Viaggiando tra le stelle, le costellazioni cambiano?

Supponendo di stare dalle parti di Alfa Centauri, la stella Sirio in quale costellazione si trova?. Sappiamo che da lì il nostro Sole è collocato in Cassiopea, ma Sirio è ancora nel Cane Maggiore? La risposta, strano a dirsi, è no! Allora possiamo porci una domanda più generale…

La risposta al titolo di questo articolo è in generale affermativa, ma prima di giustificarla, facciamo alcune considerazioni.
Come ben sappiamo, le stelle si trovano a grandissima distanza dal nostro Sole e quelle visibili ad occhio nudo fin dall’antichità sono state raggruppate secondo delle figure di forma più o meno riconoscibile, proprio con lo scopo di poter identificare una stella piuttosto che un’altra.

Abbiamo dunque costellazioni molto note quali Orione (il gigante con in mano una clava e con la famosa cintura formata da tre stelle “quasi” allineate), lo Scorpione (la costellazione zodiacale che rappresenta quasi fedelmente il temutissimo e letale aracnide) ed infine l’Orsa Maggiore (alzi la mano chi è mai riuscito a vedere in quella famosa formazione di stelle un’orsa o tantomeno un grande carro, mentre viceversa ricorda una specie di tegame…). C’è da dire che queste tre costellazioni dall’antichità hanno mantenuto esattamente la loro forma: quello che era Orione per gli antichi è rimasto tale per noi.

Apparentemente dunque le stelle sono immobili, non a caso si chiamano “stelle fisse”: in realtà invece tutte le stelle, compreso il Sole, si muovono e sappiamo che questo movimento avviene all’interno della nostra galassia, in generale attorno al suo centro. Questo spostamento delle stelle è detto moto proprio ed è molto piccolo proprio per il fatto che le stelle sono veramente distanti da noi.

Per lo scopo di questo articolo ora ci interessa non tanto la posizione delle stelle nella volta celeste, ma la loro dislocazione nello spazio tridimensionale: grazie alle misure effettuate da sofisticati satelliti artificiali, è possibile determinare con un sufficiente grado di precisione la posizione di un grandissimo numero di stelle collocate all’interno della nostra Galassia e questa posizione è individuata da una terna di coordinate (x, y e z) per mezzo delle quali si possono effettuare tutti i calcoli che vogliamo.

In base alla distanza possiamo cominciare a fare qualche ulteriore suddivisione delle stelle: se prendiamo ad esempio una sfera di raggio 5 anni luce, all’interno di questa sfera troveremo solo qualche stella, le più vicine, quali ad esempio Alfa Centauri. Aumentando il raggio a 10 anni luce all’interno della sfera ne avremo molte di più e tra queste ad esempio la ben nota Sirio. Arrivando a 100 anni luce ecco che parecchie altre stelle si troveranno al suo interno (ad esempio anche Vega, Aldebaran e Regolo).

Posizioni spaziali

Qualunque sia il raggio prescelto, le stelle si troveranno all’interno della sfera ognuna nella propria posizione spaziale, individuata dalle coordinate (figura a fianco).Se ora spostiamo il nostro punto di vista da quello “eliocentrico” (con il Sole al centro della sfera) ad uno “astrocentrico” (considerando di spostarci su una di queste stelle, ad esempio S2), ecco che da questa stella potremo osservare le altre stelle vicine, Sole compreso e potremo calcolare le distanze tra le varie stelle, ad esempio tra S1 ed S2.

Il nostro fido compagno di viaggio
Ovviamente non li faremo noi questi calcoli, ma sfruttiamo Celestia!
Per mezzo di questo programma molto conosciuto fra gli astrofili, possiamo cambiare in modo molto semplice il nostro punto di vista spostandoci su una stella qualunque e da lì possiamo guardarci intorno per osservare come e dove si vedono tutte le altre costellazioni: in base alla distanza, ogni stella apparirà più o meno luminosa rispetto a come siamo abituati, mentre in base alla posizione ogni stella si troverà in una posizione calcolata geometricamente col teorema di Pitagora…per Celestia questo compito è molto semplice e lo svolge in modo assolutamente affidabile!

A questo punto ritorno alla domanda iniziale, che è proprio il titolo dell’articolo: viste dalle altre stelle, le costellazioni cambiano? La risposta è in genere affermativa. Per dimostrarvelo ho scelto un certo mumero di stelle brillanti molto note e poste a distanze dal Sole crescenti, mi sono avvicinato ad ognuna di queste e ho cercato le tre costellazioni di cui parlavo all’inizio.

