Ci stiamo arrivando…?

Un po’ alla volta le ricerche astronomiche si avvicinano sempre più alla scoperta di una seconda Terra. Questa volta un pianeta di circa 3-4 volte la massa terrestre è stato trovato proprio nel mezzo della “zona abitabile” relativa a una nana rossa. E’ il primo risultato del genere.

Ricordiamo che si definisce “zona abitabile” quella regione dello spazio in cui la distanza dalla stella è tale da creare una situazione per avere un’atmosfera e acqua allo stato liquido, le basi fondamentali per l’esistenza di una vita biologica simile alla nostra. Non vuole certo dire che la vita DEVE esserci, ma solo che POTREBBE esserci.

La scoperta della nuova super-Terra, potenzialmente abitabile, deriva da 11 anni di osservazioni spettroscopiche eseguite con il telescopio Keck delle Hawaii. La stella in questione è piuttosto vicina a noi (solo 20 anni luce) ed è una nana rossa di sequenza principale, la Gliese 581. Essa aveva già mostrato di possedere ben quattro pianeti, ma adesso ne sono stati aggiunti altri due, di cui uno è quello che c’interessa particolarmente, il Gliese 581g. Esso rivolve attorno alla stella in 37 giorni e la sua massa indica che è probabilmente roccioso con una gravità capace di trattenere un’atmosfera significativa. Non spaventiamoci se è così vicino alla sua stella. Una nana rossa è meno calda del Sole e la sua zona abitabile è ben più vicina di quella relativa al nostro astro.

Non dobbiamo nemmeno stupirci che la rotazione del pianeta si sia “bloccata” marealmente, ossia che l’oggetto celeste, al pari della Luna con la Terra, volga alla stella sempre lo stesso emisfero. Questa situazione causa un emisfero estremamente caldo e uno molto freddo. Tuttavia, nelle zone vicine al “terminatore”, le temperature variano gradualmente permettendo senz’altro il possibile sviluppo di forme di vita biologica. Ricordiamoci, infatti, che il pianeta può avere una densa atmosfera che stempererebbe gli eccessi di temperatura. Se, come si pensa, il nostro “g” avesse una composizione rocciosa simile a quella della Terra, avrebbe un diametro di circa 1.3 volte quello terrestre e quindi la gravità superficiale non molto differente da quella a cui siamo abituati. Insomma, potremmo passeggiare senza grossi problemi.

Il sistema planetario di Gliese 581, confrontato con quello solare

Il sistema planetario di Gliese 581, confrontato con quello solare. E’ stata tracciata la zona abitabile in funzione della distanza della stella e della massa di quest’ultima. Come si vede benissimo Gliese 581g cade proprio nel mezzo della sua zona abitabile come fa la Terra con quella solare. L’inizio sembra molto positivo. Si può notare che anche “d” è al bordo ed è oltretutto più massiccio di Marte, potendo quindi contare su un’atmosfera più densa e stabile. In realtà, prima della scoperta di “g”, si puntava molto su “d” come miglior candidato per diventare il miglior “potenziale” mondo abitabile – ingrandisci

Gliese 581 aveva già due pianeti posti ai bordi dalle zona abitabile, ma quest’ultimo cade invece proprio nel mezzo.

La scoperta avvenuta così “facilmente”, indica che l’esistenza di pianeti all’interno delle zone abitabili potrebbe essere un evento non molto raro. Si stima che il 10-20% delle stelle potrebbe possederne almeno uno. Il che porterebbe a un numero totale, per la nostra galassia, di decine di milioni di potenziali culle di vita.

Mamma mia, che caos e che frastuono!!
Potete trovare la versione originale dell’articolo qui

I commenti di questo post sono in sola lettura poichè precedenti al restyling del 2012. Iscriviti al Forum di Astronomia.com ed entra a far parte della nostra community. Ti aspettiamo! : )

31 Commenti

  1. Sembra che che ad una riunione dell’Unione Astronomica Internazionale, alcuni astronomi abbiano recentemente sollevato dubbi sul fatto che Gliese 581g esista realmente. In particolare, l’astronomo Francesco Pepe ha detto che possono non confermare l’esistenza non solo del ‘pianeta’ g, ma anche del pianeta ‘f’. Pepe ha detto che hanno studiato questo sistema ricco di pianeti di frequente, raccogliendo un totale di 180 punti di dati in 6.5 anni (di cui circa 60 dal 2009) e può essere confermata solo la prova dei precedenti quattro pianeti b, c, d , ed e.

