Un alieno venuto da lontano

In non sono religioso, lo ammetto, almeno nel senso che non seguo gli indirizzi e le convenzioni della Chiesa. Forse però a modo mio sono un credente. Mi basta l’armonia e la perfezione della Natura per pregare. E non chiedo altro…

Ogni tanto mi piace anche “umanizzare” gli oggetti dell’Universo, siano essi stelle, galassie, buchi neri o magari anche qualcosa di ancora più complicato e misterioso. Poi chiamiamolo come vogliamo …


Arrivò in un giorno di aprile, poco dopo l’alba, nei pressi di una qualsiasi cittadina di una qualsiasi nazione. La sua astronave era quanto di più lontano si potesse immaginare da un mezzo spaziale capace di superare anni luce di distanza e combattere contro le forze terrificanti dell’Universo. Sembrava quasi un gioco da bambini, un insieme di legno e latta, con tante belle luci colorate. Lo trovarono vicino alla sua navicella mentre si guardava intorno con aria tranquilla, quasi in attesa. Ci volle tempo prima che la pacifica e semplice gente del luogo capisse chi era e da dove veniva. Il suo aspetto fisico non era diverso da quello umano; indossava una lunga tuta senza maniche, che assomigliava più ad un mantello che ad una sofisticata veste spaziale. Respirava tranquillamente l’aria terrestre e si muoveva con circospezione guardando e toccando tutto ciò che incontrava, con gli occhi vivi e desiderosi di conoscere. Il suo volto esprimeva gioia e dolcezza. Ma non parlava. Lo sceriffo, accompagnato dal sindaco, dal parroco e dalle altre autorità del piccolo centro urbano, non sapeva che fare. Da prima la comunità fu presa da sgomento e da paura, tenendolo a debita distanza. Poi, viste le sue reazioni del tutto prive di segni violenti, fu invitato a seguirli, mentre il capo della polizia telefonava ai superiori per ricevere ordini sul da farsi. Non fu facile convincerli, ma alla fine decisero di mandare una pattuglia speciale con uno psicologo ed un astronomo.

Il nucleo d’azione lo trovò nella sala comunale, mentre era subissato da domande che gli piovevano dappertutto. I bambini lo guardavano con gli occhi spalancati, mentre le madri cercavano di lasciarli fuori da quella situazione ancora molto ambigua: magari era uno squilibrato, un matto, anche se non ne aveva l’aria. Lo psicologo si fece spazio e lo scrutò attentamente. L’alieno si fece visitare sommariamente senza cambiare il suo sguardo calmo e rilassato. Osservava tutto, ma non mostrava più grande meraviglia. Dopo essere tornati sul punto dell’atterraggio, la versione del “malato di mente” cadde del tutto. Si, l’astronave minuscola sembrava fatta per far passare il tempo ai bambini, ma certe caratteristiche dei sistemi propulsivi, dei materiali usati, del sistema di guida, fecero capire che non si trattava di una messa in scena. Quell’aggeggio sgangherato ed estremamente semplice aveva davvero attraversato il Cosmo. L’astronomo ne ebbe praticamente la certezza, quando vide una mappa della Via Lattea (non poteva che essere lei, accidenti!) da un punto di vista “esterno”. Non vi erano dubbi, quell’essere aveva viaggiato per milioni e forse miliardi di anni luce. Nel giro di un paio d’ore la notizia si sparse per tutto il mondo ed intervennero l’esercito e l’ONU, mentre i capi degli stati più importanti fecero organizzare in fretta e furia conferenze stampa trasmesse in tutte le televisioni del globo. L’uomo aveva avuto il primo, vero, sicuro contatto con una razza aliena! Si fermarono addirittura alcune delle solite e numerose guerre che esplodevano un po’ ovunque nel mondo. Si decisero delle tregue a tempo indeterminato e l’interesse dei mass media e dell’intero popolo terrestre si concentrò su quella insignificante figura proveniente dagli spazi intergalattici.

Ma lui continuava a non parlare. Sorrideva, scrutava ogni cosa e non chiedeva niente, nemmeno a segni. Gli offrirono da mangiare, da bere, da dormire, nell’attesa delle decisioni dei potenti: con un debole cenno della testa e della mano l’alieno declinava ogni offerta. Il giorno dopo iniziò il suo viaggio in giro per il mondo. Fu invitato alle Nazioni Unite, dal Presidente degli Stati Uniti, al Vaticano, nella Moschea di La Mecca, ma la situazione non cambiava. Lui guardava tutti negli occhi e sorrideva. I mezzi di comunicazione di massa erano molto imbarazzati. Era la notizia dell’anno, del secolo, del millennio, forse, anzi sicuramente, la più importante di tutta la razza umana, ma non riuscivano a sfruttarla adeguatamente. L’alieno non faceva spettacolo! Ed anche i capi di stato ne furono contrariati e delusi. Non riuscivano a dimostrare la loro vera posizione gerarchica nel delicato quadro delle relazioni internazionali. L’essere venuto da così lontano sorrideva a tutti nello stesso modo, ai potenti ed ai loro servitori, alle alte cariche ed ai bambini. E rifiutava le offerte di chiunque. Non mangiava, non beveva, non dormiva, non riposava, e sembrava non averne bisogno. I medici, i biologi, i chimici, gli astronomi, ecc., pensarono che forse nella sua navicella avrebbero trovato la spiegazione a quel mistero, forse poteva cibarsi solo di qualcosa di introvabile nella Terra.

