Asteroidi e Comete

Negli ultimi anni, grazie alle immagini che alcune sonde spaziali ci hanno inviato nel corso delle loro missioni, abbiamo studiato nel dettaglio molti oggetti appartenti al nostro Sistema Solare: gli asteroidi e le comete.

Finora, nel nostro viaggio dal Sole a Nettuno, ho volutamente trascurato la Terra e la Luna (di cui parlerò in un prossimo articolo). In questo articolo parliamo in generale di una vasta gamma di oggetti che popolano il Sistema Solare e di cui tutti abbiamo sentito parlare almeno una volta: asteroidi e comete.

$Asteroidi$

Cerere

Cerere

Appena oltrepassato Marte si incontra una zona, detta Fascia degli $Asteroidi$, dove sparpagliati qua e là per il cosmo si trova un gran numero di oggetti che sono stati scoperti, a partire da Cerere (che ne è il capostipite), dal 1800 in poi da un gran numero di astronomi. Il numero degli asteroidi è in costante aumento e, come tutti i corpi celesti, ogni asteroide ha un nome, il più delle volte scelto dallo scopritore stesso (almeno all’inizio era così) e successivamente concordato con la comunità astronomica internazionale.

Il problema è che ora, con i progressi tecnologici a cui ci hanno abituato i nuovi telescopi e con le sempre più sofisticate campagne di osservazione e ricerca, le nuove scoperte si succedono quasi quotidianamente e gli oggetti vengono subito “battezzati” con un codice numerico, che poi solo in pochi casi viene trasformato in un nome. Molti di questi asteroidi sono stati visti da vicino da sonde spaziali ed in genere sono delle vere e proprie rocce (alcune molto grandi) tutto meno che sferiche, ma di forma allungata, generalmente butterata di crateri, dovuti all’impatto di meteoriti attratte dal corpo celeste stesso. Di altri asteroidi (della grandissima maggioranza) non si ha nessuna immagine, ma solo una stima della grandezza.

Dalla sonda Galileo ad esempio abbiamo conosciuto l’aspetto dell’asteroide Gaspra (incontrato nel ’91, foto) e due anni dopo Ida (che poi si è scoperto avere un satellite, chiamato Dactyl, foto), la sonda NEAR ci ha presentato Mathilde nel ’97 (foto) e Eros nel 2000 (foto). Sempre più o meno in quell’epoca le sonde Deep Space 1 e Stardust si sono avvicinate rispettivamente a Braille (foto) e ad Anna Frank (foto). Recentissimamente, nel 2006, la sonda giapponese Hayabusa ha incontrato l’asteroide Itokawa (foto), del quale ha fornito immagini che senza dubbio qualificano tale oggetto come il più brutto del Sistema Solare a noi noto!

Comete

Cometa Hale-Bopp

La cometa Hale-Bopp

A differenza degli asteroidi, le comete sono ben note al pubblico mediamente interessato a questioni scientifiche, specie se raggiungono e superano la soglia di visibilità ad occhio nudo in una città inquinata dallo smog e dalla luce. Nel corso degli ultimi 30 anni il loro numero non si può dire elevato e si va dalla Bennet del ’70 (foto), alla Kohoutek del ’73 (foto), alla West del ’76 (foto), (in quegli anni ero un giovane appassionato di astronomia) e dopo 20 anni ci sono state la Hyakutake nel ’96 (foto) e la famosissima Hale-Bopp, nel ’97 (foto).

