Un viaggio nel futuro

Gli astronomi, normalmente, “vedono” le stelle e le galassie come apparivano nel passato più o meno remoto, ossia quando la loro luce ha iniziato il suo viaggio verso di noi. Tuttavia, lo Space Telescope può fare di più e mostrarci come saranno tra migliaia di anni del nostro futuro.

L’ammasso globulare Omega Centauri è il più luminoso visibile dalla Terra e il più grande della Via Lattea. Era già noto ai tempi di Tolomeo che lo inserì nel suo catalogo circa 2000 anni fa. Il grande astronomo lo considerò una stella singola, non potendo certo sapere che quell’astro conteneva invece circa dieci milioni di stelle, tutte orbitanti attorno al baricentro dell’intero ammasso.

Le stelle sono così vicine una all’altra che per riuscire a separarle dettagliatamente si è dovuto aspettare l’Hubble Space Telescope. Le immagini sono così nitide che è stato anche possibile misurare il movimento di moltissime stelle, anche durante un limitato periodo di tempo. Questo studio è fondamentale per capire i meccanismi di formazione di questi mostruosi gruppi stellari e per scoprire se un enorme buco nero di almeno diecimila volte la massa solare si celi in mezzo a loro. Sono bastati quattro anni per permettere di calcolare il movimento di più di 100 000 stelle.

Da Terra si sarebbe giunti allo stesso risultato in un periodo di tempo di almeno 50 anni

Una volta stabilito il movimento, con una precisione più che soddisfacente, si è potuto “facilmente” simulare la posizione nel futuro. Ed ecco il risultato riportato nel primo filmato con il movimento delle stelle durante i prossimi diecimila anni.

Nel secondo si può invece vedere come le stesse stelle si inseriscano nel diagramma di Hertzsprung-Russel.

Fantastico veramente!

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20 Commenti

  1. Grazie per questo articolo 😉
    Davvero interessante fare questo “viaggio nel tempo”, incredibile come man mano ci si avvicini all’ammasso si possano distingure le singole stelle (numerosissime) e poi anche il secondo video che fa vedere come appaiono nel diagramma!
    Forse in futuro,non appena una stella che si trova al centro dell’ammasso non fosse più visibile..si potrebbe pensare che sia stata inghiottida da un ipotetico buco nero riuscendo così a dedurre la presenza di quest’ultimo?

  2. Mamma mia…non oso immaginare la pazienza, la dedizione e l’infinito lavoro fatto per ottenere questi pochi minuti di filmato…!

    E’ un piacere però sapere che oltre ad esserci persone la cui massima aspirazione è quella di farsi chiudere 3 mesi in una casa per farsi vedere a piangere e litigare con altri concorrenti, ci siano anche persono che, pur poco pagate, dedichino la loro vita a questa bellissima scienza/passione…

  3. Bravo Lampo hai ragione, onori anche agli ingegneri progettisti di tali strumenti.

  4. 😯 wow…mi stupisco come un bambino ogni volta che vedo queste cose…cioè, questi puntini all’apparenza insignificanti sono dei SOLI, capito, magari più grandi del nostro, e sono tantissimi e vicini, all’apparenza…anzi Profe, una domanda da un milione:
    Qual’è la distanza MINIMA possibile tra 2 stelle???
    Ad es. quella tra Proxima e il Sole? Oppure 1 Anno-luce, o 1 U.A.? O meno ancora? 🙄

  5. 😛 l’ informatica al servizio dell’ astronomia porta risultati fantastici! Qualcuno ha scaricato il programma “world wide telescope” dall’ HubbleSite?
    secondo me è un capolavoro, mi sembra di fare un viaggio nell’ universo quando lo uso!

  6. @Simo,
    se diamo tempo al tempo e se sarà possibile averlo, la cosa che tu dici succederà sicuramente. Anche se non si cade direttamente in un buco nero, ma ci si sgretola e poi si spiraleggia lentamente verso il suo interno.
    @Moreno,
    non ci sono limiti ovviamente…. Pensa ai sistemi doppi. Alcuni sono praticamente a contatto e si scambiano materia. Quello che dici tu potrebbe avere senso se mi chiedessi a quale distanza due stelle possono trovarsi senza far parte di un sistema doppio, ossia senza essere legate dalla mutua gravitazione. Ma anche così non è facile rispondere. Dipende dalle masse e da altri parametri e anche dal numero degli oggeti attorno che influenzano i rapporti di forza. In un ammasso come quello descritto, tutte le stelle sono legate gravitazionalmente tra loro, anche se non girano una attorno all’altra ma intorno al baricentro di tutto l’ammasso.

  7. Domandine per Enzo (o per il mago Otelma):
    In un ammasso globulare come questo, quante stelle potrebbero essere accompagnate da un sistema planetario (una tua stima spannometrica in percentuale, ovvio, anche in considerazione della metallicità dell’insieme)?
    Se una di queste stelle ha un suo sistema planetario, riuscirà a mantenerlo fino a quando l’ammasso si dissiperà?
    Quale percentuale (sulla massa complessiva dell’ammasso) di nane brune ci può essere?

