Questione di grandezza

Questo non è un racconto molto breve, per cui vi prego di avere pazienza e di arrivare alla fine. Vedrete che descrive un’avventura strabiliante che pone di fronte due visioni solo apparentemente diverse. Commentatelo liberamente e poi, forse, vi svelerò un piccolo segreto


I migliori racconti raccolti in un libro: Racconti di normale assurdità


Giulio e Mario erano tra i massimi pensatori del loro secolo. Avevano però due visioni decisamente differenti dell’Universo e dei processi che lo caratterizzavano. Entrambi conoscevano benissimo le teorie più recenti ed avevano completa fiducia nei dati e nelle evidenze che la tecnologia astronomica continuava a fornire a ritmo incalzante. Non era quello il problema che li diversificava. Il vero scontro avveniva sulle modalità che il Cosmo aveva seguito e seguiva nella sua evoluzione. Giulio era convinto che non ci fosse alcuna regola base a parte le poche leggi fondamentali. Una specie di libro con le pagine vuote, in cui di volta in volta la natura disegnava nuove creazioni, dando fondo a tutta la sua fantasia. Era sì costretta entro certo limiti prefissati, ma poi aveva carta bianca nel realizzare i suoi capricci. Mario invece credeva fortemente che l’Universo fosse molto ripetitivo ed addirittura monotono. Tutto ciò che faceva non era altro che una replica continua di un modello praticamente unico, in cui l’invenzione era ridotta ai minimi termini. Al limite variavano le dimensioni. Fantasia contro ripetitività, questa era la loro contrapposta visione del tutto. Per due menti come le loro era facile trovare esempi lampanti che ciascuno pensava gli dessero completa ragione.

Giulio vedeva in ogni galassia, in ogni stella, strutture sempre diverse, dominate proprio dalle piccole differenze che le diversificavano le une dalle altre. Ogni oggetto celeste aveva una sua personale fisionomia. Per lui esisteva una sola stella Sole, le altre sembravano solo uguali alla nostra, ma avevano discrepanze sostanziali. Nessuna esplosione stellare portava alla stesso risultato. Bastava guardare le fantasmagoriche forme delle nebulose planetarie. Tanti fiocchi di neve e mai nessuno identico all’altro. La Natura non si ripeteva mai, era un continuo vortice di fantasia illimitata.

Mario sorrideva delle idee di Giulio. Era vero proprio il contrario: lo schema naturale era sempre lo stesso, dall’enormemente piccolo all’enormemente grande. Dall’atomo all’Universo nel suo insieme. Una specie di enorme “frattale” che non faceva che ripetere la sua monotona forma di base. Si, proprio un fiocco di neve, che si costruiva utilizzando fino all’infinito la stessa semplice struttura elementare.

Parlavano molto tra loro, si stimavano, erano anche amici, ma nessuno si muoveva di un millimetro dalle proprie convinzioni. Il trentaduesimo secolo gli permetteva però di passare all’azione, di andare a vedere con i propri occhi qualcosa che forse avrebbe fatto pendere la bilancia verso uno o verso l’altro in modo risolutivo. Scelsero la forma più complessa esistente nel Cosmo: la vita. Per Giulio avrebbero trovato nell’Universo forme mai uguali tra loro, del tutto diverse, anche se magari basate sulla stessa sintesi del carbonio. Per Mario avrebbero invece trovato esattamente quello che esisteva sulla Terra, solo con una variazione delle dimensioni, niente di più. La teoria di Mario era ben quantificabile, proprio perché si basava sulla ripetizione. Se si andava su stelle meno grandi del Sole, si sarebbero trovati pianeti abitabili più piccoli e forme viventi come le nostre, ma in miniatura. Se si andava sulle giganti e super giganti avrebbero visto esseri viventi sempre più grandi, enormi, ma perfettamente uguali a quelli che ben conoscevano. Giulio non riusciva a trattenersi dalle risate. Che limitatezza di pensiero! Che misera fantasia aveva Mario! Era assolutamente vero il contrario. Avrebbero trovato forme biologiche assurde, mostri orrendi per i nostri occhi, strutture viventi del tutto impensabili per la nostra mente. Ne era sicuro.

