In diretta con La Silla

Carissimi amici di Astronomia.com, sto avendo l’opportunità di seguire delle notti osservative a La Silla, una sede degli osservatori astronomici dell’ESO e penso che vi farà piacere un resoconto, quasi minuto per minuto, su quello che si può vedere, fare, e toccare in uno degli Osservatori più avanzati al mondo.

2 gennaio – ore 22:28 (ore 02:28 locali del 3 gennaio)

Deserto, pietre, ma non solo…

Rieccomi da una passeggiata molto particolare, quasi una spedizione, effettuata con altri visitatori dell’osservatorio. Vi domandarete, ma dove, visto che La Silla è all’interno di un deserto? Ebbene poco sotto la cupola di uno dei tanti telescopi presenti, avevo notato che partiva una strada sterrata, la quale inizialmente aggira dal basso la cupola del maggiore telescopio, e percorendola fino alla fine si può arrivare, dopo circa 3 ore di camminata, ad una sommità dov’è presente un’ antenna. Chi ha fatto questa escursione non ha trovato niente di particolarmente interessante, se non un panorama più ampio e spettacolare, soprattutto durante il loro inverno, quando capita anche che sia innevato.

Lungo il cammino, però, il deserto, non appare così deserto, infatti già dall’inizio su questo sterrato si potevano notare varie tracce del passaggio di muli e vigogne che, evidentemente, la utilizzano abitualmente. Ad un certo punto, però, conviene lasciare questo comodo percorso per dirigersi verso un canalone abbastanza sassoso.

Fin qui nulla di particolarmente interessante, ma guardando attentamente, non solo per vedere dove si mettono i piedi tra un sasso e l’altro, si deve aver cura di osservare certe pietre o meglio massi che appaiono più grandi degli altri e soprattutto quelli ben levigati. Bene quando ci si accorge che sono disegnati, vuol dire che vi siete imbattuti in un petroglifo! Alcuni sono disegnati su tutta la superficie, altri solo su parte di essa, altri ancora sembrano non essere finiti, ma nonostante questo emanano tutti un fascino particolare, anche perché, da quanto mi hanno detto, sono antichi di alcune migliaia di anni. Le figure predominanti sono quelle che ritraggono disegni molto stilizzati di uomini, di animali, oppure spirali, onde o serpenti o, chissà, torrenti.

Galleria fotografica

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Altri sono molto elaborati ed esteticamente ricercati, tanto che ai nostri occhi potrebbero ricordare dei circuiti elettrici, mentre altri ancora rappresentano il sole o la luna, ed in uno che ho fotografato azzarderei persino a vederci stilizzazione di una o più comete.

La cosa più curiosa che mi è sembrato di notare è stata una coppia dei massi, già visibili dalla strada sterrata, che parevano più grandi ed imponenti di altri e soprattutto disposti come indicassero una porta o un ingresso. In più, guardando meglio, insieme ad altri formavano un circolo, con al centro un altro masso piatto, insomma mi verrebbe da paragonare questa struttura ad una mini-stonehenge dell’altro continente, ma le mie sono tutte idee lanciate così, dato che non m’intendo di queste cose.

Questo luogo, per quanto desolato possa apparire oggi, non era affatto sconosciuto in un passato lontano e chi lo sa, prima che arrivasse un’ organizzazione come l’ESO, si osservavano già i fenomeni celesti con semplici mezzi.

Con questa bella gita ho concluso anche la mia permanenza, ma prima di rientrare a casa vi auguro Buon Anno!

1 gennaio – ore 22:18 (ore 02:18 locali del 2 gennaio)

Come anticipato, vi parlerò delle ricerche svolte dagli astronomi visitatori capitati nel mio stesso periodo, o meglio combinazione erano tutte astronome ed italiane.