    Te lo chiedo perché sembrerebbe che anche il Sole sia nato in un’ammasso, anche se molto più piccolo e con caratteristiche diverse da questo.

    So che non sei il mago Otelma, ma lanciati!!! La curiosità è troppo forte…..

  8. @Red Hanuman,
    cercherò di essere … preciso, anche se non è banale.
    Dunque, in un ammasso globulare antico e denso vi sono circa 100 masse solari per parsec al cubo. In parole semplici, ciò vuol dire che mentre il Sole ha più o meno una sola stella entro 1 parsec, nell’ammasso globulare ve ne sarebbero migliaia. Questo vuol dire che ben pochi pianeti potrebbero resistere attaccati alla loro stella senza essere strappati via dalle tante amiche. Altrettando difficile sarebbe il formarli in posizioni non troppo periferiche. Si stima che pianeti simili alla Terra dovrebbero essere vicinissimi alla propria stella e con massa non più grande di quella della Luna. Insomma, è un problema, a parte la bassa metallicità che gioca a sfavore. E’ un vero peccato! Perchè il panorama sarebbe eccezionale, ma non vi sarebbe nessuno a guardarlo. Forse solo in periferia e sarebbe già tanto, con il cielo illuminato a giorno. Che dirti: pochissimi o forse nessuno sopravvissuto per più di poche ventiania di milioni di anni… 😥

  9. Interessantissimo!
    Molto più interessante, a parere mio, la notizia incredibile ma soprattutto casereccia, che la nostra Galassia oltre ad avere il suo bel Buco Nero, c’ha anche due p…e….ehm “Bolle” così!!!! E delle dimensioni di ben 25.000 anni luce cadauna! ihihih avete sentito cosa si è scoperto di recente grazie al telescopio spaziale Fermi? Wow
    Enzo, spero davvero che dedicherai un bell’articolo sull’argomento! Ci Conto!!!!
    Stefano

  10. @ Enzo: Grazie per la spiegazione.
    In pratica, se anche si fosse formato un sistema planetario o un pianeta gioviano intorno a una astro, nel giro di poco tempo sarebbe stato o inghiottito da una stella (la sua o una sorella vicina), oppure sarebbe stato sparato fuori dall’ammasso stesso (meno probabilmente).
    E comunque, in un ammasso non molto metallico si formano pochi pianeti (e meno ancora pianeti di tipo terrestre).
    Immagino che, per i medesimi motivi, ci siano poche stelle legate stabilmente tra loro in sistemi di due o più astri.
    Che gran guazzabuglio!
    Ma a poterlo vedere da una distanza di sicurezza, chissà che spettacolo……
    Stanotte mi si propongono dei sogni pirotecnici!!!

  11. caro Kyughs,
    è in programma… ma è un momento un po’ caotico per me… Tuttavia, possiamo stare tranquilli che le due “bolle” non scapperanno molto in fretta….
    :mrgreen: Abbiate fede… 😉

  12. @enzo
    … in pratica tutte le stelle che formano il cluster sono sottoposte alla forza gravitazionale delle stelle vicine, giusto? … però dato che la g di ogni stella varia al variare della sua massa, ne consegue che l”a dentro” deve essereci una specie di “tiro alla fune” con le stelle più piccole o sbaglio??? Però, se è così, come mai esiste il cluster e nn collassa tutto??? … sono sicura di essermi spiegata nel peggiore dei modi, ma confido nelle tua immensa intelligenza … 😕 😐

    @Lampo
    Ciao vichingo, un bacio a Mariana.

  13. Bellissimo e tanto interessante! Vedo che ci sono molte giganti rosse, che dovrebbero diventare nane bianche, o no?

  14. cara Sabrina,
    non è molto diverso, anche se più complicato, di quanto capita nel nostro Sistema Solare. Perchè i pianeti non collassano tutti verso il Sole? la forza di gravità di Newton ci dice che corpi soggetti a tale forza rivolvono attorno al comune centro di gravità, date condizioni di movimento iniziale. L’ammasso nasce in modo simile a un sistema solare con molti soli che rivolvono attorno al comune centro di gravità. Tutto qua… Anche se non è facile descrivere un caos del genere con delle formule (anzi, non si può…). Ma si può invece simulare il passato e il futuro attraverso integrazioni numeriche ultra precise. Detto ciò, sicuramente alcune stelle si saranno scontrate e altre saranno finite nel buco nero centrale… Ma l’intero sistema resta in equilibrio piuttosto stabile. Ad esempio, Giove, saturno e altri pianeti hanno ottime possibilità di restare come sono. Plutone invece ha un’orbita leggermente caotica che lo farà uscire dal sistema o magari cadere verso il Sole.
    cara Maria Teresa,
    sicuramente sì…

  15. che video, + leggo e vedo e + sorrido a questa meraviglia che è l’universo, grazie staff di astronomia 😛

  16. dimostrazione fantastica!impressionante
    ma questo diagramma esprime il rapporto tra luminosità e massa delle stelle di tutte le fasi che identifica i colori?

  17. caro Lorenzo,
    se parli del diagramma HR, sì. Esso identifica tutte le varie fasi delle stelle e i colori sono legati alla temperatura. Se ho capito bene…