La caccia a ET inizia alla grande

Kepler ha identificato 1235 pianeti attorno a stelle della nostra galassia. E’ ora di passare alla fase più suggestiva che molti lettori stanno aspettando con ansia.

La fase di ricerca di possibili pianeti abitati tra i candidati suggeriti da Kepler è iniziata l’8 maggio, quando il Green Bank Telescope, il più grande radio telescopio orientabile, ha potuto lavorare per 24 ore su 86 pianeti di dimensioni terrestri in posizioni “accettabili” per la vita. Ora tocca al milione di appassionati in giro per il mondo analizzare i dati e incrociare le dita.

Non è ovviamente sicuro che tutte le stelle scelte abbiano pianeti abitabili, ma sicuramente sono i luoghi migliori per cercare ET. Il Green Bank dedica circa cinque minuti a ogni stella che mostra di possedere un pianeta con una temperatura superficiale compresa tra zero e 100 °C.

Ricordiamo che finora le ricerche precedenti non hanno dato risultati particolari. Quando si è usato Arecibo, però, si sono osservate stelle simili al nostro Sole, avendole giudicate le più idonee a ospitare la vita. Oggi sappiamo che potrebbe anche non essere così. Purtroppo il grande radio telescopio di Arecibo non può guardare i pianeti di Kepler, dato che è fisso. Poco male. Ci sono altri vantaggi rispetto al gigante di Portorico. Non sarà, infatti, obbligatorio lavorare solo nella linea dell’idrogeno di 21 cm (1420 MHz), in quanto il Green Bank potrà spaziare in un range di 800 MHz, circa 300 volte più ampio di quello di Arecibo. Questo vuol dire che i dati ricavati in un solo giorno sono equivalenti a quelli di un anno di Arecibo (circa 60 terabytes). Sarà molto importante il fatto che il radio telescopio utilizzato coprirà completamente il “buco dell’acqua”, compreso tra i 21 (idrogeno neutro) e i 18 cm (ione OH). Dato che la vita dovrebbe svilupparsi dove c’è acqua, questa banda è l’ideale per avere segnali di forme di vita simili a noi. Forse il miglior “faro” per dirigerci verso razze intelligenti.

Dopo le 86 stelle prescelte, Green Bank passerà a studiare tutte le altre stelle osservate con successo da Kepler.

Estrapolando i dati di Kepler, dobbiamo aspettarci almeno 50 miliardi di pianeti nella galassia. Buon divertimento! E, mi raccomando, astronomia.com deve arrivare per prima!

Le posizioni dei possibili pianeti identificati da Kepler

Le posizioni dei possibili pianeti identificati da Kepler.

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23 Commenti

  1. Grande, è cominciata la corsa.
    Ovviamente aspettiamoci tante deelusioni iniziali ma penso che qualcosa di buono si troverà.
    Sarà il caso di ampliare un pochino (non tanto) il range non lasciando nulla di intentato anche nei pressi del cosiddetto “buco dell’acqua “?

  2. Ragazzi teneteci informati su quando uscirà il nuovo progetto su bonic, relativo alle nuove scansioni…… :mrgreen:

  3. caro Mario,
    la scelta delle lunghezze d’onda non dipende certo da noi… 🙄 😉
    Buona fortuna!!!

  4. Caro enzo ed amici di astronomia.com,io sono molto ottimista per quanto riguarda la vita nella nostra galassia,ma sinceramente penso che sarà la missione Darwin dell’ESA a scoprire con certezza matematica,la vita alla lunghezza d’onda dell’acqua.
    Le ragioni? maggiore risoluzione,maggiore numero di stelle esaminate,e tecnologie più affinate,la certezza ci arriverà tra il 2020 e il 2025 ovvero 5 o 10 anni dopo il lancio della missione Darwin entro il 2015.
    Cmq e un inizio per far un paragone Kepler=tv bianco e nero
    Darwin= Home Cinema.
    :mrgreen: Ciao a tutti!