Sarebbero stati comunque i primi a verificare queste ipotesi perché ormai si sapeva benissimo che nella nostra galassia non esistevano altre forme di vita intelligente e nessun governo aveva mai pensato di sprecare somme gigantesche per andare a vedere qualche albero viola o qualche scoiattolo a dodici zampe. Ma i due pensatori, famosissimi e ricchissimi, potevano fare quello che volevano dei loro soldi. E così fecero. Avrebbero raggiunto una serie di stelle con dimensioni via via crescenti e studiato a fondo le forme di vita che popolavano i rispettivi pianeti. Giulio, aspettandosi mostri spaventosi e creature irrazionali, propose di munirsi delle armi più sofisticate per tenere a freno la probabile violenza. Un’avventura colma di tensione, spavento, meraviglia e sgomento. Mario, invece, si attendeva un viaggio monotono e prevedibile, dove tutto avrebbe solo cambiato dimensioni. Niente di più.

Il perdente avrebbe dovuto accettare pubblicamente le idee dell’altro, davanti all’elite scientifica e filosofica mondiale.

Iniziarono il loro viaggio a bordo di un’astronave extralusso affittata ad un prezzo esorbitante. Andarono verso una nana rossa, non molte volte più grande di Giove, una sciocchezza che arrivava appena ad essere un decimo del nostro Sole. Come misero piede sull’unico piccolo pianeta che era compreso nella limitatissima zona abitabile, Mario emise un grido di gioia. Sembrava di essere in un giardino giapponese. Videro alberi nodosi e vetusti che arrivavano appena ai 3-4 centimetri d’$altezza$. Comparve un animale molto simile agli elefanti che fu misurato prontamente dai due grandi pensatori: 1,23 cm. Dopo una mezza giornata di ricerche attente e scrupolose anche Giulio dovette ammettere che quell’essere era un vero “gigante” per la fauna locale, decisamente molto più minuta. Mario propose di tornare a casa, pregustando già la resa incondizionata di Giulio. Ma questi non era assolutamente della stessa idea: “può essere stato solo e soltanto un caso fortuito. Ci vuole ben altro per avere la prova della tua stupida teoria! Andiamo su qualcosa di più grande e poi ne discutiamo!” Mario accettò, convinto comunque di avere ormai la vittoria in tasca.

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15 Commenti

  1. Le due facce della stessa medaglia…racconto davvero bello, me lo sono divorato! E’ proprio vero che “tutto è relativo”…la stessa cosa vista con degli occhi piuttosto che con altri può assumere significati completamente diversi…anche quando in realtà, magari, entrambi non sono nient’altro che due aspetti di una medesima cosa!

    Ma il segreto Enzo quale sarebbe…? Che in realtà Mario e Giulio sono i nomi che hai dato ai due emisferi del tuo cervello…? 😀

  2. Ci sono un sacco di elementi e visioni del ‘tutto’, da valutare in questo racconto. Ma quello che mi sento di dire, a una prima veloce lettura, è: il senso della meraviglia non ha orgoglio, e sapere tutto resterà sempre impossibile.
    Il resto ce lo dirà -forse- l’autore.

  3. abbiate pazienza…. e non è detto che vi dica qualcosa…. che bello fare il misterioso!!!! 🙄

  4. Però… una qualche attinenza con l’articolo “Un sistema solare in miniatura ” pubblicato oggi e che ho appena letto?

  5. @Baol,
    quello senz’altro…. infatti è una specie di “allegato”: tutto va con le dimensioni, ma è ben lungi dall’essere ripetitivo. o almeno, tutto dipende dal sistema di riferimento… Se questo non cambia, le cose prendono comunque aspetti ben diversi! 😉

  6. Bel racconto!!! Bellisima fantasia!!! Anche a me delle volte viene di pensare a come possono essere forme di vita sviluppate in pianeti che potrebbero avere un ambiente vivibile paragonato alla nostra Terra.
    Se immagino un pianeta molto più grande della nostra Terra, la sua gravità al suolo sarebbe diverse volte maggiore che non sulla Terra, noi uomini se vi sbarcassimo, non riusciremmo neanche a muoverci!
    Ne deduco, che su un pianeta grande, le forme di vita sarebbero piccole, i bonsai li vedrei su questo tipo di pianeta! Mentre gli alberi giganteschi e gli animali giganteschi li vedrei sul pianeta che ha una gravià minore della nostra Terra, Comunque è una mia opinione.
    Quando andremo su Marte, proveremo a far crescere li qualche pianta, e qualche animale in un ambiente creto, e sperimenteremo come crescono le piante e gli animali in gravità minore di quella terreste! Staremo a vedere….

  7. svela il segreto ti prego…anche se non riesco ad immaginarmi un universo ripetuto a scala!

