Una domanda che attende una (logica) risposta.

Malgrado ci siano chiari segni che il riscaldamento globale si sia fermato e che stia iniziando una fase completamente contraria, le solite frasi fatte continuano. La colpa della pioggia e della siccità è sempre e comunque della CO2. Però, però, questa volta gradirei una logica risposta da chi ne sa più di me…


Perchè pubblichiamo quasi soltanto articoli contro il GW


Chi di noi non ha sentito ripetere continuamente che i ghiacciai di tutto il mondo si stanno ritirando e che la colpa è del riscaldamento globale? L’andamento dello scioglimento è continuo e implacabile, a partire dal 1850 circa. Guarda caso proprio all’epoca dell’inizio dell’era degli idrocarburi. Non serve nemmeno ribattere che lo scioglimento è cominciato ben prima di questa fase di rivoluzione energetica. Se accennate a questo dubbio sarete considerati amici del diavolo, ossia della maligna CO2.

Ormai le nostre montagne (e non solo) stanno andando verso un aspetto spoglio o verdeggiante, senza le colate bianco-azzurre dei ghiacci eterni. E’ vero che quando questa situazione è stata prospettata per l’Himalaya, gli scienziati locali hanno subito smentito i dati dell’IPCC. Poi tutto è, però, tornato nel silenzio.

Tuttavia, oggi, vorrei fare una domanda precisa ai fautori del GW. Il dato di fatto che essi prospettano con dati supposti veritieri e con sicurezza spavalda, è: “I ghiacciai alpini si sono ridotti continuamente a partire dalla metà del secolo diciannovesimo.” E’ vero o non è vero? Penso proprio di sì, a meno che non ci siano stati ripensamenti dell’ultima ora.

La notizia, pubblicizzata dai media, che ha fatto scattare la domanda è questa: “A causa del riscaldamento globale è stato scoperta una specie di Pompei alpina. Una vera città di “guerra” costruita nel conflitto 1915-18 è apparsa sull’Ortles che ormai vede i suoi ghiacciai sciogliersi a ritmo implacabile”.

Ecco allora la domanda che mi è scaturita automaticamente; “Se l’andamento dello scioglimento dei ghiacci è stato continuo e irrefrenabile, come mai nel 1915 si è potuto costruire una città sulle “rocce” dell’Ortles e solo adesso essa viene alla luce dai ghiacci?”. Uno più uno fa due, almeno credo… Se nel 1915 quella zona era sgombra dai ghiacciai e oggi finalmente o purtroppo il ghiaccio si scioglie, cosa è accaduto tra il 1915 e oggi? Ho quasi paura a dirlo, ma l’unica soluzione che mi appare davanti è che nel 1915 c’era meno ghiaccio di oggi. Ma questo per gli esperti del GW è assurdo!

Se gli amanti e gli esperti del GW mi hanno detto che l’andamento dello scioglimento è stato continuo ovunque, chi è che ha coperto di ghiaccio l’accampamento della prima guerra mondiale, malgrado il GW? Sicuramente qualche “scettico” che cercava di sparigliare le carte?

O, magari, non è così vero che i ghiacciai si ritirano ovunque? Chiederei a coloro che sostengono il GW una risposta chiara, precisa e non ambigua. Grazie, il dubbio mi sta assalendo e non vedo risposta logica…

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34 Commenti

  1. Non conosco la notizia dell’ortles ma posso portare alcune informazioni prese di persona. Ho avuto modo in questi ultimi mesi di visitare il MONTE BIANCO e ho visto alcune fotografie di 50 anni fa dove venivano ritratti i vari ghiacciai, ebbene tutti si sono ritirati. ho visto altre foto della Marmolada e anche qui si vede chiaramente il ritiro del ghiaccio. Puo’ darsi che stiamo per andare verso un’era di riscaldamento NATURALE ma non penso si possa dire che la nostra civilta’ di inquinatori non abbia contribuito ad aumentare il fenomeno. Se e’ la natura ad imporcelo ben venga ma non che noi gli diamo una mano ….

