L’epoca degli idrocarburi

Mentre si parla di riscaldamento globale, di trattati internazionale ben difficilmente realizzabili e comunque di scarso valore, di energie alternative che sembrano miracoli in un mondo disastrato, l’era degli idrocarburi sta finendo… e poi? Cosa possiamo aspettarci per il futuro?


Perchè pubblichiamo quasi soltanto articoli contro il GW


La televisione non è tutta da buttare. Solo che per trovare qualcosa di buono e veramente istruttivo bisogna fare una grande fatica ed avere orari molto particolari. Sicuramente uno dei migliori programmi è “La storia siamo noi” che va dall’analisi storica propriamente detta alla storia sociale, alle problematiche civili, scientifiche ed energetiche. E senza pressioni esterne, vista l’ora in cui si trasmette. In questi giorni è stato mandato in onda un documento quasi perfetto per la sua rigorosità e serietà. Non si vedevano i soliti imbonitori, ma vere personalità scientifiche, ovviamente sconosciute ai più, in quanto veri ricercatori e non personaggi essenzialmente televisivi, che da troppo tempo hanno dimenticato cosa sia lo studio per assumere veste di attori mediatici.

L’argomento trattato è quanto di più urgente ed importante ci sia oggi: qual è la situazione energetica attuale e che cosa possiamo aspettarci nei prossimi anni? Sono stato fortunatissimo nell’imbattermi, senza saperlo, in questo splendido brano di pura analisi critica ed aperta. E sono stato molto contento perché ho visto ribadire la maggior parte dei concetti che mi ero costruito personalmente leggendo una selezione mirata dei rapporti tecnici e scientifici che si riescono a trovare, con non poche difficoltà, in alcuni siti veramente seri.

Lasciamo stare l’ormai quasi ridicolo e catastrofico “show” del riscaldamento globale e dei suoi spaventosi risvolti. Tutti coloro che sono nel gruppo decisionale sanno benissimo che non si farà nessun trattato e che le restrizioni punitive richieste ai popoli (specialmente ai più poveri) saranno palliativi irrisori. Fortunatamente il clima ci sta pensando da solo a cambiare ed a riportarci lentamente verso temperature più rigide. Ma le urla dei paladini climatici continueranno ancora per poter raschiare il fondo del barile dei finanziamenti che li hanno ingrassati per anni. No, facciamo un’analisi diversa e ben più seria, indipendente dalle piccole variazioni della temperatura che la nostra Terra sa gestire perfettamente da sola e che sempre ci sono state e sempre ci saranno.

Stiamo vivendo nel picco di quella che è chiamata l’epoca degli idrocarburi o più in generale dei combustibili fossili. Iniziata da non moltissimo tempo (a essere larghi si può parlare di centinaia di anni) è destinata a chiudersi abbastanza in fretta. Simulazioni matematiche la inquadrano come un picco isolato nella storia dell’uomo, che però ha avuto il merito di portarlo a moltiplicarsi, ad abbattere barriere prima insuperabili, a fargli raggiungere un benessere quasi insperato. Ovviamente i paesi ricchi non possono più fare a meno dei privilegi ottenuti, ma molti dei poteri decisionali sanno anche che questi non potranno durare per molto tempo. Forse 10 o forse 50 anni, poi lo sfruttamento del sottosuolo comincerà ad entrare in riserva. Come una miniera d’oro che prima o poi si deve abbandonare perché esaurita.

Il bisogno di petrolio, la fonte energetica più economica benché limitata in zone non politicamente facili, è sempre crescente. Fino a pochi anni fa la quantità annuale che proveniva da nuovi pozzi era ancora superiore alla richiesta. E questo era vero anche se le lotte di potere tra paesi ricchi di petrolio (ma poveri in generale) e paesi poveri di petrolio (ma ricchi) continuavano a portare guerre, morti e distruzioni guidate, su cui si gettava normalmente il velo di battaglie religiose. Il petrolio non mancava, ma si speculava su di esso per varie e poco pulite intenzioni. Oggi le cose stanno veramente cambiando. La quantità estratta è diventata minore della richiesta. E paesi come la Cina e l’India vedono aumentare le proprie esigenze in maniera esponenziale.

