Si può distruggere la Natura?

A Bosa (in Sardegna) ci stanno provando. Campi di golf a ridosso di una costa fantastica, sfrattando le volpi e i cinghiali che oggi è facile incontrare nelle ore più fresche e tranquille. Ma anche mega costruzioni e colate di cemento tra le rocce che vedono volteggiare gli ultimi esemplari di grifoni italiani. Si può essere così “ignoranti” (nel senso di ignorare le più ovvie conseguenze, ovviamente)? Ebbene, sembra proprio che politici e affaristi non si pongano problemi di questo tipo: l’animale “denaro” è l’unico che meriti di essere preservato. Scusate questo articolo che sembrerebbe “ai bordi” degli scopi del sito, ma se pensiamo che dire Natura vuol dire Universo, penso che possa essere accettato e la mia rabbia compresa dai lettori.

Ragionando, in termini molto generali e approssimativi, alla domanda del titolo è ovvio che si possa rispondere sì. Però, pensandoci bene, scopriamo che esiste solo un’entità nell’intero Universo conosciuto (per ora almeno) che crede di poter fare ciò: l’uomo.

Non ci riescono e non vogliono riuscirci nemmeno i buchi neri, le stelle che esplodono, le galassie che si scontrano, ma quel piccolo e insignificante agglomerato di cellule viventi è invece sicuro delle proprie azioni. Noi sappiamo benissimo che la Natura non si può distruggere perché conosciamo le perfette e armoniose leggi dell’Universo, ma molti cervelli (possiamo chiamarli ancora così?) sono convinti del contrario e, malgrado ciò, sperano con tutta la loro forza di riuscirci.

Torre Argentina
I limiti del futuro campo da golf. Speriamo che le palline non cadano in acqua… poveri giocatori…

La Natura non si distrugge, si può solo trasformare. I tempi sono, però, molto spesso lunghissimi per il metro umano. Ed ecco, allora, che acquista senso la parola “distruzione”. Se prendo a martellate una roccia fino a ridurla in sabbia compio un atto vandalico non certo per l’Universo e i suoi veri attori, ma solo e soltanto per chi spera di poterla ammirare nel corso della propria cortissima esistenza. Distruggere la Natura è allora una stupida convinzione umana così come lo è l’apparente momentaneo risultato.  In altre parole, chi distrugge una piccola parte della Natura è il solo a subirne una conseguenza negativa.

Torre Argentina
Oggi la costa è ancora così. Sfortunatamente le macchine non riescono a scendere quelle “stupide” e fastidiose rocce levigate.

Perché farlo allora? La risposta è qualcosa di sconosciuto all’Universo che non può comprenderne né il nome né il significato: denaro, denaro, tanto denaro! Si rovina consciamente la Natura solo per riceverne in cambio un’illusoria creazione umana che mai è riuscita a compensare con la vera gioia la distruzione che ha causato e subito nello stesso momento.

No, non possiamo fare i filosofi in questo sito. Tuttavia, possiamo ragionare e vedere le cose sotto sfaccettature ben più ampie e razionali di quanto non possa e voglia fare gran parte della società umana odierna. Noi amiamo l’Universo, la Natura, comprendiamo e rispettiamo le sue leggi. Molti  altri no, dato che spesso i loro occhi rimangono legati al suolo alla ricerca di un piacere squallido ed effimero. Loro non guardano mai in alto, magari per vergogna inconscia o anche solo per mancanza di tempo. La conclusione potrebbe allora essere: “Noi abbiamo capito e quindi lasciamo che gli altri facciano, che si illudano di cambiare le regole naturali, che pensino di distruggere qualcosa. Peggio per loro. Otterranno denaro, ma perderanno gioia e bellezza”.

Sarebbe troppo facile e ingiusto, anche se, per il metro cosmico, più che ragionevole.

Torre Argentina
Una bella colata di cemento potrebbe eliminare questa inutile rientranza della roccia. Il posto per qualche camper in più sarebbe assicurato.

Purtroppo o per fortuna anche noi che amiamo l’Universo abbiamo una vita breve. O, meglio, ce l’hanno le nostre cellule cerebrali. Non ce l’hanno i protoni e le altre particelle che ci compongono, ma non è proprio la stessa cosa… Il nostro cervello ha piacere di ammirare l’Universo e la Natura costruiti e trasformati secondo le loro leggi e non secondo la stupidità di chi non li conosce nemmeno e che -purtroppo- ne fa parte. Una distruzione, sebbene momentanea e irrisoria su scala cosmica, è terribile per la scala umana. Noi non avremmo tempo per vedere stabilizzarsi di nuovo il perfetto gioco dell’Universo e dovremmo convivere con la distruzione, anche se solo apparente e momentanea. Se poi pensiamo che è stata compiuta in onore del dio denaro la rabbia non può che crescere.

