La vita dopo la fine del Sole

Si conoscono ormai oltre 400 pianeti attorno a stelle che non siano il Sole. Nessuno di questi ha, però, dato chiari segni di poter essere abitabile. E se non avessimo ancora cercato nei posti migliori? A volte, come cantava Fabrizio De Andrè,: “…dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior…”

L’idea avuta da Eric Agol dell’Università di Washington sembrerebbe, a prima vista, strana, ma in fondo non impossibile.

Si dice sempre che tra circa cinque miliardi di anni il Sole morirà esplodendo, dopo essere diventato una gigante rossa, e si trasformerà in una nana bianca. Sicuramente la Terra verrà investita dall’esplosione solare e la vita con lei. Poco ci importerà a quel punto del destino di ciò che resta del nostro vecchio Sole, quella stellina fredda e super densa circondata da una magnifica nebulosa planetaria. Tuttavia, la storia della Nana Bianca non è solo una storia di “morte”, ma potrebbe essere qualcosa di ben diverso. Valutiamola con attenzione.

Esplosione di una stella simile al Sole

L’esplosione di una stella simile al Sole provoca una bellissima nebulosa planetaria, mentre il nucleo centrale si comprime diventando una Nana Bianca, con dimensioni dell’ordine di quelle della Terra.

Essa possiede ancora il 60% della massa del Sole anche se le sue dimensioni sono simili a quelle della Terra. E’ molto fredda ed emette una piccola frazione dell’antica energia. Tuttavia, è ancora in grado di regalarla a qualcosa che le stia veramente vicino. Facendo un po’ di conti, si vede che ad una certa distanza, la temperatura di un ipotetico pianeta sarebbe sufficiente per mantenere acqua allo stato liquido. Queste condizioni potrebbero durare anche a lungo.

Il nucleo della Nana Bianca avrebbe una temperatura di circa 5000 °C ed essa scenderebbe molto lentamente come quella della brace preparata per un bella grigliata. Prima di spegnersi darebbe calore per almeno tre miliardi di anni: un periodo non trascurabile. Voi potreste dirmi: “Sì, tutto bello, ma i pianeti “abitabili” sono stati bruciati o disintegrati dall’esplosione e si trovano a distanze tali che non potrebbero certo sfruttare quel confortevole tepore”. Avreste ragione, ma che dire di quelli più lontani? Essi sarebbero sopravvissuti e potrebbero iniziare a migrare verso la stella, seguendo le regole della nuova dinamica del sistema planetario. Non solo. I frammenti di quelli investiti dall’esplosione potrebbero velocemente agglomerarsi in nuovi pianeti, come è successo sicuramente alla Luna e a molti satelliti di Saturno.

In entrambi i casi, un pianeta potrebbe portarsi molto vicino alla Nana Bianca fino a diventare “abitabile”. Diciamo che basterebbe una distanza tra gli 800000 e i 3 milioni di chilometri, meno della distanza di Mercurio dal Sole. Le dimensioni apparenti della nuova “mamma” sarebbero superiori a quelle attuali del Sole e il suo colore più arancione. Il panorama, però, non sarebbe molto diverso da adesso.

Nascerebbe sicuramente qualche problema, come quello della sincronizzazione del periodo orbitale con quello di rotazione. In altre parole, il pianeta mostrerebbe sempre la stessa faccia alla Nana Bianca. Luce tutto il giorno in un emisfero e buio nell’altro. Brutta situazione per viverci, ma non così drammatica lungo il “terminatore”, ossia la fascia tra luce e oscurità.

In conclusione, perché non provare a cercare pianeti “abitabili” attorno alle Nane Bianche? Il grande vantaggio sarebbe che un telescopio da un metro sarebbe sufficiente a rivelare un pianeta in transito davanti (e dietro) alla stella. Data la vicinanza e la fioca luce della Nana Bianca, le eclissi mutue sarebbero quasi assicurate e le variazioni di magnitudine ben osservabili.

Agol ha proposto un’intensa campagna osservativa sulle 20000 Nane Bianche più vicine, utilizzando telescopi dell’ordine del metro. Basterebbero 32 ore di osservazione continua di ogni singola stella, dato che un pianeta abitabile deve avere sicuramente un transito in tale periodo.