  2. Consultare documenti di guerra ’15-’18 per vedere quello che sono stati capaci di fare gli eroici soldati di ambo i fronti sui ghiacci alpini e forse potrebbe esserci una risposta logica.
    Un cordiale ciao a tutti !

  3. io credo che ci sia una semplice risposta, cioè il microclima, una zona limitata che può andare in controtendenza rispetto alla media del territorio circostante.
    Quello che conta non è la temperatura minima o massima di una zona ma la media complessiva del pianeta intero. Comunque riscaldamento globale si o no, oggi, 24 luglio, è quasi freddo. Un saluto a tutti

  4. @Paolo,
    non hai risposto… Benchè d’accordo sull’eroismo dei nostri soldati, non credo proprio che abbiano costruito un viallaggio SOTTO il ghiaccio…
    @Willy,
    gli studi dell’IPCC dicono che i ghiacciai si ritirano OVUNQUE e sicuramente in TUTTE le nostre Alpi (Ortles e Adamello per primi) …

    Attendo risposte più convincenti a riguardo… 😉

  5. Seguo ben volentieri da parecchio tempo questo sito ed approfitto per fare i complimenti a tutti. Condivido l’idea dei commenti precedenti.
    Indipendentemente dal fatto di crederci o meno al GW, non capisco l’accadimento in questo sito verso chi crede ci sia un effetto dell’azione dell’uomo nella modifica dell’ambiente? 😕
    PS. Oggi le temperature massime qui sono attorno ai 20°, brrrr. :mrgreen:

  6. cara Sciva,
    la Terra è un pianeta e come tale interessa la planetologia e l’astronomia in generale. Quando si parla di atmosfere e cimatologia dei pianeti siamo in tema… quando si parla del NOSTRO pianeta, no?? E’ nostro compito discutere sulle convinzioni giuste o sbagliate che illustrino le variazioni climatiche di un pianeta. Tutto qui…
    P.S.: non capisco la parola “accadimento”… forse volevi dire “accanimento”? In tal caso, l’accanimento è dovuto solo ad una giusta valutazione di TUTTE le ipotesi scientifiche, soprattutto di quelle che vengono messe a tacere a scapito delle solite frasi fatte, imposte all’opinione pubblica come atto di fede indiscutibile… La scienza non può essere atto di fede, ma discussione, confronto, analisi critica, ecc., ecc.

  7. @jegger,
    ne hanno parlato ieri su una trasmissione sulla natura del terzo canale, ma l’avevo anche letta in qualche agenzia che adesso non ricordo. Comunque l’hanno divulgata all’opinione pubblica, quotando il solito e insindacabile riscaldamento globale causato dall’uomo…

  8. Spett,le Sciva,a mio avviso l’uomo e responsabile solo per lo 0,50% del cosidetto cambiamento climatico,le eruzioni vulcaniche,l’oscillazione dell’asse di rotazione terrestre,oppure una recrudescenza di sua maestà il sole,possono friggere il pianeta molto di più delle auto,della deforestazione,e dell’industria selvaggia,ma se due piu due fa quattro, sommando la terra inquieta,il sole,e purtroppo anche noi allora il riscaldamento cè e si vede!

  9. volevo solo aggiungere che la terra nel corso di miliardi di anni ha avuto sempre periodi caldi alteranti a periodi freddi le glaciazioni,ovviamente il discorso di sopra e semplicistico,nessun fattore dominante ma sommando fà la massa!
    In questi periodi l’uomo dove era? e anche se c’era non era mica in grado di incidere anche minimamente sulla natura non credete?
    :mrgreen:

  10. Un ultimo commento e basta,cmq sia cambiamento si cambiamento no,parlarne solamente non risolve un C…..o! 😯
    Questo fatto mi ricorda tanto la politica,solo chiacchiere e ciarle ma alla fine lo prendiamo sempre nel C….o! e non cambia mai nulla! 🙁
    Adesso io dico solo se e colpa nostra allora che trovino una cazzo di soluzione,se non e colpa nostra o se non è solo colpa nostra adeguiamoci oppure prepariamoci a morire x l’estinzione!
    😈 👿

