Oltre la fantascienza

La fantascienza cerca di andare ben oltre il reale e sembra quasi riuscirci fino a ché l’Universo non decide di calare qualche suo asso. E allora ci meraviglia sempre di più e ci lascia a bocca aperta. La storia che sto per descrivervi meriterebbe un film fantastico, ma è semplicemente un fatto vero, di pura cronaca. Scusatemi se ve lo racconterò molto “umanizzato”. La scienza pura si leggerà comunque benissimo tra le righe…

C’era una volta, un centinaio di milioni di anni fa, un simpatico trio di stelle che viveva felice e contento in un unico sistema. No, non era un caso di “triangolo”, come noi lo intendiamo nella vita sentimentale. La vita dell’Universo non conosce passioni amorose simili alle nostre. Due stelle erano molto vicine e l’altra gli orbitava intorno ad una certa distanza. Erano molto giovani e spensierate e poco si curavano dei rischi che esistevano vicino alla culla dove erano nate. La nube oscura dove si erano formate le aveva avvisate: “Non andate troppo lontane da casa a giocare. Laggiù, al centro di quella abbagliante sfera luminosa che vi attira così tanto, si nasconde un orco, enorme e affamato, che non ha pietà nemmeno dei bambini”.

Ma si sa come sono i bimbi. Il pericolo e l’ignoto li attirano come una calamita. Facendo finta di niente, decisero di andare a vedere la situazione più da vicino. Troppo tardi si accorsero che una terribile forza le stava attraendo e a nulla valsero i loro tentativi di tornare a casa. Poi videro l’orco in persona: un gigantesco buco nero, circondato dal gas e dalla polvere dei suoi ultimi banchetti stellari. Era proprio lui, il buco nero super massiccio che si annidava al centro della loro galassia, la Via Lattea. Non ebbero nemmeno tempo di avere paura e si sentirono travolte da quella forza impressionante. Forse, però, l’orco non era così cattivo. Magari aveva bisogno solo di un po’ di compagnia. Non furono inghiottite come nei peggiori sogni, ma il buco nero si limitò a tenere con sé la stella più lontana dalla coppia che rimase intatta anche se molto spaventata e tremante.

Anzi, fu proprio il buco nero a scacciarle lontane e a metterle in salvo. Togliendole la compagna che in qualche modo le costringeva ad una complicata manovra di meccanica celeste, regalò alla coppia tutto il momento angolare che la terza stella possedeva. La coppia venne perciò scaraventata verso l’esterno ad una velocità incredibile. Un viaggio meraviglioso stava per cominciare, che le avrebbe permesso di attraversare l’intera galassia.

Le due amiche si accorsero ben presto, però, che la loro vita era troppo breve per concederle di completare quella fantastica avventura. Anche se andavano velocissime sarebbero morte molto prima di terminare di ammirare le meraviglie della galassia. Erano nate troppo massicce e la loro fine era segnata. La più grande delle due cominciò infatti a tossire ed essere preda della febbre che cominciò ad arrossarla pietosamente. La compagna ancora in buona salute cercò di andarle vicino per aiutarla e successe un fatto insperato e miracoloso. Le due compagne si fusero una con l’altra. La massa totale crebbe in modo eccezionale, la febbre sparì e al posto di una coppia nacque una bellissimo e gigantesco astro azzurro. La vita ricominciava! Non sarebbe stata lunga, ma ormai poteva ammirare tutto lo spettacolo della loro galassia e addirittura lasciarla e vederla da lontano, dallo spazio intergalattico. E sentire su di sé la forza misteriosa della materia oscura che l’avrebbe accarezzata come un vento impetuoso.

I “puristi” della scienza non mi picchino per questa versione simile a una favola. Il passaggio a termini più tecnici non è difficile.