Altre comete sono invece state oggetto di esplorazione da parte di sonde spaziali, la capostipite delle quali è stata la $cometa$ di Halley , che nel 1986 è stata esplorata da vicino da varie sonde: le russe Vega 1 e 2, la famosissima sonda europea Giotto che ne ha fatto parecchi primi piani (foto) e le due giapponesi Suisei e Sakigake. Poi nel 2001 la Deep Space 1 (di cui abbiamo parlato prima) ha incontrato la $cometa$ Borrelly (foto), nel 2004 la sonda Stardust ha incrociato la Wild 2 (foto), raccogliendo campioni di polvere e riportandoli sulla terra. Più recentemente, nel 2005, la $cometa$ Tempel 1 è stata oggetta dell’incontro ravvicinato con “bombardamento” da parte della sonda Deep Impact, che in prossimità della $cometa$ ha lanciato un proiettile da 4 quintali (tecnicamente denominato Impacter) che ha creato su di essa un bel cratere di una quarantina di metri (foto).

Parlando di comete, bisogna dire che, mentre i corpi del Sistema Solare che abbiamo finora incontrato sono o prevalentemente rocciosi, dotati o meno di un’atmosfera (la Terra, la Luna, Venere, Marte, Titano, quasi tutti i satelliti, ecc) , oppure gassosi (Giove, Saturno , ecc), le comete invece si distinguono per il fatto che sono formate da materiale ghiacciato e polvere. Questo fa sì che esse subiscano un forte cambiamento allorché si avvicinano al Sole: il calore e le radiazioni solari fanno evaporare (o meglio sublimare) i materiali componenti, che vanno così a formare una chioma nebulosa tutt’intorno al nucleo, mentre in direzione opposta al Sole si sviluppa la caratteristica coda, formata da materiale rarefatto, spinto via dal vento solare.

La coda (che sembra una chioma, in greco “κομετης”) è di gran lunga l’oggetto più affascinante da vedere ad occhio nudo oppure con un binocolo o un cannocchiale: per questo quando arriva una $cometa$ visibile ad occhio nudo giustamente si scatena l’interesse dei media e quindi della gente.

Volevo infine ricordare un’altra $cometa$, la Shoemaker-Levy 9, che nel 1994 è balzata agli onori della cronaca perché è andata ad impattare nientemeno che con il pianeta Giove, ponendo fine così alla sua corsa per il cosmo. Era successo infatti che l’orbita della $cometa$ l’ha portata così vicina a Giove, che la sua attrazione ha provocato la rottura della $cometa$ in più frammenti (creando un treno di 21 rocce di varia grandezza, foto) e poi l’ha fatta precipitare nella densa atmosfera gassosa del pianeta gigante. I frammenti si sono completamente disgregati nell’urto con grandi esplosioni di materiale ed emissioni di radiazioni osservate in diretta dalla sonda Galileo (foto) e viceversa si sono formate nell’atmosfera di Giove delle zone più scure, una specie di cicatrici cosmiche, delle quali Giove sembra non aver risentito minimamente e che sono scomparse dopo qualche giorno.

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22 Commenti

  1. @Pierluigi
    Ciao, ecco finalmente la cometa di Halley!

    Vorrei chiedere: se nel 2062-63 Giove e Saturno saranno prossimi alla congiunzione in (Toro) / Gemelli (la conferma spetta agli astronomi) si può affermare che queste saranno condizioni favorevoli per il passaggio in anticipo nel 2061?

    Cioè, indagando con i moderni programmi sulle posizioni di Giove e Saturno, p.e. nel 1301-02 (anticipo), nel 1758-59 (ritardo), nel 1986 (nella media), etc., gli Astronomi riescono a dedurre come sarà il prossimo passaggio? Gli astronomi di “2061: Odissea tre” hanno già tenuto conto di tutto questo?

    Grazie, ciao!