  8. @ enzo
    Questo post l’ho dovuto scrivere tre volte, non so stamani il computer fa i capricci!
    Questo racconto mi riporta un pò a quello che ti chiedevo ieri riguardo le possibilità di vita nell’universo.
    In fin dei conti sembra comunque che Mario abbia la visione giusta anche se non aveva immaginato le

    potenzialità dell proprie convinzioni. Alla fin fine ognuno di loro aveva :
    >
    L’universo ci riserba sempre qualche sorpresa , qualcosa che va oltre… la nostra fantasia, le nostre convinzioni , le nostre conoscenze.
    E’ una lezione di vita?
    A proposito stanotte ( ancora non avevo letto il racconto ) ho sognato che le fragoline di bosco che avevo trapiantato nell’aiuola vicino al mio garage erano diventate enormi, ci volevano tutte due le braccia per prenderle.
    Lo so non c’entra niente. Solo associazione di idee.

  9. Per la precisione solo le fragoline erano enormi e succulente. Le piante no!
    Scusate ma vado sempre di fretta e sono imprecisa.

  10. @tutti,
    il segreto è ben poca cosa…volevo vedere se tra voi (siete troppo giovani!!) vi era qualcuno che ricordava una storia di paperino degli anni ’60. Come al solito la storia vedeva coinvolti paperino e i tre nipotini ed era dovuta al sommo disegnatore Carl Barks, un genio nel suo campo. Quella storia ipotizzava proprio uno scenario alla Mario e quindi devo ammettere che l’idea del racconto NON è completamente mia, ma nasce dalla sfrenata passione che avevo per quel disegnatore (siamo riusciti a fargli dare un asteroide per la sua storia sugli asteroidi fatti di mucchi di pietre tenuti insieme dall’autogravitazione, apparsa ben 20 anni prima che noi “scienziati” dimostrassimo il fatto professionalmente…). Non l’ho detto subito perchè volevo vedere se tra i più anziani c’è un fan di paperino e paperone dei bei tempi andati….. 😛

  11. @ enzo
    aspettavo di scoprire il mistero prima di commentare……
    fans di paperino e paperone dei tempi andati si… ma magari un po’ più recenti dei tuoi!!! 😉 😉 😉

    scherzi a parte ho letto il racconto velocemente…. interessante sottolineatura della dualità della visione della medesima realtà…. ma …. boh? semplicemente non mi ha entusiasmato… ma è solo una mia personalissima reazione… che lascia il tempo che trova…. 😉

    sorrisosenzaimportanza 😀

  12. Aldilà del racconto in se, che può entusiasmare o no ma che resta un bel racconto, è giusto dire che entrambi hanno ragione. Pensare ad una vita con basi diverse dalle nostre è eccessivo e sicuramente l’Universo ha nel carbonio una base fondamentale e nel DNA un’altra importante base; la fantasia però non deve mancare perchè anche con queste basi penso che ci si possa sbizzarrire abbastanza , sia appunto per le condizioni fisiche intorno, sia per le diverse “esperienze” e sia perchè anche qui la vita si è sbizzarrita tantissimo.
    Non pensiamo mai che sia triste il pensiero di Mario e non pensiamo mai che non serva uno spirito inventivo come Giulio.

  13. Bel racconto, un po esagerato ma giustamente la fantasia non ha limiti.
    Ma sono d’accordo con Luigino che le dimensioni di eventuali esseri viventi dovrebbero essere minori su pianeti più grandi.
    In quanto al segreto rivelato devo provare con mia moglie che è abbonata a Topolino da 30 anni……….

  14. Bellissimo racconto, come sempre del resto 🙂 Volevo fare qualche piccolo “appunto biologico”: la peste bubbonica è una malattia batterica, non virale; inoltre, se non vado errato, in genere i leucociti rimangono confinati nei tessuti connettivi (sangue, derma ecc), e non tendono a sostare negli epiteli (l’epidermide è un tipo di tessuto epiteliale). Distinti saluti e ancora vivissimi complimenti 🙂

  15. @Henrykus….
    scusami dell’ignoranza medica e biologica … 😳 Ma poi è soltanto fantascienza e si può dire ciò che si vuole…. 😆 Grazie per i complimenti!!! 😉
    P.S…..magari l’animale aveva una piccola ferita superficiale e qualche globulo bianco era uscito a prendere una boccata d’aria :mrgreen: :mrgreen: