Il sogno e la scienza

Quanta fatica bisogna fare per insegnare … a volte scappa anche la pazienza!

Era sicuramente un giovane dotato di grande intelligenza, anche se il suo carattere lo rendeva poco amato dai suoi coetanei. Poco male. Lui sapeva benissimo come passare le giornate e soprattutto le notti. Erano proprio queste ad appassionarlo di più. Spesso si coricava molto presto proprio per iniziare a sognare. Lo faceva quasi immediatamente: cadeva subito tra le braccia di Morfeo e le visioni arrivavano senza indugi. Erano bellissime e colorate. Si trovava solitamente in mezzo a persone strane e molto diverse da lui. Ma si sentiva finalmente a suo agio. Con loro riusciva a parlare, a discutere, a sentirsi veramente vivo. E quante cose riusciva a capire. Tutto era nitido e semplice ed i suoi amici notturni non si facevano pregare a spiegargli segreti che sembravano letteralmente assurdi.

Poi, alla mattina, si svegliava pieno di idee e cercava subito di metterle in pratica. Qualche volta non veniva immediatamente compreso e molti dubitavano persino che non avesse proprio tutte le rotelle al suo posto. Ma alla fine erano costretti ad ammettere che le cose funzionavano davvero.

A tanti faceva quasi rabbia per la facilità con cui riusciva a presentare ed a dimostrare fenomeni e situazioni a prima vista incomprensibili. Eppure per lui tutto sembrava così semplice! Ne era orgoglioso, ma era particolarmente contento del fatto che gli bastava sognare per avere le idee più geniali: durante il giorno doveva solo divulgarle. Di notte si sentiva veramente a suo agio e poteva parlare e pensare con calore e trasporto. Era splendido vedere come concetti che fino a pochi istanti prima gli apparivano estremamente complicati, assumessero improvvisamente una logica ed una banalità stupefacenti.

Si svegliava sempre lucidissimo e cominciava a divertirsi nello sconcertare i suoi simili ed a far arrossire di vergogna i professoroni boriosi e zeppi di titoli accademici del diciassettesimo secolo. Nessuno riusciva a smontare le sue dimostrazioni. Sembravano a volte così ovvie che i maggiori luminari se la prendevano con loro stessi per non essere stati in grado di arrivarci prima. Ed il sognatore comunicava le sue scoperte senza enfasi e quasi con noncuranza, irritandoli ancora di più.

Non era stato semplice scegliere l’uomo giusto, ma il secolo sembrava quello adatto. Vi era una grande voglia di sapere e di non accettare più passivamente le verità che piovevano dall’alto. Avevano quindi deciso che era giunto il momento. Il ragazzo sembrava dotato, sicuramente più di tutti gli altri che si erano messi in evidenza in quel periodo. Comunque non era impresa da poco. Bisognava centellinare le informazioni, senza spaventarlo e senza creare una confusione irreversibile. Avevano cominciato lentamente, partendo dalle cose più semplici per poi avvicinarsi ai punti fondamentali.

Lo facevano ovviamente di notte, ipnotizzandolo e immergendolo in un sonno profondo, in cui le loro “lezioni” sembrassero sogni ricorrenti e piacevoli. Ma accidenti che pazienza bisognava avere! A volte avevano pensato di desistere e rimandare a tempi migliori. Altre volte si erano addirittura arrabbiati. Come era possibile essere così limitati! Le cose erano talmente ovvie e davanti agli occhi di tutti. Bastava legarle tra loro ed il gioco era fatto. Ed invece in quel cervello così primitivo tutto si complicava.

Alla fine, sul loro lontano pianeta, si decise di scendere ad un compromesso. Sarebbero arrivati fino ad un certo punto e poi avrebbero aspettato che venisse “digerita” questa prima fase. La seconda parte (ancora più complicata) sarebbe stata rimandata di qualche secolo. La pazienza era veramente al limite …

Ultimamente lo trattavano con particolare severità e qualche volta ebbero anche voglia di venire alle mani. Ma gli ordini erano ordini. E venne la notte decisiva. L’ultima e poi finalmente sarebbero tornati tutti a casa, almeno per due o trecento anni. Fu anche la più faticosa. Si illusero che sarebbe stato semplice arrivare alla conclusione di quel primo atto ed invece quello sprovveduto continuava a non capire. Accidenti! il tempo passava e si rimaneva sempre allo stesso punto. Non ce la fecero proprio più e passarono decisamente alle maniere forti.

La mattina dopo il giovane si sentì un po’ frastornato ma veramente al settimo cielo e corse subito a divulgare la “sua” eccezionale scoperta. Che eleganza e che semplicità nella sua esposizione. Tutti ne furono colpiti e dovettero ingoiare un bel rospo, ma questa volta la genialità del giovane era veramente indiscutibile. Le più grandi menti del secolo ne soffrirono quasi fisicamente. Ma sicuramente il dolore più forte era quello che affliggeva il nostro sognatore. Accidenti che emicrania quella mattina, dopo il concitato e movimentato sogno notturno: al povero Isaac sembrava che tutte quelle mele gliele avessero veramente tirate in testa!!

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2 Commenti

  1. @ enzo. sempre un piacere leggerti, anche in veste di narratore. sembra che newton fosse litigioso e scorbutico. speriamo le mele non le tiri a noi!
    p.s. pensa se il prescelto fosse stato franklin!
    sorriso
    daria

  2. Inizialmente pensavo che ti stessi riferendo a Galileo… è vissuto a cavallo tra il 16° e il 17° secolo… Tra l’altro Newton è nato nell’anno di morte di Galileo…