Quanti anni ci rimangono prima di crollare verso il passato e perdere la maggior parte dei lussi a cui siamo abituati? C’è chi dice una ventina d’anni, chi arriva a 50, ma non di più. L’era degli idrocarburi sta finendo, è inutile negarlo. Ed allora? Sicuramente bisogna fare qualcosa, che vada oltre agli interessi finanziari e di potere che sono ciechi a questo vero ed enorme problema. La visione più realistica (analizzando i fatti dal di fuori, come farebbe un alieno) è che l’uomo tornerà probabilmente al livello medioevale e continuerà la storia futura con questo picco isolato e fortunato nella sua passata esistenza. Fino a che qualcosa di nuovo verrà in suo aiuto e lui sarà in grado di non farselo scappare.

Ma chi vuole veramente questo assurdo scenario? Penso nessuno, anche se poco si fa per fronteggiarlo. Siamo subissati da parole e parole sulle energie alternative, le uniche che secondo certi signori possono salvarci. Non illudiamoci. Molti tra questi trascinatori mediatici cercano solo di ottenere fondi momentanei che li facciano sopravvivere al meglio, senza guardare il vero futuro. L’importante è essere ricchi oggi, domani si vedrà. Sarà un problema di un’altra generazione. Vi sembrano farneticazioni? Direi proprio di no. Facciamo una breve analisi dei fatti e delle soluzioni che cercano di imporci.

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29 Commenti

  1. @enzo al tuo lungo ed esauriente articolo bisognerebbe rispondere con un’altrettante e lunga risposta.
    esporrò il mio pensiero per punti:
    – Tra le mie innumerevoli letture mi è capitato di leggere un articolo su una centrale solare in orbita, un grande monumento di pannelli solari che convoglierebbe l’energia del sole sottoforma di laser a terra.
    – La Terra ha conosciuto climi più torridi di questo. in tal senso l’epoca dei dinosauri era priva di calotte polari.
    – Ieri sera ho sentito su raitre a “che tempo che fa” dal meteorologo Mercalli, persona stimatissima, che per sostenere il clima bisognerebbe mantenere il buco dell’ozono di una certa apertura paradossalmente. Mi son trovato alla fine della notizia e il perchè non lo ricordo.
    – L’europa dovrebbe riconoscere il freddo (noi non ci saremo più quando accadrà) a causa di una nuova glaciazione.
    Ho scritto immediatamente ad aver letto il tuo articolo per cui per una profonda analisi mi vado a leggere qualcosa prima di rispondere approfonditamente :mrgreen:

  2. posso prendere posizione con una battuta:
    Finchè il mondo girerà intorno ai soldi e non intorno al Sole ci saranno seri problemi.

    Abbiamo una tecnologia da sviluppare meglio per sfruttare appieno l’energia solare.
    Manca volontà? Si spendono molti soldi? Facciamoci un’esame di coscienza per favore, lo chiedo a chi decide per noi

  3. scusate se ho monopolizzato i commenti,prometto non parlo più volevo solo postare il link riguardo il buco dell’ozono:

  4. @giuseppe,
    innanzitutto occhio alle “persone stimatissime” …
    Ma poi, scusate, il buco dell’ozono non era una catastrofe? E adesso invece… Quando ci diranno la verità, finalmente!?
    In ogni modo, cari amici, NON DOBBIAMO PIU’ AVERE PAURA DEL RISCALDAMENTO GLOBALE!!! Tra 50 anni non ci sarà più petrolio e così non produrremo più la terribile CO2. Dovremmo essere tutti contenti, non vi pare? Non servirà più Kyoto, Copenaghen, e via dicendo. E nemmeno Al Gore. Tutti a piedi, al freddo, senza luce, ma finalmente felici!!!

