Una coppia molto vicina

Come faremmo senza Chandra? Se Hubble ci rivela un Universo magnifico e sempre nuovo, Chandra ci permette di vedere l’invisibile e scrutare i segreti più nascosti e violenti. Questa volta è il turno di una coppia di buchi neri, molto vicini (160 milioni di anni luce da noi), situati al centro di una galassia a spirale apparentemente “normale” e simile alla nostra.

La galassia in questione si chiama NGC 3393 e in Fig. 1 la vediamo in una vecchia immagine.

Una vecchia immagine di ngc 3393

Figura 1

Non era difficile pensare che fosse un oggetto estremamente attivo, una galassia detta di “Seyfert”, a causa delle righe spettrali di gas ad alta ionizzazione. Chandra non ha visto l’ora di mettere il suo “naso” all’interno del luminosissimo nucleo ed ecco che la sua capacità di vedere i raggi X ha fatto apparire non uno ma due buchi neri, separati da solo 490 anni luce.

Qual è stata la causa che ha creato questa coppia potentissima e vicina? Quasi sicuramente l’unione di due galassie di massa diversa almeno un miliardo di anni fa. Non è il primo caso del genere. Questo è però il più vicino e ha permesso di separare i due oggetti super massicci quasi a contatto.

Chissà quanti altri ne esistono nelle galassie attive e non si identificano a causa della distanza troppo grande. La NGC 3393 ha però una caratteristica particolare: pur essendo nata dallo scontro tra due sorelle ha mantenuto una forma a spirale quasi perfetta. Nessun segno chiaro di un evento così grandioso, che solitamente lascia strutture piuttosto anomale.

L’unica possibilità è, quindi, che l’unione sia stata tra una galassia grande e una molto piccola, non in grado di perturbare la forma della sorella maggiore. Eppure i loro buchi neri si sono avvinghiati uno all’altro. Si dovrà cambiare il metodo di selezione per trovare altri casi del genere: non più guardare a galassie strane, ma anche a galassie dall’apparenza normale.

I due buchi neri dovrebbero essere, teoricamente, di massa ben diversa tra loro. Non lo possiamo confermare per adesso, anche se entrambi sono sicuramente superiori a milioni di masse solari. Cosa faranno nel futuro? Rimarranno staccati o si uniranno anch’essi?

Quante domande e quanto studio c’è ancora da fare per conoscere l’Universo anche relativamente vicino. Godiamoci, per adesso, in Fig. 2 l’immagine della NGC 3393 composta da luce visibile e da raggi X. In alto a destra il nucleo nell’X, separato in due dall’insostituibile Chandra.

NGC 3393 composta da luce visibile e da raggi X

Figura 2

Nella Fig. 3 riporto, invece, un primo piano della strana coppia.

primo piano della strana coppia

Figura 3

E pensare che fino a pochi anni fa si pensava che i buchi neri fossero un’invenzione dei fisici teorici… Mi ricorda l’acqua nel Sistema Solare, i crateri della Luna e altre idee preconcette che sono cambiate drasticamente senza che nemmeno ce ne accorgessimo…

Ci fossero dei compagni galattici con cui condividere le reciproche conoscenze! Che bello, sarebbe… magari l’uomo cambierebbe anche la propria visione egocentrica, boriosa e megalomane del Cosmo. Oppure no? Forse è meglio non rovinare gli altri…

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14 Commenti

  1. Questa volta è il turno di una coppia di buchi neri, molto vicini (160 milioni di chilometri da noi),

    Chilometri o anni luce? Se sono chilometri possiamo precipitare dentro

  2. Enzo, forse c’è una correzione da fare in testata: (160 milioni di chilometri da noi / 160 milioni di anni luce da noi?).

  3. Bellissimo articolo… magari potessimo avere qualche compagno galattico che violasse la I^ direttiva.. magari venendo in pace! 😆

  4. Affascinante Enzo, allora le galassie attive di Seyfert forse avranno tutte questa situazione?
    Chandra si dia da fare ed esplori l’inesplorabile per darci risposte.
    Non denigriamo il nostro povero Hubble, però, il fascino delle meraviglie che ci ha fatto vedere, e spero continui ancora un po’ a farci vedere, resta intatto; non vorrei apparire troppo conservatore o nostalgico (non è nel mio carattere) ma certe visioni tradizionali mi meravigliano sempre, anche se è ovvio che si deve esplorare con strumenti più perfezionati e in grado di vedere oltre l’occhio umano.

  5. L’Universo e tutto ciò che lo compone mi affascinano troppo. Non ci sono parole per descrivere la sua maestosità e bellezza, è per questo che amo tutte quelle discipline che attraverso studi complessi cercano di capirne l’orgine. E’ straordinario come una Supernova può arrivare a diventare un buco nero (da me sempre amato profondamente), è così affascinante con le sue sconosciute caratteristiche.
    In confronto a tutti gli enti galattici mi sento così piccola e inutile ma è una sensazione bellissima

  6. cara Ludovica,
    non sa quanti anni hai, ma , in ogni caso, i tuoi sentimenti e la tua gioia commossa valgono più di milioni e milioni di banali parole che sentiamo intorno a noi ogni giorno. Molti sono convinti che attraverso quelle acquisteranno potere e importanza. Non si rendono conto che la tua sentita partecipazione ti pone immediatamente molto più vicina di loro alla grandezza dell’Universo e ne diventi pedina indispensabile. Grazie!!! 😀

  7. Chandra, Hubble, acceleratori di particelle, coraggiosi astronauti esploratori, grandi e pazienti scienziati come Enzo che ci illuminano…e noi che impariamo, assorbiamo, e cresciamo entrando in sintonia con l’universo. Siamo piccoli ma grazie alle conoscenze capiamo di essere, un pochino, tutti indispensabili. Grazie!!

  8. cara Franceschina,
    vorrei saperne di più per spiegare meglio di quanto non sappia fare. Purtroppo anche l’astronomia va a scomparti e nella mia vita scientifica ho seguito solo una piccola parte del Cosmo (e anche molto ristretta). Per cui sono spesso in difficoltà e mi spiace non poter spaziare in lungo e in largo per levare dubbi e avvicinare tutti alla magnificenza dell’Universo. Faccio quello che posso, ma sicuramente con tanta passione e ammirazione per tutti voi!

  9. @Enzo
    E’ naturale che l’astronomia vada a scomparti, come qualsiasi altro ambito di studio. Tu però, oltre ad avere vaste conoscenze che spaziano un po’ a tutti i settori dell’astronomia, hai il dono della chiarezza, e della pazienza di volerle condividere!!
    Dimenticavo di includere tra i Grandi anche Stefano, che avendo creato il sito-più-bello-del-mondo ha dato questa enorme opportunità di crescita a tutti! L’astronomia è una passione che ho da sempre nell’anima, ma purtroppo non ho accanto nessuno con cui poterla condividere. Per fortuna c’è questo sito! 😎
    Grazie!!!