  2. @Alessio
    Domanda intrigante… Calcola che quasi ogni giorno viene scoperto più di un nuovo oggetto, che sia un asteroide o una cometa: nel secondo caso, se si tratta di un oggetto molto distante, ma già parecchio luminoso, allora se ne sente parlare già da subito, anche se poi effettivamente la cometa arriverà in vicinanza del Sole dopo parecchi mesi. Ma le comete sono parecchio imprevedibili, per quel che riguarda il loro aspetto e quello che accade con l’approssimarsi al nostro astro. Alcune non rispettano le previsioni di luminosità nel senso che poi diventano meno luminose del previsto, altre, come la recente 17P/Holmes, subiscono un inatteso e repentino outburst che le porta a raggiungere la visibilità ad occhio nudo.
    Tu chiedi dell’arrivo di una grande cometa
    Da quanto ho detto prima, non è prevedibile a priori, ma solo verificabile dopo la scoperta stessa della cometa: se poi questa rispetterà o migliorerà le previsioni (nel senso della bellezza e spettacolarità), non è dato saperlo…
    Se invece ti riferisci alle “grandi comete” come quelle già note e delle quali si conoscono bene le orbite, allora è presto detto: basta calcolarne l’effemeride e si sa quando torneranno.

  3. @Maurizio Masetti
    Analizziamo insieme quello che dici…
    Tu parli di una congiunzione tra Giove e Saturno nel 2062-2063… Boh!
    Usando il ben noto programma Celestia (del quale mi fido moltissimo, dato che so che usa i migliori algoritmi di calcolo delle posizioni planetarie), ho impostato 4 date (nel 2059, nel 2060, nel 2061 e nel 2062), per vedere, a febbraio di questi 4 anni, la posizione dei pianeti e della cometa di Halley.
    Innanzitutto dal raffronto delle 4 foto, non c’è nessuna congiunzione nel 2062-63, ma ad occhio e croce nel 2060. Ma non ci interessa più di tanto questa discrepanza…
    Viceversa tenevo a precisare che, comunque sia, la presenza o meno di una congiunzione non è una condizione favorevole per il passaggio in anticipo (come dici tu), ma nemmeno per un ritardo.
    Semplicemente non ha senso detta così (e infatti non ne ho mai sentito parlare in realtà…) e ora ti spiego il perché.
    La posizione di un corpo celeste (cometa o asteroide o pianeta che sia) viene calcolata con algoritmi che tengono ben conto della presenza (anche lontana…) di tutti gli altri corpi del sistema solare, istante per istante, giorno dopo giorno.
    Le perturbazioni vengono applicate e calcolate costantemente, istante dopo istante, non all’improvviso, magari perché uno sa che due pianeti in un certo momento si trovano vicini!! In natura, se qualcosa influenza qualcos’altro, lo fa in maniera graduale, da un valore minimo ad un massimo per poi tornare ad un valore minimo. Solo l’uomo invece ha la possibilità di “cambiare il corso degli eventi” semplicemente schiacciando un bottone: ma questo è un altro discorso…
    La cometa perciò si trova in una posizione ottenuta con calcoli ben determinati, anticipabili, precisi e replicabili quanto e quando si vuole!
    Una cometa non si potrà mai trovare in un posto diverso da quello calcolato (a meno di eventi completamente imprevedibili, ma altresì rari): se il calcolo viene fatto in modo preciso, allora … è preciso! Sembra un gatto che si morde la coda, ma non è così!
    Se il calcolo iniziale è errato, allora raffinandolo, rifacendolo daccapo con valori corretti, allora magari si trova un anticipo o un ritardo: ma ciò non ha molto senso! Perché parlare di anticipo o ritardo rispetto ad un calcolo sbagliato?
    E anche se intervenisse un fattore esterno (ad esempio un mega-pianeta mai scoperto che possa deviare l’orbita degli altri pianeti), dall’istante della sua scoperta, entrerebbe senz’altro in gioco nel computo corretto delle effemeridi degli altri oggetti (comete comprese) e la nuova posizione della cometa di Halley potrà essere calcolata in base alle nuove perturbazioni. Non ha nessun senso dire che magari arriverà prima o dopo del previsto!

  4. @Pierluigi
    Ringrazio molto per l’esauriente risposta. Anch’io tenevo conto che le perturbazioni gravitazionali -a meno di eventi imprevedibili- non avvengono all’improvviso, ma istante dopo istante, come nei campi elettrici o magnetici. Però speravo che gli astronomi con Celestia e altri programmi, dopo aver indagato sui citati passaggi in anticipo o in ritardo, fossero riusciti a giustificare quel particolare anticipo o quel particolare ritardo.