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Al telescopio NTT ci siamo alternati con un’altra ricercatrice che, usando lo strumento EFOSC2, stava misurando le cosiddette “standard spettro-fotometriche” per la missione Gaia, sostanzialmente un catalogo di oggetti standard che aiuterà nella riduzione dati della missione dell’ESA in partenza nel 2012. A destra della postazione NTT, invece, una giovane ricercatrice dell’Osservatorio di Brera/Merate stava usando lo strumento HARPS sul telescopio 3.6 – lo stesso usato nella ricerca di pianeti extrasolari – per misure di astrosismologia, una tecnica che permette di studiare l’interno di stelle pulsanti mediante misure delle variazioni del loro spettro. Al 2.2 erano anche in corso, con lo strumento FEROS, misure si stelle binarie molto vicine tra loro con uno scopo analogo al precedente, mentre infine, sempre al 2.2, un giovane affiliato dell’ESO di Garching, si occupava del programma GROND, già citato nel post precedente, il cui scopo è quello di studiare i gamma ray burst. Il concetto è semplice: i gamma ray burst emettono principalmente radiazioni altamente energetiche, ma non ci si può limitare ad osservare solo queste perché sarebbe come studiare un fuoco d’artificio solo guardando il momento preciso dell’esplosione.

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Per questo si cerca quindi anche di seguire la loro evoluzione nella banda ottica e infrarossa dello spettro elettromagnetico. Il problema è che questi oggetti devono essere osservati quando esistono, e la loro durata è molto limitata nel tempo, per cui chi li studia, come gli scienziati del progetto GROND, devono sempre stare un po’ come uccelli da preda, in attesa di un oggetto interessante, e quando l’hanno individuato possono chiedere a chi sta osservando in quel momento di farsi da parte. Una situazione che certamente non contribuisce a renderli ben visti dal resto della comunità astronomica…

Prossimamente vi racconterò di una bella gita nel deserto, anche i sassi possono essere interessanti…

31 dicembre – ore 16:28 (ore 20:28 locali)

Cosa ho osservato?

Purtroppo sono arrivata alla fine della mia permanenza a La Silla e dopo tanto parlare di come si lavora, come si osserva e come si vive in questo osservatorio, ho pensato di raccontare verso la fine l’attività scientifica che passa per di qua ovvero che cosa si osserva e perché, o meglio posso raccontarvi quello di cui sono stata testimone durante la mia permanenza.

Per quel che mi riguarda, ho avuto modo di osservare sia al 2.2 che all’NTT, i telescopi che vi avevo già descritto nei precedenti post. Ciò tuttavia non è ancora sufficiente per capire quali ricerche si perseguono, perché ad ogni telescopio possono essere associati più strumenti. Nel caso del 2.2 gli strumenti sono WFI, FEROS e GROND, che sono rispettivamente un mosaico di 8 CCD con un totale di 67 milioni di pixel adatto per prendere immagini del cielo a grande $campo$, per capirsi pari all’ampiezza della luna piena; mentre gli altri due nomi si riferiscono ad uno spettrografo ad alta risoluzione, e ad un rilevatore tra l’ottico e il vicino infrarosso usato per un programma specifico di monitoraggio dei gamma ray burst, del quale parlero’ prossimamente in dettaglio.

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Al 2.2 ho usato il WFI, infatti il programma nel quale ho aiutato ha come scopo misurare le parallassi di stelle di tipo spettrale L e T. Che cosa sono questi oggetti? Molti affezionati frequentatori e frequentatrici di astronomia.com sanno già che le stelle si distinguono tra di loro anche per il tipo di luce emessa, ovvero per il loro spettro, che tra l’altro permette di ricavare informazioni sulla loro composizione chimica. In più gli spettri caratterizzanti le varie stelle sono stati suddivisi secondo una classificazione che, al livello più “grezzo” li si indica con delle lettere: OBAFGKM, in ordine decrescente di temperatura. Per esempio, una stella di tipo O sarà più calda di una di tipo B e così via fino alla M.

