Modelli 3D con i mattoncini LEGO – Un’astronave che mi ha stregato

Navigando nel sito dei MOC (modelli creati da appassionati) mi sono imbattuto in un’astronave molto strana e davvero ben realizzata


In questa nuova puntata della serie relativa ai modelli LEGO di carattere scientifico e tecnico, ma anche fantascientifico, parlo del franchise Star Trek ed in particolare di una delle sue tantissime serie uscite abbastanza recentemente (nel 2017) chiamata “The Orville“.

Confesso di non aver visto nessuna delle 36 puntate suddivise in tre stagioni, ma forse prima o poi lo farò: per lo scopo dell’articolo, il mio amico “HAL 2026” (come chiamo io l’IA di google e suoi derivati) riporta che si tratta di un tributo della serie originale, da cui eredita ambienti e situazioni, ma non certo l’astronave principale. Si tratta di una serie che nasce come parodia dei film e delle serie precedenti e già questa cosa non mi lascia presagire molto, vista la serietà che contraddistingue i precedenti film e telefilm.

Non tutte le ciambelle riescono con il buco

Ma sì: prima di continuare questo articolo ho voluto vedere la prima puntata, proprio per capire di cosa si trattasse.

Va bene che è una parodia, ma a volte il linguaggio utilizzato dai vari personaggi nei dialoghi e nei pensieri ad alta voce è decisamente quello che una volta si definiva da caserma, con battute e battutacce, doppi sensi (che poi non sono nemmeno tanto doppi, ma espliciti), parecchie volte perfino ripetuti due o tre volte nel caso che lo spettatore si fosse perso il concetto di cui si parla.
Pignolone sì, catone il censore no! C’è di peggio!

Decisamente è una serie non per famiglie e ciò è un peccato perché l’ambientazione è allineata con gli standard e stereotipi ben noti, con una grafica realizzata molto bene, grazie alle possibilità della tecnologia moderna. Peccato: a volte ho inarcato le sopracciglia come faceva il noto Spock, davanti a un eloquio non proprio da fini dicitori.

Tutto sommato non guarderò altre puntate, anche se la critica di bocca buona americana ha accolto benevolmente questa serie perché rappresenta una sorta di rottura con gli schemi tradizionali che finora prevedevano appunto troppa serietà. Ma direi che siamo passati da un eccesso all’altro…

Nulla toglie che dalle prime scene si possono vedere astronavi di tutti i tipi , tra le quali c’è quella che mi ha particolarmente colpito

assolutamente suggestiva

E concludo affermando che mi sono piaciute due cose, l’astronave e la protagonista

Torniamo ai modelli da costruire con i mattoncini

Voi sapete che, quasi quotidianamente, cerco la presenza di modelli realizzati con i mattoncini LEGO, nel mondo dei MOC (My Own Creations) e cioè di quei tantissimi modelli pensati e creati da veri appassionati, raccolti nel sito Rebrickable: ed è così che un mesetto fa mi ero imbattuto nel modello dell’astronave “The Orville“, che mi aveva davvero incuriosito per la forma e la realizzazione.

Ero andato dunque a cercare quale fosse l’astronave originale e vi assicuro che mi aveva letteralmente stregato, come affermo nel titolo.

Immagino la faticaccia dell’autore del MOC nel trasformare questo spettacolo di astronave completamente curvilinea (come la protagonista…) in un modello spigoloso come quelli ottenibili con i famosi mattoncini LEGO: direi che c’è riuscito abbondantemente tant’è che, visto che nel mercato espresso con le ali il prezzo era davvero contenuto, ho subito deciso di acquistarla. Questo è il risultato della faticaccia dell’autore, tale magurean.paul .

anche il modello è davvero suggestivo

Una volta arrivato il pacchetto (mica tanto pacchetto, visti i più di 600 pezzi) mi sono obbligato a costruire l’astronave un poco alla volta per non finire subito il divertimento: sono sicuro che gli appassionati di modelli LEGO saranno d’accordo con me!

Quasi contemporaneamente l’ho costruita in modo digitale per creare il modello da proporvi qui: il modello è abbastanza complesso, anzi parecchio, ma davvero gajardo (come si dice dalle parti della capitale), awesome (come dicono gli anglofoni), solidissimo nel suo scafo ma un tantinello mobile nei tre anelli posteriori.

Direi che è subito entrato tra i primi in classifica nella mia collezione di modelli di astronavi, alcuni dei quali perdono i pezzi, richiedendo delle piccole modifiche che prima o poi farò, per irrobustirne le parti più deboli…

Come vedrete il modello costruito dal vostro pignolone presenta qualche piccola differenza rispetto a questo MOC, del quale dunque è una piccola variante.

