Il satellite Pan, un posticino niente male

In questo articolo viaggeremo molto vicino a Saturno, da sempre considerato il pianeta degli anelli, andando a curiosare dalle parti del satellite Pan

Riprendo, con questo articolo, la mia navigazione attraverso il Sistema Solare a bordo di un’astronave immaginaria (in questo caso il famosissimo programma Celestia) grazie alla quale vi mostrerò altre vedute e paesaggi molto interessanti, ma anche strani, fuori dal comune.

Tempo fa ho avuto modo di presentare in una serie di articoli (a partire da questo) le caratteristiche salienti di Saturno, nonché – in un altro articolo – come apparirebbe il suo mini sistema solare (mica tanto mini: 61 satelliti non sono certo pochi!) osservando i suoi dintorni saltando di satellite in $satellite$.

Proprio alla ricerca di luoghi particolari, ecco che ho deciso di curiosare dalle parti del primo $satellite$ di questa enorme schiera di sudditi del Signore degli Anelli: si tratta di Pan, il $satellite$ più vicino al gigante gassoso, talmente vicino che si trova addirittura all’interno degli anelli!

Osserviamo intanto la foto di Saturno, non proprio recente, scattata dall’ HST il 26 maggio 2004, dove ho aggiunto delle indicazioni relative ad alcuni anelli: in particolare vediamo i tre anelli principali (C, B ed A allontanandoci da Saturno stesso) e possiamo notare la famosa divisione di Cassini, a separare l’anello B dall’anello A, mentre all’interno di quest’ultimo anello troviamo un’altra divisione molto più piccola, la Divisione di Enke (Enke Gap in inglese). Ed è proprio in questa divisione che nel 1990 gli scienziati del team della navicella spaziale Voyager hanno trovato un $satellite$, analizzando le foto scattate nove anni prima.

Questo $satellite$, fotografato poi più volte dalla sonda Cassini in tempi più recenti, presenta la caratteristica invidiabile di percorrere la sua orbita completamente all’interno della Enke Gap: in particolare si comporta da $satellite$ pastore e con il suo movimento orbitale attorno a Saturno mantiene in vita la divisione stessa, nel senso che è grazie a lui che l’Enke Gap rimane ben delineata sia nel tempo che nello spazio.

Osserviamo ora il disegno: in esso vediamo rappresentate molto schematicamente le immediate vicinanze di Saturno. Ora si notano chiaramente i tre anelli D, C e B, la Divisione di Cassini e l’anello A.

All’interno di questo, per cercare di chiarire un disegno alquanto complesso, ho tracciato in rosso la divisione di Enke, praticamente indistinguibile (in questa scala ridotta) dall’orbita del $satellite$ Pan. Procedendo verso l’esterno incontriamo l’orbita del $satellite$ Dafni, un’altro $satellite$ pastore (stavolta della Keeler Gap) scoperto nel 2005: siamo praticamente al bordo estremo dell’anello A, oltre il quale incontriamo, subito dopo, le orbite dei due satelliti Atlante e Prometeo ed ancora più in là l’anello F. Chiudiamo l’analisi di questo disegno schematico individuando l’orbita del $satellite$ Pandora, poi più all’esterno la coppia di satelliti Epimeteo e Giano ed infine l’anello G.

In questa foto (tratta dall’archivio delle foto della sonda Cassini), si vede proprio al centro il $satellite$ Pan mentre percorre in solitario la sua orbita all’interno di un binario molto ben visibile: guardando però meglio all’interno della Enke Gap, possiamo notare la presenza di un tenue anello di polveri che segue pedissequamente il percorso del $satellite$ lungo la sua orbita. Proprio nell’ altra foto vediamo stavolta questo debole anello, parallelo al quale ne esiste un’altro ancora più debole. Non si può non notare la struttura multiforme dell’anello A sulla sinistra della foto: sembra addirittura tridimensionale, vero?

Inoltre, sempre grazie alla sonda Cassini, abbiamo la possibilità di vedere, seppur in piccolo, l’aspetto del $satellite$ di cui mi sto occupando. Quando alla NASA hanno ricevuto la foto, per poco i responsabili non cappottavano dalle sedie! Pan da lontano sembra addirittura un UFO, mentre visto da più vicino, seminascosto dagli anelli, è una roccia con una specie di “anello solido” equatoriale: a me ricorda vagamente dei dolcetti francesi (le madeleine) che mangiavo da bambino!