Senza entrare in un dettaglio eccessivo posso dirvi che recentemente sono state introdotte nella classificazione anche gli oggetti di tipo L e T. Sono oggetti molto peculiari e ancora poco compresi, proprio perché si trovano a cavallo tra una stella ed un pianeta vero e proprio. Prima di tutto hanno una temperatura superficiale molto bassa – tra i 1300 e i 2000 K per gli L e tra i 700 ed i 1300 per i T – in secondo luogo perché in alcuni di questi oggetti hanno sì luogo reazioni di fusione nucleare, ma non dell’idrogeno bensì del litio, un elemento molto più facile da bruciare. Siccome ce n’è poco, però, nelle stelle normali si esaurisce subito e si passa all’idrogeno, mentre negli oggetti di tipo L a volte capita e a volte no, perché non sempre la loro massa è sufficiente a sostenere reazioni nucleari basate sull’idrogeno. Avendo temperature così basse, anche il loro spettro presenta caratteristiche di elementi molto complessi. Per queste e altre ragioni, si sta cercando di capire meglio questo nuovo tipo di fauna del panorama astronomico acquisendo nuovi dati. Molto importante è cercare di misurare la loro parallasse perché da questa si può risalire alla magnitudine assoluta e successivamente comprendere meglio il loro funzionamento da un punto di vista energetico, e quindi la loro evoluzione. Le osservazioni cui ho partecipato fanno proprio parte di un programma che usa lo strumento WFI del 2.2 per prendere immagini dalle quali si potranno dedurre le parallassi di una serie selezionata di queste stelle “anomale”. Il programma è poi stato esteso anche all’NTT, con lo strumento SOFI, e per questa ragione mi sono trovata ad osservare anche con questo telescopio.

Nel prossimo post vi accennerò alle ricerche condotte dagli altri astronomi visitatori capitati nel mio stesso periodo, e vi posso subito anticipare una curiosità: la maggioranza è femminile!

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19 Commenti

  1. Ciao Gabrilla, ma un’aiutante no????? Ti avrei accompagnata mooooolto volentieri, per una nottata attaccata a quel telescopio! Buon lavoro e continua ad aggiornarci.

  2. Beati voi astronomi, che avete certe occasioni! Per favore potreste avvertirci quando ci sono le eclissi? Grazie

  3. Carissimi e carissime,
    vi rispondo cumulativamente per questioni di tempo; ammetto che è difficile descrivere questo posto, veramente strano per la natura circostante e per il silenzio quasi irreale. Per quanto riguarda avvisarvi per le prossime eclissi penso che Stefano ed il suo sito possano dare un valido aiuto, per la questione aiutante, ammetto già di farla io in questo occasione oltre al fatto che mi dedico anche come giornalista, di più non so sarebbe stato fattibile. Comunque ho sentito che tempo fa era presente un antropologo che dopo aver studiato una comunità dei pescatori orientali è approdato qui per studiare gli astronomi che lavorano, sarei curiosa di leggere i suoi articoli. 😀

  4. @Gabriella:
    Complimenti e grazie per la tua diretta! Ammetto di provare un po’ d’invidia… ma ammetto che mi perderei nella sola contemplazione del cielo e non baderei certo ad eventuali ricerche… ossia “sprecherei” il tempo-telescopio solo per scopi visuali.
    Quindi buon lavoro/divertimento e dai una grattatina dietro le orecchie a quel bel cagnetto (magari anche al tecnico della calibrazione, se non si offende :mrgreen: )

  5. In effetti AndreaGG,
    quando si osserva su campi molto ristretti si perde un pò lo spirito della contemplazione, ma se si può ogni tanto staccare gli occhi dal monitor ed uscire all’aperto per dare una sbirciata aiuta non poco. Purtroppo in queste notti c’è la luminosità della luna che illumina completamente il deserto, ma nonostante questo è uno spettacolo lo stesso, non oso immaginare durante il novilunio! 😯

  6. Cara Gabriella, grazie per l’affascinante visita virtuale a La Silla e tanti affettuosi auguri per un 2011 ricco di soddisfazioni!
    Cordialmente, Franco

  7. Grazie a tutti per i gli Auguri e i bei commenti, presto arriveranno altri aggiornamenti sulla mia permanenza, ma nel frattempo Buon Anno a tutti!!! :mrgreen:

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