LEGO e NASA : un’accoppiata vincente – prima parte

LEGO e NASA sono un’accoppiata vincente per la realizzazione di sogni di grandi e piccini: una sinergia che può portare ottimi frutti.

Rovistando nel database dei miei articoli, oltre a quelli effettivamente pubblicati nel corso degli anni, c’è un certo numero di bozze di articoli incompleti che mi sono sempre ripromesso di finire e pubblicare prima o poi : tra queste opere incompiute c’era pure questo articolo, di cui mi ero completamente dimenticato!

L’articolo in bozza era del luglio 2019 e parlavo appunto del connubio (serioso!) tra LEGO e NASA.

Poi recentemente è uscito un altro articolo sull’accoppiata LEGO-NASA, che proporrò come seconda parte.

Adesso lascio dunque la parola a me stesso ed alle mie considerazioni, con la traduzione di un articolo che avrei inserito nella categoria “Science@NASA”, ma che ora va diretto all’interno dei “Modelli 3D”. Se trovate polvere accumulata in tutti questi anni è solo colpa di un folletto che non ha funzionato!

L’articolo originario, con le dovute correzioni

Sto morendo davvero d’invidia: immaginate una rappresentanza di progettisti della LEGO che viene invitata presso la NASA per confrontarsi su modelli e progetti futuri!

Già il fatto di essere progettista presso la LEGO è sempre stato uno dei miei sogni, appassionato come sono da sempre, poi andare addirittura alla NASA per avere fonti di ispirazione sarebbe stato davvero il massimo. Qui lo dico e qui lo nego: io lo avrei fatto pure gratis…

Bando ai sogni, lascio la parola ad Andrew Liptak del sito The Verge : il link originario non esiste più, ma l’ho ritrovato a questo indirizzo.

Un progettista della LEGO parla della collaborazione con la NASA

Nel 1978, la LEGO ha lanciato i primi modelli della sua linea di giocattoli spaziali, meno di un decennio dopo che la missione Apollo 11 era atterrata sulla Luna per la prima volta. Da allora, la compagnia ha costantemente rilasciato astronavi, astronauti e basi lunari, inclusi set dettagliati che si basano sull’hardware di vere e proprie missioni spaziali.

The Verge ha parlato recentemente con il progettista della LEGO, Simon Kent (ndr: nessuna parentela con Clark? ) il quale ha spiegato che lui e i suoi colleghi hanno recentemente visitato la NASA per confrontare i loro giocattoli con le astronavi reali, i rover e le stazioni spaziali attualmente in funzione.
“Alla LEGO, lo spazio è un tema così grande, che possiamo sfruttarlo in molti modi diversi, sia che si tratti di un giocattolo come LEGO City, o di un modello da esposizione che mostri i dettagli del design di una navicella”, proprio come il recente “Apollo 11 Lunar Lander“.

il LEM della missione Apollo: a fianco si vede il mio tablet da 10″, per paragonarne le dimensioni

“Lo spazio è un tema che attrae sia i bambini che gli adulti” (ndr : parole sacrosante ) , ha spiegato Kent, “e per noi c’è sempre questa necessità di avere giocattoli spaziali che possano stuzzicare questo interesse”. Ha sottolineato che negli ultimi quarant’anni la LEGO ha esplorato molti angoli dell’universo, dai più fantastici set di alieni, polizia spaziale o coloni marziani, ad alcuni dei set più realistici, della categoria LEGO City, dei quali lui e il suo team sono responsabili.

(ndr: ed ovviamente della LEGO esiste anche il Saturno V, che altrettanto ovviamente possiedo! Montato in verticale arriva a circa 120cm: all’inizio avevo dovuto suddividere nelle sue componenti fondamentali. primo stadio, secondo stadio e modulo di comando per farli entrare nella libreria, dove conviveva assieme al LEM e ad un intruso di Star Wars… Poi in questi anni ho riassemblato il tutto e posizionato il modello in una teca in plexiglass )

parte dei miei modelli: sopra e sotto se ne intravvedono alcuni altri… A destra la teca col modello intero

Nel 2019 stanno continuando in questa tradizione “con un quadro sempre più realistico di ciò che le agenzie spaziali come la NASA stanno pensando di fare nel prossimo futuro”. Infatti gli ultimi modelli della LEGO ne comprendono alcuni molto realistici: c’è un razzo spaziale con tanto di controllo della missione, una stazione spaziale modulare (ndr: proprio sotto al LEM nella foto precedente) , navette spaziali, un rover e tanto altro.
Ma questi modelli non sono proprio come i dispositivi attualmente messi in campo dalla NASA e da varie compagnie private. C’è “una sorta di svolta artistica che tendiamo a mettere su questi temi, in cui non vogliamo concentrarci necessariamente sul passato; vogliamo essere viceversa orientati al futuro. Quindi stiamo esaminando ciò che potrebbe essere lanciato nello spazio nei prossimi anni”.

