La cometa 3I/ATLAS – 34° aggiornamento – Immagini dal cacciatore di esopianeti TESS della NASA

Recentemente i tecnici del satellite TESS della NASA hanno ridiretto le fotocamere di bordo verso la zona di cielo in cui si trovava la cometa interstellare.


Recentemente la cometa interstellare 3I/ATLAS è stato oggetto delle osservazioni da parte del satellite TESS della NASA: i suoi strumenti sono stati puntati verso la cometa in due intervalli di tempo a metà e verso la fine di gennaio e sono state effettuate tantissime riprese, successivamente rese disponibili agli interessati nell’apposito sito della NASA. In questo modo chiunque può accedere a queste informazioni ed elaborarle.

È quello che ha fatto Daniel Muthukrishna, un ricercatore del Massachusetts Institute of Technology (MIT) a Cambridge nel Massachusetts e membro del team del TESS, utilizzando i dati forniti dal satellite TESS (e successivamente collezionati e calibrati dai tecnici della NASA) il 15 gennaio e tra il 18 ed il 19 dello stesso mese.

Prima vedere queste riprese effettuate pochissimi giorni fa, desidero innanzitutto segnalare alcuni post sul nostro Forum ed articoli pubblicati, che trattano del satellite TESS e della sua missione, iniziata tanti anni fa, il 16 aprile 2018, con uno scopo ben preciso: la ricerca di esopianeti e cioè di quei pianeti che orbitano stelle visibili nel nostro cielo.

Il satellite TESS

Il satellite TESS (Transiting Exoplanet Survey Satellite) è nato dunque come cacciatore di esopianeti, come successore del glorioso Kepler (oramai inattivo dal 2018, ma i cui dati registrati possono ancora dare alla luce nuove scoperte, da parte di ricercatori e studiosi di tutto il mondo).

A differenza del suo predecessore (che inquadrava una zona fissa del cielo tra le costellazioni del Cigno e della Lira in cerca di variazioni di luminosità di circa 150mila stelle, sempre le stesse), il satellite TESS invece effettua una ricerca in tutto il cielo, scandagliandolo seguendo dei percorsi prestabiliti, monitorando qualche centinaio di migliaia di stelle molto più vicine al Sole rispetto a quelle del catalogo di Keplero, alcune delle quali visibili anche ad occhio nudo.

Piuttosto che ripetere cose già scritte, cercando nel nostro sito, troviamo che l’autore ed amico Corrado Mascia ha scritto, da febbraio 2018 fino a luglio 2019, una ventina di post nel nostro Forum sull’argomento, con successivi commenti di altri appassionati tra cui il sottoscritto: invito a leggere questi piccoli post per avere i dettagli sulla missione della sonda TESS e della sua strumentazione di bordo.

Inoltre Corrado ha pubblicato due articoli veri e propri:

in cui venivano annunciate le sue prime scoperte.

Per quanto riguarda invece la cometa interstellare 3I/ATLAS, ricordo che ho già scritto tantissimi articoli, che potrete trovare elencati in questa pagina del sito : questa pagina viene aggiornata automaticamente a mano a mano che ne pubblico altri.

Do ora la parola a Iain Todd e ad un suo articolo apparso recentemente su SkyatNightMagazine della BBC: la mia traduzione sarà come sempre ragionata e non il sottoprodotto di un’IA: i miei commenti saranno evidenziati in corsivo.

Successivamente potrete leggere della mia esperienza personale partendo da zero per trovare queste benedette immagini della cometa interstellare, seguendo un percorso tutt’altro che facile.

La cometa 3I/ATLAS striscia nel cielo in un video ottenuto dalla sonda della NASA cacciatrice di esopianeti

Il sottotitolo dell’articolo è l’affermazione della NASA che gli scienziati saranno in grado di utilizzare i dati forniti per imparare a conoscere meglio l’attività e l’orbita della cometa interstellare.

Ricordo brevemente che la cometa 3I/ATLAS è stata scoperta il 1 luglio 2025, provenendo dagli spazi interstellari e percorrendo nei mesi successivi la sua orbita nel Sistema Solare interno, passando successivamente vicino a Marte, alla Terra, al Sole e attualmente nel suo viaggio di allontanamento per perdersi per sempre nel vuoto intergalattico.