    Vi è un segnale che potrebbe esistere f, ma l’ampiezza del segnale di questo potenziale pianeta è molto basso in fondo al livello del rumore di misura”, ha detto Pepe.

    Insomma, mi sembra che occorra ancora un po’ di cautela su un pianeta extrasolare la cui esistenza dovrà essere confermata dalla comunità scientifica.

  2. @Marco,
    perfettamente d’accordo. Quando si è al limite della possibilità degli strumenti bisogna andare con i piedi di piombo. Mi ricordo ancora i famosi “pianetoni” di Pieter Van der Kamp…

  3. Ma possibile che Giove sia più grande della stella Gliese? …forse le rappresentazioni non sono in scala? 😮

  4. @Moreno,
    ovviamente no! Le stelle non sono in scala, se no anche il Sole farebbe una figura ben misera…. Ma anche i pianeti hanno dimensioni relative molto approssimative e non del tutto reali. Ciò che importa è la loro posizione.. 😉

  5. @Al ien,
    tu dici giusto. Tuttavia, sempre considerando una vita uguale alla nostra. Infatti, problemi di “blocco” della rotazione, maggior radiazione, ecc. potrebbero essere risolti da razze aliene che abbiano particolari difese o si siano evoluti diversamente, anche se sempre con il carbonio. D’altra parte, anche da noi c’è vita nei deserti e pure nelle regioni polari…

  6. So che è un tema che a volte ritorna e, forse, riguarda quest’articolo solo in parte. Gli scienziati si dicono alquanto scettici su forme di vita basate sul silicio, in parte simile al carbonio, ma molto meno duttile (es., se noi fossimo a base silicea, “espireremmo a cubetti” ed avremmo simpatici occhietti di gemma).. Insomma: so quanto sia meno duttile il silicio rispetto al carbonio ecc.., ma possibile rifiutare “quasi” aprioristicamente la possibilità di forme di vita così diverse dalla nostra? Capisco che (almeno oggigiorno) non saremmo capaci nemmeno di riconoscerle, se non con un notevole ampliamento della nostra capacità “immaginativa”, ma il punto è proprio questo: la scienza non è anche la capacità d’immaginare scenari che possono sembrare assurdi o inverosimili? Molte volte la natura è stata capace di stupirci, e quanto! Fino a 50 anni fa concetti come BUCHI NERI, MULTIUNIVERSI ecc erano – tutt’al più – spunti per racconti di fantascienza. Quindi: perché scartare la possibilità di forme di vita anche profondamente diverse da noi? Mi si dirà che nessuno scarta “in toto” quest’ipotesi, ma, sotto sotto, non viene mai considerata seriamente la possibilità che la natura (e quindi la vita nelle sue molteplici espressioni) possa stupirci ancora e ancora. Forse, basterebbe cambiare approccio mentale: scienza sì, ma con una maggior capacità di allargare certi orizzonti. Grazie, splendido articolo e scusate la lunghezza dell’intervento 🙂
    nottambulosicileo 😀

  7. Ps: Scusate, un’ultima cosa! Vi chiedo un parere (soprattutto allo Staff di Astronomia.com): possibile che per godere di un bel documentario astronomico dobbiamo sempre propinarci quelli stile Disovery Channel? Per carità: fatti bene, forse: TROPPO! Nel senso che mi danno più l’impressione di FILM o di trailer cinematografici, nell’impostazione, nel modo di presentare gli scienziati di turno (tutti RIGOROSAMENTE MADE IN USA e ripresi manco fossero sul set di Star Trek!), per non parlare poi dei testi: a volte sono così.. “americani”! 😆 Non so come altrimenti spiegarmi. Vanno benissimo, mi piacciono, li vedo, ma soprattutto perché in Italia si dedica così poco (POCHISSIMO) tempo ad un tema che cmq appassiona e molto! Per trovare documentari astronomici MADE IN ITALY o bisogna comprare quelle costose collane settimanali (e ne ho un paio che però risentono degli anni che passano) o sennò.. Discovery Channel! Ma che bello ascoltare una Hack o uno Zichichi in un documentario (o una serie di documentari) secondo “lo stile italiano”. NON C’ENTRA NIENTE CON QUESTO ARTICOLO, LO SO 🙁 chiedo venia, ma.. sono curioso di sapere cosa ne pensate :mrgreen:

  8. caro Alessandro,
    hai toccato temi molto interessanti e cerco di risponderti come meglio posso.