  5. @enzo a quanto pare il buco dell’ozono paradossalmente ha protetto l’antartide dal riscaldamento globale…ora che si sta richiudendo sembra essere un problema…al quanto ho capito non sono voci di corridoio ma parole di scienziati.
    io sono uno studente di biotecnologie, di clima me ne intendo ben poco ma mi piace informarmi su tutto ciò che riguarda la scienza. pensa un pò mi sono pentito di non aver scelto astronomia..
    cito da repubblica il pezzo per chiarire meglio:
    In effetti, mentre al Polo Nord, la banchisa artica si restringe ogni anno di più e i ghiacciai della Groenlandia perdono sempre più velocemente volume, a sud, in Antartide, negli ultimi 30 anni, è cambiato assai poco. Per gli scettici dell’effetto serra è la prova che il riscaldamento del pianeta non è un fenomeno globale, onnipresente e continuo. Ma il nuovo studio risolve l’enigma. La cosa più stupefacente, osserva John Turner, che ha coordinato i lavori del rapporto, è la prova di come un impatto causato dall’uomo abbia schermato la maggior parte dell’Antartide da un altro impatto causato dall’uomo. L’eccezione Antartide, infatti, si spiega con un paradosso. A isolare il Polo Sud dal riscaldamento globale è stato, infatti, finora, il buco dell’ozono. Un altro disastro umano: lo strato di ozono dell’atmosfera, compromesso da una serie di prodotti chimici industriali, protegge, infatti, il pianeta dalle pericolose radiazioni ultraviolette della luce solare. Il buco dell’ozono sopra l’Antartide, negli ultimi decenni, ha, tuttavia, prodotto, secondo lo studio, un rafforzamento di circa il 15 per cento dei venti oceanici, che hanno isolato il continente antartico dal riscaldamento globale

  6. @enzo
    a proposito di Al Gore.
    lui si è battuto per il clima ma vi fu una notizia che riportava il fatto che sembrava assurdo un paladino dell’ambiente consumasse un casino per mantenere la sua villa
    cito la notizia da ecoblog..
    Un think tank del Tennessee ha analizzato i consumi energetici della villa di Al Gore e ha scoperto che l’ex “prossimo presidente” degli Stati Uniti consuma tantissimo.

    La sua casa consuma in un mese quello che una casa statunitense media consuma in un anno. 221,000 kWh nel 2006 per illuminare, riscaldare e abitare le 20 stanze della villa con piscina a Nashville sono troppi, per uno che va in giro a parlare del riscaldamento globale, dicono al Tennessee Center for Policy Research e addirittura il Wall Street Journal ironizza sul fatto.

  7. @giuseppe,
    scusa se te lo dico…ma stai scoprendo l’acqua calda su Al Gore. Per quanto riguarda il buco d’ozono che è diventato nostro amico….beh…non faccio commenti!!! 🙁

  8. @enzo.
    non ti preoccupare, a me piace essere completo nell’informazione affinchè possiamo analizzare il problema avendo più informazioni possibili.
    ho postato la mia precisazione su Al Gore per chi non lo sapesse 😉

    beh la ricerca scientifica fa i suoi progressi che aiutano a comprendere meglio il problemi.
    il problema buco dell’ozono è nato quando si scopri che i cfc erano altamente inquinanti e provocavano l’apertura del buco. all’epoca si conosceva le proprietà dell’ozono di proteggerci dai raggi dannosi del sole, per cui una sua apertura destava preoccupazione. dopo tanti anni lo studio si è approfondito e si è capito che non è solo colpa sua. diciamo che al riscaldamento globale vi era più di un fattore e si è capito quanto il buco potesse partecipare al problema. nella scienza spesso succede questo che si ridimensiona il problema perchè ha contribuirlo ci sono altri fattori.
    per farla breve se all’inizi si sapeva poco e c’era poca chiarezza, gli studi degli scienziati ci portano ad avere sempre più chiarezza.

  9. @ tutti…
    non vi sembra strano che proprio all’inizio di Copenaghen si tiri fuori la storia dell’Antartico..? A me puzza tanto di bruciato. Creazione di qualche alibi preparato per parare in anticipo il quasi ovvio fallimento già previsto…? Intanto però la conferenza avrà bisogno di miliardi per gli inviti, l’organizzazione, i pranzi, le cene e tante altre belle cose… E noi paghiamo… Anche se tutti sanno che non servirà a niente se non a far fare un po’ di ferie ai poveri salvatori del pianeta…. E soffiare sul fuoco delle previsioni catastrofiche la fanno sempre da padrone! Non era meglio pagare nuovi ricercatori? Alzare i finaziamenti per la ricerca di base? mah… Meno male che il 2012 metterà la parola fine ai tanti problemi scientifici e politici!!! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: (scherzo ovviamente….)

