La cometa vagabonda

Il lungo viaggio di una cometa un po’ “speciale”

Cometa Hale-Bopp

Era uno dei tanti, tantissimi oggetti ghiacciati che erano stati relegati ai confini di quel sistema stellare che si stava formando. Anche se così distante dal punto centrale dove la nuova stella stava violentemente completando le fasi finali che l’avrebbero portata ad iniziare una vita lunga e tranquilla, lo spettacolo che si poteva vedere era veramente entusiasmante. Il Sole aveva momenti di estrema attività, si allargava a dismisura e la sue luce diventava abbagliante. Poi si ritraeva nuovamente quasi per riposarsi. Costantemente, la stella che stava nascendo, inviava verso l’esterno un flusso ininterrotto di particelle e gas che investivano quegli ammassi di roccia e ghiaccio che sarebbero tra non molto diventati pianeti. Lei e i molti miliardi di sorelle comete si godevano quello spettacolo a distanza di sicurezza, tutte riunite in una grande nube che sembrava quasi proteggere la nuova stella ed il suo corteo di sudditi planetari.

Passarono milioni di anni e lentamente la calma cominciò a regnare sovrana. Si, vi erano ancora scontri violenti tra i proto-pianeti ed enormi massi vaganti, a volte giganteschi, come quello che aveva fatto quasi sdoppiare il terzo pianeta ed aveva dato origine ad un satellite di dimensioni veramente fuori dal comune. Ormai la stella centrale era andata a regime ed il suo motore nucleare funzionava perfettamente. Era diventato solo un punto luminoso, visto dalla lontana nube, ma ogni cometa sapeva perfettamente quali energie stavano giocando nel suo interno. Era da lei che tutto era nato e non vi era nessuna di loro che non l’adorasse e non sperasse in cuor suo di poterla vedere da vicino. Ogni tanto, il passaggio di una stella vagabonda regalava a qualche cometa il biglietto di viaggio per soddisfare quello che era il loro unico e vero sogno: avvicinarsi il più possibile a quella fonte di luce e calore. Sapevano benissimo che sarebbe stato un viaggio molto avventuroso e che avrebbero pagato a caro prezzo quei pochi momenti di splendore nei pressi del Sole.

Che meraviglia però poter superare in luminosità gli stessi pianeti, espandersi a dismisura e mostrare a tutti i compagni, lontani e vicini, quella splendida, enorme, anche se effimera coda. In quei momenti si sarebbero sentite le regine del Sistema Solare e avrebbero dimenticato di essere oggetti tanto piccoli. Quando qualcuna veniva favorita dalla sorte, le altre la salutavano con grande invidia, anche se sapevano che in un modo o nell’altro la sua fine era ormai segnata. Ma ne valeva sicuramente la pena!

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3 Commenti

  1. Apprezzo il modo in cui è stato affrontato il problema della nascita della vita sulla terra (spiegazione razionale), non escludendo a priori che ci possa essere stata una “Forza $superiore$” che abbia fatto in modo che quegli avvenimenti potessero accadere.
    Qual è la sua opinione a riguardo?
    Grazie.

  2. @simone,
    più che vedere una forza superiore (per la quale ho comunque lasciata aperta la porta e mi piace farlo …) io penserei ad una serie di casualità speciali, quasi magiche, che hanno portato la cosa giusta, al momento giusto e nel posto giusto. Questo non solo per il racconto (che è solo una favola), ma proprio per la mia visione della vita nell’universo. Credo che sia difficilmente … facile. Ossia i mezzi ci sono, ma che tutto vada per il verso giusto è molto arduo e speciale. Comunque penso che il giorno del “contatto”, se mai ci sarà, sarà la cosa più bella nella vita dell’uomo, sempre che ci sia ancora …

  3. @tutti !!
    Se non riuscirò a rispondere alle vostre domande o alle vostre critiche NON è perchè non voglia…Sarò in USA dal 2 al 20 maggio, per cui non leggerò il web … In ogni modo usciranno comunque i miei raccontini al sabato. Vi risponderò al ritorno … A presto !!