    Riguardo alla vita basata su altri composti posso dirti due cose:
    1) Le molecole che si scoprono continuamente nello spazio profondo favoriscono nettamente i composti complessi del carbonio e non altri. Questo fa capire, in qualche modo, che la chimica organica ha una decisa supremazia su qualsiasi altra vita ipotetica.
    2) Anche se ci fossero altre biologie, non si potrebbe certo predisporre missioni spaziali con strumentazioni mirate a qualcosa che non si conosce per niente. I buchi neri erano teoricamente accettabili e attesi e quindi si potevano fare ricerche mirate. Una vita al silicio non è conosciuta assolutamente e dovremo accontentarci di scoprirla casualmente se mai esistesse davvero. Comunque il punto (1) è molto decisivo a riguardo.
    Non vi è nessuna trascuratezza, ma solo prove piuttosto forti che spingono a cercare il carbonio evoluto.

    Riguardo alla divulgazione posso solo darti ragione. Sempre e solo americani con il loro stile. Ma è cosa tipicamente italiana. Mi ricordo che anni fa stavo traducendo un libro inglese di planetologia. Chiesi all’editore perchè mai dovevamo tradurre libri di scienziati semi-sconosciuti, quando in Italia avevamo una scuola di planetologia tra le migliori del mondo. la risposta era sempre la stessa: un nome straniero e soprattutto inglese o americano dava garanzie di alta preparazione scientifica…
    Da allora non è cambiato molto. Si spendono soldi per far fare lezioni mediatiche agli stranieri e poi si tagliano tragicamente i fondi alla ricerca pura (e figurati alla divulgazione…).

  9. Per Alessandro

    Secondo me il concetto di multiuniverso è tuttora solo uno spunto per i racconti di fantascienza. Sfido chiunque a trovare una verifica sperimentale dell’esistenza di altri universi…

  10. Caro Enzo, cerca di impegnarti ad intervenire anche tu in qualche trasmissione o documentario: non credo proprio che saresti meno bravo di una Hack ç(la simpaticissima “triestina” con l’accento sfacciatemente fiorentino), di uno Zichichi o qualunque altro che sia. Dai ti vogliamo vedere presto! Facci sapere !

  11. caro Mario,
    intanto ti ringrazio per la stima! Però devo dirti che parecchi anni fa andavo di tanto in tanto in televisione e alla radio. Purtroppo l’esperienza è stata veramente deludente… Non solo non ero libero di parlare di ciò che mi sembrava giusto, ma dovevo seguire certe regole e certi tempi che stravolgevono i concetti da esprimere. Mi ricordo, nel decennale della conquista della Luna, una mia comparsa a Rai uno in cui c’era anche Gina Lollobrigida… Una cosa veramente pietosa. Ma peggiore esperienza fu quella che mi capitò in una trasmissione da Napoli, in cui dovevo “rispondere” a domande fatte dagli spettatori. In realtà le lettere arrivavano numerose (e si chiedeva anche di mandare una foto, chissà perchè…), ma non sono mai state aperte! Chiedevano a me che domande volevo, bastava però che rimanessi entro il minuto di tempo. Non solo, le foto dei “finti” lettori erano invece i parenti dei cameramen e dei tecnici. Inutilmente mi ero impuntato sul voler rispondere alle vere domande. Il conduttore si era stizzito e aveva fatto una sceneggiata… La stessa cosa mi era capitata in un paio di trasmissioni radio, in cui mi avevano chiesto di portare un paio di amici per rivolgermi domande preordinate. Uno squallore! Ti dico la verità: l’unica persona veramente seria che ho trovato è stata Silvia Rosa Brusin di TG Leonardo. Fin dall’inizio ti dice il tempo e poi ti dà via libera per dire quello che vuoi. Conclusione, non ho mai più accettato inviti alla TV e vado, raramente perchè sto parecchio lontano da Torino, a TG Leonardo. Ma tutto il resto è veramente…noia e mistificazione… E poi gente come Zichichi aveva chiare ragioni per apparire (ma è meglio non andare a fondo), pur essendo un pessimo divulgatore… Come avrai già capito, non sono il tipo che accetta pietosi compromessi solo per apparire, preferisco Astronomia.com!!! Il sito più bello del mondo….. 😛 😛 😛

  12. 🙄 Profe, e di SUPERQUARK e di P. Angela? Cosa ne pensa? Sono seri mi sembra, Anche se forse trattano troppi argomenti, tutti interessanti per carità, dall’astronomia alla scienza in cucina, ma così forse non si approfondisce come si dovrebbe….

  13. @Moreno,
    Piero Angela è un ottimo comunicatore, ma è pur sempre un personaggio televisivo che deve seguire regole ben chiare e prefissate. Ultimamente, infatti, segue sempre meno la Scienza e più la storia, giudicata di maggiore impatto. So anche benissimo che i suoi programmi sono fatti per potere essere riproposti in tempi differenti (le solite repliche televisive) e quindi non possono toccare argomenti troppo attuali. Ne è riprova il fatto che quando gli avevo scritto riguardo al suo aiuto nel mettere in luce la bufale della fine del mondo del 2012, nemmeno mi ha risposto (ricordate?). D’altra parte, anche lui come Giacobbo fa parte del carrozzone della RAI e deve badare agli indici di ascolto…
    Anche le persone invitate devono rientrare in una cerchia abbastanza ristretta di amici e di amici degli amici (ne ho varie riprove relative a diversi anni fa). Niente di male, perchè spesso sono personaggi validi, ma ovviamente limitano possibili alternative.

  14. @ Enzo.
    Grazie moltissimo per le delucidazioni e per l’attenzione dedicatami.
    Sono, anzi, contento di aver dato lo spunto per affrontare un po’ anche il discorso relativo alla divulgazione (noi poveri italiani, spesso carnefici di noi stessi col nostro congenito provincialismo, vittime di una miope politica e di media mistificanti.. Interessanti e tristi davvero i “dietro le quinte” raccontati.. Come al solito, gli amici e gli amici degli amici per confezionare – spesso – prodotti omogeneizzati per cervellini che si vorrebbero quanto più precotti).
    @ Marco: è vero, quella del multiuniverso è una teoria difficilmente dimostrabile e temo che rimarrà, tutt’al più, un’affascinante teoria).

  15. sbaglio o le nostre trasmissioni (televisive) a 20 anni luce dovrebbero essere già arrivate? e da parte loro, dei segnali artificiali, li avremmo già dovuti “sentite”! a questo punto direi che le stade sono tre: o non c’è vita “intelligente” (almeno non come la possiamo intendere noi) o noi non siamo in grado di comunicare con loro o i segnali artificiali non sono così facili da scovare? 😐

  16. @Alessandro
    Interessante il tuo post..tuttavia tu scrivi:”MULTIUNIVERSI ecc erano – tutt’al più – spunti per racconti di fantascienza. Quindi: perché scartare la possibilità di forme di vita anche profondamente diverse da noi? Mi si dirà che nessuno scarta “in toto” quest’ipotesi, ma, sotto sotto, non viene mai considerata seriamente la possibilità che la natura (e quindi la vita nelle sue molteplici espressioni) possa stupirci ancora e ancora. Forse, basterebbe cambiare approccio mentale: scienza sì, ma con una maggior capacità di allargare certi orizzonti”.

    Nella mia ignoranza mi viene da chiederti…perchè includerle nel tema scienza ?…se ciò ancora è più un concetto di fantascienza e non comprovata scienza..
    Secondo il tuo concetto allora…tutto è possibile, quindi tutto ciò che è immaginabile.
    Mente elastica sì…ma tutto ciò che non è ancora provato, secondo me non è un dato…nè da escludere e nè da includere. L’ipotizzabile non è certezza e la scienza avanza su dati certi.
    Correggetemi e chiedo già scusa se sbaglio… 😆

  17. @ Mi.E – Sì, la scienza si basa su dati certi, ma anche su “ipotesi” desunte da dati concreti, o perché no: anche da “guizzi d’ingegno”, dalla capacità di saper “immaginare l’inimmaginabile” (e sottolineo il VIRGOLETTATO). Vedi Einstein, ad esempio, e la sua teoria della Relatività..
    Parli di dati concreti: certo, ma spesso a monte c’è anche una ipotesi, che si cerca poi di validare e confermare attraverso il conforto di quei dati.
    Ma ad ogni modo io non sono certamente uno scienziato, bensì un semplice appassionato di astronomia.

    Il prof. Enzo potrebbe darti una risposta migliore su quell’incerto confine fra “empirìa” e “progettualità” nella scienza e nelle sue visioni.

    Se cmq leggi bene quel che avevo scritto, io non ho MAI affermato che certe ipotesi o teorie siano semplici spunti per racconti di fantascienza, ma che ALTRI, NON IO, possano ritenere quelle stesse ipotesi e quelle stesse teorie buone solo per uno spunto fantascientifico.
    Io ritengo che, ovviamente a certe condizioni, si tratti di scienza, perché ci sono scienziati che ne parlano e ne fanno oggetto di studio (o.. speculazione). Aggiungo: il mio discorso, poi, non era “assolutizzante”, né entrava nello specifico delle SINGOLE IPOTESI (cmq non sarebbe stato possibile, né io ne sarei capece!).
    Non ho MAI affermato che tutto quel ch’è immaginabile sia possibile: questa è FILOSOFIA 😀 (e sarebbe interessante, magari in un futuro e in altra sede, approfondire le connessioni comunque esistenti tra filosofia, scienza e – nello specifico – astronomia).
    Caro Mi.E, forse non sono stato capace io di esprimere bene il mio concetto.
    Un saluto a te e a tutti.
    sonnambulofilosofico :mrgreen:

  18. Perché non aprite un canale vostro su Youtube? Non è proprio la stessa cosa, però, in fondo, in origine il suo scopo era quello: creare la “tua TV”. Internet offre un’opportunità a tutti. I video poi potete sempre incorporarli qua. Non so se sarebbe troppo impegnativo o se non potrebbe aiutarvi qualche volontario. Giusto un’idea.

  19. @Alessandro

    Che dire Alessandro? mi hai risposto in maniera così esaustiva, che posso farti solo i complimenti!! 😛 😉

    anche io ritengo interessante approfondire le connessioni comunque esistenti tra filosofia, scienza e …nello specifico “astronomia”.
    Grazie per la gentile risposta.

  20. @Daniele,
    c’è una quarta soluzione.Non c’è nessuno a 20 anni luce. Essere “abitabile” non vuole dire che ci sia vita…
    @Alessandro e Mi.E.,
    il discorso tra scienza e fantascienza è molto complesso e probabilmente non ha una risposta univoca. Sicuramente lo scienziato deve porsi di fronte a un problema tenendo conto di tutti i dati accertati e cercare di inserire una nuova teoria in quel contesto. Dopo di chè cercherà di trovare dati ulteriori che cerchino di distruggere la sua teoria. Se non li trova, vuol dire che “forse” ha visto giusto. Bisognerebbe, insomma, andare con i piedi di piombo. Tuttavia, nella corsa frenetica a dimostrare di essere il più bravo e anche per ottenere in fretta riconoscimenti e finanziamenti, spesso si arriva a conclusioni troppo avventate, che poi lentamente vengono sgretolate. La fretta è la nemica numero uno della vera scienza. D’altra parte, qualcuno mi può dire: meglio fare dieci tentativi, di cui nove sbagliati, ma con uno giusto, che provarne uno solo che magari è sbagliato. Questa è quella che io chiamo “scienza normale”, partendo da ciò che si sa si cerca di andare oltre, sfruttando nuove tecnologie e nuovi dati. A volte non c’è bisogno di grande intuizione. E’ come fare dell’artigianato. Nei giorni nostri, con la super specializzazione e la fretta di far carriera, è la via più seguita (spesso ci pensano quasi da soli i computer, basta cambiare qualche dato di partenza).
    Poi invece esiste il genio (ma non se ne vedono tanti ultimamente), che ha fatto suo il bagaglio precedente, ma ha una luce improvvisa che tende a far rientrare molte cose sotto un’unica ottica. Il vero genio fa solitamente opera di sintesi, riesce a generalizzare e, ancora più fondamentale, riesce a SEMPLIFICARE la maggior parte delle leggi che si erano scritte. La natura lavora con estrema semplicità. Le formule contorte e piene di termini addizionali e correttivi danno spesso solo un’apparenza di verità, ma sono invece costruzioni piene di gravi difetti strutturali. Il genio riesce a capirne i limiti e la loro possibilità di rientrare in un discorso unitario.
    La fantascienza è invece un sapiente e intelligente gioco di alterazione della realtà. A volte è solo descrittiva e sfrutta le tecnologie più avanzate per immaginare storie di altri mondi (ma questa non differisce molto dai racconti storici), che in realtà poco differiscono dai normali affari di tutti i giorni. Anche qui si fa puro artigianato. Esiste poi invece colui che riesce a pensare qualcosa di assurdo ma innovativo, che sia in grado di far vedere la scienza attuale da un punto di vista diverso. Non si basa su un bagaglio scientifico come i veri geni, ma “spara” idee che potrebbero non stare assolutamente in piedi, ma fanno comunque pensare e intrigano profondamente. Loro sono artisti.
    Non è raro però il caso che molte idee dapprima famtascientiche arrivino anche nelle menti scientifiche vere e che si dimostrino non assurde, ma solo bisognose di un giusto inserimento nel contesto scientifico generale.
    Insomma, è un gran pasticcio e ognuno può rispondere un po’ come vuole… 😀 😀

  21. 🙂 si hai perfettamente ragione sulla quarta possibilità… l’avevo esclusa perchè volevo essere ottimista… 🙂
    da ignorante mi chiedevo: un’eventuale vita inteligente, mettiamo progredita come la nostra, riuscirebbe a “sentirci”? e noi riusciremmo a “sentirli”? più precisamente, nel “caos cosmico” i “segnali” (di origine “non naturale”) sono difficili da riconoscere con la tecnologia di oggi? Vedi programma SETI (se esiste ancora) e simili… 😐

    @giovanni: il pianeta è un nostro “vicinissimo” di casa… 😉

  22. Daniele, grazie, ma non mi hai risposto. Cosa intendi: il pianeta é un nostro “vicinissimo” di casa

    Desidero solo sapere se La nuova Terra scoperta a 20 anni luce é nella nostra Galassia, Via Lattea, e dove precisamente………I 20 anni luce sono sono rispetto all’ asse delle X, cioé orrizzontale, quindi dalla Terra verso la periferia, o dalla Terra verso il centro della Via Lattea. Se é invece rispetto l’asse delle Y asse verticale, potrebbe essere fuori dalla Va Lattea.

    Daniele, puoi aiutarmi in questo?……Grazie.

  23. caro Giovanni…
    dovunque vai con venti anni luce rimane comunque all’interno della nostra galassia. per andare su Andromeda devi viaggiare per più di due milioni di anni luce. Tutta un’altra cosa!! 😛

  24. @giovanni: hai ragione sono stato vago ma non conosco la posizione… semplicemente intendevo che se la via lattea fosse grande come la terra e il nostro sole fosse a roma, credo che il pianeta sarebbe a londra… e la galassia più vicina (andromeda) si troverebbe alla distanza del nostro pianeta nettuno… le proporzioni delle distanze sono completamente sballate ma è per rendere l’idea… poi è vero che ci sono gli ammassi stellari che sono relativamente più vicini alla nostra galassia ma rimangono comunque distanze inimmaginabili… 😐

  25. alessandro,
    volevo farti i miei complimenti per gli spunti che hai dato, e credo che mi permetterò di citare in qualche mio lavoro il tuo “noi poveri italiani, spesso carnefici di noi stessi ecc ecc” prima o poi! 😀
    comunque colgo l’occasione per chiedere: esiste un forum di astronomia.com?

  26. @ Andrea.
    Ti ringrazio moltissimo per quel che mi hai scritto, sei gentilissimo.
    Certo che puoi usare le mie parole, anzi, me ne onori 😛
    Che io sappia, non esiste un vero forum di astronomia.com, se non i commenti a pie’ di.. articolo.
    Ancora grazie per la tua gentilezza!
    A presto ritrovarci su.. queste coordinate astrali 😛
    E ora.. Scotty, massima potenza ai motori a curvatura.. :mrgreen:
    sorrisotrekkiano 😆

  27. Penso che un pianeta simile alla Terra deve avere una stella simile al Sole, allora sí che possiamo parlare di un Pianeta ospitabile per noi…….

    Il Pianeta Gliese 381 ci sará una forma di vita manon simile alla nostra….quindi Noi non possiamo metterlo in conto per un futuro sbarco. ❓