Sappiamo benissimo che la ferita non è stata fatta alla Natura, invincibile ed essenzialmente intoccabile. Tuttavia, quel danno momentaneo, quello sfregio passeggero, ci dovrà accompagnare fino alla fine dei nostri giorni. E’ questo è profondamente ingiusto oltre che stupido. Noi vogliamo ammirare e non abbiamo il tempo di aspettare. Sarebbe molto più etico distruggere chi cerca di distruggere, ma le nostre regole morali lo impediscono, soprattutto se si usano vie di fatto troppo spicce.

Torre Argentina
Qualche bel colpo di piccone e via queste pericolose rocce taglienti. La sicurezza innanzitutto.

Bisogna quindi lottare sempre e comunque contro l’ignoranza che ci circonda.

Un lungo preambolo per arrivare al nocciolo del discorso. E’ stato però più che doveroso per dare a ogni ammasso di cellule così complesso da credersi intelligente il proprio ruolo nell’intera vicenda.

Andiamo, allora, in Sardegna, poco a nord della pittoresca e antica cittadina di Bosa. Ovviamente, il discorso vale per mille e una meraviglie del nostro pianeta (fortunatamente l’unico o quasi che l’uomo può illudersi di modificare) e non solo per l’oggetto di questo articolo. Ma da qualcosa bisogna pur cominciare.

Torre Argentina
Il posto ideale per un bel bar vista mare. Non trovate?

Bosa è splendida, ma ancora più splendida è la costa che porta ad Alghero, uno dei luoghi meno contaminati d’Italia. Cosa ha fatto e che cosa sta facendo l’homo (non sapiens, però) a Bosa? Molte cose sbagliate e poche giuste. Per adesso, almeno, perché vuole peggiorare…

La ricchezza del luogo è data dalle bellezze naturali e non certo dai ritrovi umani che regalano effimero piacere in cambio di un mucchio di quattrini. Lasciamo questo mondo a quella costa, dall’altra parte dell’isola, che da quando è stata chiamata “smeraldo” ha perso ogni minima somiglianza con la celebre pietra preziosa. La roccia bianca, dai riflessi azzurri, dell’immediato settentrione (Torre Argentina) è stata erosa e scavata come una scultura dalle mani di un Michelangelo immenso e sublime.

Cala Managu
Mezz’ora a piedi per arrivarci. Troppo: aspettiamo che sorgano le villette e qualche bel residence.

L’azzurro e il verde del mare creano contrasti ineguagliati che la mente umana può solo ammirare e nemmeno lontanamente sperare di imitare con le proprie opere. Cale e calette si susseguono in un caleidoscopio naturale impressionante, sempre diverso e inaspettato. Alla mattina, chi si avvicina a tanta meraviglia può facilmente vedere una volpe correre o un cinghiale nascondersi in un fitto cespuglio. Alti nel cielo potrebbero anche comparire “deltaplani” naturali di tre metri, i grifoni. Ma di loro parleremo dopo.

Cala Managu
Tra queste rocce si trovano alcuni nidi di grifone. Non è difficile vederne qualcuno alzarsi in volo a pochi metri di distanza. A me è capitato.

Il quadro complessivo fa venire le lacrime agli occhi e fa ringraziare di essere vivi per poterlo contemplare. Si riesce perfino a non notare che all’estremità nord, proprio in riva al mare, vi è un intasato parcheggio di camper. Non voglio nemmeno rispondere alla domanda: “Perché non farlo in una zona più arretrata e nascosta?”. La risposta è ovvia: “La gente deve arrivare nel luogo del bagno con il sedere ben sistemato. Guai a muovere i piedi.” E non mi si dica che questa “dolorosa” scelta è stata operata per accontentare i diversamente abili. Negli Stati Uniti le persone in carrozzella riescono perfino a visitare canyon che sembrerebbero insuperabili da baldi e aitanti atleti. Basta volerlo e predisporre giustamente le attrezzature del caso.