A seconda dunque della vicinanza o meno della stella verso cui mi sono spostato ed in base alla posizione reciproca delle altre stelle che formano le costellazioni di Orione, dell’Orsa Maggiore e dello Scorpione, è facile verificare che queste ultime risultano più o meno deformate e spostate nella volta celeste rispetto alle altre stelle.

Le stelle che ho preso in esame sono le seguenti:

tabella riassuntiva

Tabella comparativa

Facciamo qualche rapido conto: 14 stelle campione, 3 costellazioni da vedere da ogni stella, 3 costellazioni da escludere (perché di esse fanno parte 3 stelle campione), fanno un totale di 39 “fotografie” tratte da Celestia. Direi che la cosa migliore è raggrupparle in un’altra tabella dove ogni riga rappresenta la stella campione mentre ci sono tre colonne, una per ognuna delle costellazioni considerate. Cliccando sul link si aprirà l’immagine corrispondente a come si vede la costellazione ,indicata in colonna, dalla singola stella.

Stella Orione Orsa Maggiore Scorpione
Sole Orione dal Sole Orsa Maggiore dal Sole Scorpione dal Sole
Alfa Centauri Orione da Alfa Centauri Orsa Maggiore da Alfa Centauri Scorpione da Alfa Centauri
Sirio Orione da Sirio Orsa Maggiore da Sirio Scorpione da Sirio
Vega Orione da Vega Orsa Maggiore da Vega Scorpione da Vega
Polluce Orione da Polluce Orsa Maggiore da Polluce Scorpione da Polluce
Arturo Orione da Arturo Orsa Maggiore da Arturo Scorpione da Arturo
Capella Orione da Capella Orsa Maggiore da Capella Scorpione da Capella
Castore Orione da Castore Orsa Maggiore da Castore Scorpione da Castore
Aldebaran Orione da Aldebaran Orsa Maggiore da Aldebaran Scorpione da Aldebaran
Regolo Orione da Regolo Orsa Maggiore da Regolo Scorpione da Regolo
Mizar Orione da Mizar Scorpione da Mizar
Polare Orione dalla Polare Orsa Maggiore dalla Polare Scorpione dalla Polare
Betelgeuse Orsa Maggiore da Betelgeuse Scorpione da Betelgeuse
Antares Orione da Antares Orsa Maggiore da Antares

A questo punto analizziamo brevemente come si vedono queste tre costellazioni dalle singole stelle campione, paragonando proprio la loro forma rispetto a quella a cui siamo abituati e che conosciamo molto bene!
Un’osservazione vale per tutte le foto: l’angolo di visuale è sempre lo stesso, cioè non ho mai né aumentato né diminuito lo zoom, proprio per tenere anche sotto controllo la grandezza delle tre costellazioni al variare del punto di vista.

Da Alfa Centauri
Siamo ancora abbastanza vicini al Sole e le tre costellazioni sono solo appena leggermente distorte: Orione però fornisce una bellissima sorpresa, che è anche la risposta al mio quizzetto iniziale! Sirio, vista da Alfa Centauri, si trova proprio vicinissima a Betelgeuse, nella costellazione di Orione! E questa è stata una bella sorpresa anche per me!

Pensate che spettacolo: due stelle molto brillanti (Sirio, che è a 9.5 anni luce, di magnitudine -1.2 e Betelgeuse, posta a quasi 500 anni luce, di grandezza 0.46) a meno di un grado di distanza!

Da Sirio
Ci stiamo allontanando pian piano dal Sole…
Orione presenta la cintura nettamente più sbilenca: sto pensando che su un ipotetico pianeta di Sirio, tre piramidi come quelle di Giza non sarebbero certo allineate come quelle in Egitto, oppure i faraoni del luogo si sarebbero dovuti ispirare a qualche altra costellazione… Ma lasciamo cadere il discorso…
L’Orsa Maggiore da un tegame si è trasformata in un coltello da cucina, dato che Dubhe ha preso la tangente… Lo Scorpione è invece un po’ più sinuoso…

Da Vega
Vicino ad Orione (distorta, ma non più di tanto) ora appare Capella (della costellazione dell’Auriga). L’Orsa Maggiore è una specie di bricco per il latte, mentre lo Scorpione è un serpente ancora più sinuoso…

Da Polluce
Ci stiamo decisamente allontanando dal Sole e da questa stella Orione appare ancora una volta distorta, ma non troppo. L’Orsa Maggiore invece è ora diventata enorme e sembra un grosso aratro (Dubhe sta scappando via), mentre sullo Scorpione lascio volentieri a voi il giudizio!

