.Quello che voglio dire è che non ci troviamo di fronte ad aborti (oggetti primitivi) o frammenti di pianeta (come, presumibilmente sono gli asteroidi), ma di veri e propri pianeti in miniatura, diversi dai classici solo (ed esclusivamente) per le dimensioni. Inoltre, mi sono fatto una domanda. Lo so: è del tipo “se mia madre avesse avuto le ruote sarebbe stata un T.I.R.”, ma non ho potuto fare a meno di pormela: se non fossero stati scoperti altri corpi attorno a (Plutone / Cerere scegli tu), allora non avrebbero perso lo status planetario? Non so tu, ma trovo molto poco significativo dal punto di vista fisico identificare un oggetto a seconda di dove si trovi: un cane è sempre un cane anche se unito a un branco di altri cani. Non diventa un “canoide” o un “cane nano” (scusa 😳 ).
    E per adesso la pianto qui! Sono diventato ancora troppo prolisso! 😳 A presto!

  34. @Martino,
    andiamo con calma e ti rispondo punto a punto..
    1) tu dici:la fascia protoplanetaria (di fatto un grosso anello attorno al Sole del diametro dell’orbita pianeta in questione) doveva essere uniformemente riempito di materiale. Il fatto che oggi si osservi un solo gigante gassoso e pochi rimasugli non sembra spiegabile senza qualche forma di perturbazione. Lo stesso si può dire anche di tutti gli altri pianeti “ufficiali”. Dunque, all’inizio vi era un disco sottile di gas e polvere. E’stata proprio la polvere ad innescare il meccanismo di formazione planetaria. I granelli microscopici iniziarono a collidere tra di loro fino a formare grani sempre più grandi che, avendo più massa, potevano catturare sempre più granelli. nel giro di pochi milioni di anni si formarono i primi “planetesimi”, ossia corpi di dimensioni variabili (chilometri) che urtandosi formarono corpi notevolmenti più grandi. Il più grande tra loro dominava la zona e cominciò a catturare quelli più piccoli fino a diventare un protopianeta. Se le sue dimensioni erano sufficienti riuscì a spazzare tutta la sua zona, inglobando qualcosa ed espellondone altra. Era nato un vero pianeta. Quelli più grandi riuscirono a trattenere anche il gas (idrogeno ed elio) e diventarono giganti gassosi. I planetesimi di Giove crebbero molto in fretta e disturbarono da un punto di vista dinamico notevolmente la fascia degli asteroidi non permettendogli di accrescersi fino ad un solo pianeta. ne rimasero tanti e nessuno tra loro riuscì a dominare la zona. Poi gli urti reciproci fecero il resto. Ecco allora solo qualche pianeta nano. Perchè solo pochi? Perchè per essere pianeti nani devono avere una forma di equilibrio dominata dall’autogravitazione, in grado di smussare le irregolarità dovute alla forza di stato dolido (sfera, ellissoide di rotazione:OK; frammenti a forma di patata:NO). Idem per la zona oltre Nettuno, dove poi sono stati relegati i frammenti ghiacciati e i planetesimi che non erano riusciti a formare i satelliti dei pianeti giganti ed essi stessi.
    2) Cerere, Pallade, Vesta, ecc. sono i corpi più grandi del pianeta mai nato. Uno sicuramente si è differenziato (Vesta), altri hanno forma d’equilibrio (Cerere e qualche altro) e diventeranno prima o poi pianeti nani. Io sono abbastanza contrario a questa definizione, ma si doveva dare un contentino a Plutone….
    3)No, tra Plutone, Eris ed altri non vi sono differenze importanti rispetto a Cerere ecc., a parte le dimensioni più grandi. Ovviamente se non ci fossero altri corpi in grado di collidere con loro vorrebbe dire che hanno pulito la loro zona ed allora sarebbero pianeti. Come ha fatto il piccolo mercurio…

    NON CONTA DOVE SONO, MA COME SONO STATI IN GRADO DI DIVENTARE PADRONI DEL LORO TERRITORIO. LA differenza è quella che c’è tra un cane e il loro padrone… Che poi da un punto di vista fisico siano analogamente interessanti sia i piccoli che i grandi è un’altra cosa. guarda ad esempio i satelliti di Giove e Saturno, che a volte sono più grandi di Mercurio… Fisicamente sono più pianeti loro che Mercurio…. Ma volendo a tutti i costi una definizione, bisogna fare delle scelte.