    Avevo poi inviato allo Staff alcune considerazioni sul fatto che, guarda caso, il periodo medio della cometa di Halley è 76 anni, proprio quattro volte il ciclo di Metone… (19×4=76). Ma non so ancora se avete ricevuto gli inserti.

    Là avevo chiamato “PALLOTTOLIERE” il ciclo di Metone e “GRANDE PALLOTTOLIERE” la cometa di Halley. Questo fatto porta a importanti e affascinanti conclusioni. Speravo di ricevere un commento, magari privatamente, in attesa del Forum.

    Comunque tutto bene: aspetteremo e staremo a vedere!

  5. @Maurizio
    volevo aggiungere qualche altra informazione per farti fugare ulteriori dubbi rimasti su “ritardi” e “anticipi” (che ribadisco essere termini che non si usano in astronomia…).
    Quando in astronomia si parla di un oggetto che ha una certa orbita, i parametri orbitali (ne parlerò più diffusamente in un articolo apposito!) vengono sempre indicati come valori medi, mai assoluti, proprio perché in natura è difficile avere qualcosa di immutabile e non soggetto ad influenze di altri eventi.
    Così il periodo di rivoluzione medio della cometa di Halley è 76 anni, ma questo valore è la media di più valori, interpolati tra quelli degli anni precedenti e proiettato nel futuro con metodi di estrapolazione.
    E’ puramente illusorio e sbagliato dire che il periodo della cometa è 76 anni, perché ogni rivoluzione della cometa intorno al sole ha una durata leggermente differente e causata dalle perturbazioni di tutti gli oggetti del sistema solare! E guarda che la stessa cosa vale per ogni oggetto, compresa la Terra, la Luna, Giove stesso! Non esiste niente che ha un valore fisso! Di solito si indica una quantità con un valore medio, più un valore che varia linearmente nel tempo, più uno che varia col quadrato del tempo e così via: ad esempio la longitudine orbitale di Marte è esprimibile con un polinomio di 5-6 grado in funzione dell’intervallo di tempo rispetto ad un istante prefissato.
    Questa è la base dei complicatissimi calcoli che permettono il computo delle effemeridi planetarie (un paio di sigle : ELP82 e VSOP87): sono calcoli che però sono oramai alla portata del nostro PC!!
    Dunque i 76 anni della cometa sono solo il valore medio (in realtà 76.1, secondo quanto dicono al JPL e c’è da crederci!) e mi dispiace deluderti e disilluderti che è ancor più illusorio basarsi su coincidenze numeriche (19×4=76) visto che sempre e comunque sono valori approssimati!

  6. Grazie Pierluigi, prendo nota di tutto. Tuttavia, nel nome delle cose vere, qui c’è uno scontro NON tra mie illusioni e quanto dicono al JPL, MA tra la calcolatrice tascabile e i complicatissimi calcoli che permettono il computo delle effemeridi planetarie. Non buttiamo a mare le nostre calcolatrici tascabili! Posso dimostrare -sarà un caso?- che:

    TRA IL 1° | 30° “passaggio documentato” del 240 a.C., e corrispondenti anni dei calendari COMPARATI:

    3541. 3542° EBR 3541. calendario ebraico;

    (- 2985 = ) 556. 557° AUC 556. AUC cioè DLVII a.U.c.;

    ( – 745 = ) -189. 189° CMC -188. [Calendario Messianico dal Concepimento, con istante “0,0” periodo zero, al solstizio d’inverno dell’ Anno IX a.C., detto 9 a.C., 8 a.C. nel calendario matematico, mentre Giove e Saturno erano in fase di congiunzione eliocentrica, quella ricostruita da Keplero nella sua camera];