La girarono in lungo ed in largo, di sopra e di sotto, ma senza alcun risultato. Ed intanto, non sapendo cosa fargli fare, l’alieno veniva trasportato da un luogo all’altro del globo. Attraversò metropoli, entrò nei luoghi di culto più diversi, partecipò a feste sfrenate negli alberghi di New York e nelle lussuose tende degli emiri arabi. Fu portato sui campi di battaglia del Medio Oriente, delle Filippine, dell’America del Sud. Gli furono mostrate le più grandi scoperte della tecnologia, le armi più sofisticate, gli ospedali, i musei, le opere d’arte di qualsiasi tipo. Il mondo pensava: “un po’ alla volta si renderà conto di dove è giunto e comincerà ad interagire”. Osservò le meraviglie della Natura e dell’abilità dell’uomo. Non aveva un momento di riposo, anche perché sembrava che non gli fosse necessario. Di fronte alle cose più belle ed alle atrocità più sconvolgenti, la sua espressione non cambiava. Un eterno sorriso, solo leggermente più accennato in certe situazioni, ma praticamente indistinguibile. Gli si mostrò il piacere più sfrenato, la ricchezza più splendente, ma anche le carceri più lugubri e la povertà più drammatica. I ricchi e i potenti gli offrivano di tutto, i derelitti ed i miseri gli chiedevano ancora di più.

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54 Commenti

  1. Enzo,
    Sei un grande astronomo, ma sei anche un acuto osservatore dell’umanità, in tutte le sue espressioni! Sai guardare la realtà senza essere condizionato da niente. In questo mondo di facce rifatte, che dicono belle parole, che danno un’immagine buone di se, e allo stesso tempo intascano milioni di euro! pagati da noi. Lo so ad essere realisti non si guadagna niente, ma è meglio così! Dire sempre in faccia a chiunque come stanno le cose! e cercare di fare aprire gli occhi alla gente, per guardare la realtà, e smascherare gli abbindolatori, che tolgono soldi dalle tasche della gente! Complimenti!!!
    Mi scuso se iin certi commenti sono stato duro.

  2. una bella metafora di una nuova venuta di un Gesù fattosi alieno che stavolta riesce nel suo intento…. segnatamente OTTIMISTA! 😉

  3. si, ragazzi questa volta sono proprio ottimista… ma penso sia stato dovuto a un incontro con un grande personaggio malato che invece di ricevere conforto è stato in grado di darlo a me. Così…e poi chiamiamolo come vogliamo…. Certo è che la vera grande cosa è dare quando non si ha niente: chiedere è faciile ed anche dare quando si ha (ma non molti lo fanno). La meraviglia è dare quando non si ha … grazie per avermi compreso fino in fondo…Siete grandi!!! 😉 La prossima volta sarà tutto da ridere (almeno spero) e tornerà sulle macchie solari…. come qualcuno ha chiesto….
    Grazie a tutti

  4. la troppa serietà mi è faticosa …
    e allora eccovi in anteprima mondiale un OT ENORME (che Stefano e Pier mi perdonino …). E’ appena uscito un video che mi ritrae mentre sto spiegando al mondo del vino (Luigino ci sei??) il vero legame tra l’uva e la Luna (un po’ di astronomia c’è …). l’ho mandato al Vinitaly a Verona ed è stato inserito in un video che riporta le giornate veronesi. Ma anche chi è astemio lo può guardare…Sono proprio un ….buffone!!!
    http://www.facebook.com/l.php?u=http://www.top-wine.it%2Fvinitaly4.php
    d’ora in poi guardate le piante in altro modo… :mrgreen: :mrgreen:

  5. Mi ricorda la storia di quando un bambino regalò una torta di fango al buddha Shakyamuni. E’ la sincerità del gesto. Se è vera la storia del buddha qualcosa del genere è già accaduto, ma non ha avuto grande effetto. Però è bene essere ottimisti.

    A proposito del video:
    Ma il disco orario convincitore vale anche per i licantropi?

  6. Enzo,
    Ho guardato qualcosa, poi guarderò con più attenzione, anch’io sono convinto che il vino fa bene! basta non eccedere! La Luna è risaputo dai contadini, o agricoltori che influenza la vita delle piante, le canne che si usavano (qualcuno le usa ancora) per tenere le viti nei filari, mio nonno diceva che andavano tagliate in luna buona ovvero Luna calante, altrimenti queste marciscono subito (mi sa che è vero) certi ortaggi vanno seminati in luna Buona (calante) altrimenti talliscono (mettono il fiore) subito, L’insalata, il prezzemolo, ed altri ortaggi. Il vino nuovo quando si leva dalla botte, va levato in luna buona (calante) perchè in luna crescente è mosso, quindi se si leva può essere leggermente torbito, per le feccie residue che si muovono, Parlo di vini vivi, non invecchiati. Si L’astronomia a a che fare anche con il vino!

