Gli anelli del Sistema Solare. Prima parte: Giove

Iniziamo la nostra visita agli anelli del Sistema Solare con quelli che circondano il re dei pianeti. Ben poca cosa rispetto al fantastico sistema di Saturno.

Gli anelli di Giove

figura 1 – ingrandisci

Gli anelli di Giove sono decisamente molto più elusivi di quelli di Saturno ed infatti furono scoperti solo nel 1979 dalla sonda Voyager 1. Il sistema gioviano è composta da tre strutture: l’anello aureola (Halo), l’anello principale (Main) e l’anello Gossamer, che si divide ulteriormente in due parti: quello di Amalthea (più interno) e quello di Thebe (più esterno). La figura 1 mostra il sistema nel suo complesso:

Si notano subito alcune caratteristiche che possono far capire la composizione peculiare degli anelli. Innanzitutto quello più interno è stato scoperto soltanto dalla sonda Galileo e crea una specie di nuvola attorno al pianeta. Le particelle che lo compongono sono piccolissime (meno di un centesimo dello spessore di un capello umano!) e non possono durare più a lungo di pochi anni. Devono perciò essere continuamente rimpiazzate da altre che prendono il loro posto. L’idea più probabile è che esse nascano proprio dall’atmosfera del pianeta gigante e che siano trascinate verso l’esterno dal suo $campo$ magnetico o, alternativamente, che siano particelle del successivo anello intrappolate dalle linee del $campo$. O magari entrambe le cose. Questa specie di nuvola si estende da circa 90000 a 120000 km dal centro di Giove. Più chiara è l’origine dell’anello principale. Come si vede bene esso è limitato esternamente dalle orbite quasi identiche dei due piccoli satelliti Metis e Adrastea. Il primo orbita a 127850 km dal centro del pianeta, il secondo a 128980. Molto vicini, ma non così tanto da dar luogo a effetti come quelli di Giano ed Epimeteo nel sistema di Saturno, i due piccoli oggetti (40 e 20 km di dimensioni, rispettivamente) servono sia da “pastori” (nella figura 2 si vede bene la parte vuota corrispondente all’orbita di Metis) che da “fornitori” di materia agli anelli. Infatti la polvere minuta che li compone deriva dal continuo bombardamento delle meteoriti a cui sono soggetti. Ad ogni urto viene sollevata polvere che si estende e decade lentamente verso il pianeta, “confinata” esternamente dai due satelliti. Polvere quindi e non grossi blocchi di ghiaccio come su Saturno. Ed è anche polvere continuamente rinnovata dagli urti subiti dai due piccoli corpi celesti. L’albedo media di questi granelli minutissimi di roccia è di circa 0.05, quindi molto bassa, da cui la scarsa visibilità della struttura.

dettagli dell’anello principale

Fig.2: L’anello principale di Giove, con la posizione dei due satelliti che lo formano e la nostra Luna, inserita per dare un’idea delle dimensioni.

Segue poi l’anello Gossamer confinato esternamente dal satellite Thebe che orbita ad una distanza di 222000 km dal centro del pianeta. Il satellite ha dimensioni relativamente più grandi (circa 100 km) e crea la povere che si propaga verso l’interno. A 181300 km da Giove si inserisce Amalthea (190 km in diametro) che aggiunge un nuovo anello. Ma è interessante vedere come questi anelli differiscano nel loro spessore (figura 3)

Lo spessore dei vari anelli

Fig. 3: Lo spessore dei vari anelli può essere illustrata da questo mosaico di immagini. Come si può notare essa è composta da 4 parti. Quella più interna ha luminosità standard. La seconda (con l’anello principale) è stata accentuata di 10 volte. La terza (anello Gossamer di Amalthea) di 30 volte, la quarta di ben 260. Ciò per poter renderli visibili tutti gli anelli in modo chiaro. Come si vede l’ultimo è il più ”spesso”. Ovviamente nella prima immagine si vede solo la parte centrale dell’anello Halo (la parte finale è ancor meglio visibile nella seconda immagine); nella seconda immagine non si riesce a vedere l’anello di Amalthea (troppo debole) e nella terza quello di Thebe (estremamente più debole). In basso a sinistra vi è la Terra per avere un’idea delle dimensioni.