    ( – 1 = ) -190. -190° CMN -189. [Calendario Messianico dalla Nascita, con istante “0,0” periodo zero, all’equinozio d’autunno dell’Anno VIII a.C., detto 8 a.C., 7 a.C. nel calendario matematico; già fissato erroneamente da Dionigi nella notte del 24 dicembre DCCLIII a.U.c, poi slittato alla mezzanotte del 31 dicembre (Accademia; Hilbert, Wigner e gli altri);

    ( – 7 = ) -197. -197° CGC-196. [o A.D. corretto, quello che noi avremmo tranquillamente se Dionigi non avesse eliminato i 22 anni dell’impero di Diocleziano];

    (- 22 = ) -219. -219°* CGT -218. [o cgg serio, non elastico, che mantiene per sempre i 22 anni in meno, senza fare scambi tra 1°-2°-3° binario: v. in altra occasione];

    ( – 22 = ) -241. -241°** SVA -240. [il calendario usato dagli astronomi per CERTI CALCOLI: non è altro che il CGC slittato di 44 anni verso il futuro, tirandosi dietro Luna, cometa e tutto! V. il novilunio dell’inizio Egira fissato al 16 luglio 622, mentre gli astronomi possono controllare che invece UN novililunio al 16 luglio ci fu nel 600° CGC, 578°* CGT, 556°** SVA, 4338° EBR, 1353° AUC, etc.: v. in altra occasione

    …E IL 30° | 1° passaggio da noi osservato nel 1986 cgg o 1986°* CGT, e corrispondenti anni dei CALENDARI COMPARATI:

    5745. 5746° EBR 5745.;

    ( – 2985 = ) 2760. 2761° AUC 2760.;

    ( – 745 = ) 2015. 2916° CMC |
    (-1 = ) 1014. 2915° CMN 1014.;

    ( – 7 = ) 2007. 2008° CGC :

    ( – 22 = ) 1985. 1986° CGT ;

    ( – 22 = ) 1963. 1964° SVA 1963. (anno noto agli Astronomi, v. su LE SCIENZE e altrove).

    …CI SONO 2204 ANNI.

    Io sono entusiasta quando leggo di “parametri orbitali – valori interpolati … estrapolazioni … polinomi di 5-6 grado …” . Mi piacerebbe che anche gli Astronomi fossero entusiasti all’idea che esiste una differenza di 2204 anni fra il passaggio 1 | 30 e il passaggio 30 | 1 IN TUTTI I CALENDARI COMPARATI senza buchi!

    5745 – 3541 = 2760 – 556 = 2015 – ( -189) = 2014 – (-190) = 2007 – (-197) = 1985 – (-219) = 1963 – (-241) = 2204 anni.

    E 2204 (anni) diviso 29 (cicli ) = 76 spaccati!
    E’ un caso? Sono mie illusioni? Sono coincidenze numeriche, e debbo farmene una ragione?

    Eppure nella Scienza è famosa la questione che, dopo elaboratissimi complicatissimi calcoli, poi si scopre che la formula finale è semplicissima. Potrebbe succedere anche in Astronomia…

    Nota: eccetto i progressivi algebrici usati dalla calcolatrici, tutti i numeri ordinali (degli anni tradizionali) e quelli cardinali (del calendario matematico) andrebbero in grassetto. In altra occasione!
    Se mi sono sfuggiti errori di distrazione alla tastiera, basterà correggerli.

    Grazie Pierluigi per l’approfondimento, e i futuri sostanziosi approfondimenti che molti si aspettano dallo Staff di Astronomia.com.