  7. @ Enzo
    Ripensando al racconto dici propio quello che penso e cioè che se ci fosse da parte di tutti la disponibilità all’ascolto dell’altro, e cioè a fare un rapporto sincero sarebbe fatta. Il bambino che offre il pane è l’individuo che ascolta l’altro e non importa che quello che dà sia tanto. E’ il rapporto che si è creato che conta. Peccato che l’alieno muoia. Forse poteva funzionare anche se restava vivo. Sarebbe stato il rapporto che continuava. Ma forse siamo abituati a pensare che il buono venga solo dal sacrificio. E’ una questione culturale.
    Comunque bravo , è un bel racconto e complimenti per le tue scoperte enologiche. Sei te vero quello del disco orario convincitore?

  8. @ Enzo
    Ti ho guardato nel video, ti ho visto su altri due siti dove sei presente, ti ho visto nella presentazione di questo sito e devo dire che un po’ di quel viso rilassato, sorridente ed intenso che ha l’alieno lo vedo anche in te.
    Perdonami ma dai questa sensazione.
    Quando dici che non sei religioso perchè non segui i dettami precisi della Chiesa, dici una cosa molto bella: perchè forse hai sentore che questa Chiesa, cisì come molti accesi seguaci, segua i dettami precisi che il Cristo ha dato agli uomini?
    Gli effetti veri della Luna sulla Terra li conosciamo molto bene, quelli strani erano riservati all’astrologia, quelli sul vino potrebbero essere una novità. limitiamoci a questi Enzo , però, perchè non vorrei che la prossima intervista te la facesse il “nostro noto amico”…ORRORE!!!

  9. @ ho impiegato sino ad’ora a scaricare il video del nostro enzo… ma ne è valsa la pena! 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆
    sto ancora ridendo… ma enzo hai pensato che con questa tua intervista ti sei candidato a partecipare a voyager???? il “nostro” non si farà scappare un’occasione cos’ ghiotta, il “mistero” delle vigne pensanti…… daiiiiiii ma pensa a come sarà contento il nostro Pierluigi!!! 😆 😆 😆 😆

  10. ORRORE! mi è scappato un apostrofo di troppo!!! 😳 😳 😳 mi correggo sino ad ora!!! ma è colpa di Enzo che mi fa troppo sbellicare dal ridere!!!! 😛

  11. @Elisabetta
    non so….provare per credere ! A Pienza ce ne sono molti, potremmo provare…. se vieni! Si, sono proprio io…che figura 😳
    @Luigino,
    no hai trovato la persona giusta per il legame Luna-vigna o qualsiasi altra cosa. Io semplicemente non ci credo…Avevo anche scritto un trattato che mi sa è stato messo anche in questo sito molto tempo fa… Apposta ho pensato al discometro lunare ….
    @Mario,
    come sopra…ho litigato con molti sulla biodinamica, su Steirner e tante altre cose. Per me c’è solo marea e basta…e la marea di un sasso vicino a una vigna è milioni di volte superiore a quella della Luna…basta fare i conti. Adesso vi mando un link dove ho descritto (seraimente) perchè la lUNA PER ME NON C’ENTRA NIENTE….
    @Pola e tutti
    mi avete scoperto!! La mia ambizione è proprio di andare a Voyager a fare una trasmissione 😈 😈 😈

  12. @elisabetta
    fortuna che in questa racconto ci sia il sacrificio di uno e l’intera popolazione che impara da un gesto di un bambino. la realta mi sembra completamente opposta 😡 😡

  13. purtroppo Francesca ha proprio ragione. E ho fatto fatica ad andare contro la mia visione dello squallido mondo odierno… Si parla di cambiamento climatico, di tasse da far pagare per una cosa infondata, di una marea di soldi che entrano sempre nelle stesse tasche, ma si lasciano morire i miseri dell’Africa (e non solo). Si riparla di nuovo di Somalia…sapete benissimo perchè… Perchè si stanno disturbando i traffici dei potenti. Se no, chi ne parlerebbe? A volte faccio il tifo per i pirati …. 😕

  14. 😈 😈 visto siamo usciti dalla realtà più che vedrei bene robin hood. non sapevo niente della somalia..bisogna che m’imformo!!! wow mi date sempre ottimi spunti. grandi grandi grandi