  35. Capisco.
    Ma, andando in ordine inverso:
    A) Continuando con la metafora “cane – padrone”, mi sembra che quest’ultimo non siano i succitati corpi, ma Giove. Non possiamo tener conto di un corpo il cui campo gravitazionale è così intenso da modificare ancora oggi la forma dell’orbita della Terra stessa. Se poi pensiamo che lungo l’orbita del nostro pianeta non c’é nemmeno un “troiano” (a quanto mi risulta), può venire anche il dubbio che, nella ripulitura della fascia orbitale corrispondente, il più grande tra i pianeti abbia dato un contributo più che decisivo (cfr. ipotesi della formazione lunare per urto con un protopianeta).
    Andando più lontano dal Sole, anche Marte deve averle prese da Giove, viste le dimensioni ridotte rispetto a quelle dellaTerra e la sua orbita (la seconda più eccentrica dopo di Mercurio). Avvicinandosi invece alla nostra stella, penso che qualche “ceffone” assiema a qualche “favore” (sotto forma di materiale in più per la formazione), sia pure meno diretto se lo siano prese anche Venere e Mercurio. Ma una curiosa risonanza Venere -Terra e la grande vicinanza alla nostra stella di Mercurio, propongono scenari diversi per la deplezione della loro fascia orbitale. per finire un piccolo quesito: non è mai stato trovato (perché non c’é) un corpo delle dimensioni di Cerere più vicino di Mercurio al Sole. Ma se fosse stato trovato, avesse avuto tutte le proprietà “giuste”, solitudine compresa, come sarebbe considerabile la sua natura?
    B) Devo anche far notare che questi urti non hanno modificato la loro struttura di ellissoide d’equilibrio, nè distrutti. Laddove, poi, c’è stata “rottura” si è formato un satellite anch’esso di forma sferica. In una regione dove gli urti sono stati frequenti, potrebbe essere considerato più un riconoscimento! Per Mercurio, occhio! Anche il Sole ha passato la fase T-Tauri, con la conseguente forte emissione
    di vento solare che gli ha tolto di sicuro molto materiale per la sua formazione (è la ragione per la quale nessuno si aspettava di trovare pianeti giganti vicinissimi alla propria stella).
    C)Alla faccia del” contentino”! E’ una delle pochissime cose che accomuna tutti i pianeti standart!
    D)Disco sottile? Le orbite planetarie non sono complanari (è uno dei punti che il modello di formazione nebulare spiega peggio). Forse meglio pensare a un disco spesso. Per ciò che concerne il fenomeno di accrescimento, partendo da una densità uniforme dell’anello protoplanetario e dalla casualità delle accumulazioni a partire dai primi “ciottoli”, mi pare di capire che basti una minima (ma proprio piccolissima!) differenza di massa in uno solo di questi, perché esso diventi il seme dal quale nascerà il futuro pianeta. Mi sa un po’ di clinamen di epicurea memoria…
    Grazie per l’attenzione dedicatami anche stavolta, e a presto!

  36. Ma se fosse stato trovato, avesse avuto tutte le proprietà “giuste”, solitudine compresa, come sarebbe considerabile la sua natura?
    Pianeta…

    Se prendi titano o ganimede e li metti su un’orbita stabile e pulita intorno al sole sarebbero pianeti.

    Vediamola da un altro punto di vista…
    Sembra che a te non torni molto la definizione di pianeta (che esclude plutone e altri…) perchè a tuo dire ci sono una serie di similitudini con altri corpi celesti a tutti gli effetti…primo di tutti mercurio…
    E non è sbagliato…
    Il problema di definire scientificamente il concetto di pianeta differenziandolo da altri corpi celesti appartenenti ai sistemi solari è complesso…
    E ovviamente ogni soluzione possibile è un compromesso fra mille parametri diversi…
    Fra i tanti parametri che si potevano scegliere si è optato per una condizione che ovviamente non dipende solo dal corpo in se…
    Facile per mercurio ripulire la sua orbita, aiutato com’è sia dalla vicinanza del sole che dalle dimesioni della sua orbita…
    L’orbita di plutone è immensa, non è spazzata dal sole e anche volendo plutone ci mette tantissimo a percorrerla tutta…
    Ma paragonare plutone a mercurio come corpi in se è anche questo un compromesso…
    Un pianeta non è solo un “com’è e come si è formato” ma è anche un “dov’è”…
    Se esplorando il cosmo trovassimo un corpo celeste con un diametro di 12mila km che ruota intorno a un pianeta gassoso non possiamo definirlo pianeta..è un satellite…
    Magari era un pianeta che è stato catturato dal fratello maggiore ma se io guardo allo stato delle cose attuali lo definisco per il “dov’è” che prevale sul “com’è e come si è formato”…
    Sono scelte discutibili ma alla fine sono formalità…
    L’importante è capire le caratteristiche di ogni corpo celeste e da queste poi capire come si formano i sistemi planetari, capire il nostro passato e magari fare previsioni sul nostro futuro…
    La scienza serve per capire, pianeta nano o pianeta cosa cambia?

  37. @Andrea,
    anch’io penso che una definizione unica sia solo una specie di compromesso. certi satelliti hanno avuto un’evoluzione ed un’importanza scientifica maggiore dei pianeti. Ma si “doveva” trovare una definizione e questa è abbastanza buona, anche se ovviamente non perfetta…

  38. Me ne rendo conto anch’io, anche perché, prima che tutta questa buriana (permettetemi il termine) scoppiasse m’ero accorto, come penso anche voi, quanto male fosse definita la classe in questione. Impossibile capire quando un corpo è un asteroide o no. Se aggiungiamo un certo lassismo di linguaggio (complice, questo lo devo dire) anche molte pubblicazioni di divulgazione, sono comparse cose come “planetoide” (non bellissimo), “planetesimo” (orrendo! Ma che è… un pianeta con numeratore e denominatore? 😆 ). E la definizione data nel 2006 non ha, a mio avviso, migliorato la situazione avendo deciso di puntare sui “ruoli” dei corpi celesti (manco fossero membri di una squadra di pallacanestro 😆 ) piuttosto, come molti altri oltre al sottoscritto avrebbero preferito, sulle proprietà intrinseche dell’oggetto, forma, struttura, attività geologica presente o passata ecc. Generando non pochi casi ambigui: Sedna, fra tutti, la cui natura è ancora sub judice. E la sua orbita non aiuta!

  39. @ enzo & andrea
    E aggiungo che abbiamo perso l’occasione di dare una tranvata sui denti agli astrologi! Pensate a Paolo Fox che BRANKOla nel buio nel tentativo di fare un’oroscopo con un bel numero di pianeti, e alla comunità astrologica internazionale nel cercarne di dare un sigificato esoterico per ciascuno di questi! 😈
    Saluti e incoraggiamenti