Prima di passare alle informazioni sul modello, alle immagini ed al visualizzatore interattivo 3D con cui lo potete osservare da qualsiasi direzione, vi ricordo che in questa pagina del nostro sito trovate elencati tutti gli articoli che ho scritto finora, relativi ai modelli 3D.

L’astronave Orville

Parlavo dei suoi 600 e più pezzi: nel pacco ricevuto sono suddivisi in modo molto intelligente in una mezza dozzina di buste trasparenti a seconda della grandezza delle parti, mischiate per colore e dunque con i singoli pezzi facilmente individuabili, raspando all’interno dei contenitori da cucina in cui normalmente li dispongo…

metodo molto pratico per posizionare i vari pezzi e ricercarli – credit : Pierluigi Panunzi

Trovo che anche questo sia un divertimento, prima ancora di costruire i modelli, seguendo passo passo le istruzioni.

Quasi senza accorgermene ho finito nello stesso momento le due astronavi (vera e digitale), che ora vi vado a mostrare. Iniziamo dalla versione irl (in real life, tangibile e abbastanza pesante)

la Orville a confronto col mitico Millennium Falcon e il telecomando della mia TV

che qui vediamo con a fianco la versione (non mostruosa, ma quella umana) del Millennium Falcon della LEGO ed un telecomando che aiuta a capire le dimensioni degli oggetti.

La Orville, nel mio caso senza il supporto, ha come dimensioni 48.3 x 11.2 x 5 cm,  per un totale di 629 parti, tra i quali ne compaiono molti di colore verde, ma quasi tutti disposti nelle parti nascoste, interne: visto che questo modello nasce, sì, come MOC (cioè un modello originale) non capisco perché il creatore non abbia utilizzato il colore grigio scuro per la parte esterna, visibile, per farla somigliare di più all’originale…

Invece, quando un particolare MOC è costruito a partire dai pezzi di un altro modello, allora è giocoforza utilizzare tutti e solo i pezzi dell’originale, creando così un modello ottimo, ma il più delle volte variopinto…

Digitalmente invece è tutta un’altra storia, come vedremo.

Il modello 3D

Grazie ai programmi di creazione di modelli virtuali e relativa trasformazione successiva in oggetti tridimensionali, utilizzati dal mio programma interattivo 3D, otteniamo la visualizzazione 3D semplicemente cliccando questa immagine

cliccare per eseguire il visualizzatore in un’altra pagina del browser

con il che si apre una seconda pagina del browser, contenente il nostro modello da osservare sotto tutte le angolazioni e livelli di zoom, utilizzando il mouse sul PC , oppure le nostre dita sui dispositivi mobili (meglio tablet che non i cellulari dove ci vuole un microscopio per vedere qualcosa).

Un filmato sfizioso

Nella scorsa puntata relativa ai modelli realizzati con i mattoncini LEGO, avevo parlato di un’altra parodia, relativa al film Balle Spaziali e avevo sperimentato la creazione di un filmato che fosse il più possibile simile a quello della sequenza iniziale del film di fantascienza, dove viene mostrata in ben 1 minuto e mezzo l’astronave vista lateralmente, dalla punta iniziale ai motori posteriori.

Mi ero così divertito nella creazione del filmato che ne ho realizzato un altro, dove stavolta l’astronave piroetta su se stessa, quasi come fa in certe sequenze del film

Mi piace molto l’effetto ambientale creato dall’immagine della Via Lattea.

Modifiche al modello virtuale

Con il modello virtuale è possibile sperimentare quello che eventualmente poi può essere realizzato irl: ho modificato i colori nelle tonalità grigie in un colore grigio scuro ed il risultato mi sembra più aderente all’aspetto dell’astronave della serie

cliccare per eseguire il visualizzatore in un’altra pagina del browser

Rimanete sintonizzati per i prossimi modelli!


Disclaimer
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Informazioni su Pierluigi Panunzi 649 Articoli
Classe 1955, sono nato e vivo a Roma, laureato in Ingegneria Elettronica, in pensione dopo aver lavorato per anni nel campo del software, ma avrei voluto laurearmi in Astronomia. Coltivo la passione per l’astronomia dal giorno successivo allo sbarco dell’uomo sulla Luna, maturando un interesse sempre crescente per la Meccanica Celeste, il moto dei pianeti, la Luna e i satelliti. Da molti anni sono divulgatore scientifico e in passato ho presieduto a serate astronomiche organizzate a Roma e paesi vicini. Da parecchi anni mi sto perfezionando nell’astrofotografia grazie all’auto-regalo di varie apparecchiature digitali

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