  11. il problema non d’ tanto i cambiamenti che ci sono sempre stati, bensì la rapidità con la quale stanno avvenendo, in appena 15 anni c’è stata un’accelerazione notevole non ultima l’estate russa dell’anno scorso, vi ricordo che l’uomo da diverse decine d’anni riesce ad indurre la pioggia o inibirla, il che vuol dire che il clima può essere modificato.

  12. Caro Enzo ha ragione, a mio parere, Raffaele quando parla di somma di fattori, tra i quali l’uomo fa’ certamente la sua parte, anche perchè il disboscamento massiccio, indiscriminato, quello si che comunque non aiuta ad adssorbire la CO2 das qualunque parte arrivi (naturale tanta e in più sicuramente quella artificiale); ma di questo non si parla, troppi interessi dietro il disboscamento.
    Daccordo poi sul tuo continuo appello ad una valutazione molto scientifica e chiara, ad un dibattito aperto ed onesto. Caro Raffaele sul tuo sfogo-commento successivo ti capisco ma, visto come ci comportiamo, se non c’è una svolta, anche di testa, prepariamoci al tuo finale. … Ma voglio, come sempre ,essere abbastanza ottimista.

  13. Leggo sempre con interesse gli articoli di astronomia e astrofisica ; questro articolo ed anche alcuni commenti mi hanno deluso molto . Banalità e qualunquismo che non mi aspettavo . Ciao a tutti

  14. L’articolo è molto interessante. Mi incuriosisce molto l’insediamento alpino del 15-18. Essendo originario di Bassano del Grappa e conoscendo i monti e gli altipiani teatro della grande guerra, posso confermare che i nostri soldati erano in grado di realizzare opere ingegneristiche notevoli pur in condizioni ambientali molto sfavorevoli e disagiate. Potrebbero anche averlo fatto sotto i ghiacci… perché no? Ma una cosa è certa: se così fosse ne avremmo di certo sentito parlare… quindi, ritengo sia più plausibile quanto riporta l’autore dell’articolo. Saluti a tutti.

  15. Risposta logica:

    Ciò che dicono i giornalisti non deve essere preso come verità assoluta, qesto vale per il GW e altrettanto per una ‘città di guerra’.
    All’epoca della Grande Guerra i militari di entrambi i fronti hanno compiuto delle imprese che a noi possono sembrare incredibili. Anzi, scavare nel ghiaccio una piccola cittadina di guerra non è niente rispetto a quello che hanno scavato nelle rocce.
    Logicamente una città di guerra nel ghiaccio è semplicemente una serie di gallerie che collegano degli spazi per svariati usi: camere,uffici,armerie,depositi esplosivi,latrine,cucina,magazzini,garage etc.
    Questo perchè con poco sforzo si ottimizzava la logistica rimanendo perfettamente mimetizzati, anzi praticamente invisibili agli osservatori nemici appostati sulle cime delle montagne.
    In fondo questa notizia conferma invece che all’epoca il ghiacciaio era molto più nutrito altrimenti tali opere non sarebbero state fattibili. Lo confermo anche personalmente in quanto frequentatore delle Alpi e i segni del livello dei ghiacci che si sono ritirati si notano, come anche le opere di guerra. Basta documentarsi un po’ e tutto ciò è evidente.

    Qualcosa si trova anche in Internet
    http://www.fassafront.com/leohandl.html

  16. caro Carlo,
    ti ringrazio per la testimonianza e la chiarezza. Penso che risponda pienamente alla domanda. Quindi, riassumendo, sono stati trovati attrezzi e materiale vario e NON strutture vere e proprie. Adesso la cosa mi è chiara. Grazie!!! 😛

    Resta comunque il fatto che i ghiacciai hanno cominciato a ritirarsi subito dopo la piccola era glaciale, ben prima dell’inizio dell’era industriale. Insomma, una logica conseguenza delle “normali” variazioni climatiche legate alla storia della Terra.