Da Arturo
Qui la cintura di Orione è quasi ad angolo retto, mentre è notevolissima la vicinanza di Castore e Polluce (viceversa lontani tra loro), mentre Alhena (gamma Geminorum) è così vicina a Betelgeuse che si può capire che anche la costellazione dei Gemelli è un bel po’ deformata. L’Orsa Maggiore è enorme anche vista da qui: sembra un timone con una lunga barra. Lo Scorpione è invece uno scorpione arturiano che notoriamente avvolge le sue prede come un’anaconda…

Da Capella
Orione ora ha una spalla (Bellatrix) che fa parte di una cintura a zig-zag (prevedo strane piramidi da quelle parti…). L’Orsa Maggiore è bruttina assai, ma in quella zona del cielo appare nientemeno che Polluce! Lo Scorpione invece sembra ritornato normale, seppur con un po’ di singhiozzo… La cosa strana è che Arturo sta da quelle parti, in piena Bilancia!! Ma questo è niente… spostiamoci verso un’altra stella campione…

Da Castore
Orione è distorta più o meno come nei casi precedenti. L’Orsa Maggiore è invece diventata lunga e stretta, mentre lo Scorpione ora è proprio uno scorpione castoriano, che come noto ha le spire anche lui ed ha una chela in più: la bellissima Denebola, che dalle parti nostre fa invece parte della costellazione del Cigno!!!

Da Aldebaran
Orione è deformato ma non più di tanto, ma due stelle della cintura (Mintaka e Alnilam) appaiono vicinissime! L’Orsa Maggiore è un oggetto non meglio identificato, ma con la caratteristica di avere nei paraggi Capella! Lo Scorpione invece è di nuovo sinuoso ed ha un’altra chela, la stella Sirio, che ora è poco luminosa, di magnitudine 2.8, a 61 anni luce di distanza.

Da Regolo
Da qui Orione è un po’ più distorta con Bellatrix che si è allontanata di parecchio, mentre la cintura non è ormai più una cintura. L’Orsa Maggiore appare molto distorta e presenta qualche stella in più a formare un uggetto ignoto: da quelle parti troviamo anche Deneb e la Polare. Davvero strano! Caliamo poi un velo pietoso su quello che non è più nemmeno lontanamente uno Scorpione…

Da Mizar
Qui siamo nel caos totale! La costellazione di Orione si è completamente mischiata all’Orsa Maggiore: Merak, Megrez e Alioth, molto brillanti, insieme a 78 UMa anch’essa brillante, vanno a formare un super Orione! Ora lo Scorpione è diventato quasi una strada di montagna…

Dalla stella polare
Caspita com’è diventato brutto Orione! Bellatrix è spostatissima sulla destra (addirittura fuori dell’immagine) e la cintura non esiste più! Da qui l’Orsa Maggiore è diventata insignificante, una piccola costellazione stortignaccola e composta di stelle molto deboli, con vicino Acrux, Agena e Canopus, tre stelle dell’emisfero australe! E sotto compare Spiga, nientemeno che della Vergine! Dello Scorpione, che ricorda oramai il famoso zigzagone polare, possiamo dire che si trova dalle parti dell’ex-Orsa Maggiore, visto che anche da queste parti c’è Agena.

Da Betelgeuse
Stiamo oramai molto lontani dal Sole e la prospettiva, insieme alla geometria, giocano brutti scherzi! Anche da qui l’Orsa Maggiore è insignificante e debolissima, con abbastanza vicine Bellatrix e Spica. Anche lo Scorpione è decisamente brutto, se non fosse che vicino appaiono un’altra volta Bellatrix, Canopo, Mimosa e una “stella doppia” formata da Acrux e Agena, due stelle che non vediamo memmeno dal nostro emisfero…

Da Antares
Orione, grazie all’aiuto di Mimosa, Adara, Canopo e Acrux, è ormai diventato uno squinconio antariano, sul quale non mi dilungo… Ancora una volta l’Orsa Maggiore è una costellazione insignificante e debolissima, con vicino Graffias (una stella dello Scorpione “vero”) e Mirphak del Cefeo…

Conclusione di un viaggio stellare…

Al termine di questa faticosissima abbuffata a base di stelle e costellazioni disastrate, permettetemi di aggiungere qualche considerazione. Grazie a Celestia possiamo concederci il lusso di fare cose altrimenti impensabili: senza nemmeno alzarci dalla nostra scrivania possiamo spostarci qua e là per il cielo effettuando istantaneamente viaggi che viceversa richiederebbero milioni e milioni di anni, almeno con le tecnologie attuali: altro che Star Trek e la velocità curvatura! E questo fatto ci permette di vedere con ottimo realismo quello che forse solo in un lontanissimo futuro occhi umani potrebbero vedere.