Dando le spalle ai camper e alle auto che cercano di proseguire tra l’erba dove pascolano ancora mucche, pecore, capre e cavalli allo stato semi brado (il sedere pesa molto in Italia) si è facilmente soli a tuffarsi in una mare cristallino, circondato dalle rocce scolpite dal genio della Natura. Basta, infatti, dover superare cinque metri di dislivello o sfiorare un mirto o un lentisco per scoraggiare l’avventuroso turista nostrano che, senza macchina, è come Buffalo Bill senza fucile.

Porto Baosu a Capo Malargiu
Dopo meno di due ore di cammino, il mare si mostra nella sua magnificenza. A questo punto basta seguire la traccia della capretta più … grassa. Nessun segnale o mappa per il turista.

Insomma, una situazione sicuramente non perfetta, ma che può accontentare sia chi ama la Natura sia chi non sa nemmeno cos’ha alle spalle e al di sopra del livello del naso. In ogni modo, la maggior parte dei turisti si è fermata a Bosa città, nella spiaggia sabbiosa che è dominata dall’incredibile bellezza del molo del porto che dona quel tocco in più a un mare e a una costa non all’altezza delle esigenze moderne. Ombrelloni piantati alle quattro del mattino o lasciati sul posto incatenati per non perdere la precedenza, sedie a sdraio che sembrano i divani delle pubblicità televisive, urla e radioline accese, forse anche qualche televisione per non perdere l’importantissima partitella di allenamento estivo della squadra del cuore.

Capo Marargiu
Ormai ci siamo. Qualche ferita sulle gambe per l’erba spinosa. E’ forse quel terribile dolore che ci fa venire le lacrime agli occhi? No, non crediamo proprio…

Sembra di essere a Viareggio o a Cesenatico (le splendide cittadine non me ne vogliano), che, purtroppo, non hanno dalla loro un mare altrettanto meraviglioso. Meno male che quel molo di pietre e cemento riavvicina la spiaggia di Bosa a quelle più celebri e “trendy” del nord o della costa di cemento chiamata smeraldo.

In fondo, però, potrei anche dire: “Poco male. Anzi. Se la massa si riversa sotto gli ombrelloni intasati, lascia liberi i sentieri che portano dopo pochi metri in un mondo che sembrava impossibile trovare ancora così puro, profumato, esaltante”. Tuttavia, l’amministrazione locale non fa niente per aiutare chi vuole camminare e abbandonare il proprio “sacro” mezzo di trasporto. Nessun sentiero è segnalato lungo la costa e bisogna adattarsi a seguire quelli delle capre e dei cinghiali sperando che non dimagriscano troppo. Bosa ha a disposizione un patrimonio naturale eccezionale, che attirerebbe il turismo che vuole vedere, gioire, ammirare in silenzio e invece lo trascura pensando alla ressa degli ombrelloni. “Loro spendono, voi che camminate no”. Questa è la solita ottusa visione italiana che non va oltre al proprio naso. E così Bosa sembra vivere come una finta Rimini senza i locali notturni, la movida e le altre meraviglie odierne che attirano come la carta moschicida i noiosi insetti. Un luogo né carne né pesce, dove si vorrebbe ottenere ciò che nessuno va a cercare in quel luogo e si trascura ciò che ne farebbe un luogo unico non solo in Sardegna o in Italia o in Europa, ma -addirittura- nel mondo.

Porto Baosu
Stiamo per entrare. Temiamo perfino di inquinare quelle acque meravigliose. Uno sguardo verso l’alto e … mamma mia, siamo circondati! Otto grifoni volteggiano sopra di noi. Abbiamo fatto male a non portare un fucile?

Bosa simile a Forte dei Marmi o a Cesenatico, quando invece potrebbe diventare un gioiello godibile da un turismo ben più vario e intelligente che, alla fine, porterebbe anche lavoro e denaro. Anzi, molto di più di quanto non si riesca ad ottenere oggi. Perché volere solo 10 quando si potrebbe facilmente ottenere 100? Beh… conosciamo molto bene gli italiani e chi li governa.

Le cose diventano ancora più evidenti e limpide proseguendo verso Alghero. La costa si fa sempre più selvaggia, il mare si allontana dalla strada, i piedi diventano fondamentali. Siamo nella zona di Capo Marargiu, un tesoro incomparabile. Meno male che i pastori, padroni dei terreni che scendono verso il blu, vietano il passaggio alle macchine lungo le carrarecce sterrate. Chissà quanti SUV scalpitano nella speranza di poter rompere un incanto e un silenzio più che millenario e lanciarsi tra vitellini, asinelli e maialini. Fortunatamente, i proprietari dei terreni aiutano i camminatori (basta che chiudano i cancelli per evitare agli animali di uscire dai recinti) e permettono di percorrere chilometri e chilometri verso una costa senza pari.