Oscillazione delle orbite di Amalthea e Thebe

Figura 4 – ingrandisci

Perché vi è questa differenza? Per capirlo basta pensare che le orbite di Amalthea e di Thebe subiscono una continua oscillazione attorno al piano equatoriale di Giove dovuta a piccole perturbazioni dinamiche. La figura 4 mostra questa situazione: in parole povere, la danza sopra e sotto al piano equatoriale produce e confina le particelle non su un disco piatto, ma su una specie di ciambella di spessore non trascurabile. Anche per le strutture dovute alle micro meteoriti, le particelle che le compongono sono estremamente piccole: non più di un micron (un millesimo di un millimetro) e vivono non più di un essere umano. Nella immagine che segue (figura 5) sono riportate le immagine dei quattro satelliti che contribuiscono “pesantemente” a creare ed a mantenere gli anelli di Giove

Thebe, Amalthea, Adrastea e Metis

Figura 5

Qualcuno potrebbe giustamente chiedere: “ma se questi satelliti sono così vicini a Giove perché non vengono completamente distrutti dalle forze mareali, come probabilmente capitò al satellite di Saturno che diede origine agli anelli più importanti?”. In realtà ameno due di loro (i più vicini) sono all’interno del famoso Lobo di Roche, dove tali forze superano quelle di stato solido, ossia quelle che tengono unita la materia. La risposta è semplice: sono troppo piccoli per la massa di Giove. Così piccoli che la differenza tra la forza di gravità nella parte più vicina a Giove e quella più lontana è trascurabile. Essere piccoli a volte conviene … D’altra parte lo stesso capita anche per i vari “pastori” del sistema di Saturno. Vale la pena ricordare che Adrastea e Metis sono così vicini che il loro periodo di rivoluzione attorno a Giove è più corto del periodo di rotazione del pianeta. Metis riesce a fare il giro di Giove in solo 7 ore!! Che spettacolo sarebbe andarci per un weekend …

In conclusione: un sistema di anelli fatto di polvere finissima, che decade velocemente e che deve essere continuamente rimpiazzata da altra. Una specie di continua spazzatura che Giove deve “mangiarsi” senza sosta. Una situazione non proprio consona al re dei pianeti!!

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41 Commenti

  1. @tutti,
    da domenica a martedì sarò in Liguria e senza computer… per cui non potrò rispondere ai commenti… Recupererò al ritorno 😉 😉 😉

  2. In 5 ore?!?!? Wooooow…considerando che la nostra ISS viaggia a 28000 Km/h per orbitar la terra in un’oretta e mezza…mi sono incuriosito e sono andato a vedere a quanto viaggia Metis… 31 Km/s…!!! Pazzesco!

  3. Il periodo orbitale invece wikipedia lo dà di 7 ore…MMM…mi fido di + delle fonti di enzo…

  4. ops….questa volta ho scritto male io…accidenti!!! è proprio 7 e non 5 (sempre veloce però e sono comunque giusti i 31,6 km/sec). Magari Stefano potrebbe correggere direttamente sull’articolo…se no mi prendono per Jakob …. 😳

  5. @tutti gli interessati
    mi faccio un po’ di pubblicità 😳 😉
    Potete avere un’idea di come si vede Giove da alcuni dei satelliti della sua corte ri-leggendo il mio articolo “Giove e Dintorni” (pubblicato quasi un anno fa!). Purtroppo non si vede Giove da Adrastea né da Metis… ma state certi che da questi satelliti Giove incombe maestosamente!
    http://www.astronomia.com/2008/05/22/giove-e-dintorni/
    Potete pure “vedere” come appaiono i satelliti Medicei dalla superficie di Giove.