Il fatto strano di tutto questo è che con Celestia vediamo ad esempio l’aspetto delle costellazioni visibili da Antares in questo momento, come se fossimo lì ora: ma se riuscissimo a raggiungere questa stella in qualche modo, con un’astronave, magari fra decine di milioni d’anni, ecco che quello che vedremmo allora sarebbe ancora diverso, dato che in questo enorme lasso di tempo le cose sarebbero cambiate tantissimo! A cominciare dalla posizione di tutte le stelle: in dieci milioni di anni (tanto per fare una cifra tonda) si sono tutte mosse, hanno ruotato intorno al centro della nostra Galassia. Ma poi in questo tempo alcune stelle saranno morte ed altre saranno nate… Non so se questo tipo di considerazioni vi lasciano insensibili oppure no: a me procurano strane sensazioni…

Sì, Celestia è bravissimo a fornirci la visione di Orione come appare distorta ora se vista da Antares: ci dobbiamo solo fidare, perchè anche se ci fosse qualcuno laggiù in questo momento a verificare questo tipo di osservazione, la sua risposta ci arriverebbe solo fra 554 anni!! Tanto vale allora in Celestia spostare la data in avanti al 2563 e chiedere al nostro interlocutore di dirci se la forma delle costellazioni è quella che ci fornisce il nostro programma! La domanda arriverà dalle parti di Antares nel 2563, ma la risposta ci ritornerà non prima del 3117…

Mi sento quasi frustrato… E’ facile perdersi nello spazio infinito…
Un grazie a Paola per aver ispirato questo articolo!

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16 Commenti

  1. 🙁 E’ sempre demoralizzante tornare a pensare che siamo un’acaro(forse anche qualcosa di più piccolo 😕 )rispetto all’universo…

    Saluti!

  2. Complimenti a Pierluigi, un lavorone! 🙂 E non posso che condividere le tue considerazioni. Se penso poi che la nostra galassia è solo una delle tante, tantissime… Siamo proprio insignificanti e la nostra vita dura un niente. 🙁

  3. grazie a voi mi sto’ appassionando del cosmo -complimenti -attendo con trepidazione ogni giorno articoli diversi -l’universo che ci circonda e’ meraviglioso .l’uomo si dia una mossa e faccia lo stesso.

  4. complimenti anche da parte mia!
    Dai ispirazione, Pierluigi!
    e comunque, ammirare lo stato delle cose, seppure col mistero che rimane, è proprio una fortuna!
    pensate se fossimo nati zanzare!
    bzzzzzzz

  5. @pierluigi
    Complimentoni per l’articolo!E’ davvero una bellissima esperienza poter fare questi “viaggi”, purtroppo virtuali, nel cosmo.
    Per riprendere la sua considerazione finale invece, la grande distanza da queste stelle prese in analisi e i tempi previsti per raggiungerle dimostra quanto l’uomo sia un elemento trascurabile, se paragonato all’ intero universo…ma abbiamo anche una dote: possiamo sognare…magari chissà, confrontandoci con civiltà di Antares o Capella (scelta per l’allusione alla piramidi, troppo simpatica) saremo noi quelli che vediamo costellazioni un po’ sbilenche (e costruiamo piramidi strane :lol:)…tornando seri…questo articolo, oltre che appagare la pura curiosità fa anche riflettere molto…quello che vediamo da terra è solo il nostro punto di vista non la verità assoluta…
    complimenti ancora e chiedo scusa se mi sono dilungato troppo 😉

  6. Visto che le stelle sono a distanze siderali nel tempo e nello spazio, consoliamoci guardando anche “l’altro” universo, cioè questo meraviglioso sasso dal cuore atomico caldo, contornato da gas e sul quale vivono miliardi di miliardi di esseri dalle forme e strutture più disparate: LA TERRA! Riusciremo ancora a meravigliarci come quando guardiamo un bel cielo stellato e forse potremo riflettere su come e quanto possiamo fare tutti noi ORA per proteggere questa “palla” pro-nipote delle stelle e figlia dell’altra favolosa palla che da 5 miliardi di anni ci accompagna: IL SOLE!
    Il miracolo della vita è immenso tanto quanto il cosmo. 😮

