L’antenata della supernova

Annunciata l’identificazione del sistema stellare binario che ha dato origine a una supernova osservata nel 2007, ma qualche dubbio rimane.

L’antenata della supernova

All’origine delle supernovae del Tipo Ia vi è sempre una nana bianca che, per qualche motivo, supera il limite di massa sopportabile dagli atomi che la compongono (è il cosiddetto limite di Chandasekhar). A volte quel limite viene superato perchè una nana bianca acquisisce materiale sottraendolo a una stella compagna – spesso una gigante rossa – mentre in altre occasioni ci sono due nane bianche che collidono e si fondono assieme. Scoprire quale meccanismo ha scatenato l’esplosione è di fondamentale importanza per valutare al meglio l’energia in gioco e dunque la luminosità liberata. Poichè le supernovae di Tipo Ia vengono utilizzate dai cosmologi come candele campione, è facile comprendere perchè determinare la loro corretta luminosità sia un nodo cruciale.

Volendo saperne di più sulla supernova SN 2007on, Rasmus Voss (Max Planck Institute – Germania) e Gijs Neleman (Radboud University – Olanda) hanno ricercato accuratamente tra le immagini acquisite dall’osservatorio spaziale Chandra nella regione di cielo in cui è apparsa la supernova e hanno pubblicato le loro conclusioni a metà febbraio su Nature. A seconda del possibile scenario, infatti, i ricercatori si aspettavano di osservare nelle riprese nel dominio X due situazioni ben differenti. Se all’origine della supernova vi fosse stata una nana bianca che stava sottraendo materiale alla stella compagna, si sarebbe dovuto osservare prima dell’esplosione un’intensa sorgente di radiazione X, originata dal riscaldamento del materiale in caduta verso la nana bianca. Se, al contrario, si fosse trattato della fusione di due nane, l’emissione X prima dell’esplosione avrebbe dovuto essere molto più debole.

Avendo individuato nelle immagini di Chandra un’intensa sorgente X all’incirca nella stessa posizione della supernova (sorgente di cui si è poi persa ogni traccia), i due ricercatori hanno dedotto che lo scenario più probabile fosse quello di una nana bianca che aveva gradualmente e pericolosamente incrementato la sua massa a spese della stella compagna. Problema risolto, dunque. Per niente! Lo studio di Voss e Neleman, infatti, sembra debba essere accolto con qualche perplessità.

Nel corso di successive analisi volte a definire con maggiore precisione la corretta posizione della supernova ed effettuate su immagini ottiche di elevata qualità, gli stessi ricercatori e alcuni collaboratori hanno notato una piccola ma significativa differenza tra la posizione della supernova e quella della sorgente X. La sorgente, dunque, potrebbe anche non essere legata alla supernova e tutto quanto verrebbe rimesso in discussione.

A differenza del precedente, però, questo nuovo risultato non è ancora stato pubblicato. Logico, infatti, che a questo punto i ricercatori intendano risolvere la questione una volta per tutte. Sarà ancora Chandra a dare l’aiuto definitivo?

Fonte: Coelum