A questo punto dunque mi sono detto: supponiamo di atterrare sulla superficie di Pan (appanniamo dunque…) che cosa si potrebbe vedere guardandosi intorno? Innanzitutto, come ho detto prima, stiamo nel bel mezzo di una zona “sgombra” degli anelli di Saturno, quindi se guardiamo verso Saturno o in direzione opposta vedremo gli anelli di taglio (pensate che spettacolo!), mentre nella direzione del moto e in direzione opposta, vedremo una corsia “vuota”, cioè “non troppo piena” di materiale. Chissà con Celestia cosa si riesce ad ottenere?

Già avvicinandosi a Saturno si può scorgere Pan all’interno degli anelli! Nelle tre “foto” (1, 2 e 3) possiamo vedere il $satellite$ (sempre al centro dell’immagine) zoomando da lontano verso il $satellite$ stesso: nulla a che vedere con le foto vere della sonda, ma ci siamo quasi!

binario.jpg

Ordunque, dopo essere appannati sul satellitino (il suo diametro è all’incirca 30 Km), ecco che con sapienti tocchi del mouse ci spostiamo sulla sua superficie, per raggiungere un punto dal quale possiamo vedere in direzione del moto orbitale. Nella foto a fianco vediamo (con un pizzico di fantasia, che non guasta certo) proprio quello che avevo detto prima: la parte interna e quella esterna degli anelli sono a sinistra e a destra e prospetticamente convergono davanti a noi! Tra l’altro quel piccolo dischetto che vediamo poco sotto agli anelli, quasi nel centro della foto, altri non è che Titano, il $satellite$ più grande, che sembra percorrere l’orbita seguita da Pan, ma in realtà è molto più distante da Saturno.

Spostandoci ancora sulla superficie (pensate se e quando un astronauta o anche un semplice robottino tipo Wall-e potrà farlo materialmente, che spettacolo si presenterà ai suoi occhi o alle sue telecamere!), ecco che ci fermiamo in un punto in cui oltre al sistema di anelli ben visibile, seppur di taglio, iniziamo a scorgere un sottile arco luminoso (foto): si tratta nientemeno di Saturno del quale vediamo la parte oscura ed una sottilissima falce illuminata dal Sole, che è quella stellina luminosa al centro della foto, subito sulla destra degli anelli! Riuscite ad immaginare la situazione?

Sapendo che Pan percorre la propria orbita in poco meno di 14 ore, ecco che dopo meno di mezzora la situazione evolve: infatti iniziamo già a vedere la superficie di Saturno, con l’ombra degli anelli su di essa (foto). Dal confronto tra queste due ultime foto ci rendiamo conto di un altro fatto notevole riguardante Pan e cioè che il suo periodo di rotazione è sincrono rispetto a quello di rivoluzione, per cui mostra sempre la stessa faccia a Saturno (come fa la Luna nei confronti della Terra): questo significa pure che dalla superficie di Pan, Saturno viene visto sempre nella stessa posizione del cielo, a parte piccole fluttuazioni dovute all’immancabile librazione.

Dopo un altro quarto d’ora, Saturno si comincia a vedere meglio (foto): lassù in alto, proprio in mezzo agli anelli vediamo due deboli puntini luminosi: quello più in alto, signori, è la Terra!

Ma ancora non siamo appagati: ci spostiamo dunque verso l’emisfero opposto, in modo da vedere gli anelli verso l’esterno: nella foto, abbiamo la sorpresa di incontrare un altro $satellite$ che avevamo già nominato in precedenza: Prometeo, appena al di là della fine dell’anello A.

Per una fortuita coincidenza, mi è capitato, analizzando l’archivio fotografico della NASA, di trovare una bellissima foto, in cui si vede una parte degli anelli eclissata dall’ombra di Saturno e proprio Prometeo, appena uscito dall’eclisse. Ma la cosa stupenda è che, grazie al fatto che in questo periodo Saturno ha i suoi anelli quasi di taglio sia rispetto al Sole che alla Terra, addirittura Prometeo proietta la sua ombra sull’anello F, leggermente più distante! E’ decisamente una rarità!

