La stella che cambiò l’Universo

Lo Space Telescope ha onorato il nome di Hubble, osservando a lungo la stella che più di ogni altra ha cambiato la visione dell’Universo e ha dato il via alla moderna cosmologia.

Nel 1923 l’astronomia moderna fece un salto qualitativo enorme e forse mai celebrato abbastanza. La visione consolidata dell’Universo venne disintegrata e si cominciò a scrivere il libro del Cosmo.

Tutto ciò per merito di una stella variabile, la prima ad essere classificata ufficialmente come tale, V1, in una diffusa e piccola nebulosità poco sotto il piano galattico. All’inizio del ‘900 la maggior parte degli astronomi considerava la Via Lattea come un unico universo isola, senza alcun oggetto visibile oltre ai suoi confini. Quella piccola nebulosità era una delle tante nebulose a spirale della nostra galassia.

Qualcuno aveva già cominciato a sospettare che forse questi oggetti erano estranei alla nostra casa cosmica, ma solo Edwin Hubble diede il colpo decisivo, scoprendo che all’interno di quella macchiolina diffusa vi era una stella che variava la sua luminosità. Ed era anche una cefeide, già conosciute perfettamente come misuratori di distanza. E quella stella aveva una distanza incredibile per quei tempi, ben oltre i confini della Via Lattea. La macchiolina, M31, non poteva che essere un’altra galassia: l’Universo si apriva verso nuovi, impensabili confini.

Dopo più di un secolo l’Hubble Space Telescope ha voluto riosservare accuratamente quella stella così fondamentale per l’astrofisica e l’ha seguita per sei mesi, ottenendo la sua curva di luce che mostra i caratteristici massimi e minimi delle cefeidi.

La posizione della V1 nella galassia di Andromeda

La posizione della V1 nella galassia di Andromeda (M31) e quattro immagini che mostrano la sua netta variazione di luminosità – ingrandisci

La curva di luce della V1 ottenuta da HST

La curva di luce della V1 ottenuta dallo Space Telescope su un periodo di sei mesi – ingrandisci

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4 Commenti

  1. andromeda mi ha sempre affascinato. cosi simile alla nostra. chissà? forse ci sarà un pianetino simile al nostro’ :mrgreen:

  2. secondo me di pianeti come la terra ce ne sono a migliaia solo nella ns galassia e’ inutile girarci intorno:tutti lo sanno ma tutti rimangono alla finestra a guardare,al momento…. 😯

  3. Scusatemi, non sapevo dove postare questa domanda, ma volevo sapere qualcosa di più sulle teorie che vedono la struttura dell’universo come un frattale e se queste sono attendibili…avevo pensato di portare questo argomento come materia d’esame, e questo mi è sembrato il sito migliore su cui documentarmi…
    Ringrazio di cuore per un eventuale risposta! 😉

  4. Bella domanda Vincenzo! Quel che posso dirti è che è stata una teoria tutta italiana, pubblicata nel 1987…dovrebbe riguardare la struttura dell’universo come un susseguirsi di vuoti e materia, ad ogni ordine di grandezza, da ammassi stellari fino ai “superammassi”…con la conseguenza, se non vado errato, che all’aumentare della distanza diminuisca la densità di materia…