  17. non c’entra molto con la discussione ma se a qualcuno interessa, su youtube si trova qualche filmato d’epoca (tipo quelli dell’Istituto Luce) sulla grande guerra in alta montagna. basta cercare “adamello guerra”. uno molto interessante è il seguente: http://www.youtube.com/watch?v=ssBrnYivFIk&feature=related, da cui estendere la ricerca.

    ciao a tutti!

    Lorenzo

  18. @Carlo:
    Forse mi sbaglio (non sono molto pratico di quelle aree dell’arco alpino), ma i link a cui fai riferimento tu sembrano parlare di una “città di ghiaccio” creata dall’esercito austriaco, mentre dall’articolo mi sembrava di aver capito che si parlasse di opere dell’esercito italiano. Incuriosito ho cercato un po’ in rete, e ho trovato questo articolo: http://www.neveitalia.it/ski/fornidisopra/video/trento-la-grande-guerra-riaffiora-dal-ghiaccio
    Non so se si riferisca alla stessa notizia citata dal prof. Zappalà, anche perchè è un articolo del 2009, ma mi pare che il dubbio resti: se per tanti anni dei reperti sono rimasti sepolti dal ghiaccio, ed ora riaffiorano, in un qualche momento tra il 1916 ed oggi l’accumulo di neve e ghiaccio deve per forza essere aumentato.

    Personalmente la spiegazione che mi do è perfettamente in accordo con la risposta di willy, il quale chiama in causa la variabilità dei microclimi locali. Ammetto di non conoscere i rapporti dell’IPCC, e non so in quali termini venga sostenuto il coninvolgimento totale delle formazioni nevose nel processo di fusione progressiva.
    A mio parere è comunque innegabile il graduale ritiro della stragrande maggioranza dei depositi, il quale tuttavia non segue un’andamento “ideale e matematico”, ma risente ovviamente alterazioni dovuti a svariati fattori ambientali che possono sovrapporsi su periodi di lunghezze diverse, provocando andamenti altalenanti difficili da prevedere e spiegare singolarmente. Sul lungo periodo la tendenza generale è in ogni caso evidente.

    E’ però opportuno ricordare che, come da sempre gli autori di questo sito dimostrano di sostenere, ciò che importa è il dibattito obiettivo e scientifico, libero da fattori di giudizio dettati dall’emotività del momento e dall’euforismo giornalistico.

  19. @tutti,
    la documentazione trovata da Bertupg mi fa ritornare alla domanda iniziale che credevo esaurita dall’intervento di Carlo. In realtà, proprio sull’Ortles, si vedono attrezzi, ma anche costruzioni in legno “esterne” e non da caverne nel ghiasccio. Il fatto che siano del 2009 non implica niente. I giornali spesso e volentieri riempiono i buchi con notizie passate e somministrate come “nuove” (mi ricordo anni fa la scoperta di uno scheletro di dinosauro che poi si è rivelato essere stato scoperto ben dieci anni prima!). La cosa, insomma, riacquista la sua puzza di bruciato…. 😕

  20. Quello che so è che sulle nostre Alpi e Appennini (Gran Sasso) i ghiacciai si stanno effettivamente ritirando (magari non uniformemente), quale che sia la causa: lo testimoniano i valligiani e visitatori abituali, nonché numerosi riscontri fotografici.
    Non so nulla invece di altre catene montuose o addirittura dei poli.
    Francamente spero che Enzo abbia ragione, e che la tendenza sia opposta; il che mi fa riflettere sulla discordanza dei risultati degli studi scientifici sul clima: la scienza non ammette il dogmatismo, d’accordissimo (e ci mancherebbe), ma a quanto pare a volte il metodo scientifico si presta ad essere “interpretato”…
    Però se i sostenitori del GW avessero ragione -ipotesi- la domanda diventerebbe come -e se- si potrebbe fermare questa sorta di “deglaciazione”, grande o piccola che sia, perché se è vero che cambiamenti climatici ci sono sempre stati, nella storia del pianeta, è vero anche che mai prima di questa era la Terra è stata popolata da sette miliardi di esseri umani (in rapida crescita), con tutto il consumo d’acqua che una civiltà tecnologica comporta.
    Cos’é che mi sfugge?