  6. scusate la domanda. non ho capito la speigazione al fatto che la massa di giove non distrugge gli asteroidi. o meglio, l’ho capita per i primi due che stanno all’intrno del lobo di roche, ma gli altri? non capisco quando dici sono troppo piccoli per la massa di giove. inoltre può essere che la continua formazione di polveri e l’esistenza degli altri due dipenda anche dalle interazioni con il sole?
    grazie in anticipo

  7. @Francesca,
    innanzitutto si parla di satelliti e non di asteroidi…
    ma le cose non cambiano lo stesso. Il lobo di Roche è una specie di sfera intorno al pianeta all’interno della quale la forza di marea è superiore alla forza che tiene unita la materia. Mi spiego meglio: la forza di marea è una DIFFERENZA di forze, ossia la differenza tra la forza di gravità esercitata dal pianeta (Giove in questo caso) sul lato più vicino del satellite e quella esercitata sulla parte più lontana. Questa differenza, che è poi essa stessa una forza, tende a “stirare” l’oggetto, allungandolo verso Giove. SE il corpo è abbastanza grande la forza è anche grande e supera quella che lo tiene insieme e quindi lo spacca im mille pezzetti. Se invece l’oggetto è molto piccolo, questa differenza è anche molto piccola e l’oggetto può sopravvivere. Avevo scritto già qualcosa sulle forze di marea …. aspetta che te lo dico… ecco!!!
    http://www.astronomia.com/2008/06/04/riscaldiamo-un-satellite/
    lì troverai anche qualche figura …

    Il Sole non c’entra niente: è tutto molto più semplice. le meteoriti cadono sui satelliti e sollevano polvere. Questa polvere riesce ad uscire dal campo gravitazionale del satellite perchè questo è estremanete piccolo. Questa polvere a quel punto viene attratta dal pianeta e comincia a cadere verso di lui (come fa la polvere ed il gas quando ruota attorno ad una stella o ad un buco nero) formando l’anello … Ci siamo? 😉

  8. yes men! ci siamo eccome…grazie e scusa l’errore imbarazzante!
    fenomeni!!!! :mrgreen: :mrgreen:

  9. @enzo
    sei davvero un mito! riesci a spiegare queste cose complicate, come fossero bazzecole!!!
    Sembra quasi che hai studiato queste cose per una vita!!! 😉
    sorrisograzieprof :mrgreen:

  10. @Pierluigi,
    troppo buono, ma in fondo un po’ di ragione ce l’hai, per quanto riguarda (solo e soltanto) il tempo di studio …. :mrgreen:

  11. @ farndesca,
    quale imbarazzo !! Anch’io avevo scritto uno strafalcione… capita spesso e meno male che succede… E poi fossero anche stati asteroidi non cambiava niente nella spiegazione del fenomeno. E non è detto, anzi è molto probabile, che molti satelliti piccoli di Giove non siano proprio asteroidi catturati. Per cui forse avevi completamente ragione anche tu!! 😉 ! 1 a 1 e palla al centro
    :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

  12. @Francesca,
    mamma mia come ho storpiato il tuo nome….. 2 a 1 in tuo favore!!! 😳

  13. enzo, hai mai pensato di condurre personalmente un programma televisivo sull’astronomia in prima serata? :mrgreen:

  14. troppo forte…anche se per le qualità e l’impegno che dimostri dovresti essere a +1556444534466….. 😯 😯 😯

  15. @ pierluigi
    fichissimo il tuo viaggio tra i satelliti di Giove. Bellissimo l’occultamento delle pleiadi.
    Non mi sono accorta che possiamo salvare le immagini di Stellarium … o c’è il trucco?
    Ora controllo.