  5. Il famoso “Waterhole”, una zona di relativa tranquillità radio in mezzo alle righe spettrali dell’idrossido e dell’idrogeno (che insieme formano l’acqua).
    Se ci fossero segnali radio in questa banda, avrebbero un significato ben preciso…..
    Comunque, caro Enzo, speriamo che questo “buco dell’acqua” non si trasformi in un “buco nell’acqua”…. :mrgreen:
    Credo che tanti amanti di questo sito siano stufi di essere soli nell’universo….

    ET telefono casa….. ET telefono casa….. 😆

  6. hai ragione Red…. speriamo solo che gli alieni non assomiglino troppo a noi… Sai che bello se avessero la stessa razza di politici etc., etc…. :mrgreen:
    Sì, allora, che sarebbe un “tragico” buco nell’acqua!!! 😈

  7. Una battuta potrebbe essere “Cerchiamo forme di vita intelligenti perché qui sulla terra non ne abbiamo trovate”, ma è troppo scontata. 😀

    A parte gli scherzi, sarà interessante scoprire forme e dimensioni della vita su altri, sistemi, altri pianeti.
    Sto dando bellamente per scontato che troveremo la vita. 😀

  8. cara pikadilly si spera però che probabilità ci sono? non so se conosci la formula di drake. essa vorrebbe calcolare la probabilità di vita nel cosmo e di sue civiltà intelligenti. tante variabili da inserire per ottenere un numero…può essere anche un gioco svolgerla.
    comunque il nostro sistema solare ci insegna che tra pianeti e sopratutto tra i loro satelliti ci sono una varietà di ambienti frutto di combinazioni di tanti parametri che ci indica come gli ambienti possono essere innumerevoli se non infiniti. la fortuna è trovare una combinazione giusta di parametri adatto alla vita. la dipendenza da troppe variabili fa si che se da un lato potrebbe esserci, tra le miliardi di combinazioni possibili, almeno per 2 volte la combinazione vincente della vita(una si trova sulla terra) :mrgreen:( ci sono miliardi e miliardi di combinazioni…possibile che una stessa combinazione possa verificarsi due volte?) ,dall’altro può anche significare che le variabili non rispettano regole precise tale da limitare le combinazioni e quindi la combinazione vita è solo una delle poche esistenti. se il totale delle combinazioni è basso più alta sarebbe la probabilità della combinazione vincente. io opto per la prima soluzione.
    è anche vero che la vita terrestre dimostra un’estrema resistenza per valori estremi dei parametri che costituiscono un ambiente. questo significa che bisognerebbe considerare i parametri come intervalli di valori… :mrgreen:

  9. @ Enzo: Brrr…Non mi ci far pensare!!! 😥 Io mi riferivo a civiltà evolute….
    Non come la nostra… :mrgreen: Poi, politici all’italiana ce ne sono già fin troppi!!
    @ Pika: Grande, Francy!!! Arguta come al solito!!!! E niente sconti… :mrgreen:

  10. Gli ultimi calcoli fatti da alcuni astronomi sulla base delle conoscenze fin qui acquisite dicono che nella nostra Galassia ci sono almeno 10 miliardi di pianeti possibili simili al nostro. E io ci credo…
    Vorrei inoltre porre un’altra riflessione. Si parla di andare a caccia di ET, ma siamo sicuri che non ci hanno già trovato loro da millenni? 🙄
    La mia idea è che non siamo le uniche forme di vita intelligenti, anzi….
    Sarebbe un po presuntuoso da parte nostra, non credete?
    E sarebbe anche presuntuoso pensare di non poter effettuare viaggi interstellari da parte di tecnologie più avanzate della nostra solo perchè le nostre attuali conoscenze fisiche ce lo impediscono.
    Ragazzi, l’Universo non è nato solo per noi….

    Sandro

  11. Ciao a tutti,
    Questo articolo è legato a quello di Red sull’acqua… il problema, secondo me, non sono le condizioni oggettive per lo sviluppo della vita, ma quante probabilità ci sono che si sviluppi presentandosi le condizioni favorevoli. :mrgreen: Solo i 10 miliardi della nostra galassia potrebbero non essere sufficienti. D’altra parte noi siamo qui a parlarne perchè a noi è andata bene e non ha senso dire che siamo presuntuosi 😈

  12. io aggiungerei che,secondo il libro “se l’universo brulica di alieni…dove sono tutti quanti?”, se per caso entrassimo in contatto con qualche civiltà potremmo avere la fortuna di aver intrapreso rapporti con una rete di civiltà, nel senso che questa civiltà aveva gia altri contatti.