  21. caro Baol,
    il discorso della sovrappopolazione e dell’incapacità di dividersi giustamente e con giusta parsimonia le ricchezze naturali è tutto un altro discorso, sul quale concordo ovviamente con te. Qui però il discorso è su GW e glaciazione… Il trend dei ghiacciai che si sciolgono è iniziato dopo la piccola glaciazione del 1700 e niente ha a che vedere con l’attuale GW, sempre che ci sia. E non è certo la prima volta che la Terra vede drastici cambiamenti nell’estensione dei ghiacci. La mia era una domanda a cui non riesco a trovare una valida risposta, anche se sicuramente nel giro di tre secoli o giù di lì i ghiacciai si sono certamente ritirati. Solo e soltanto un tentativo di fare chiarezza e di non sentire le solite tiritere poco scientifiche e tanto mediatiche… 🙄

  22. Una risposta si può trovare avendo la pazienza di leggere i numerosi articoli contenuti in questo sito: http://www.cimeetrincee.it/artic.htm. Sono storie anche struggenti (che fanno ribollire il sangue) delle bestiali condizioni in cui sono stati costretti ad operare i nostri nonni per una “inutile strage”. I ritrovamenti di oggetti (e corpi) risalenti alla prima guerra mondiale si contano fin dagli anni ’50 a volte anche a grande distanza dai luoghi delle battaglie. Perchè, molto banalmente, frane, smottamenti, alluvioni, terremoti, attività umane ecc. possono provocare lo spostamento anche di centinaia di metri di oggetti che non ci aspetteremmo di trovare nei luoghi in cui li ritroviamo. In uno degli articoli, inoltre, si parla degli inverni durissimi proprio negli anni 1916-1917 (pare oltre 6,5 metri e mezzo di neve) e considerati le continue (ed inutili) conquiste di pochi metri di terreno, è probabile che quel “rifugio” (se tale è…) magari costruito dagli italiani o dagli austriaci sia stato abbandonato, sepolto dalla neve, dimenticato, lasciato a marcire, rivenuto alla luce magari anche 50 anni fa e scoperto 30 anni dopo…
    Caro Zappalà, ci vuole altro per istillarci dubbi sul GW!

  23. Devo dare regione a Saverio: il bombardamento mediatico a sostegno del GW è stato talmente intenso e prolungato che ormai si è profondamente radicato nell’opinione comune e chiunque provasse a metterlo in dubbio non potrebbe che essere considerato un folle e paranoico avvocato del diavolo. Non solo, ma il dibattito sui cambiamenti climatici si è anche politicizzato a tal punto che solo accennare ad un vago disaccordo dei dati con le teorie iper-catastrofiste è considerato eresia o insurrezione e va in ogni caso zittito al più presto e stroncato sul nascere. Da tutto ciò ne consegue che il pacato confronto scientifico non potrà mai convincere nessuno della possibilità che le cose possano anche stare diversamente. Infatti, “ci vuole altro”!