  7. Questa non è una risposta a Maurizio, ma a tutti!
    Volevo chiudere l’argomento, dato che non ritengo ci sia nient’altro da dire, oltre al fatto che la scienza (l’astronomia in questo caso) non ha nulla a che fare con la para-scienza (non la fantascienza, che in qualche caso ne è stata in parte l’anticipatrice, ma l’astrologia, l’ufologia, la numerologia applicata al nulla).
    Calando il velo pietoso sulle tre para-scienze, basate tutte e tre sul nulla, l’ultima in particolare è basata su coincidenze, casualità, imprecisioni: sì, anche se ci sono di mezzo “calcolatrici” ed i computer della NASA!
    Non ha nessun senso a posteriori dividere o moltiplicare numeri per farsi tornare dei conti: il 76 di Halley lo puoi ottenere in infiniti modi sia dividendo (spaccato! ma che senso ha?) che moltiplicando che sommando o sottraendo. Ma non ha alcun senso e soprattutto non spiega assolutamente niente.
    A posteriori è molto facile farsi tornare i conti e si possono creare fantasiosi accostamenti: le 7 stelle dell’Orsa Maggiore sono come le Pleiadi (quelle che si vedono a occhio nudo, perché in realtà sono a centinaia! ecco un altro grossolano errore!), come i giorni della settimana, come le spose degli altrettanti fratelli… e potrei continuare per ore, ma non voglio.
    Non ha alcun senso associare cose differenti per farsi tornare i conti. Sono solamente alcuni CASI fortuiti, così come ce ne potrebbero essere infiniti altri: non hanno nessun significato. E con questo chiudo.
    Io, da giovane astrofilo, avevo trovato infinite combinazioni tra periodi, parametri orbitali e quant’altro sui satelliti di Giove: in tutti i casi usciva fuori pi greco. Strano!? No, è matematica! Poteva anche uscire fuori il fatidico 76, se solo avessi voluto…

  8. Scusate se mi intrometto… ma io sono del segno zodiacale del toro e sono nato il 10/05/1981 alle ore 9:05 del mattino. Se sommo questa data con quella di mia nonna e divido tutto per 23 (il numero del mio giocatore di basket preferito), nel calendario ottomanno risulta che giove e saturno… scherzo!!! Si, sono un idiota! Volevo solo dire che spero di riuscire ad osservare ancora qualche meravigliosa cometa ad occhio nudo (prima che con un telescopio), perchè l’ultima che ho osservato è stata la Hale Bopp nel 97 ed è stato bellissimo nonostante fossi solo un ragazzino. A quando (più o meno) la prossima???
    Complimenti a Pierluigi!!!

  9. @Pierluigi
    Sono costretto a chiudere anch’io, ricordando la semplicissima regola: “Ogni anno passa un anno per tutti i calendari seri, senza buchi”.

    Tra i passaggi 1 | 30 e 30 | 1 ci sono 2204 anni. Chi ha l’intuizione di fare la media…

    La cosa andrà con le sue gambe!

    Comunque ti ringrazio e ringrazio tutti.

  10. @Maurizio Masetti
    Abbiamo capito, non c’è bisogno di intasare questo e altri post con lo stesso messaggio! Per ora lo rimuovo, consideralo come un avvertimento.

  11. @Stefano
    Va bene, mi ero sbagliato, non vedevo uscire il commento subito, come le altre volte. Non mi ero accorto che era già iniziata la 2a pagina. Avevo pensato di aver sbagliato qualcosa al momento dell’invio, e l’ho ripetuto, e ancora non me n’ero accorto! Allora ho ripetuto sul computer di riserva… Ma mi sono già scusato. Qui invece resta ancora l’avvertimento a mio perpetuo ludibrio di imbranato al computer, dopo che sono stati eliminati a uno a uno i successivi commenti a Maurizio e Pierluigi. Ma sei tu il padrone di casa!

    @Maurizio, sono del segno dello Scorpione … mia nonna mi ha dato dei numeri in sogno… Se sottraiamo 3738 anni al calendario ebraico otteniamo il calendario “Ab Incarnatione Domini” corretto, cioè quello che noi avremmo TRANQUILLAMENTE se… Non posso dirlo adesso, perché non è il momento adatto (…scherzo!!!).