  7. Che bell’articolo Pierluigi!
    Mi dispiace ma mi è scappato un tre stelle al voto. Ti ho abbassato la media ma in realtà volevo darne 5. 😳 😥 Perdonami
    Quando leggo articoli come questo cresce in me un caldo senso di immensità . L’appartenenza ad un universo così grande tutto sommato non mi fa sentire piccola, perchè in fondo ne sono parte e il fatto di conoscere queste cose fa sì che questo universo così grande sia dentro di me. Paradossalmente il fatto di percepirne la grandezza mi fa sentire grande come l’universo. E’ come se lo guardassi mentre il mio pensiero vi fluttua immerso dentro, e non come se lo guardassi da fuori.
    Giuro , non ho bevuto 😉
    Per il resto mi chiedo se potremmo trovare difficoltà nell’indicare le nostre coordinate ad alieni X del pianeta X di un sistema magari vicino a betelgeuse per stabilire un incontro. Con cieli così diversi cambia il modo di orientarsi? Forse no , visto che le costellazioni in fondo sono state un modo di ordinare le stelle. I punti di riferimento sarebbero comunque le stelle?
    sorrisodesiderosodicontatti 🙂

  8. l’ho trovato molto affascinante ed istruttivo sulla struttura della nostra galassia.
    Vorrei che ci fossero anche video tridimensionali che mi spiegassero l’universo in questo modo, in maniara da farmi capire la posizione della terra e del sistema solare nella nostra galassia.
    Ho letto con interesse e partecipazione come se stessi viaggiando tra le stelle e mi trovassi a quelle distanze, è stato magnifico!
    però mi sono sentito anche piccolo, piccolo e le distanze enormi, immense, infinite anche se ci si sforza non si riescono a concepire veramente, ma solo ad intuire. 🙄

  9. Bravo e grazie come d’abitudine! Mi piacerebbe che, approfittando dell’articolo, approfondissi il fatto che: già quello che stiamo vedendo da QUI non è corrispondente a QUELLA realtà, date le diverse distanze in anni luce dei vari soggetti.
    E’ un argomento sul quale ho letto “in giro” vari strafalcioni e mi piacerebbe avere una spiegazione con la tua abituale chiarezza.
    Grazie
    Giorgio

  10. @elisabetta
    no, non hai bevuto! 😉 Neanche io mi sento piccolo davanti all’enormità dell’universo! …proprio perché noi umani abbiamo il dono del pensiero, della fantasia, che ci fanno superare qualsiasi barriera fisicamente insormontabile quale la velocità della luce e tempi assurdamente lunghi! 😯
    Vogliamo andare su Sirio? Basta pensarlo che già ci siamo arrivati: poco importa che il paesaggio che ci inventiamo è del tutto immaginario, nostro. Nessuno mai potrà confutarlo: ci vogliono troppi anni per poter essere smentiti!!! 😀 😎
    Sulla seconda questione, anche le costellazioni non sono molto affidabili dato che basta spostarsi (con la mente o fisicamente) su un’altra stella, che bene o male tutto cambia. 😕
    Non so se conosci la serie di fantascienza “Battlestar Galactica”: i nostri eroi dopo 3 stagioni stanno ancora alla ricerca della Terra, l’unico posto dell’universo dove le costellazioni zodiacali (tramandate di leggenda in leggenda) hanno l’aspetto descritto dalle “scritture”
    Quando tra millenni conquisteremo le galassie, per orientarci dovremo pensare ad una specie di Tom Tom Intergalattico con punti di riferimento fissi, magari proprio le pulsar, quella sorta di radiofari (che però si muovono anche loro!!) di cui parlo negli articoli sulle sonde spaziali! 😎
    Ma qui forse sto sfruttando troppo la fantasia… 😆

  11. Pierluigi, come al solito sai farci viaggiare! Grazie, hai fatto un lavorone!
    E’ sorprendente pensare che molte persone non sanno nemmeno che le costellazioni sono illusioni ottiche, e che in realtà le stelle che le compongono non hanno niente a che fare le une con le altre…
    @ Elisabetta
    Quello che hai scritto è bellissimo. La maestosità dell’Universo non fa sentire neanche me piccola, al contrario mi fa sentire importante, mi fa pensare che forse c’è un motivo dietro la vita, perché io faccio parte di una grande cosa maestosa, e ogni mio atomo viene dallo spazio che ammiriamo.
    @ Stefano
    E’ vero, anche la Terra è un oggetto affascinante tanto quanto il resto del cosmo, proprio perché del cosmo fa parte! A Volte la diamo un po’ per scontata…Noi viviamo già nello spazio!
    Grazie anche a Paola per la magnifica idea