Che emozione quando finalmente la vista si apre verso le calette che ci aspettano, agghindate a festa per meglio accoglierci. E poco importa se gli ultimi tratti di sentiero sono quasi invisibili e bisogna cercare di andare ad occhio. La ricompensa è fantastica e vale un viaggio. Molti ci imiterebbero, sicuramente, ma nessuno informa e i sentieri vengono lasciati alla manutenzione di caprette non proprio “in carne”. Qualche taglio su una gamba, un livido in più, ma poi il mare è tutto nostro. Che spettacolo! Se poi siamo fortunati (come quest’anno), mentre ci accingiamo a entrare in acqua, quasi timorosi di rovinare il suo colore e la sua limpidezza e alziamo gli occhi al cielo, la meraviglia diventa sublime. Ben otto grifoni volteggiano sopra la nostra cala, quasi volessero darci il benvenuto. Come fanno ad alzarsi e ad abbassarsi, a compiere piroette fantastiche senza un movimento di quelle fantastiche ali? Un vero mistero della Natura, ma che invidia! Un quarto d’ora senza respiro, poi via verso qualche preda o verso i nidi nascosti sui ripidi dirupi che piombano verso il mare.

grifone
Uno dei magnifici otto. Non è facile fotografarli con una semplice digitale da pochi soldi. Ci vogliono colpire o è solo un benvenuto? Chissà perchè noi propendiamo per la seconda ipotesi.

Sì, è vero. Potremmo dire che è meglio così, che solo chi ha voglia e si è cercato disperatamente i passaggi deve meritare quel paradiso terrestre. Se penso, però, a certi parchi nazionali degli Usa (nello Utah o in Arizona) so che si potrebbero avere sicurezze e aiuti senza alterare niente e nessuno.  Chi non pagherebbe 10 euro per accedere a un mondo fantastico e ormai dimenticato? E con quei soldi si sistemano i sentieri, si mettono le segnalazioni, si controlla e si interviene se necessario. Anche quello è denaro, ma denaro pulito che va nelle tasche pulite di chi cerca un lavoro vero, non importa se faticoso.

E, invece, no, i piani di Bosa non sono quelli di organizzare un parco naturale per i grifoni e il loro territorio incontaminato. Si dice soltanto che sono sotto tutela, ma non interessa assolutamente a nessuno che qualcuno possa rispettosamente andare ad ammirarli. No i piani sono diversi. Una società ha comprato tutta la zona di Torre Argentina di cui parlavo prima. Vuole costruire alberghi, ville, casermoni, seconde e terze case. Porterà lavoro ai locali? Nemmeno per sogno. Forse per qualche mese e poi via libera ai soliti raccomandati.

La ciliegina sulla torta è però il campo da golf a 18 buche che dovrebbe essere costruito distruggendo la zona tra il mare e la statale, arrivando a lambire la costa. Una costa che limiterà,a quel punto, solo il parcheggio dei camper e i tantissimi giocatori di golf, ben noto sport nazionale italiano. Gli amministratori non sanno che fare (almeno a parole) e dicono che esiste addirittura una legge regionale che auspica l’apertura di campi da golf. Solo in Italia si poteva fare una legge così.

grifone
Preso per un pelo! Non vogliamo pensare che tra poco potrebbero essere dichiarati animali pericolosi, veri “killer” come la neve, la pioggia e la nebbia, sempre e comunque assassine. E se trasformassero le loro tane in buche di un nuovo tipo di campo da golf? Chissà quanti VIP verrebbero a Bosa!

Ma chi verrà a giocare a golf a Bosa che tenta disperatamente di assomigliare a una spiaggia piatta e zeppa di ombrelloni con splendida vista su un molo? E se qualcuno verrà per un pomeriggio andrà poi a mangiare  e dormire nei posti che più gli competono, in quella costa non di smeraldo, ma di cemento, dove fortunatamente potrà compare un magnum di champagne alla modica cifra di dieci mila euro. E il lavoro continuerà a mancare a Bosa e il suo turismo sarà sempre né carne né pesce, una finzione che chiude gli occhi alle sue meraviglie. In attesa, magari, di usare le tane dei grifoni per le buche del futuro golf roccioso di capo Marargiu. Forse si riuscirà a dire che è meglio così perché questi malvagi avvoltoi rapiscono i bambini e distruggono le greggi.