    @Pierluigi, complimenti per l’articolo sulle comete! Faccio anch’io una domanda sulle comete, così non vado fuori tema: “Come sono nate le comete? O da dove vengono?”. Anni fa a UNO MATTINA ho sentito il Prof Zichichi dire alcune cose interessanti in proposito, ma ora non ricordo bene. Però sono sicuro che interesserebbero tutti gli amici astrofili.

  12. @Maurizio Masetti
    Ci siamo chiariti in privato, tutto ok. Ci sta anche la replica all’altro Maurizio che ha ironizzato sui tuoi calcoli. Ora voltiamo pagina e parliamo di astronomia, magari iniziando proprio dall’ultima domanda che hai posto a Pierluigi.

  13. Giusto, volevo solo “sdrammatizzare” :mrgreen:
    Scusa Maurizio M.!! Hai fatto bene a rispondermi per le rime…

  14. Nell’attesa, correggo “UNO” con DUE MATTINA, come sanno bene tutti quelli che hanno seguito il Prof Zichichi a “Mattina in famiglia”. Anzi posso precisare che si trattò di una delle ultime puntate con Roberta Capua come Conduttrice, alcune puntate dopo quella di domenica 1 aprile 2002, quando il Prof rispose positivamente alla mia domanda su gli “Infiniti Universi Finiti” (corrispondenza biunivoca, “cre-a-ti-vi-tà”, proprietà della “ri-pro-du-ci-bi-li-tà”, etc.).

    Il Prof spiegò qualcosa circa la Forza misteriosa che ha dato origine alle comete, e che è stata scoperta solo recentemente, promettendo che sarebbe tornato su quest’argomento così affascinante.

    Ma poi mi sarò perso la puntata…

  15. Nell’attesa, posso ricordare alcune parole del Prof Zichichi, o almeno quello che mi è sembrato di capire.

    Agli estremi confini del Sistema Solare (nube di Oort) polveri e ghiaccio, per reciproca gravità, formarono aggregati che, a un certo momento, non riuscendo a restare in orbita (sovradensità, collasso gravitazionale, “instabilità gravitazionale”, … ), incominciarono a precipitare verso il Sole. Questo almeno per le grandi comete con afelio da quelle parti.

    Avvicinandosi al perielio perdono parte di quelle polveri e ghiaccio sotto forma di “coda” (analisi sonda Giotto 1986), che riacquistano, FACENDO IL PIENO, quando ritornano fra le polveri e il ghiaccio all’afelio.

    In questo modo la cometa, nel nostro caso quella di Halley, si comporta come un PENDOLO che si scarica e si ricarica ogni volta di polveri e ghiaccio, spiegando così il suo periodo medio costante di 76 anni. E può fare da PALLOTTOLIERE per i calendari seri.

    Scoperta recente, affascinante: nessuno ci aveva mai pensato prima, nemmeno Halley! Ma il Prof non ha detto chi, per primo, ha avuto quell’intuizione. Mi è sembrato di capire che c’è il suo zampino… (V. il Centro Fermi; v. anche Maffei, I MOSTRI DEL CIELO). Lo impareremo nelle prossime risposte.

  16. @Mary… quello che c’è scritto sopra la tua domanda è un insieme di assurdità! Se vuoi domani ti do notizie un po’ più serie…

  17. Buongiorno a tutti,
    Anch’io apassionata di astronomia ,che cosa mi succede da artista?
    Avvolte dipingo in varie colori con dei polveri brillanti sottilli in una tecnica tutta mia l’universo nelle sue forme:nebulose ,comete,sistema solare ,galassia andromeda e le altre,al di fuori di altre teme.Nel mio sito web vorrei essere ,,criticata” però facendo dei complimenti ai quelli che veramente hanno qualcosa da dire.Complimenti vivacissimi per tutti che hanno contribuito a realizzare questo sito di asteroidi e comete! http://www.artistamiosotis.com
    Iuliana Funduianu in arte Miosotis