    leggete queste poche righe, tratte da uno dei tantissimi siti che reclamizzano il grande incontro, che la dicono lunga a riguardo…

    “…, paradossalmente, non giova neppure al successo della Conferenza la pubblicazione, avvenuta ieri, di uno studio del Comitato Scientifico Internazionale per la Ricerca Antartica. Lo studio, che è molto più pessimistico di quello dell’Ipcc, prevede per fine secolo un innalzamento dei mari di oltre 1,4 metri. Le previsioni Ipcc si fermavano a 59 centimetri. Ma il paradosso è che questo studio ci dice che l’Anatrtide, finora non colpita dallo scioglimento dei ghiacciai che ha invece colpito il resto del mondo, è stata protetta dal buco dell’ozono. Lo ha spiegato John Turner, il coordinatore dei lavori del rapporto: è la prova di come un impatto causato dall’uomo abbia schermato la maggior parte dell’Antartide da un altro impatto causato dall’uomo. Insomma, se ora i ghiacciai dell’Antartide si scioglieranno e ne avremo conseguenze devastanti la “colpa” sarà di un accordo internazionale, simile a quello che, nei prossimi giorni, si tenterà di raggiungere a Copenaghen sull’effetto serra. Quello che ha messo al bando i CFC, i componenti chimici industriali che attaccano l’ozono.”

    ri-no comment!! 😉 (basta non parlo più….)

  10. @enzo…
    scusa se te lo dico, ma secondo me hai messo in campo un problema che in un blog rende difficile il confronto.
    questo tema è spinoso, abbiamo poche certezze. per far un paragone è come discutere se l’area 51 tiene nascosta una base dove gli usa siano in contatto con gli alieni.
    a me piace molto discutere perchè opinioni diverse ci fanno solo crescere culturalmente.
    Per fare chiarezza sul buco dell’ozono bisognerebbe intervistare qualcuno che ne capisce di atmosfera e suoi movimenti e sui cambiamenti climatici.

    cmq quando si discute su ipotesi o cmq su fatti da provare con certezza possiamo esporre la nostra opinione ponendo sempre dei dubbi.
    ricordo che la scienza ha bisogno di conferme per tramutare le ipotesi in teorie.

  11. su una cosa sono d’accordo con te enzo..
    è che quando finirà il petrolio ci saremo liberati della spinosa questione di ridurre il suo consumo. se questo porterà benefici non lo so. chi vivrà vedrà.
    ma l’assenza del petrolio dovrà gioco forza portare l’uomo a porre l’attenzione su energie diverse…
    mettiamole in campo:
    -energia solare
    -energia nucleare
    -energia eolica
    -energia del mare.
    (non me ne vengono altre ora)
    queste cmq sono le carte da giocare. bisognerebbe discutere quale sarebbe la più conveniente.

  12. peccato non aver visto la trasmissione, cmq il problema dell’esaurimento degli idrocarburi non è certo da sottovalutare viste la scarsità di soluzioni alternative attualmente percorribili a disposizione. L’analisi fatta da enzo mi sembra realistica, la soluzione proposta e cioè l’implementazione della ricerca di base, sicuramente adeguata, solo mi chiedo: visto che per arrivare alla scoperta di nuove soluzioni partendo dalla ricerca di base è necessario un lasso di tempo non indifferente, e se la crisi energetica giungesse prima di aver trovato una soluzione, anche i finanziamenti per la ricerca di base (ammesso e non concesso che qualcuno si svegli e cominci a finanziarla) ne soffrirebbero… quindi non è importante solo dare nuovo ossigeno alla ricerca di base , ma bisognerebbe farlo anche SUBITO! Naturalmente scrivendo un post su un sito sembra di fare una cosa assolutamente inutile ai fini della soluzione del problema, ma resta sempre la speranza che l’espandersi della consapevolezza, anche a livello di base, possa facilitare una presa di coscienza da parte di coloro che hanno il potere decisionale. Sinceramente, data la scarsa e sempre in diminuzione propensione degli esseri umani alla riflessione, in tutti i campi, e non solo in questo…non riesco ad essere troppo ottimista… 🙁
    ringrazio comunque enzo per lo spunto di “riflessione” offerto… facendo io parte di quella razza in estinzione di coloro a cui piace usare il cervello per “riflettere”.