  24. concordo pienamente con BertuPG. Ci vorrà soltanto il vero freddo e magari qualche mammut redivivo… Non capiscco ancora se Saverio fa del sarcasmo o è veramente fautore del GW… mah?! 😯
    Comunque è giusto che ognuno sostenga le proprie convinzioni… 😉 Devo solo dire che nei miei articoli precedenti più che domande davo prove reali e ben verificabili…

  25. Quando parliamo di riscaldamento globale non dovremmo comportarci come tifosi di squadre avverse, poichè parliamo di un tema dannatamente complesso rispetto al quale dobbiamo avere l’umiltà di ammettere che sappiamo (e continueremo a sapere) poco, per non dire molto poco (e ciò vale sia per i sostenitori che per gli scettici!). Suggerirei a tutti gli interessati di leggere il numero di luglio di Nature Geoscience, il cui tema principale è dedicato agli studi di paleoclimatologia che dovrebbero aiutarci a comprendere i meccanismi di reazione del pianeta a variazioni di alcuni gas ad effetto serra. Ho paura però che si tratti sempre di conclusioni parziali, poichè quel che fino a qualche mese fa sembrava una certezza, come ad es. l’origine del “calore” della Terra (a proposito, che ne dice di un articolo lo staff di “Astronomia”?), viene poi smentito da altri studi (non meravigliatene, le scienze della terra sono purtroppo piene di assunti, ipotesi e costruzioni teoriche basate su evidenze empiriche minime).
    Vengo al punto: è incontrovertibile il fatto che la CO2 presente in atmosfera sia aumentata sensibilmente a partire dal 1850 circa e che tale aumento sia di origine antropica (rivoluzione industriale). Allora, laicamente, io sostengo: adottiamo il saggio PRINCIPIO DI PRECAUZIONE ed assumiamo comportamenti, individuali e collettivi, economici e tecnologici in linea con l’idea che forse (dico: forse) il riscaldamento globale sia un fatto reale, che in ogni caso ne trarremmo beneficio!

  26. @Saverio

    premetto che Enzo non ha certo bisogno che io lo difenda e non è di certo lo scopo di questo mio commento…però se vai a leggerti i numerosi articoli che sono stati scritti su questo tema vedrai che Enzo è stato sempre il primo a dire che SI SA MOLTO POCO a riguardo, ed è proprio per questo motivo che non è giusto demonizzare una cosa come la CO2 con l’unico scopo di lucrarci sopra, come tante organizzazioni purtroppo fanno.

    Ben vengano le energie alternative e senza emissioni ma preoccupiamoci di più delle polveri sottili piuttosto no? Di quelle sì che abbiamo la certezza di quanto poco salutare sia respirarle quotidianamente! Ma quando vedo le pubblicità del povero orso bianco che gioca con il piccolo iceberg spacciato come ultimo pezzettino di ghiaccio rimasto a causa della CO2 che ha sciolto tutto il resto…davvero non si può vedere una cosa del genere!

  27. @ Lampo
    Continuate a scrivere di organizzazioni che lucrano e cose simili. Mi fate qualche esempio concreto, per favore? Altrimenti ho l’impressione che si lancino accuse giusto così, come per dire “tanto sono tutti ladri”. Nomi e cognomi e fatti circostanziati, please!
    Non sono, inoltre, un fan del “benaltrismo”: le polveri sottili (e tanto altro, ahimè) sono problemi dannatamente seri ed attuali, ma questo non significa che non ci si debba preoccupare ANCHE della CO2!

  28. @Saverio,

    non sto parlando di persone singole ma di organizzazioni varie, quindi non ti so fare nomi e cognomi precisi (probabilmente te li potrà fare Enzo). Comunque mi basta pensare a quando Al Gore ha ammesso di aver pubblicato dati errati e corrotti per favorire il GW, al fatto di tassare maggiormente i paesi + poveri per le emissioni di CO2, alla figuraccia dell’IPCC ecc…una serie di cose di cui abbiamo già discusso e ridiscusso da queste parti! Come ti ripeto non ti so fare nomi e cognomi, ma gli interessi che ci sono sotto mi sembrano abbastanza evidenti… Come non ti so fare nomi di chi vive di petrolio, ma mi sembra evidente anche in quesl caso finché ci sarà petrolio si brucerà petrolio, anche se domani dovessero inventare una macchina ad acqua…troppi interessi sotto.

    Ti ricordo anche che ogni 8 email che mandi, inquini in CO2 come un’automobile che percorre un km… 🙂