La stella fuggitiva ha un nome freddo e preciso: HE 0437-5439 e fa parte delle pochissime stelle che mostrano una velocità impressionante rispetto alle loro compagne che ruotano attorno al centro della galassia come il nostro Sole (se ne prevede una ogni 100 milioni di stelle “normali”). Essa viaggia a due milioni e mezzo di chilometri all’ora, tre volte più veloce di quanto non faccia il Sole nel suo moto orbitale nella Via Lattea. Questo moto anomalo non aveva ancora permesso di capire la sua provenienza: era una stella scappata dalla grande Nube di Magellano o era fuggita dalla nostra galassia? Il solito, eccezionale Space Telescope, ha risolto il mistero calcolandone la velocità, la direzione e l’età. Le immagini odierne ce la mostrano a circa 200000 anni luce dal centro della galassia, da dove è sicuramente provenuta (ricordiamo che il diametro della Via Lattea è di circa 100000 anni luce). La sua velocità è circa due volte superiore a quella necessaria a uscire dal $campo$ gravitazionale della galassia. Prima che la stella compia il suo ciclo vitale, il suo studio accurato e le variazioni del moto potranno insegnarci molto sull’esistenza e sulla consistenza della materia oscura che dovrebbe circondare le galassie. Come vedete la favola è solo e soltanto un’altra meravigliosa realtà del nostro Universo.

Una visione artistica del viaggio fantastico della stella blu HE 0437-5439

Una visione artistica del viaggio fantastico della stella blu HE 0437-5439, che partendo dal centro della Via Lattea ha sfruttato la spinta datagli dal super massiccio buco nero centrale per acquistare una velocità tale da uscire dalla galassia e vagare nello spazio intergalattico. (Fonte: NASA, ESA, and G. Bacon (STScI)).

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9 Commenti

  1. bellissimo caro Enzo. Altre stelle “sfuuggenti” si potranno trovare? Caso unico o possibili emulazioni? Dove si dirigerà la nostra “vagabonda” del Cosmo?

  2. caro Mario,
    se siamo riusciti a osservarle vuol dire che sicuramente ce ne saranno moltissime altre (anche perchè hanno una vita molto breve). Non penso farà molta strada… in pochi milioni di anni riconsegnerà allo spazio intergalattico la sua polvere e il suo gas per le generazioni future. Non penso possa venire catturata da un’altra galassia, data la direzione…ma chissà… Nell’Universo tutto è possibile in fondo…
    Io continuo a sperare che tu possa venire a trovarci a Pienza…. 😥

  3. se succedesse al nostro sole ci ritroveremmo a vagare (integri?) nello spazio senza nessuna stella nel cielo notturno. che cosa spettrale.

  4. Si, però vedremmo la Galassia intera riempire il cielo di “giorno” e le altre galassie, a cominciare da M31, di “notte”, sarebbe oltremodo meraviglioso… vero, Enzo?

  5. Ma potrebbe accadere davvero? Cioè di una stella che si porta dietro i suoi pianeti? Sarebbe fichissimo osservare cieli diversi.

  6. @Baol e Elisabetta,
    sì sarebbe uno spettacolo unco. Tuttavia, la velocità è in fondo solo tre volte quella del Sole attorno al centro della galassia. Durante la vita di un uomo cambierebbe ben poco… Anche il Sole mentre gira attorno al centro cambia sempre visuale, ma chi se ne accorge…?

  7. Bravissimo! davvero un bel blending di scienza e poesia, complimenti davvero 😉 hai classe!

  8. Caro Enzo ti ringrazio della bella risposta, per quello che riguarda Pienza verrei più che volentieri ma, oltre a ciò che ti ho detto, devo aggiungere che nel mio lavoro se altri sono in ferie (e in questo periodo ce ne sono svariati) non hai libero , salvo malattia che non mi auguro certo, e noi talvolta lavoriamo anche di domenica.
    Ti dico cosa faccio anche se mi farò molti nemici. Intanto aggiungo che anche fra i cari impiegati pubblici c’è choi lavora e, ti assicuro moltissimi che se ne dica.
    Io sono, almeno per ora e dal 1991, se il fisico tornerà pienamente in forma, un Agente della Polizia Municipale di Firenze.

  9. caro Mario,
    quello che conta non è il tipo di lavoro, ma come lo si fa e tutti sono ugualmente importanti. Tu, di sicuro, sarai bravissimo. Sono pronto a giurarci. Mi spiace per Pienza, ma ovviamente ti capisco…
    Un abbraccio di cuore 😉