  13. @paola giusto quello che dici,
    @enzo le tue parole sono sagge
    credo che servirebbero fiumi e fiumi di parole per affrontare questo tema vasto e di complicata soluzione.
    Posso citare un libro o va contro regolamento?

  14. vorrei consigliare un libro
    Titolo:” la sfida del secolo”
    Autori “Piero Angela e Lorenzo Pinna”

    è un libro che spiega quali sono le problematiche sull’energia e sul futuro che ci aspetta

  15. @ Enzo. Hai fatto un Articolo su un problema estremamente complesso e spinoso coi suoi ampi risvolti di geopolitica che, ovviamente, portano a valutazioni differenti a secondo del dito che digita.
    Per esempio io ritengo sottovalutato attualmente l’apporto dell’eolico. E’ l’unica tecnologia pulita e “matura”. Oggi va alla grande per via dei finanziamenti e contributi che sappiamo bene che muovono strani appetiti. Ma resta sempre una tecnologia interessante e davvero pulita e nel tempo anche economica. Infatti se ulteriormente incentivata o obbligata per legge, la produzione industriale intensiva porterebbe come per ogni cosa al calo dei prezzi. Infine c’è la questione ambientale: sinceramente non capiscono cosa gracchino verdi e ambientalisti. Non si può volere botte piena e moglie ubriaca. Il vento permette di produrre energia pulita e alternativa agli idrocarburi. Di contro bisogna “accettare” qualche difetto soprattutto visivo. Recentemente mi sono recato in cima a delle bellissime montagne in Abruzzo dove svettavano centanaia di torri; certo non era un bello spettacolo fra pale e basi in cemento o con le strade che si è dovuto creare proprio sulle creste delle montagne per costruire e manutendere il parco eolico. Ma ripeto…. a qualcosa bisogna pur rinunciare. Sono invece rimasto colpito dalla silenziosità delle pale stesse. Dicono che il danno venga fatto dagli ultrasuoni, ma la cosa è tutta da dimostrare. Eppoi riguardo al costo (oggi) elevato del Kwh eolico: spesso ci si dimentica di calcolare i costi ausiliari delle altre fonti d’energia (estrazione, smaltimento centrali, effetti CERTI sulla salute, ecc).
    Naturalmente non va trascurata come da te scritto, la ricerca di base. Magari qualche giovane scienziato può trovare la strada teorica per un solare più efficiente o per la “mitica” fusione fredda.
    Infine dovrebbe essere maggiormente incentivata la trasformazione della nostro quotidiano uso di energia a partire dalle ns case, dai trasporti, agricoltura, ecc

  16. ci terrei a sottolineare che se da un lato bisogna produrre energia utilizzando fonti alternative e creare quindi ricerca per rendere più efficenti i mezzi per produrla, dall’altro bisognerebbe educare le persone a economizzare l’energie con i famosi piccoli gesti quotidiani tipo, per citarne alcuni, spegnere i led dei televisori, non lasciare i carica batterie dei cell attaccati oltre l’uso che si fa ecc
    non sottovaluterei il solare, tecnologia che deve crescere ancora e che va sfruttata a dovere. io ritengo che le fonti alternative non si debbano sostituire l’una all’altra ma svilupparsi insieme affinchè ognuna di esse possa dare un contributo…
    altrimenti prendiamo una cyclette e cominciamo a pedalare attaccandoci una dinamo :mrgreen:

  17. @tutti,
    non voglio ribadire concetti già espressi, ma vi ricordo che l’attuale solare e l’eolico NON potranno mai prendere il posto dell’economico petrolio su scala veramente globale. Risolverebbero problemi di nuclei a macchia di leopardo, ma non sarebbero mai all’altezza del petrolio. E poi come l’eolico farebbe andare avanti le automobili? E il solare? E gli aerei? Non dobbiamo farci catturare dalla troppo “bella” parole: energie alternative. Si deve trovare l’ENERGIA NUOVA per il futuro….