Il progetto dei modelli è iniziato sondando quello che potrebbe essere sviluppato nei prossimi due anni: basandosi sui veicoli effettivamente esistenti, hanno costruito qualcosa di simile. Kent dice che vogliono “confrontarsi con le storie che i bambini sentono a scuola o sui media riguardo alle agenzie spaziali come la NASA, l’Agenzia Spaziale Europea e SpaceX”.

Un viaggio da sogno

Successivamente, Kent e il suo team si erano recati alla NASA per raccogliere ispirazione per i loro prossimi modelli, osservando proprio le infrastrutture e alcuni dei progetti su cui l’ente spaziale americano sta lavorando. “Ma quando abbiamo visto quello che stavano progettando, è stato ironico constatare che alcune dei nostri modelli che pensavamo fossero un po’ troppo in là in un futuro lontano, in realtà li stavano già realizzando”.

Kent ha sottolineato che il viaggio ha contribuito allo sviluppo di alcune interessanti idee che hanno permesso di rendere ancor più realistici alcuni dei loro modelli.

Uno di questi esempi è il “Deep Space Rocket e Launch Control”: include un piccolo veicolo con quattro ruote indipendenti, ispirato ad un rover sperimentale. Ma dopo aver appreso che la vernice bianca aggiunge molto peso a un razzo, hanno deciso di cambiare il colore in arancione, a mostrare che il modello non è stato dipinto.

Un altro esempio è stato il modello della Lunar Space Station: Kent dice che hanno addirittura cambiato il colore dei corrimani per adeguarsi a quanto viene utilizzato nella stazione spaziale. Hanno anche aggiunto una vasta gamma di personaggi nei set, sottolineando il gran numero di persone necessarie a gestire una missione spaziale, dai tecnici agli amministrativi, gli scienziati, gli istruttori e altro ancora.

Queste piccole differenze aiutano a dare un aspetto educativo ai modelli: l’aggiunta di un po’ di realismo ai set, fornisce ai bambini uno stimolo maggiore ad interessarsi alla scienza e allo spazio.

Kent ha detto che quando hanno visitato il Mission Control del Johnson Space Center, “quasi tutti avevano modelli della LEGO sulle loro scrivanie” (ndr : mi sembra ovvio! ) e che molti erano stati ispirati proprio dai giocattoli con cui giocavano da bambini.
Si auspica perciò che l’ultima infornata di giocattoli della LEGO possa ispirare la prossima generazione di scienziati missilistici e astronauti.

Concludendo

Poteva un appassionato come me non avere qualcosa di assolutamente nerd della LEGO? No!

chiavetta USB della LEGO

Praticissima da portare con sé, ecco una sfiziosissima e utilissima chiavetta USB da 16 GByte, con il connettore che si estrae all’occorrenza.

Cinque anni fa magari andava pure bene: oggigiorno 16GByte cominciano ad essere proprio pochini…

E se proprio volete costruirne una voi, questo è il link ad un filmato di YouTube.


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Informazioni su Pierluigi Panunzi 474 Articoli
Classe 1955, sono nato e vivo a Roma, laureato in Ingegneria Elettronica, in pensione dopo aver lavorato per anni nel campo del software, ma avrei voluto laurearmi in Astronomia. Coltivo la passione per l’astronomia dal giorno successivo allo sbarco dell’uomo sulla Luna, maturando un interesse sempre crescente per la Meccanica Celeste, il moto dei pianeti, la Luna e i satelliti. Da molti anni sono divulgatore scientifico e in passato ho presieduto a serate astronomiche organizzate a Roma e paesi vicini. Da parecchi anni mi sto perfezionando nell’astrofotografia grazie all’auto-regalo di varie apparecchiature digitali

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