    😉

  12. @ francesca (e per tutti)
    ti ringrazio ma IO NON HO FATTO NULLA, se non dire una frase come tante, TUTTO il merito di questo bell’articolo è di Pierluigi… diamo a Cesare quel che è di Cesare!!!! 😉

  13. Bell’ articolo che ci fa notare che siamo solo una piccollissima parte del Universo. Comunque scusate la mia assenza qui ad astronomia.com ma sono stato preso dal vortice delle superiori e solo oggi ho avuto un po’ di tempo per collegarmi.

  14. Bravo , articolo ben fatto che chiarisce molto sulle antiche mappe stellari chiamate ‘costellazioni’….e così legate a legende e miti.

    In realtà mi sono sempre posto una domanda : noi spesso diciamo che l’ “Alfa” del centauro ( Rigil Kent …credo) sia nel ‘piede’ dellla costellazione del Centauro.
    Ma perchè in termini relativi Noi (sole) dove ci troviamo ???
    Il centauro è immenso (in anni luce) e dal punto di vista di questa costellazione noi siamo appiccicati alla Binaria Alfa…con Proxima che non si sa se sia la terza di un sistema ternario o una indipendente dalla binaria stretta.

    Si un un sistema a 3 assi XYZ siamo ben lontani dalle famose ‘costellazioni’ degli antichi…che tuttavia hanno un loro fascino di antica mappa stellare.

    Poi mi sono sempre domandato ma la famosa e NON vista Nobe di Oort è relativa al sole soltanto oppure è condivisa con Alfa Centauri ???

    Questa domanda mi viene dalla considerazione che sia il Sole che l’Alfa ‘credo’ siano 2 stelle quasi gemelle di tipo G-2 quasi uguali in tutto.

    Poi l’atra domanda : quando si può asserire che due stelle vicine facciano parte di un sistema ‘Binario’ ???? La Rotazione reciproca nelle stelle distanti potrebbe durare molti secoli…ed oltre….e NON ne avremmo facile evidenza…credo.
    Grazie per risposte chiarificatrici 😀

  15. @claudio e @tutti
    …infatti le costellazioni non hanno alcun senso se non quello (come detto nell’articolo) di permettere una comoda identificazione di stelle, appartenenti a figure note. Sottolineo la fase “nessun senso” proprio perché invece l’astrologia è basata su questo castello di carte! 😈
    Quasi tutte le costellazioni sono formate di stelle che sono vicine solo per allineamento prospettico: basta spostarci nello spazio di “poco” che subito le costellazioni cambiano forma. Avete visto cosa succede ad una stella vicina (Sirio) spostandoci di pochissimo nell’immensità della nostra Via Lattea? Se vivessimo su Alfa Centauri diremmo che Sirio fa parte di Orione, anzi che Tiq fa parte della costellazione del Cuwfbat… 😯
    In realtà, in 3 dimensioni, il Sole, Sirio, Alfa Centauri e qualche altra stella, sono molto vicine: da lontanissimo potrebbero essere viste in una sorta di “ammasso” stellare, del quale noi ovviamente non ci rendiamo minimamente conto, proprio perché le distanze sono brevi ma comunque immense
    Non conosco molto bene cosa fa identificare due stelle come “binarie”: però conoscendo la Meccanica Celeste ritengo che il moto di ognuna intorno al baricentro del sistema è qualcosa di assolutamente misurabile (anche alla portata della nostra strumentazione attuale) ed è per questo motivo che possiamo ad esempio escludere categoricamente la presenza minacciosa di stelle (magari nane brune) in vicinanza del Sole, come invece molti inventori affermano, senza però avere nessun supporto e conferma scientifica… 👿
    Credo che fra un po’ arriverà il momento di studiare le stelle intorno a noi in 3D! Scopriremo dunque che le costellazioni sono da sempre una bellissima invenzione coreografica… 😉

  16. Con 3 anni di ritardo ho scoperto questo articolo. Meraviglioso! E no, neanch’io mi sento piccola a cospetto dell’Universo, perché ne faccio parte come qualsiasi altro elemento. Fantastico il viaggio sulle altre stelle, a quando un altro articolo così? 😉