  13. Peppe, mi hai fatto ricordare il telefilm Star Trek: le società evolute non intraprendono rapporti con quelle società non ancora abbastanza mature… :mrgreen:

    Per quanto riguarda la ricerca e le forme di vita aliena, do per scontato che le probabilità di vita senziente siano basse… Ma direi che vita “inferiore” (piante, animali, batteri o chissà che altre tipologie) ci sarà sicuramente… O anche su questo ci son dubbi? 😎

  14. caro andrea..
    beh l’evoluzione sulla terra insegna come i batteri o meglio gli archeobatteri( sono organismi simili ma anche un pò diversi dai batteri a dispetto del nome) riescono a vivere in condizioni veramente proibitive rispetto alle condizioni a cui noi siamo soliti associare per la vita cioè quella umana.
    scoprire ad esempio che l’acqua liquida potesse esistere su marte o venere o su satelliti come europa ci confermerebbe che questa possa esistere anche al di fuori della terra. questo è un elemento. poi però ci sono altri parametri (ma non elenco altrimenti facciamo notte :mrgreen: ). il concetto è che comunque cercare un pianeta simile alla Terra almeno per quanto ne sappiamo. Esistono poi le converge evolutive vale a dire due individui pur distanti geneticamente e anche dal punto di vista temporale finiscono ad assomigliarsi tra loro perchè hanno vissuto in ambienti simili.(esempio? delfino e ittiosauro, l’uno mammifero l’altro rettile)
    sono fiducioso che organismi semplici come i batteri possano esistere anche altrove. ci sono testimonianze che essi resistano anche a viaggi degli shuttle..io voglio essere ottimista e poi essere unici e soli in questo universo violento è deprimente un pò 😐

  15. Continuo a pensare che il problema fondamentale sia la “scintilla” vita, perchè dopo ci penserebbe l’evoluzione. Tanto l’universo ha un sacco di tempo a disposizione..
    E’ proprio su questo però che non si possono attualmente avere dei riferimenti statistici. Se fosse dimostrato, come si è detto, che si sono trovate forme di vita nelle comete, allora resterebbe solo la difficoltà dell’incontro ravvicinato…

  16. Ciao e grazie del bentornata, @Enzo!! 😉

    @Peppe

    Sì, conosco l’equazione di Drake, anche se dovessi impiegare le mie misere sinapsi, stai sicuro che per me non sarebbe un gioco svolgerla. 😉

    In ogni caso, io faccio come mi pare e preferisco pensare che la nostra è solo una delle infinite combinazioni possibili. Dici che faccio male? 😉

    Forse, ma di certo quando aizzo il naso contro il cielo non ce la faccio a convincermi che la nostra è una cinquina secca e irripetibile, devo credere che ci sono anche degli ambi, dei terni, delle quaterne e, chissà, altre cinquine che si sono sviluppate diversamente da noi, ma che come noi deambulano, comunicano e parcheggiano in doppia fila. 😀

    Devo perché l’altra alternativa è impensabile, con tutto lo spazio che c’è nell’universo, non possiamo essere i soli affitturari. 😀

    @Red
    Ok, niente sconti…un saldo? No, eh? Vabbe’. 😀

    @AndreaGG
    La Prima Direttiva è una grande cosa. 😀

    Scommetto tutte le mie doppie punte che esistono forme di vita più evolute di una pianta grassa o di un batterio, ma forse non lo sono così tanto da viaggiare nello spazio o comunicare a lunga distanza. 😉

    Ogni caso, anche se trovassero un minuscolo batterio o un ciuffetto di insalata, mi farebbe saltare dalla sedia e approdare su fantasticolandia, dove l’universo è gravido di vita che aspetta di essere scoperta. 😀