  16. @ Enzo
    credevo che il limite di Roche fosse determinato solo in funzione dell raggio del pianeta e della densità del pianeta stesso e del corpo celeste, che vi ruota intorno.
    La motivazione, brillante e chiara, che dai per spiegare la presenza di Adrastea e Metis nel lobo di Roche chiama in causa il differenziale di forza mareale tra la parte + vicina e quella + lontana dei satelliti…
    Domanda: Il limite di Roche è anche funzione, quindi, del raggio dei corpi celesti orbitanti intorno al pianeta maggiore?
    ciao

  17. @Antonio,
    il lobo di roche dipende SOLO dal raggio del pianeta ed in minima parte dalla densità dei corpi celesti. la formula che ti da il limite di Roche (quello in cui le forze di marea distruggono) è data da 2,45xR(pianeta)X radice cubica (p/p’), dove p è la densita del pianeta e p’ quella del satellite. In prima approssimazione si considera =2,45 R(pianeta). Non dipende dal raggio del piccolo corpo orbitante. Lui è quelloche è e non cambia. ma se il satellite è troppo piccolo non riesce a rompersi, se è più grande si…. ma il limite di roche è quello che è e dipende essenzialmente solo dal pianeta. Sono le possibilità di essere distrutti che dipendono dal satellite. Spero di essere stato chiaro….

  18. @Antonio e tutti,
    non vorrei creare qualche confusione in quanto detto prima e quindi sono costretto a scendere un po’ più a fondo…. Essite una differenza tra lobo e limite di roche. In reltà il lobo di roche è quello che compare in un sistema di binarie strette ( una specie di “otto” che circonda entrambe le stelle) e che indica le zone in cui domina solo la forza gravitazionale di una sola delle due componenti. In questo caso ovviamente contano entrambe le masse e l’otto si deforma a seconda di queste e della distza relativa. Il limite di roche è invece quel luogo di punti che vi avevo detto prima. ovviamente è facile intuire che le due cose sono collegate… (se una delle stelle avesse massa trascurabile rispetta all’altra ssi arriverebbe alla stessa conclusione…)
    In conclusione, scusate, ma forse è meglioi vedere il LOBO DI ROCHE che ho definito prima come LIMITE DI ROCHE, per quanto riguarda la marea di Giove…
    Con voi bisogna essere sempre ultra-precisi!!!! Bravissimi!!!! 😛

  19. Sì, mi è chiaro…grazie! …
    Quindi all’interno del limite di Roche possono formarsi corpi celesti, purchè sufficientemente piccoli:il differenziale dell’attrazione mareale è debole ed insufficiente a determinare la frammentazione della materia.

  20. @elisabetta
    Pubblicità… 🙄 😆
    allora adesso fai un bel giro sugli altri pianeti del Sistema Solare, leggendo gli altri miei articoli della serie! 😉
    Troverai foto (fatte con Celestia e soprattutto con Stellarium) molto belle e inconsuete! 😯
    Per scattare una foto in Stellarium devi premere “ctrl-s” e così le foto vengono messe nella cartella che (nella versione 0.10.2, l’ultima) puoi scegliere nella configurazione del programma: premi “F2” e ti si apre la finestra “configurazione”, vai nella cartella “strumenti” e troverai la voce “screenshot” e “cartella delle screenshot”.
    Di solito questa cartella è il desktop (come per la vecchia versione 0.9.1), ma io suggerisco di modificarla perché poi se scatti parecchie foto la scrivania ti si riempie fino all’inverosimile e tra icone e cartelle non ci si capisce più niente!! 😡
    Inoltre con Vista bisogna prima settarne i permessi altrimenti sua maestà poi non salva le foto 😯
    buon viaggio e scatta tante foto!! 😉

  21. Ieri sera, sono stato al cinema, ho visto il film Start Trek, si sa che i registi hanno licenze “poetiche” , ma con le conoscenze attuali in fatto di astronomia, indurrebbe ad una fantascienza più vicina alla realtà possibile, o il regista rischia di spararle davvero grosse. In questo caso si è inventato una “materia rossa” capace di creare un buco nero, è bastata una sola goccia lasciata cadere in un buco trivellato che un pianeta “Vulcano” è collassato su se stesso. Altra nota, l’ astronave della Federazione per nascondersi al nemico, si è infilata in un anello di Saturno, il materiale dell’anello in questo caso si è comportato come fosse una nuvola, mi chiedo invece se tale cosa fosse possibile o invece denuncerebbe subito la presenza di un corpo estraneo dando origine a collisioni molto vistose. (sorrisoteletrasportato)

