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a cura di Francesca Diodati

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Che meraviglia l’Universo, con la sua straordinaria varietà di elementi di ogni genere. Ma se il Big Bang produsse solo idrogeno e elio, come si è arrivati a un cosmo così variegato?

Le stelle di popolazione III

Ci vollero solo tre minuti perché il Big Bang producesse gli elementi fondamentali del cosmo: idrogeno, elio, qualche traccia di litio e berillio. Eppure l’Universo attuale è ricco di elementi pesanti, dal carbonio, all’ossigeno, fino al ferro e oltre. Secondo il Modello Standard, questi elementi pesanti non possono che essere stati cucinati nelle fornaci nucleari delle stelle.

Le stelle che possiamo osservare oggi rivelano tutte, nelle loro righe spettrali, la presenza di metalli (in astronomia, il termine metallo è usato per indicare qualsiasi elemento con peso atomico maggiore dell’elio, ad esempio, anche l’ossigeno è considerato un metallo anche se per i chimici non lo è). Le stelle più recenti, come il nostro sole, dette di popolazione I perché le prime ad essere osservate, sono particolarmente ricche in metallo. Questo perché le grandi stelle più antiche che le hanno precedute, dopo aver forgiato gli elementi più pesanti li scagliarono nello spazio, esplodendo come supernove, contaminando con metalli da loro prodotti il materiale da cui si formarono giovani stelle. Questi astri antenati si definiscono stelle di popolazione II, e le loro immagini che ci giungono dal passato – quando cioè brillavano nel cielo e la loro luce ha iniziato il lungo viaggio per arrivare fino a noi – rivelano quantità di metalli molto ridotte, ma comunque presenti nelle righe spettrali.

Dov’è l’anello mancante? Come si è passati da un Universo di soli idrogeno ed elio agli elementi pesanti delle stelle di popolazione II? La teoria del Big Bang richiede necessariamente l’esistenza di stelle ancora più antiche, astri primordiali composti esclusivamente di idrogeno ed elio. Sarebbero loro ad aver dato il via alla produzione di qualsiasi altro elemento esistente, fabbricando via via carbonio, azoto, ossigeno, neon, e oltre, fino al ferro. La teoria è generalmente accettata, tuttavia finora nessuno è riuscito a vedere una stella composta da soli idrogeno ed elio!

Secondo i cosmologi, queste stelle di primissima generazione erano per lo più oggetti estremamente massicci - molto più delle attuali ipergiganti blu composte da oltre 200 masse solari. Stelle così grandi bruciano molto rapidamente, poiché l’enorme massa rende molto più intensa la forza gravitazionale, che accelera i processi di fusione nucleare. pertanto la loro vita sarebbe stata brevissima, meno di 20 milioni di anni. Ciò spiegherebbe la difficoltà di rilevarle, oltre al fatto che essendo corpi celesti così antichi,per scovarle occorre guardare molto lontano, nello spazio e quindi nel tempo.

La ricerca di stelle di popolazione III è una delle imprese più importanti della cosmologia moderna, poiché potrebbe confermare il Modello Standard, o dimostrarne la invalidità nel caso si provasse la loro inesistenza. A tale scopo, nel 2006 la NASA ha lanciato ARCADE (Absolute Radiometer for Cosmology, Astrophysics, and Diffuse Emission). Questo strumento sofisticato, capace di captare segnali dai confini dell’Universo emessi da corpi celesti molto distanti da noi, è stato agganciato a un pallone aerostatico e posto a 36 km di altezza, dove l’atmosfera si assottiglia e inizia il vuoto, posizione privilegiata per studiare il lontano Universo. Per ora, nessun segnale da stelle primordiali neppure da ARCADE, che lungi da semplificare le cose per i cosmologi, le ha invece complicate ancora di più. Al posto dei deboli segnali che ci si aspettava da stelle di popolazione III, infatti, lo strumento ha invece captato un rumore assordante di cui non si è ancora riusciti a stabilire la provenienza, in quanto non si conoscono fonti di onde radio sufficienti per spiegarne l’intensità. Questa scoperta potrebbe riservare grandi sorprese ai cosmologi.

Intanto,comunque, la caccia ai padri fondatori degli elementi continua.