  17. Cavoli se tutti questi politici nel mondo, impiegassero i miliardi pubblici, per la ricerca di nuovi modi di viaggiare nello spazio, per il bene dell’umanità. Invece di spenderli in innutili guerre 👿 e a donne :mrgreen: … forse a quest’ora non saremo ancora così indietro……50 anni dall’uomo sulla luna….e ancora li siamo….delusione. 😥 😥 😥

    Scusate lo sfogo…. 😳

  18. Mi viene da vo****re a vedere le cifre

    Costo della guerra agli Stati Uniti

    Total Cost of Wars Dal 2001

    $ 1.200.321.938.134 non so nemmeno come si legge 👿

  19. Per non parlare anche di certi privati che preferiscono costruire grattacieli alti e dalle forme nauseabonde per farsi ricordare come quelli che hanno costruito…vatti a ricordare tutti i nomi, penso ad esempio a quella supposta a pizzo sul mare a Dubai. 🙁

    Invece di grattarlo, il cielo, potrebbero scoprirlo, ma NO! Loro al cielo ci vogliono arrivare con un ascensore, mica con un’astronave. 🙁

  20. Intavolare un discorso relativo ad ipotetiche altre civiltà tecnologiche è un po’ come sollevare un vespaio. Tante ipotesi, speranze, illusioni.
    Perciò dico anch’io la mia:
    1) discorso “vita nell’universo”: per istinto e per la legge dei grandi numeri sono convinto che ci sia vita altrove. Se le prossime ricerche riusciranno a dimostrare che c’è (o c’è stata) una qualsiasi forma di vita nel ns sistema solare oltre a quella terrestre (Marte? Europa?) e che quindi un sistema planetario può supportare ben due fonti di vita (anche se solo una fortunata e/o evoluta), allora ci dobbiamo aspettare che la Via Lattea e l’Universo brulichi di vita. Ma se anche così non fosse, pare sempre più con certezza che il numero dei pianeti sia talmente elevato da consentire statisticamente la possibilità che il dado della vita sia uscito già più di una volta e che magari esistano migliaia di pianeti “abitabili” da colonizzare o terraformare con le future tecnologie. Infine, non dobbiamo guardare solo al nostro concetto di vita basato sul carbonio. Altri elementi potrebbero formare i mattoni per la vita. Silicio? Zolfo? Addirittura Arsenico? Giù sulla terra sappiamo quanto sia varia, complessa e diversificata la vita. Figuriamoci come possa essere altrove.
    2) discorso “vita intelligente”: qui la cosa è più difficile. Senza scomodare la teologia, la vita potrebbe anche nascere abbastanza facilmente, ma non altrettanto facilmente evolvere in animali superiori o in una civiltà tecnologica. Un conto è trovare un batterio, un alga o un qualche tipo di sasso vivente alieno. Un conto è trovare ET. Pensate solo a tutte le vicissitudini passate dal ns pianeta che lo hanno reso se non unico sicuramente particolare: 2 pianeti giganti, una stella singola e stabile, un ambiente interstellare tranquillo, una serie di scontri di planetesimi avvenuti al momento giusto, con le inclinazioni e velocità giuste e con le composizioni minerarie giuste, un satellite enorme in proporzione che con la sua marea ha sicuramente determinato ritmi, pressioni e calore, una abbondanza di acqua, un campo magnetico protettivo e vivo dopo più di 4 mld di anni, ecc ecc. Trovare tutte queste caratteristiche messe insieme è una bella sfida anche per una statistica che si basa su un numero miliardario di pianeti. Poi c’è il fattore tempo: un’altra civiltà tecnologica può crearsi, ma non è detto che si formi contemporaneamente alla nostra. Eppoi le distanze in gioco. In sostanza, credo che una galassia come la nostra possa accogliere solo poche civiltà tecnologiche contemporaneamente e tutte a distanze abissali le une dalle altre.
    Non credo quindi agli Ufo, ma sono convinto che la futura evoluzione fisica e tecnologica della specie umana passerà dallo spazio e dalla genetica e che le stelle saranno la casa delle future generazioni.