Nel corso di questi mesi è stato fotografato e analizzato da un gran numero di sonde spaziali nel corso delle proprie missioni, durante parentesi nel proprio lavoro di routine, fornendo così all’intera comunità scientifica il loro valido supporto. Nei miei trenta e più articoli ho collezionato immagini, filmati ed informazioni in corso d’opera, a mano a mano che si verificavano questi incontri ravvicinati.

Con i dati forniti dal sito della NASA, lo scienziato del MIT ha creato un filmato che possiamo vedere qui

Semplice, ma rende bene l’idea del moto della cometa nel cielo!

L’interruzione temporanea dei dati tra il 16 ed il 18 gennaio è dovuta ad un problema ai pannelli solari, per cui il satellite è entrato in safe mode. Una volta che i tecnici della missione hanno risolto il problema, la sonda ha ripreso la sua normale attività.

In questo video, ovviamente, la cometa appare come un puntone luminoso, dotato di una coda, che si muove tra le stelle di sottofondo: la NASA riporta che la sua magnitudine al momento era circa 11.5, tale da richiedere telescopi potenti per essere osservata da Terra.

Immagine singola dal video della cometa 3I/ATLAS, prodotto dai dati della missione TESS il 15 e 18–19 gennaio 2026 – credit: NASA/Daniel Muthukrishna, MIT

Termino qui la traduzione dell’articolo originario e passo a mie considerazioni e ricerche.

La cometa era già stata osservata prima della sua scoperta!

In particolare c’è da aggiungere che fortuitamente il satellite TESS aveva già fotografato la cometa interstellare due mesi prima della sua scoperta, inquadrando proprio la zona di cielo in cui si trovava l’oggetto interstellare, nel corso della sua ricerca: nel mio articolo (il 14° aggiornamento di NEWS sulla cometa) avevo parlato in dettaglio di questa pre-scoperta, che mostrava una cometa già attiva a dispetto della sua ancora grande distanza dal Sole, che all’epoca era più di 5 UA.

Un annuncio da parte del M.P.C. (Minor Planet Center) riguardante la cometa

Qualche giorno prima dell’articolo della BBC, il 27 gennaio, era apparso sul sito del M.P.C. un promettente bollettino in cui si diceva che il team della missione TESS della NASA aveva appena validato e reso disponibili i dati forniti dalla sonda, ottenuti puntando la sua strumentazione nella zona di cielo in cui era presente la cometa interstellare, interrompendo per qualche giorno la sua routine schedulata.

In questo modo gli utenti interessati alla sonda TESS e alla cometa potevano iniziare a prendere confidenza con questo enorme set di dati, seguendo le indicazioni fornite nel sito TESS Science Support Center.

Fiducioso ed incuriosito, ho iniziato a seguire i vari link proposti, arrivando passo passo ad una decina di pagine abbastanza difficili ed incomprensibili, a meno di non mettersi a leggere pagine e pagine di help, non certo per deboli di cuore, richiedendo parecchie conoscenze pregresse.

Data la notoria allergia di noi Ingegneri a leggere i manuali d’uso e documentazione tecnica (se non strettamente necessari e che non superassero una paginetta di scritto) ho ovviamente e fatalmente incontrato parecchi vicoli ciechi, tant’è che avevo rinunciato all’impresa, sperando in tempi migliori.

Poi è arrivato l’articolo di Iain Todd su SkyatNightMagazine, dove non viene spiegato il metodo utilizzato dallo scienziato del MIT e del team di TESS, ma dove erano presenti degli utili indizi che mi stanno aiutando a sciogliere la matassa aggrovigliatissima di informazioni: sto così tentando nell’impresa di ottenere immagini jpg della zona di cielo dove era presente la cometa.

Se ci riesco, probabilmente spiegherò tutti i vari passaggi nel prossimo aggiornamento delle NEWS.

Per adesso, rimanete sintonizzati!

 

Informazioni su Pierluigi Panunzi 616 Articoli
Classe 1955, sono nato e vivo a Roma, laureato in Ingegneria Elettronica, in pensione dopo aver lavorato per anni nel campo del software, ma avrei voluto laurearmi in Astronomia. Coltivo la passione per l’astronomia dal giorno successivo allo sbarco dell’uomo sulla Luna, maturando un interesse sempre crescente per la Meccanica Celeste, il moto dei pianeti, la Luna e i satelliti. Da molti anni sono divulgatore scientifico e in passato ho presieduto a serate astronomiche organizzate a Roma e paesi vicini. Da parecchi anni mi sto perfezionando nell’astrofotografia grazie all’auto-regalo di varie apparecchiature digitali

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