Vediamo ancora una volta Pan all’interno della divisione di Enke in una ripresa da “sotto” gli anelli: riuscite a capire la geometria della foto? Qui vediamo quasi di taglio la parte esterna dell’anello A, con l’Enke Gap sia in alto che in basso, con l’anello F (molto debole) visibile sia “sopra” che “sotto” all’anello A.

Nell’ ultima foto vediamo infine le perturbazioni indotte dal $satellite$ Prometeo sulle particelle di polvere, rocce e ghiaccio che compongono l’anello F.

Alla prossima!

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17 Commenti

  1. Veramente una delizia! La mente che riesce a portarci in luoghi così lontani dove paesaggi affascinanti ci inebriano… e non è fantasia!

  2. Articolo bello ed interessante , con foto da incorniciare.
    Tuttavia concordo che su Pan sarebbe meglio mandarci una sonda robotica..freddino e circondato da rocce e polveri ed…anelli.

    Saturno sembra avere un sistema simile a quello solare….la formazione di quegli anelli li’ non è che mi sia chiara. 😀

  3. Articolo chiaro ed esplicativo accompagnato al solito da immagini belle…. anzi l’ultima foto è addirittura sublime… come dice claudio “da incorniciare”…
    l’universo ci regala a volte spettacoli di incomparabile bellezza!
    a pierluigi un grazie per l’ottimo lavoro! 😉

    sorrisopeterpan 😆

  4. Signori…scusate l’OT ma sono in Messico e anche da qui non riesco a fare a meno del mio sito preferito… Non so se riuscirò a collegarmi ancora ma…sabato mi sposo con una messicana e tornerò in Italia tra un mese! Se non dovessi più riuscire a collegarmi vi auguro bune vacanze a tutti e vi raccomando di organizzare un altro incontro dal vivo al più presto, a quello non mancherò per nessuna ragione!

    Basta luego amigos!!!!

  5. @ Lampo
    WOW complimenti ragazzo!!! tu si che hai capito tutto della vita!!! Auguroni e buone vacanze! 😀

  6. @Lampo
    augurissimi!!!! 😉 😉 … e a presto!
    @paola
    Lo so che era una battuta 😉 😆 , ma (per chi non lo sapesse e se lo domandasse) il Pan a cui è intitolato il satellite non è ovviamente l’eterno giovane della favola di Barrie, ma bensì la divinità greca dei boschi (con tanto di corna e gambe caprine), che se ne andava in giro con il suo flauto (non a caso noto come “Flauto di Pan”!)…
    Visto che ci sono, buon Ferragosto a tutti!! 😉

  7. noooooooo che delusione….. ed io che pensavo che su pan si fosse nascosta l’isola che non c’è!!!!! 😥 😆 😆 😆

    sorrisobuonferragosto! 😀 !!!!!!!!!

  8. Mamma che caldo.. ne approfitto per augurare buon ferragosto a tutti… e fare una domanda… dove si trova il luogo più freddo dell’ universo ?.

  9. @mauro
    credo che le temperature negli spazi intergalattici siano vicine allo zero Kelvin….o appena superiori (circa -290°C).

    Si ritiene che anche tra stelle (nello spazio interstellare) sia piuttosto freddino.

    Su Tritone (luna satellite di Urano) la sonda Voyager ha misurato 32°Kelvin circa….(circa – 258°C)…..eppure questa strana luna tetrogada da’ segni di nubi di ammoniaca o idrocarburi…che sembra vengano emessi dall’interno piu caldo ….a getti …..ed ha una superficie straodinariamente ‘ variegata ‘.

    Zone freddine …NO ???
    😀

  10. volevo fare la precisazione che la temperatura di 0°K Kelvin è di -273°, al di sotto della quale NON si può andare… 😯
    In effetti qualunque punto dello spazio a debita distanza da una stella, o da una qualsiasi altra fonte di calore, possiede una temperatura molto vicina allo zero assoluto…
    sorrisofreddino 😉

  11. @pierluigi
    Bravo è corretto : 0°Kelvin=-273°centigradi.
    Scusate per la mia approssimazione indebita. 😉

  12. @Pierluigi
    Come sempre riesci a farci viaggiare lontano, e a farci sognare…
    🙂