  15. @ francesca e tutti
    tornando al racconto, ritengo ci siano due elementi molto forti: la forza del silenzio e del sorriso, a volte noi ci perdiamo in fiumi di parole… io per prima 😳 , e mentre parliamo o ascoltiamo non riflettiamo…. l’alieno non parla, non dice nulla, ma sorride…. e coloro che sono intorno… riflettono, in realtà una delle piaghe più grandi del nostro vivere è quella che spesso non riflettiamo, agiamo spesso d’istinto e l’istinto a volte ci porta ad essere egoisti… e poi non osserviamo, non osserviamo gli altri, il bambino osserva l’alieno e capisce il suo bisogno…il suo grande bisogno e riflette sul fatto che il bisogno dell’alieno è più grande del suo… e rinuncia al pezzo di pane tanto desiderato…
    l’amore nasce anche dalla comprensione, non possiamo amare ciò che non comprendiamo… questa è una delle mie letture del racconto… forse quella che mi piace di più

    sorrisomeditabondo :mrgreen:

  16. carissima Paola,
    hai azzeccato in pieno lo spirito più profondo che speravo di esprimere nel racconto. non per altro c’è una frase precedente che avevo messo in corsivo apposta. Quelli che avevano offrivano, quelli che non avevano chiedevano. ma mancava il tassello fondamentale: quelli che che non hanno possono anche dare (quelli che hanno e chiedono lo stesso è invece la prassi di oggi….)
    grazie paola e grazie a tutti per cercare di entrare a fondo nello spirito dei miei racconti e soprattutto di me. E’ questo che fa di questo sito un sito davvero unico ed entusiasmante!!! E si fa in fretta a passare dall’astrofisica allo studio di noi stessi. ed è giusto che sia così… almeno per me…Quindi ben vengano gli OT

  17. Enzo,
    Ho letto il link, io non credevo che la luna influisse sulla germinazione e crescita degli ortaggi, così semiani l’orto senza curarmene, di fatto L’insalata nacque, le piantine nacquero, ma invece di fare il cesto, s’allungarono, fecero subito il fiore è l’insalata non la mangiai, i ravanelli nacquero, misero le foglioline, e subito fecero il fiore, e anche quelli non li mangiai, il prezzemolo (germoglia dopo un mese dalla semina) nacque, e subito fece il fiore, quindi fu inutilizzabile! Io non so dire se il tropismo, e la marea influiscono sulla vita di queste piante, però ho constatato a mie spese che le cose stanno così, mi piacerebbe sentire l parere di chi coltiva per professione. Per quanto riguarda il vino, il problema oggi non sussiste, perchè subisce dei trattamenti (filtraggio e pastorizzazione) che lo fermano.
    Nessuno che segue questo forum fa l’orto? Se qualcuno lo fa lo pregherei di dire se nella semina segue le fasi lunari.

  18. @ enzo
    scorrendo le righe di questo racconto, più curiosità hanno stimolato la mia mente ed ogni situazione descritta, l’ho letta come se ne percepissi ogni tipo di senso ( ma poi mi chiedo se è quello giusto però ! 😆 )
    La prima cosa che mi è venuta in mente, è stata di chiedermi come mai questo alieno avesse deciso di intraprendere un viaggio nel cosmo in modo così solitario ed immaginarmi di conseguenza anche più risposte.
    Poi ritengo interessante, la descrizione di questo alieno..che appena approdato sul nostro pianeta, sembra incuriosito….(bellissima infatti la descrizione degli “occhi vivi” del soggetto, come assetati di conoscenza) ed è a mio parere implicito immaginare lo stato emotivo dell’alieno. Ma oltre al principale senso del racconto, quale il grande valore della “generosità” , mi ha colpito anche le variabili dello stato emotivo ( prima curioso, poi come impassibile ed infine imprevisto e shoccante per gli esseri umani presenti).
    Altro particolare che ho notato, è la facilità di delusione dell’essere umano,come a non saper apprezzare, se non per brevissimo tempo un qualcosa di nuovo , pur se evento unico ed eccezionale!!! …insomma l’essere umano quale materialista disincantato.
    Il finale dove il doppio sacrificio ( gesto del dono e l’alieno che accetta) rappresenta la salvezza è quasi da film 😛 😉 , ma sinceramente mi ha fatto pensare avanti….tutto sarebbe ripreso come prima.
    Una riflessione….ma se l’Universo è Vivo, se anche le stelle nascono e muoiono e L’Universo è comunque vivo, la morte esiste davvero? 😉 🙄
    …ok….il nebbiolo era buono, ma come notasi non lo reggo bene!! 😛 😛 😉 😉

  19. @ Enzo
    sei simpaticissimo
    @ Mi.e
    Magari si può dire che l’energia si trasforma così la morte è un momento di trasformazione …non intendo l’anima…intendo proprio qualcosa di fisico
    @ Luigino
    mio padre è cresciuto in campagna e ci ha passato buona parte della sua vita e lui sa tutto sul rapporto Luna – coltivazioni . I contadini un tempo tenevano la Luna in grande considerazione
    @ enzo e paola
    quello che intendo per rapporto è proprio la capacità di superare il proprio egoismo e capire l’altro…si chiama investimento affettivo e può essere rivolto alle persone e a tutta la realtà che ci circonda ed è un qualcosa che si conquista attraverso le nostre prime esperienze di vita e diventa parte della nostra vita più intima ( inconscio ?) . In un ottica di psicologia comportamentale l’esempio di un sacrificio forse ci può colpire , emozionare, far riflettere ma non credo che vada oltre. Dentro restiamo come siamo. E’ per questo che vedo il sacrificio come un annullamento della possibilità di continuare un rapporto che magari poi si può estendere a macchia d’olio vista l’identità così forte e pervasiva del nostro alieno.
    Mamma mia. 😳 Sono troppo insistente? Bannatemi se necessario. 😥
    Comunque spero mi abbiate capito.

  20. @elisabetta
    concordo 😛 : energia..trasformazione.
    E sono d’accordo anche sul concetto da te espresso sull’esempio del sacrificio.
    Ho pensato in effetti la stessa cosa, ma tu bravissima lo hai esposto chiaramente.
    Io ho anche immaginato una situazione inversa. Ossia l’uomo che viaggia nel cosmo ed approda su un pianeta sconosciuto, dove incontra esseri viventi diversi da noi, muti e pressochè immobili. E l’uomo ha un dilemma da risolvere… si chiede se hanno capacità di elaborare un pensiero…. 🙄 🙄
    ok stop con l’O.T. che invece di Ogni Tanto rischia di diventare Ogni Troppo!! 😛 😳 😛
    Un saluto.

  21. @ elisabetta, emi e gli altri
    le osservazioni di elisabetta meritano una attenta risposta. secondo la MIA personale interpretazione questo racconto NON è un’apologia del sacrificio come annullamento di sè stessi… il discorso è diverso e deve essere affrontato su due livelli separati: da una parte c’è il livello comportamentale, in merito al quale vengono sottolienati la valenza dell’ascolto e della riflessione, dall’altra c’è la metafora del sacrificio inteso non come annullamento di sè ma come affermazione ultima e inderogabile dei propri valori e del proprio credo: l’alieno non si è sacrificato, ha fatto quello per cui era venuto e morire ha significato vincere. Per il bambino ha significato cedere il pezzo di pane solo perchè era giusto farlo, perchè l’affermazione di sè stessi avviene anche attraverso l’affermazione dei propri principi, dei propri valori che in fondo rappresentano l’essenza ultima di noi stessi… in una prospettiva darwiniana possiamo paragonare la metafora del sacrificio contenuta nel racconto al sacrificio della madre per la sopravvivenza della prole che significa la vittoria della specie.
    spero di essere stata chiara, ma se avete qualche altro dubbio sono qui…
    naturalmente questo è il MIO punto di vista….
    cmq GRAZIE per avermi offerto la possibilità di questo chiarimento 😆

  22. @ elisabetta
    consentimi una precisazione di ordine prettamente psicologico: lo sviluppo dell’essere umano non avviene ESCLUSIVAMENTE attraverso le esperienze infantili!!!!!!!!!!! Ci sono mille altri fattori che interagiscono a partire dalla predisposizione genetica, dalle vicende perinatali (durante la gravidanza), per finire al tipo di alimentazione, alle condizioni fisiche ecc ecc ecc. Una “interpretazione” (un termine che odio profondamente quando riferito all’essere umano) che tenga presente un solo approccio è parziale e può portare ad aberrazioni che possono rivelarsi fortemente fuorvianti. Personalmente sono FORTISSIMAMENTE convinta che l’approccio all’essere umano debba essere di tipo olistico, cioè a 360° CON L’AVVERTENZA PERO’ di stare bene attenti a non interpretare tutto alla luce di tutto cioè alla maniera di Jacob e capelloni…. qui il discorso si allargherebbe troppo…
    mi premeva solo questa precisazione…. 😉
    GRAZIE per avermi offerto questa succulenta occasione per un OT…. era da un po’ che non me ne concedevo uno! 😉 😛

  23. Ragazze!!!! ma siete fantastiche …. E sono contento che un mio semplice raccontino abbia sollevato temi così importanti e profondi. Tra tutte le visioni io preferisco quella di paola. In realtà quello che ho cercato non è un vero sacrificio, ma è la naturalezza del gesto di dare a chi ha di meno. L’alieno NON poteva rifiutare, anche sapendo che sarebbe morto. Rifiutare poteva essere un sacrificio ipocrita? Mah … E poi non è stato fine a se stesso perchè è servito a dare il colpo finale ad un cambiamento che stava avvenendo sulla Terra. forse è questo il vero sacrificio, ossia dare sè stesso per miliardi di persone. A questo punto sembrerebbe veramente un nuovo Cristo, ma io volevo qualcosa di diverso, legato profondamento alla stessa essenza dell’Universo e dell’uomo e dell’intelligenza in senso generale. Lo vedrei come un tassello “naturale” per l’evoluzione dello spirito umano, o se volete della stessa specie…. Viva Darwin!!
    Sapete che sarebbe fantastico mettere insieme i commenti quando sono così articolati e profondi? Ce ne sarebbe per un libro … In fondo stiamo lottando in tutti i modi contro il dilagare della stupidità e della banalità… Abbiamo mica incontrato un alieno, con una lunga tunica, che sorrideva soltanto? Non guardate l’ora … ma per me il sonno è un optional….
    Ovviamente, vi vorrei vedere tutte a Pienza, eh? Non scherziamo … Però poi daremo il giusto spazio ai … sensi: nabbiolo batte resto del mondo 4-0 🙄

  24. Col nebbiolo vai a sapere che popò di fluidificazioni di pensiero verranno fuori. Il vino un pò apre la mente no? Nelle giuste dosi ovviamente.
    Forse è meglio che sto zitta, ma una precisazione la voglio fare .Non sono una jakobina e se credo in una teoria lo fo a ragion veduta, specie se questa teoria è confutata da scoperte biologiche importanti. E’ ovvio che tutte le nostre esperienze incidono sul nostro pensiero. Ci mancherebbe altro. Ma il modo in cui le affronterai e la tua disposizione verso gli altri , la tua identità si forma nella primissima infanzia, nei rapporti che vivi in quel periodo e nelle immagini ( pensieri ) che ti fai. Accade cioè nel primo periodo in cui nasce il pensiero, alla nascita, quando la luce attraverso la retina va a stimolare la corteccia cerebrale e il cervello si attiva. Da studi recenti sembra addirittura che il feto abbia un elettroencefalogramma piatto. E la possibilità di un feto di sopravvivere alla nascita c’è prorio alla 24° settimana, guarda caso quando si forma la retina.Questo psichiatra la scoperta ( ovviamente non della retina ma del fatto che il neonato comincia alla nascita a farsi delle immagini ) l’ha fatta 45 anni fa ed è stato osteggiato per 45 anni perchè dice cose scomode in un paese come l’Italia ma ora arrivano le conferme biologiche e sono contenta perchè è una teoria semplice ma secondo me valida. Basta . Giuro . Non ne parlo più.
    @ Enzo
    A proposito la presentazione del libro cui avevo accennato l’ha fatta un fisico che insegna a Pisa . Si chiama Marco Pettini e ha detto delle cose importanti a mio avviso.
    Buongiorno a tutti . Speriamo non piova.

  25. @ enzo, e per tutti 😉
    posso senz’altro capire la tua ritrosia a riferimenti di tipo strettamente religioso, e ti posso assicurare che condivido appieno una visione segnatamente laica della vita, cioè meglio con una religiosità mooolto a modo mio, cionondimeno, non è possibile ammettere il sacrificio della vita se non per un fine di ordine superiore. In realtà era questo che volevo dire, che il fine sia poi la sopravvivenza della specie o l’affermazione di principi inderogabili quali il “rispetto” per noi stessi e per il mondo che ci circonda, può non essere influente ai fini dell’intepretazione del sacrificio come affermazione e non negazione. D’altronde ritengo assolutamente naturale l’insorgere di una “ribellione” interiore rispetto all’idea di una vita che termina, perchè con la vita termina la consapevolezza e quindi la nostra percezione di esistere e con essa tutto perde di significato.
    Ma ancora una volta sono due visioni diverse: una guarda all’individuo singolo l’altra all’essere umano inseiro in un contesto più generale.
    ragazzi… vi prego… non solleticatemi più su questi argomenti… sarei capace di tediarvi per secoli!!!!! 😳 😳 😉

  26. @ Paola
    E’ che si crea ( non so se per te vale la stessa cosa ) una sorta di solletico interiore. C’è poco da fare . La vita interiore ha il predominio su tutto e il fatto che uno la voglia esprimere può sembrare palloso ma in definitiva credo sia una buona cosa. Si, forse mi da noia la ” parola sacrificio” . Nella vita comune un individuo può portare avanti il suo sacrificio ( e quindi annullare una parte di sè ) per salvare un qualcosa che gli sta a cuore e poi si ritrova semplicemente annullato. E allora è un casino. Non è il caso della nostra storia . Tutto finisce bene. Meglio così.

  27. @ elisabetta
    lungi da me intraprendere una diatriba senza fine, ma visto che ho una laurea in psicologia, SUDATISSIMA, ritengo di aver imparato un po’ di cosine, se a questo aggiungi esperienze personali che riguardano PERSONE, ESSERI UMANI IN CARNE ED OSSA e non teorie, mi sento di chiederti solo una cortesia: stai attenta, molto attenta… non immagini nemmeno il male che l’applicazione bieca di una TEORIA possa fare alle PERSONE… l’essere umano è troppo complesso perchè noi possiamo pretendere di averne capito il comportamento… non voglio convincerti, vorrei solo chiederti di stare molto attenta … e di ricordare sempre il socratico: l’uomo più saggio è colui che sa di non sapere…..
    SPERO TANTO DI INCONTRARTI A GIUGNO…. 😀 😀

  28. Mi ero iscritta a Psicologia. Poi ho lasciato quando ho iniziato a lavorare. A quei tempi pensavo che due cose potevano aiutarmi a capire il mondo. La fisica e la psicologia. Non è un caso credo.

  29. @ elisabetta
    non conosco Fagioli, non era tra gli autori proposti nei corsi di studio seguiti, in nessuno mi pare… cmq controllerò se per caso mi sia sfuggito qualche riferimento…. sono d’accordissimo che psicologia e fisica hanno una matrice comune… (ma non diciamolo gridando altrimenti Pierluigi potrebbe adirarsi 😆 😆 )

  30. @Enzo
    Racconto molto commovente, grande sensibilità. Da bambino mi raccontavano una storia molto simile, un giovane alieno venuto sulla Terra per dare Amore, una speranza per i bisognosi, ma i potenti ne ebbero paura e lo fecero morire, Lui per Amore perdonò tutti e promise di ritornare per sanare il mondo dalle brutture della vita. In molti ci hanno creduto e lo stanno aspettando.

  31. ma no, era solo una battuta, a me di tanto in tanto piace provocare il Pierluigi perchè è troppo simpatico nelle sue reazioni….solo che purtroppo non sempre mi riesce 😉
    scusa mi dici il nome esatto di questo psichiatra? sono curiosa…. 😕

  32. Massimo Fagioli. E’ osteggiato per 😳 😳 chè propone una cura senza psicofarmaci ed è ostile a Freud. Per non parlare della Chiesa.
    Su Internet trovi le sue lezioni a Chieti presso :
    http://www.mawivideo.it/2009/03/diretta-delle-lezioni-di-chieti-2009/
    La presentazione del libro la trovi:
    http://www.mawivideo.it/2009/04/presentazione-fantasia-di-sparizione-libreria-feltrinelli-colonna-roma/
    Il libro della scoperta è ” Istinto di morte e conoscenza” . Per me è stato difficile. Diciamo che nei libri più recenti la teoria è un pò rivista e presentata più facilmente.
    Giuro . D’ora in poi non ne parlo più. 😳 Però se avete libri da consigliarmi ne sarò felice. 🙂

  33. @ elisabetta
    un libro da segnalare per l’approccio, scientifico, laico e “ad ampio spettro” è quello di Daniel J. Siegel La mente relazionale edito da Cortina, costicchia intorno ai 34 euro se non erro. Siegel è uno psichiatra inglese… quindi niente freudiani… personalmente …………. beh dico solo che li odio, così come odio i comportamentisti e tutti coloro che ritengono di avere la verità in tasca…. sarà invidia la mia perchè io non ce l’ho???? 🙄 😀
    spero di conoscerti presto… 😀

  34. @ Enzo
    Hai ragione a dire che poteva apparire un nuovo Cristo ed hai ragione a dire che bisogna pensare a qualcosa di diverso ossia all’essenza stessa dell’Universo.
    Forse lo storico Cristo era un alieno appunto (non nel senso di venire da un altro pianeta), diceva cose lontane dall’allora società, cose che si sono ancora più allontanate nell’attuale società.
    L’essenza stessa dell’universo a mio parere ci porterebbe diritti al “dare per avere” , alla dedizione comune, alla ricerca di cose comuni pur nella diversità, nella bellissima diversità umana; difronte all’immensità strabiliante dell’universo non ci fermiamo mai a sufficienza a pensare.
    Ma forse, pur essendo mattina, ed essendo in un’altra zona di Italia… ho bevuto qualcosina anch’io… ho dato sfogo ad una bottiglia di buon Chianti?

  35. scusate ragazze…ma io non ho mai parlato di sacrificio !! Ho solo parlato di un atto compiuto da un alieno. Un nuovo modo di pensare? Un segno evolutivo? Una spinta verso un cambiamento della specie? Quello che si vuole. Certo è che ho fatto apposta a calcare il parallellismo con altri accadimenti vissuti dall’uomo…. vedo comunque che vi divertite!! Sono proprio contento, alla faccia degli OT 😉

  36. @ enzo
    I tuoi racconti sono molto stimolanti perchè toccano in profondità quella che è l’umanità.Io credo che la fantascienza ( che può apparire una lettura leggera)abbia questa capacità.
    La prossima volta però voglio ridere. Mi raccomando. 🙂

  37. @Elisabetta…già fatto !!! Tratterà di nuovo di “macchie solari” ….. e non sarà una cosa …seria… 😀

  38. @Enzo
    Grazie, verrei volentieri, purtroppo gli impegni di lavoro non mi permettono di allontanarmi troppo, aprirò una Falanghina e brinderò da lontano.

  39. grande la falanghina, Mauro!! ma quella “vera” che si coltiva alle falde del Taburno…non quella dei supermercati… Ci capiamo vero?

  40. Certo Enzo, La Falanghina del Beneventano sicuramente è la migliore di quelle fatta in Campania, ossia dei Campi Flegrei e dell’ irpinia, la si distingue dal colore giallo paglierino con un riflesso verdognolo. La zona produce anche un ottimo Aglianico fatto utilizzando le tre uve bianche più pregiate della campania, La Falanghina, il Fiano ed il Greco. Maggiori notizie a questo link http://www.positanonews.it/dettaglio.php?sez=L%27-EnoGastroNauta&id=17368

  41. @ Enzo
    Purtroppo penso che non ci sarò ad assaggiare il buon succo d’uva.
    Avrei portato anche un mio amico siciliano appassionato conoscitore dei vini della sua regione (Nero d’Avola e Grillo in particolare).
    Comunque continuiamo a sentirci e poi vedremo.

  42. Il racconto è molto bello ed interessante, peccato che nel lontano 1975 fecero un film simile. Dove Gesù girava in Ferrari ed andava a cristianizzare la gente col Concorde. Non ricordo il titolo, ma era un bellissimo film.

  43. @Mauro …
    ebbene sì mi hai scoperto…. ma, ti prego, non dire niente a Giuda (mi fido poco) e nemmeno a Ponzio Pilato (è molto pulito, ma quando prende una decisione….). Mi raccomando acqua (pardon) vino in bocca!!!! 😉

  44. A mio parere, il gesto del ragazzino è da percepire come la generosità che appaga più del sacrificio, (donare ad un altro il proprio principale bisogno) e l’alieno che accetta, sta a significare la condivisione di quel grande valore. Il primo vero contatto tra alieno e uomo..ciò che li accomuna. Che poi, come interpreta paola, l’alieno abbia avuto come missione il morire per la salvaguardia della specie…io sinceramente non lo leggo come fatto predominante..e mi rimane difficile anche il paragone con Cristo.Provo a spiegare perchè: è eloquonte l’impazienza umana che porta in breve tempo a sentimenti di delusione…l’interesse umano che ha come priorità il bisogno di sfruttare la situazione, ricevere le risposte ai dati incogniti nel più breve tempo possibile. Lo stress che come un vortice domina il pianeta umano, la voglia di sensionalità che tarda e che sembra non arrivare mai…queste righe poi per me, ne sono la più chiara espressione:”Era la notizia dell’anno, del secolo, del millennio, forse, anzi sicuramente, la più importante di tutta la razza umana, ma non riuscivano a sfruttarla adeguatamente. L’alieno non faceva spettacolo! “. Qui si capisce come vive fino a quel momento l’uomo e qual’è il valore che determina la vita. E l’alieno rappresenta uno sconvolgimento evolutivo del tutto imprevisto, tanto che l’uomo non concepisce assolutamente un comportamento così lontano. Qui capisco il paragone a Cristo, come il gesto di generosità. Ma poi il finale del racconto termina con la morte dell’alieno che cambia il modo di vivere e pensare degli uomini, mentre la storia di Cristo racconta sì del sacrificio rappresentato simbolicamente nella croce ( per me la croce rappresenta la cattiveria umana scatenata contro di lui), ma i racconti biblici non terminano poi con la morte di Cristo che cambia il mondo, perchè non è la morte che porta vita, bensì sacrificio, vita e gloria porteranno la conoscenza piena della Vita ( Cristo che forse rappresenta l’Uno e il Tutto). Quindi la morte dell’alieno, come penso intendesse la elisabetta, ritengo più plausibile che rappresenti solo l’illusione temporanea di salvezza della specie.
    Comunque ci sta che la mia interpretazione sia condizionata per il paragone poco non del tutto analogo a Cristo.
    Scusatemi se potete per il troppo spazio occupato da questo post. 😳
    Comunque ora passo e chiudo. Buona giornata. 🙂

  45. @Mi.e,
    l’alieno non poteva non mangiare il pane che era il segno della generosità (non sacrificio infatti). Anche sapendo che sarebbe morto. Ma non per sacrificio, e nemmeno compiendo un gesto melodrammatio. Solo perchè era l’unico modo che lui conosceva essendo esempio di una razza successiva. E questo ha dato il via all’evoluzione anche nella razza terrestre verso la fase successiva: l’età dell’altruismo e della generosità. Era l’unica cosa che poteva fare, faceva parte della sua essenza. Non si può non accettare un gesto di generosità, così come non si può non essere generosi verso chi ha più bisogno di te. Il bimbo era l’unico che si avvicinava al suo modo di vivere e lui ha accettati con normalità e tranquillità….. Per noi sembra un sacrificio, per lui la ovvia reazione.
    la prossima volta starò sull’allegro !!!!

  46. @ mi.e.
    leggendo il tuo commento sono più che sicura di essermi espressa male e di conseguenza il mio pensiero non è stato inteso per quello che volevo… per quanto riguarda le similitudini… beh ognuno le vede secondo il proprio sentire e la propria esperienza, non ritengo ci sia un modo giusto o sbagliato di commentare un racconto ma solo tanti modi diversi di vedere…. ma non è importante, quello che ha spiegato Enzo nella sua risposta Riassume in modo magistrale il succo del racconto 😀