  22. @Enzo..
    gli anelli di saturno si sono formati dalla distruzione di un satellite, questo mi ricorda che tra Marte e Giove c’è una fascia di asteroidi che provengono molto probabilmente dalla distruzione di un pianeta, la Terra ha avuto in passato una collisione con un pianeta grande quasi quanto Marte, da quì ne è nata la Luna, la mia domanda è: possibile che da quella collisione sia rimasta solo un pezzo grande, la luna? o verosimilmente il resto dei detriti si è proiettato in uno spazio tra Marte e Giove e qualcuno di questi “pezzi” tornano a farci visita? grazie.

  23. @mauro
    il bello della fantascienza è che si può inventare di tutto e di più!
    Non so quale potrebbe essere l’utilità pratica della materia rossa se non per crearsi buchi neri casalinghi e dunque aprirsi porte per viaggi quasi istantanei tra una parte e l’altra dell’universo! Simpatica pure l’idea del teletrasporto “al volo” verso una nave che viaggia a velocità curvatura (almeno mi pare che finora era impossibile teletrasportarsi se non si aveva una situazione statica… ma la tecnologia evolve!). 😯
    Riguardo a Saturno e i suoi anelli “nuvolosi” anch’io, dopo aver pensato “che fico!” sia per la situazione che per gli effetti speciali, ho poi ragionato su e mi sembra di poter dire che un’astronave della portata dell’Enterprise (con gli scudi alzati, sennò sai che botti!) una certa qual perturbazione alle particelle, rocce e ghiaccio componenti gli anelli, l’avrebbe generata senza dubbio! 😎
    Dato che poi gli anelli sono trasparenti, un’ingenuità dello scrittore e dello sceneggiatore è quella di pensare che un’astronave si possa nascondere dietro! 😀
    Era meglio il dispositivo di dissimulazione (si chiamava così?) delle astronavi Klingoniane! Senz’altro più affidabile, ma scopribile anche quello! Che per caso vi ricordate qual’era il modo per “vedere” un’astronave Klingoniana nascosta? Se ben ricordo c’era…

    Dotte disquisizioni di astronautica interstellare, non c’è che dire!! 😉

    sorrisovulcaniano :mrgreen:

  24. @ gli esperti
    domandina per capire se ho capito:
    per parlare di Lobo di Roche occorre che vi siano due stelle… o possono essere anche due pianeti? (non dimenticate la mia ignoranza in materia e quindi perdonate eventuali probabili castr….ie 😳 )
    seconda domanda: il lobo di roche entra in gioco solo per spiegare l’equilibrio tra le forze gravitazionali delle due stelle o nel caso una di queste aumenta nel passaggio della materia dall’una all’altra stella? oppure può spiegare anche altri fenomeni?
    e invece il limite di roche ha a che fare con l’influenza delle forze mareali e quindi con la possibilità di un satellite di non subire una disgragazione a causa della forza di gravità del pianeta intorno a cui orbita?
    scusate ma ogni tanto mi si intrecciano i neuroni…. allora ho bisogno di fare un po’ di ordine….
    sorrisograzieinanticipo 😀

  25. @ pierluigi
    ho letto il tuo articolo dello scorso anno sui satelliti di Giove con tutte quelle belle immagini da stellarium…( e mi è venuta l’acquolina in bocca… 😉 ) io ho scaricato Stellarium ma, dato che ha 384978 funzioni non ho avuto il tempo di scoprirle.. . ho letto sui commenti che avresti messo sul sito qulche input al volo sull’uso di stellarium… ma non l’ho trovato… l’hai poi messo? (didisididisididisi 😆 ) mi sai indicare dov’è? 😉

    Scusa, ma ho capito male o il 14 è previsto di unire l’utile al dilettevole? cioè mangiare e bere 😉 ma anche un po’ di osservazioni???? A me piacerebbe tanto… 😳