Scusate la rabbia e la prolissità. Ma lo dovevo agli amici di Bosa e dintorni e ai grifoni che tanta invidia mi fanno.

Qualcuno si sta ribellando con tutte le sue forze e cerca aiuto attraverso una petizione. Non so se servirà, ma se non si prova non ci si può poi lamentare. Per chi è interessato (ossia ama la Natura e l’Universo) l’indirizzo è questo e anche  questo. Aiutatetci!

Le foto dell’articolo sono state fatte dal sottoscritto e spero che non diventino presto una rarità da archivio o da museo.

 

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19 Commenti    |    Aggiungi un Commento

  1. Ciao Enzo quando scrivi è deontologicamente perfetto. .....peccato che in Sardegna ci siani i Sardi e di qualcosa questi poveracci dovranno pur campare. ....o devono andare via per vivere? Credimi che le leggi di tutela paesaggistica esistono e sono fatte rispettare quindi se dove dici stanno realizzando quanto esposto stai pur sicuro che era previsto dal piano paesaggistico regionale. Questo è un argomento molto complicato per ridurlo in due righe di post.

    inviato da Maurizio con Tapatalk 2

  2. Citazione Originariamente Scritto da garmau Visualizza Messaggio
    Ciao Enzo quando scrivi è deontologicamente perfetto. .....peccato che in Sardegna ci siani i Sardi e di qualcosa questi poveracci dovranno pur campare. ....o devono andare via per vivere? Credimi che le leggi di tutela paesaggistica esistono e sono fatte rispettare quindi se dove dici stanno realizzando quanto esposto stai pur sicuro che era previsto dal piano paesaggistico regionale. Questo è un argomento molto complicato per ridurlo in due righe di post.

    inviato da Maurizio con Tapatalk 2
    carissimo,
    non credo proprio che riversare cemento su Bosa e litorale dia lavoro ai locali. Chi ci guadagnerà saranno i soliti e poi lasceranno inutili monumenti incompiuti nel deserto. D'altra parte la petizione parte proprio dai sardi locali che conoscono bene la situazione. Se, poi, i piani erano quelli... poveri sardi... Non è con il golf che si trova lavoro. meglio un parco strutturato bene all'americana che portrebbe sicuramente maggiori vantaggi senza rovinare la costa.

  3. In forma puramente teorica il tuo discorso fila dritto, ma nella forma pratica purtoppo non è così. Per cercare di spiegarmi meglio dovrei purtroppo scendere nel campo politico cosa che, oltre ad essere vietata dal regolamento, non mi sogno neanche lontanamente dal fare. Se un giorno avrò la fortuna di potrerti incontrare ne potremo parlare davanta un buon bicchiere di vino......e li si che ci troveremo d'accordo.

    inviato da Maurizio con Tapatalk 2

  4. Caro Vincenzo,

    da sardo ti ringrazio per il bellissimo articolo che hai scritto e ho condiviso in rete.
    La Sardegna non ha bisogno di campi da golf, come dici giustamente, ma semplicemente di tutelare la natura in modo integerremo: si risparmierebbero soldi, non si distruggerebbero tesori inestimabili e si creerebbe vero sviluppo e lavoro.

    Sei mai stato a Sedilo e all'Ardia di San Costantino? Se non ci sei mai stato, l'anno prossimo segnati l'apuntamento per il 6 e 7 luglio. Anche questa è Sardegna.

    Saludos,

    Giuseppe

  5. La Sardegna è terra bellissima,
    L'ho girata da Nord a SUD per anni, con il Fuoristrada e tenda.

    Da madre mezza sarda posso prendermi il lusso di fare un commento senza offesa.
    L'Italia andrebbe TUTELATA tutta.

    Il Grifone a Bosa va tutelato ma Pompei che sprofonda la dimentichiamo?

    Suppongo di aver capito che non si può parlare di politica e perciò credo che sia superfluo proseguire perchè tutto ciò menzionato fa parte SOLO della mala politica di questo paese e di NOI che la incoraggiamo.

    Ciao

  6. Citazione Originariamente Scritto da contedracula Visualizza Messaggio
    La Sardegna è terra bellissima,
    L'ho girata da Nord a SUD per anni, con il Fuoristrada e tenda.

    Da madre mezza sarda posso prendermi il lusso di fare un commento senza offesa.
    L'Italia andrebbe TUTELATA tutta.

    Il Grifone a Bosa va tutelato ma Pompei che sprofonda la dimentichiamo?