  18. @ enzo è vero ciò che dici, per questo c’è bisogno di ulteriore sviluppo tecnologico di queste fonti alternativa. per quanto riguarda le auto, abbiamo le auto a idrogeno o elettriche ma siccome la tecnologia avanza a passi da gigante non mi stupirei che ad alimentare un automobile sarà un aggeggio grande quanto un cellulare.
    secondo me ci fissiamo su ciò che abbiamo oggi, la tecnologia del presente sarà davvero obsoleta a quella del futuro. l’accelerazione tecnologica è inarrestabile.
    esempio: vi sareste sognati che una schedina grande quando la carta sim di un cell possa contenere gb di dati nell’epoca in cui esistevano i floppy che ne contenevano più di un mega?
    lo sviluppo della tecnologia non è prevedibile. aspettiamo perchè credo che prima o poi la necessità aguzzerà l’ingegno umano e usciranno tante soluzioni al problema.
    anche Einstein (credo che questa possa essere considerata persona stimatissima) si stupì davanti a una lavatrice
    magari saranno gli alieni a fornire la tecnologia necessaria :mrgreen:

  19. A parte il discorso sull’AGW su cui sono totalmente in disaccordo (pure sul fatto che il calo di produzione del petrolio ci salverà), mi ritrovo in tutto il resto del post di Enzo.

    Faccio parte di un’associazione (l’ASPO) che studia i tempi e gli effetti del “picco di produzione” del petrolio, cioè del momento in cui la produzione inizierà a non tenere il passo con la domanda e a calare, perché le capacità estrattive dei pozzi in esaurimento non sono più compensate da nuovi pozzi messi in produzione.

    Se guardiamo la curva di produzione degli ultimi 20 anni, vediamo che da almeno 5-6 la produzione non aumenta. Non è aumentata neppure quando i prezzi sono schizzati a 150$/barile, ed anzi ora è scesa con livelli di prezzi che sono comunque stratosferici rispetto agli standard di pochi anni fa. Sappiamo prevedere come entreranno in linea i grossi “megaprojects”, grandi giacimenti scoperti qualche decina di anni fa ed ora all’inizio dello sfruttamento, e presumibilmente per 2-3 anni si manterranno i livelli di produzione attuale.

    Poi il buio. Calo del 2,3,5% l’anno? Si riuscirà a fare qualcosa con le sabbie bituminose canadesi? Che farà l’economia? Come saliranno i prezzi? Come ci procureremo da mangiare, in un’agricoltura che dipende pesantemente dal petrolio (un bel piatto di spaghetti “contiene” mezzo bicchiere di oro nero, una bistecca anche due)? I trasporti sono il problema minore.

    Per il mio, cerco di investire nelle rinovabili. Ho buttato un po’ dei miei risparmi nel progetto dell’eolico di alta quota, cerco di dare una mano ai mie colleghi del solare a concentrazione ad Arcetri. Ma non abbiamo molto tempo, tra 20 anni di petrolio ce ne sarà la metà di ora.

  20. Buonasera a tutti! Purtroppo causa lavoro leggo questo articolo solo ora e cercherò di dire brevemente la mia, in modo conciso e cercando di rispondere un pò a tutti.

    @enzo
    che dire, son d’accordo quasi su tutto e da buon nucleare non posso non spendere due parole per difenderlo…so che sarebbe una soluzione NON definitiva, ma dato che siamo in un periodo di transizione lo vedrei proprio come un valido modo per spostare in là i problemi di un mezzo secolo! Chiaramente non per adagiarsi 50 anni a grattarsi la pancia ma sfruttando il mezzo secolo per un’adeguata ricerca in grado di posare un mattone in più verso la soluzione FINALE del problema energetico! Se mai dovesse esistere una soluzione finale… Anche se purtroppo le tempistiche nucleari sono assai lunghe sia per quanto riguarda la costruzione degli impianti sia per il loro ammortizzamento, credo non sia ancora troppo tardi! L’ideale sarebbe stato (parere personale) NON AVER MAI FATTO QUEL MALEDETTO referendum del 1987 ma…ormai quel che è fatto è fatto inutile piangere sul latte versato.
    Per quanto riguarda Copenaghen davvero mi vengono solo due parole così su due piedi: No Comment.

