Un aiuto dalla Luna

Tra le particelle subatomiche più elusive del Cosmo si devono sicuramente annoverare i neutrini ultra energetici che si originano durante i fenomeni più violenti dell’Universo. E’ difficilissimo riuscire a individuarli, ma la Luna potrebbe darci una mano.

Un aiuto dalla Luna

Fonte: Ted Jaeger, University

of Iowa, NRAO/AUI/NSF

Sappiamo che il neutrino è una particella elementare la cui massa può essere considerata praticamente nulla (anche se forse non è proprio vero). Date le sue caratteristiche, esso può attraversare tranquillamente una massa anche enorme, come ad esempio il nostro pianeta. Le sue interazioni con la materia sono debolissime. Occorrerebbe un ipotetico muro di piombo spesso un anno luce in per bloccare la metà dei neutrini che lo attraversano. Non per altro i rivelatori di neutrini si trovano ben nascosti nelle viscere delle montagne in modo che tutte le altre particelle siano bloccate: se avviene una qualche interferenza essa può essere dovuta solo al neutrino.

Si usano solitamente enormi recipienti di acqua pesante o altri composti. Tuttavia, la loro osservazione è estremamente difficile. I neutrini ultra energetici dovrebbero normalmente prodursi attorno ai buchi neri galattici, durante le esplosioni di supernove, annichilimento di materia oscura e altri fenomeni di straordinaria energia. E’ stato ideato, però, anche un “telescopio” teoricamente in grado di “osservarli”, con caratteristiche veramente uniche.

La prima parte di esso è il radiotelescopio VLA (Very Large Array) equipaggiato con modernissimi e sofisticati ricevitori radio. La seconda parte è addirittura la … Luna. Ovviamente i radiotelescopi non possono “sentire” i neutrini, ma l’idea è quella di puntarli verso il bordo lunare, aspettando che essa entri in contatto con le subdole particelle e che riesca a interagire con qualcuna di loro e a produrre un lampo di onde radio. L’idea non è nuova, ma un tentativo fatto nel 1995 non aveva portato alcun risultato. Oggi, la tecnologia dei ricevitori radio è estremamente superiore e si è potuto ripetere il tentativo. Sono state eseguite circa 200 ore di osservazione senza ancora alcuna rilevazione.

Un fallimento, voi direte? Ebbene no. Data la capacità delle attuali antenne radio, il fatto di non averne “beccato” nemmeno uno pone dei limiti inferiori estremamente interessanti, escludendo, ad esempio, neutrini provenienti dall’alone della nostra galassia, che secondo certi modelli dovevano essere abbondanti. Ora non resta che aspettare la nuova generazione di rilevatori radio, in grado di sentire anche i neutrini provenienti da oggetti più lontani e potenti. Quel giorno si aprirà una nuova finestra verso l’Universo e verso la comprensione dell’intera astrofisica.

I commenti di questo post sono in sola lettura poichè precedenti al restyling del 2012. Iscriviti al Forum di Astronomia.com ed entra a far parte della nostra community. Ti aspettiamo! : )

10 Commenti

  1. Veramente molto interessante, sara’ veramente una cosa rivoluzionaria riuscire a beccare i neutrini.

  2. caro luca,
    I neutrini non sembrano dannosi come tutte le altre particelle cosmiche. Meno male che abbiamo l’atmosfera che fa da ottimo scudo. Ben peggio sarebbe sulla Luna, su Marte o nello spazio…

  3. “Data la capacità delle attuali antenne radio, il fatto di non averne “beccato” nemmeno uno pone dei limiti inferiori estremamente interessanti, escludendo, ad esempio, neutrini provenienti dall’alone della nostra galassia, che secondo certi modelli dovevano essere abbondanti”. Scusate: non ho capito perché NON sia un fallimento.

  4. caro Alessandro,
    non avere individuato ciò che doveva essere individuato non è un fallimento perchè pone dei limiti alle teorie che volevano una grande produzione di neutrini. I modelli vanno cambiati e cambiare un modello risultato non esatto è sempre progresso scientifico..

  5. Ma i neutrini non sono influenzati dalla gravità? Tipo effento lente gravitazionale… si potrebbe poi pensare di utilizzarla in qualche modo.

  6. Caro Enzo ho letto interessante articolo che spiegava anche la presenza di tre tipi di neutrino, riferito ad altrettante particelle già individuate: elettronico, muonico e tauonico; ho letto poi che la presenza di queste tre famiglie ne complica l’individuazione che avviene già di suo talmente di rado ma che poi si diversifica tra esse , ed inoltre, quelli sparati dal nostro Sole si trasformano nel viaggio cambiando famiglia : insomma una particella davvero evanescente, sfuggente,misteriosa ma importante nela vita dell’universo e per capire la materia sia barionica che non (oscura). Affascinante!

  7. Ma “sti benedetti neutrini stanno facendosi gli affari propri, girando per la galassia e noi andiamo a dargli fastidio?

  8. sapevo di uno studio, svolto nel 2007, del CERN in collaborazione con l’INFN sotto il Gran Sasso che si proponeva di studiare se i neutrini avessero massa e/o carica magnetica e che si era concluso con l’osservazione del passaggio di un neutrino dal tipo muonico al tipo tauonico. era questo solo un passo verso la classificazione del neutrino di una particella con massa e carica oppure è la definitiva conferma?

1 Trackback / Pingback

  1. Buzz from DDR Hckr | Armanni Luca Laboratorio – ALL