Trovare una nuova “Terra” attorno a una Nana Bianca sarebbe importantissimo per la ricerca della vita nel Cosmo, ma potrebbe essere anche molto utile per la futura razza umana se fosse costretta a lasciare un giorno il nostro pianeta. La Nana Bianca più vicina a noi è Sirio B, a solo 8,5 anni luce. Essa era in origine cinque volte più massiccia del Sole, mentre oggi ha la massa della nostra stella con dimensioni poco più grandi di quelle della Terra. Che ne direste di usare un suo possibile pianeta come scialuppa di salvataggio… un giorno?

Sirio B, la nana bianca a noi più vicina

La freccia indica Sirio B, la Nana Bianca più vicina a noi.

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19 Commenti

  1. Grandissimo articolo veramente uno dei migliori,peccato che non abbiamo tutto questo tempo,già il grande astrofisico Stephen Hawking da studi effettuati a ipotizzato che l’umanità dovrà abbandonare la terra entro i prossimi 200 anni se vorrà sopravvivere.
    A causa dell’industrializzazione selvaggia di india e Cina,il consumo di acqua,suolo e aria sarà insostenibile,già ora queste risorse si stanno esaurendo sopratutto le riserve di acqua da falde e ciò porterà un grave disastro alimentare oltre a guerre e disordini sociali.
    infine aggiungo (mio parere) perchè aspettare?
    Non sarebbe meglio una nuova terra?
    Aria,acquae suolo pulito dove ricominciare cercando di non ripere gli stessi errori che abbiamo fatto qui? Cmq la pensiate rispetto le vostre opinioni Ciao e grazie di questi bellissimi articoli! :mrgreen:

  2. Certo sarebbe bello. Ma ciò è impossibile dovremmo viaggiare alla velocità della luce. E tra l’altro un viaggio del genere quanto costa? Emigreranno solo i ricchi.

  3. Bello e impossibile, almeno a brevissimo giro come 200 anni, e … poi il solito denaro che ci rovina le idee, la fantasia, insomma…la vita.
    Comunque studiamo la cosa perchè è veramente interessante.
    Caro Enzo è così facile, in questo specifico caso, la migrazione dei pianeti esterni verso lidi più vicini ?
    Per notizia non mi farò sentire fino a fine mese perchè vado via qualche gioìrno e poi ho il computer dal “medico”…ma non sarà certo una grossa perdita. A presto.

  4. cari amici,
    innanzitutto mi spiace che il computer di Mario si sia preso il raffreddore proprio a Pasqua… Comunque sono cose passaggere! :mrgreen:
    Riguardo a lasciare la Terra…beh…è un’utopia per adesso. Non abbiamo di certo la tecnologia adatta e chissà quando ce l’avremo. In ogni modo, con un’umanità come quella che abbiamo adesso è meglio non inquinare altri mondi. Aspettiamo di essere cambiati almeno dentro, poi si vedrà… 😉

  5. Bah, un pianeta abitabile attorno una nana bianca mi sembra poco probabile, viste le premesse. Un po’ come nei fumetti di Yoko Tsuno….
    Usare un’eventuale pianeta orbitante intorno a Sirio B? Anche se ci fosse, quanto durerebbe, Enzo? Sirio A è una stella bianca 2,4 volte più massiva del Sole. Non credo proprio che resisterà 5 miliardi di anni…
    In ogni caso, non siamo troppo antropocentrici: anche se tra 200 anni la terra non sarà più abitabile per noi , la vita non finirà con noi. Ci vorranno almeno altri 500 milioni di anni. Chi ci sostituirà sul pianeta avrà tutto il tempo per rimediare…. :mrgreen:

  6. caro Red,
    tu sei sempre preciso e logico. In realtà Sirio B non è la scelta migliore (a meno di usarla solo come un “pit stop”). Il succo della ricerca va però ben al di là del nostro sfruttamento eventuale. E’ bello pensare a una nuova vita per eventuali pianeti o addirittura alla creazione di nuovi intorno a un … brutto anatroccolo! :mrgreen:

    caro Mario,
    dimenticavo di rispondere a una tua domanda (scusa…). La migrazione di pianeti verso l’interno è sicuramente facilitata dalla perdita di massa della stella.

  7. Caro Enzo,
    come al solito mi sfugge il lato poetico della ricerca; che sta nella meraviglia di fronte al cosmo : “Ci son più cose in cielo e in terra, Orazio, che non sogni la tua filosofia”. Direi che è questa la molla che spinge gli scienziati come te alla ricerca, e che in me è un po’ carente.
    Pensa che stamani, riflettendoci sopra, mi ostinavo ad immaginare gli effetti di marea su un pianeta così vicino alla sua stella…. :mrgreen:
    Hai ragione, come sempre! 🙂

  8. caro Red,
    sono giuste e utili entrambe le cose. Bisogna sempre viaggiare in bilico tra poesia e scienza, anche perchè poi in fondo sono la stessa cosa, due lati della stessa medaglia, come materia ed energia…

  9. Spett. Alessandro,forse non è propriamente impossibile,per esempio sappiamo che l’universo e permeato da materia oscura,e se riuscissimo diciamo a progettare un vettore che utilizzasse le particelle sub atomiche.
    avremmo energia a sufficienza,certo non potremmo mai superare la velocità della luce se essa e il limite massimo stabilito da Dio x la materia,infondo utilizziamo l’atomo nelle centrali con la fissione,un ulteriore pogresso tecnologico potrebbe farci raccogliere ed usare delle particelle.
    Voi che ne pensate? 😀

  10. @ Raffaele. Premetto che non sono l’Alessandro cui ti sei rivolto (sono un omonimo). Siamo così sicuri che esista questa tanto sbandierata materia oscura? Tra gli scienziati inizia a serpeggiare l’idea che essa non esista (e, dal basso della mia ignoranza 😳 ritengo che sia solo una teoria finalizzata a “mettere una toppa” ad un fenomeno che ancora non si capisce).. Materia oscura, dunque: ci sei? Poi, certo che la velocità della luce PARE non possa essere superata (ma.. mai sentito parlare dei tachioni? Certo, restiamo sempre nelle ipotesi..).. Ad ogni modo, restando in bilico fra sogno e scienza, un bel motore tachionico potrebbe farci superare il problema della velocità della luce, o magari, anche un bel motore a curvatura (VELOCITA’ DI CURVATURA 7, SIG. SULU! :mrgreen: ).. Insomma.. visto che siamo davvero in un limbo, fra sogno e scienza, osiamo, azzardiamo un po’ di più, senza necessariamente distaccarci totalmente dai fondamenti scientifici (motore a curvatura, tachioni e quant’altro).
    Scusate.. parole in libertà? Può essere.. 😛 Grazie e come sempre COMPLIMENTONI per il sito!! 😀

  11. noi stessi siamo fatti di energia….. e di alfa centaury cosa ne pensate.? è una stella molto simile alla nostra, e è relativamente vicina solo 1.5 anni luce dalla terra…. entro un miliardo di anni la terra sarà simile a venere, ma altri posti potranno ospitare la vita, tipo europa… p.s. la velocitò della luce non sarà sufficiente a raggiungere le mete delle future generazioni… ma esiste una nuova possibilità….. che scoprirete nel 2022.

  12. @SANDRO
    Sì, Alfa Centauri è a poco più di 4 a.l. da noi ed è la stella più vicina a noi…ma come aveva dimostrato Pier in un articolo di alcuni mesi fa ci vorrebbero decine di migliaia di anni per poterla raggiungere con la tecnologia attuale!

    Credo inoltre che l’uomo potrà vivere allegramente su questo bellissimo pianeta per moooolto più dei 200 anni a cui faceva riferimento Raffaele e, allo stesso modo, non dovrà nemmeno preoccuparsi di quando il nostro amato sole smetterà di irraggiarci con la sua luminosa fonte di vita…ci estingueremo parecchi milioni di anni prima!

    Tutto il discorso di sbarcare a vivere su un altro pianeta è un tantino utopistico, è bello poter viaggiare con la fantasia ma, parere del tutto personale, l’uomo è nato sulla terra e si estinguerà su di essa…la vedo veramente dura una fine diversa…non me ne voglia chi la pensa diversamente, sorry! 😉

    Comunque, come dicono Enzo e Red, poter viaggiare con la fantasia mantenendo quell’affascinante equilibrio poesia/scienza, è una delle meraviglie dell’universo! Ed è un peccato che gran parte della gente questi “VIAGGI” non se li sogni nemmeno…

    Non so voi, ma io non smetterò mai di sognarli…

  13. @sandro
    alfa centauri è il sistema di 3 stelle di cui fa parte proxima centauri, che dista 4,3 anni luce ed è la più vicina alla terra

  14. si calcola che una sonda voyager per raggiungerla metterebbe 20 mila anni senza esagerare

  15. bell’articolo ma per adesso penso sia meglio non occupare altri pianeti… si rischierebbe solo di rovinarli se si trattassero come la terra!!!