    @giuseppe
    quello di cui parlavi nel primo commento si chiama SPS che starebbe per Solar Power Station…ho seguito una lezione durante il Master di un paio di anni fa e ti dirò…se riesco a trovare da qualche parte la presentazione te la giro volentieri se non altro per farti due risate! Era un qualcosa di davvero IRREALIZZABILE e non lo dico per mancanza di fiducia nella tecnologia e nel suo progresso ma perchè i numeri erano davvero spropositati…centinaia di Km quadrati di pannelli solari orbitanti, centinaia di migliaia di tonnellate di materiali di tutti i tipi, anche tra i non + comuni…BELLA l’idea, quello si…ma realistico come costruire una base umana su Caronte!

    @stefano caravaggio
    per risolvere il problema energetico con le pale eoliche, per quanto belle possano essere (a me sinceramente piacciono) purtroppo ce ne vorrebbero una quantità tale da dover tappezzare delle aree davvero considerevoli…e sappiamo tutti che non si possono mettere qua o là a piacere, ma solamente in siti adeguati con vento medio annuo almeno di un tot ecc…quindi anche l’eolico…non lo vedo proprio come una SOLUZIONE.

    Ci sarebbero un’infinità di cose da dire su questo argomento ma non vorrei dilungarmi troppo…concludo anch’io ribadendo il concetto con cui ha concluso Enzo:

    Evviva la ricerca!
    E, pur sapendo che molti non saranno d’accordo, aggiungo: Evviva pure il nucleare!

  21. @lampo
    grazie della tua precisazione…
    non ho ben capito il tuo mestiere, cmq ripeto che io sono solo uno che legge tanto e mi è capitato tra le mani un libro sull’argomento ma non sono un esperto del campo.
    l’impianto solare orbitante era una cosa che vidi a “viaggio nel cosmo” di piero angela nel 1998. all’epoca ero solo un adolescente. ti dirò di più. anche il programma aveva espresso i dubbi sulla realizzazione dell’impianto visti i costi eccessivi.
    che ne pensi del sfruttare l’energia solare a terra? io sono dell’opinione che se si punta a questa tecnologia, la ricerca non potrà che migliorarla e renderla più accessibile e quindi superare le difficoltà se esse ci sono.
    per quanto riguarda il nucleare non è che non sia d’accordo.
    a mio parere sarebbe utile puntare su tutte le modalità per produrre energia disponibili e non concentrarsi su una soltanto.
    bisognerebbe analizzare per ogni modalità i pro e i contro.
    per il resto lampo sono contento di aver letto la tua opinione perchè utile al confronto

  22. @Enzo & Lampo: se si ragiona così non si parte mai. Intanto facciamo aumentare la quota di produzione delle rinnovabili, allontanando il punto di fine degli idrocarburi (consumandone meno, dureranno un pochino in più) e poi si vedrà. Pensate che l’eolico non sia sufficiente? Del resto è ancora poco sfruttato così come il solare.
    Poi grazie a questo post ho letto il commento di Gianni Comoretto e così ho potuto apprendere dell’esistenza dei progetti (reali) dell’eolico d’alta quota come il KITE GEN. Se avranno successo potrebbe essere davvero una svolta economica, significativa, pulita e per una volta tanto ITALIANA! 💡 Invito il buon Gianni a darci maggiori informazioni e/o aggiornamenti su questa interessante iniziativa scientifico-imprenditoriale.

  23. Piuttosto…qualcuno conosce aggiornamenti sul Tornado Like (eolico senza pale) della Western Co. di Sambenedetto del Tronto? Dovevano partire con la sperimentazione…

  24. @giuseppe

    grazie a te per lo scambio di opinioni, è sempre utile e costruttivo sentire le diverse facce delle diverse medaglie. Per quanto riguarda il mio lavoro ormai non c’entro più con il nucleare, mi sono laureato in Ing. nucleare anni fa, ma poi son passato al mondo dello spazio e ora svolgo attività di supporto agli astronauti in orbita sulla ISS. Contesto bellissimo, lavoro specifico…MMM…n pò na pa…!