  26. @paola
    cominciamo dal 14… se ri-leggi i vari commenti nel topic sull’ “evento g-astronomico” vedi che anche io ero partito all’inizio entusiastissimissimo per il fatto di poter organizzare una serata osservativa. Ero già pronto a portare il mio telescopio, il mio PCmicro, la macchina fotografica ecc. Ma poi ho intuito che lo scopo della riunione è solo “godereccio” e non dovrebbe nemmeno essere previsto qualcosa di astronomico per la sera del sabato… 😥 Gastronomia-Astronomia 2-0.
    Però non è detto! Vuoi che stando lì, magari davanti ad un cielo stellato (senz’altro migliore di quello delle nostre città di partenza), non mi venga voglia di insegnare a chi vuole, le varie costellazioni, i (pochi) pianeti, ecc ecc??
    In questo caso vale la regola del “chi c’è, c’è”!!
    Magari (se la cosa interessa!) mi porto il cannocchiale più piccolo, con il quale Giove si vede benino! E così, mentre gli altri continuano a mangiare, gli interessati si cibano di scienza! 😉 😯
    E a chi interessano entrambe le cose… la scelta sarà ardua!! 😉

    Stellarium… in effetti un annetto fa ho scritto un articolo che vuole essere una guida all’uso, ma nel frattempo il programma è cresciuto di 2 versioni (e nettamente migliorato), molte cose sono cambiate ed allora devo ricontrollare l’articolo. 😎
    Comunque sai benissimo che puoi porre qui eventuali domande…
    Di stellarium parlo nel 99.4 % dei miei articoli ed anche nei commenti: non ti saprei dire in quale commento ho dato qualche nozione aggiuntiva… Ti tocca leggerli tutti!!! 😯 👿
    Ad esempio una volta ho “insegnato” come aggiungere satelliti non presenti nei dati di base del programma… 😎
    sorrisumstellarium :mrgreen:

  27. @ pierluigi… tu hai scritto…
    non mi venga voglia di insegnare a chi vuole, le varie ….IO VUOLEEEE!!!! 😆 😆
    Poi pensavo: non potremmo social gozzovigliare quando c’è il sole e osservare quando è buio???????????!!! 💡
    Anche perché quando mi ricapiterà più di poter osservare il cielo con una “guida”? Quindi, qualunque attrezzatura tu voglia portare stai ben certo che io sarò la prima ad approfittarne!!! Ho un miliardo di milioni di cose da imparare 😳 … per cui… quando farai le valigia… PENSA A ME! (se vuoi)

    Per stellarium ho un solo problema: il rapporto tra la durata del giorno 24h 🙁 e il numero delle cose che mi entusiasma fare (n x n) 😯 … tenuto conto che comunque Lavoro…(quindi di leggere tutti i commenti ahimè non se ne parla!)…… ma appena ho tempo 🙄 proverò ad usarlo… poi… eventualmente approfitterò della tua disponibilità 😉 😉

    niente sul lobo di roche & c.??? (mio post precedente al precedente :mrgreen: )

    sorrisosonocontentaseportilattrezzatura 😀

  28. @ Paola, Pierluigi e tutti
    Raga!! Io sarò al raduno!!! Pierluigi, devi insegnarmi tutto! Io e i miei amici/accompagnatori saremo lì solo la sera del sabato e la domenica fino al pomeriggio. Ci troviamo sabato notte per uno star party come si deve??
    Ciao a tutti!!!

    Fra

  29. @fra e pa
    caspita, che coro di consensi! 😉 😉
    beh allora decidiamo che i mangiatori 🙄 li lasciamo con la “G” e noi ce ne andiamo invece con l’ “Astronomia” !!! 😆 😆
    😯 (Io valigio, e penso a te… guardo gli astri e penso a te… ) 😯

    Per il Lobo di Roche aspetta il mitico enzo, espertissimo! Io non mi pronuncio perché conosco poco l’argomento…

  30. @ pier
    😆 😆 😆 😆 😆
    ecco cos’era lo strano fischio che sentivo nelle orecchie!!! 😆 😆 😆

    ok per il lobo di Roche aspetterò il mitico enzo!!!