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51 Commenti a “Le stelle di popolazione III”

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bravissima Francesca! Stai aprendo la strada al tuo Teo, eh…. :wink: Magari lui saprà dirci dove trovare questi antenati così importanti. :razz:

enzo scrive il 1 Luglio 2009 alle 10:34

Veramente interessante questo articolo! Gli scienziati non sono riusciti a rilevare la provenienza del rumore assordante perchè è troppo forte? Che tipo di segnale può emettere una stella del genere? Sono onde radio o qualcos’altro e perchè emettono onde radio?
Ma che curiosa! :roll:

elisabetta scrive il 1 Luglio 2009 alle 11:12

@ francesca
WOW, che bell’articolo! però adesso che hai aprto la porta alla nostra curiosità sul rumore rilevato da ARCADE , se puoi… TIENICI INFORMATI!!! :wink:

e naturalmente anche su eventuali novità sulla eventuale individuazione delle stelle di III generazione!!

sorrisocosmico :grin:

paola scrive il 1 Luglio 2009 alle 11:37

Un articolo molto interessante che non riguarda solo l’ astronomia ma anche la fisica nucleare. Dopotutto ul fenomeno delle stelle di popolazione I, popolazione II, popolazione III è la prima fusione nucleare della storia.

Raffaele scrive il 1 Luglio 2009 alle 14:21

meravigliosa…ma sorge una domanda??? se il modello standard non dovesse risultare veritiero in base alle future scoperte, quali sono le altre teorie? gli scienziati hanno già avanzato delle ipotesi?? le analisi di questi ricerche, nel caso non confermassero il modello standar, fornirebbero dati per utili per verificare la teoria delle stringhe???? (scusate se le doman :oops: de sono sciocche)

francisca scrive il 1 Luglio 2009 alle 14:44

@Francesca
articolo veramente interessante! :razz:
… Mistero jacobiano sul rumore rilevato da ARCADE… :wink:

Silvia scrive il 1 Luglio 2009 alle 15:29

@tutti,
ribadisco quanto detto da Francesca. in realtà il problema è serio. Eppure il rivelatore è stato immerso nell’elio liquido in modo da raggiungere i 2.7 gradi K, la temperatura della radiazione di fondo per non contaminare i segnali spaziali. Sembra proprio che questo “rumore” non sia dovuto a niente di conosciuto. Che sia la sirena di allarme per il 2012 ??? :mrgreen: :mrgreen: Ops, non diciamolo, caso mai lo leggesse “qualcuno” di nostra conoscenza…. :shock:

enzo scrive il 1 Luglio 2009 alle 15:58

Veramente affascinante! :shock:
Ho provato a leggere qualcosa nel sito della NASA su ARCADE. ma giuro che va al di là del mio livello medio di comprensione… traduco: non ho capito quasi niente! :sad:
Non pensate si tratti di un “rumore” che si senta in un altoparlante (magari bluetooth! :wink: ): si tratta semplicemente di una radiazione, misurata a 3 e 8 GHz, che risulta avere una temperatura (in gradi Kelvin) maggiore di circa 0.04°K rispetto alla radiazione di fondo di un corpo nero a 2.725°K. Chiaro, no? :cool:
Comunque è inspiegabile… e gli scienziati che hanno studiato questa situazione, hanno prodotto un documento intitolato “INTERPRETATION OF THE EXTRAGALACTIC RADIO BACKGROUND”, in cui nella parte finale c’è un paragrafo intitolato “DISCUSSION”.
Come vedete non usano la parola “mistero”… :wink:

pierluigi scrive il 1 Luglio 2009 alle 16:47

@Tutti
grazie per tutti i vostri commenti!!
@Elisabetta
ARCADE cerca i primi segnali dell’universo nelle onde radio. Prego i VERI esperti di questo sito di risponderti sulla possibilità di vedere le stelle di popolazione III anche in altre lunghezze d’onda, nonostante siano così lontane nello spazio e nel tempo… :smile:
@Francisca
ma che domande sciocche!! Pensa che mentre cercavo materiale per scrivere l’articolo mi sono imbattuta in un sito religioso che usava l’argomento della mancanza di prove sull’esistenza delle stelle di popolazione III per confutare l’evoluzionismo…Sarebbe un bel casino! :roll: :cry:

Francesca Diodati scrive il 1 Luglio 2009 alle 19:43

@Enzo
Teo sa tutto!!! :cool: :lol:
Scusate, un piccolo segreto….per ora :oops:

Francesca Diodati scrive il 1 Luglio 2009 alle 19:44

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