    Suppongo di aver capito che non si può parlare di politica e perciò credo che sia superfluo proseguire perchè tutto ciò menzionato fa parte SOLO della mala politica di questo paese e di NOI che la incoraggiamo.

    Ciao
    Tu pensa che ci sono dentro fino al collo. ....sardo con moglie napoletana. ...

    inviato da Maurizio con Tapatalk 2

  7. Citazione Originariamente Scritto da contedracula Visualizza Messaggio
    La Sardegna è terra bellissima,
    L'ho girata da Nord a SUD per anni, con il Fuoristrada e tenda.

    Da madre mezza sarda posso prendermi il lusso di fare un commento senza offesa.
    L'Italia andrebbe TUTELATA tutta.

    Il Grifone a Bosa va tutelato ma Pompei che sprofonda la dimentichiamo?

    Suppongo di aver capito che non si può parlare di politica e perciò credo che sia superfluo proseguire perchè tutto ciò menzionato fa parte SOLO della mala politica di questo paese e di NOI che la incoraggiamo.

    Ciao
    come detto nell'articolo, il mio era solo un esempio di mille e altri scempi italiani. Avrei mille storie da raccontare in giro per l'ex Bel Paese. Di politica non si può parlare, ma cercare di agire fa parte del nostro dovere morale. A costo di sembrare Don Chisciotte io cerco di combattere... nel mio piccolo, ovviamente...

  8. D'accordissimo con te.

    Anch'io quotidianamente mi scontro con la Burocrazia ed il sistema ereditato da una politica di " convenienza ".
    Faccio l'imprenditorie e lo faccio da Nord a Sud dell'Italia e oramai la situazione è davvero assurda OVUNQUE.

    Una volta era una parte d'Italia a NON funzionare finite le risorse di malfattura al SUD oramai anche il Nord non ne è più indenne.

    Il mio riferimento a Pompei è semplicemente la constatazione che interventi di recupero " sazierebbero " l'economia dell'indotto invece che crearne di Nuovi ( come il caso da te descritto ) camuffandoli per - INVESTIMENTI -.

    Sai oggi di uccelli e natura non si vive, secondo le politiche distruttive, e piuttosto che avere un ambiente sano e vivibile è meglio cementificare come a Garibaldi a Milano e poi mettere gli alberi sulle balconate del grattacielo.

    Anche questo purtroppo è MADE in ITALY.

    Ciao

  9. Citazione Originariamente Scritto da contedracula Visualizza Messaggio
    D'accordissimo con te.

    Anch'io quotidianamente mi scontro con la Burocrazia ed il sistema ereditato da una politica di " convenienza ".
    Faccio l'imprenditorie e lo faccio da Nord a Sud dell'Italia e oramai la situazione è davvero assurda OVUNQUE.

    Una volta era una parte d'Italia a NON funzionare finite le risorse di malfattura al SUD oramai anche il Nord non ne è più indenne.

    Il mio riferimento a Pompei è semplicemente la constatazione che interventi di recupero " sazierebbero " l'economia dell'indotto invece che crearne di Nuovi ( come il caso da te descritto ) camuffandoli per - INVESTIMENTI -.

    Sai oggi di uccelli e natura non si vive, secondo le politiche distruttive, e piuttosto che avere un ambiente sano e vivibile è meglio cementificare come a Garibaldi a Milano e poi mettere gli alberi sulle balconate del grattacielo.

    Anche questo purtroppo è MADE in ITALY.

    Ciao
    Hai proprio ragione! Non si riesce o -meglio- non si vuol vedere che la vera grande risorsa morale ed economica italiana è la cultura, l'arte, il paesaggio. E invece si cerca di schiacciarli nel nome di un arricchimento facile, quasi sempre criminale. E la politica dovrebbe difendere la Nazione... Poveri noi... Il brutto è che non si vedono alternative e intanto Pompei scompare tra l'erba, le tombe etrusche e i reperti romani del Lazio vengono abbandonati alle intemperie per mancanza di UN custode (Norchia, San Giovenale, Ferento). E via dicendo. Poi magari si organizza una mostra per un giovane talento moderno (il talento si basa sempre su quanto costano i suoi quadri) e tutti a gridare al miracolo. Ma un passo in più per scoprire, ammirare e denunciare, mai! La colpa è anche nostra e come!!!

  10. Un progetto becero e poco lungimirante. La valorizzazione del territorio si fa in un'altro modo, a mio avviso.
    Pensare che per ogni euro speso per la cultura e la salvaguardia del territorio, c'è chi guadagna dai 3 ai 5 euro...