    @ francesca
    wow ! tutto ok!!!!EVVIVA io MOLTISSIMO CONTENTISSIMA 😀

    @ tutti

    sorrisoosservatoresultante 😀

  31. @ Pierluigi
    anch’io sono interessato allo “star party” del sabato sera… naturalmente col tuo indispensabile supporto !!!
    Non sò ancora se riuscirò ad esserci, ma l’eventualità di una serata osservativa il sabato, sarebbe x me un forte incentivo a superare tutti gli ostacoli….

    @ Paola
    interessa anche a me capire meglio la differenza tra lobo e limite di Roche… ma x questo è meglio aspettere Enzo. 🙂 🙂 🙂

  32. @ Paola
    Anch’io molto mooolto felice!!
    @ Pierluigi
    Dai che ci rivediamo!!
    @ Tutti
    Accorrete numerosi il 14
    🙂 😎 😉

  33. scusate….
    sono a genova e devo fare in fretta….
    il sabato sera non è prevista cena da me…non è casa mia….ho chiesto solo la domenica a mezogiorno….Anche per l’osservazione sono un pò imbarazzato. I padroni sono gentili, ma non posso esagerare….cercate di capirmi…. La domenica sera ho invece chiesto espressamente di mettere qualche telescopio….
    OK?

  34. chi viene poi e QUANTI vengono esattamente per gruppo dovrebbe scriverlo nll’altro articolo proprio sul raduno…NON QUI, se no si fa confusione…
    Pier cerca di dare il buon esempio, anche perchè tu NON mangerai certamente…. e avrai tempo per organizzare….

  35. @Pierluigi
    Mi piacerebbe molto avere qualche tuo file da aggiungere a “Stellarium” il programma è favoloso e mi accompagna sul portatile a tutte le osservazioni con il mio C8. In cambio ti cedo un mio brevetto, anelli simili a quello del cercatore, da mettere a fianco del medesimo sul telescopio, grandezza = bottiglia di vino con valvola regolabile su rilascio nettare. Spero che piaccia l’ idea, accidenti mi dispiace non poter party-re pure io, avere un commentatore come te non è di tutti i giorni, poter allargare gli orizzonti e “l’equatore” personale in un unica soluzione, che spasso sarebbe… vuol dire che resterò a casa con le amiche/odalische. Ciaovulcaniano IIVI

  36. Centralizziamo le informazioni per il raduno nel post apposito please!

    Per il sabato sera, a mio avviso, chi vuol fare osservazione può benissimo cercare un posto alternativo che non sia casa di Enzo, c’è tantissimo verde lì attorno e non sarà difficile trovare uno spazio adatto 😉

  37. Rispondo su po’ di confusione che ho creato su lobo e limite …
    Lobo di Roche descrive la regione di spazio in cui ciascuna stella di un sistema binario (ma anche una stella e un pianeta, o due pianeti, ma di solito si parla di stelle) esercita esclusivamente la propria influenza. Quando una delle sue stelle copre completamente il suo lobo di roche, la materia comincia cadere sull’altra che comincia ad ingrandirsi e magari a scoppiare come fanno le novae. il Limite di Roche indica invece la distanza minima alla quale un corpo celeste tenuto insieme dalla gravità può orbitare attorno ad un altro senza disgregarsi a causa delle forza di marea.
    Infine esiste anche la sfera di Roche (detta anche di Hill) ed è la zona attorno ad un corpo celeste che orbita attorno ad un altro (ad esempio terra e Sole), in cui la forza gravitazionale del primo diventa preponderante rispetto a quella del secondo (più grande e distante). Il pianeta con la più grande sfera di Hill o Roche è Nettuno (è più piccolo di Giove, ma è molto lontano dal “capo”).

  38. @ enzo
    grazie…. neuroni disintrecciati e pronti a partire per la prossima destinazione…. 😉
    prossima fermata il nuovo articolo su???? 🙄 😆 😆

  39. bel sito,mi piace,e mi stò riavvicinando all’astronomia ….. 🙂 😀 🙄