    Per quanto riguarda sfruttare l’energia solare a terra io sarei anche favorevole, mi fa anche piacere il fatto che il governo sovvenzioni molto gli impianti domestici a pannelli solari! Ma purtroppo rimango dell’idea che non sia la soluzione definitiva che si sta cecando! Anche se tutte le case dovessero montare pannelli solari sui propri tetti, la situazione non cambierebbe molto, perchè la stragrande maggioranza del fabbisogno energetico deriva dalle attività industriale! E i grossi macchinari delle grosse aziende e le aziende stesse non possono essere alimentate a pannelli solati… E, come diceva enzo, le macchine? Le grandi responsabili del GW…come le alimentiamo con il solare?

    A meno che non dovessero trovare qualcosa di davvero INNOVATIVO per sfruttare il solare…ma allora si ritorna allo stesso punto: LA RICERCA!

  25. caro lampo,
    ti ringrazio e mi fa veramente piacere che tu condivida le mie idee, anche da un punto di vista ben più tecnologico del mio. E grazie anche a questo sito che ci permette di confrontarci, di condividere, di discutere e di non avere remore a metterci allo scoperto. Senza mai insulti o turpiloqui (sicuramente per merito anche dell’attenta supervisione di Stefano). 😀

  26. Congratulazioni al bello e preciso articolo di Enzo.

    La domanda di fondo resta irrisolta : tra 50 anni (+ o -) come faranno ???

    Petrolio e gas naturale rapprsentano il 96% delle forme di energia attualmente usate.

    Il resto rimane confuso e incerto come nei misteriosi ‘ Tomatak ‘ o macchine equivalenti dei centri di ricerca specializzati sulla produzione dei energia termonucleare…Sembra che là stiano aspettando i miracoli del superconduttore che non esiste e che non arriva.

    Tutte le altre forme di energie ‘rinnovabili’ non ce la fanno a coprire il 4% mancante al petrolio e gas… : quindi ????

    Grossi problemi energetici…..grossi in un mondo di ‘chiechi….e sordi apparenti’.

    Quindi gas serra a parte e influenza umana a parte ,diciamo che Enzo ha veramente centrato il problema…. : un sostanziale problema energetico planetario che rischia di riportare i cosidetti sapiens-sapiens ,diciamo tra 50 annni , nelle caverne.

    Si ritorna al nucleare ??
    Sarà sufficiente almeno a coprire una parte del fabbisogno energetico ??

    Scorie radioattive…altri problemi mai chiaramente detti e risolti.

    Il solare nello spazio : NON permettete che lo facciano : è la più grossa castroneria (americana) che si sia mai sentita !

    Ti immagini che succede se il sistema di puntamento del laser a bordo satellite che è supposto mandare energia a terra dovesse andare fuori puntamento ??? Quoce una città come Los Angeles ?? Fa bistecche di umani ??

    Devono essere un pò scemi ….o ‘ finti scienziati ‘ : hanno la minima idea di quanta energia assorbe un laser di grande potenza per restituirne una minima parte ???? NON conoscono il concetto di rendimento ????

    Cosa vaneggiano ??? E la situazione non migliorerebbe di molto con componenti a microonde…..rendimenti da schifo !

    Cretinetti che fanno pubblicità ai propri satelliti e PVC da ESO-atmosfera ….ma che si preparano ad una base lunare ???

    Energia solare a terra : non rende molto ma se la superficie fosse grande come un grande deserto (molto più grande della california) diciamo il Sahara, allora se ne produrrebe tanta……ma non c’è alcuno interesse serio.

    Il Nulla del pensiero politico e umano sembra ci pervada…dicono che l’intelligenza sia pervasiva….NON in questo caso (forme di energia alternative).

    Enzo ci dà una speranza : l’intelligenza umana …speriamo che sia anche supportata da finanziamenti opportuni.

    La mancanza di energia è molto peggiore dei gas serra , io credo….la prima miniglaciazione che viene e saranno perduti.

    Copenhagen è stata la ‘Holliwood’ dei politicanti una specia di telenovela con vari capi di stato come protagonisti che facevano ‘ finta di litigare ‘….E comunque NON avrebbe mai risolto il problema di produrre nuove forme di energia….che non sembrano interessare nessuno compreso mr.Obama che ‘predica bene e molto’ ma che cosa sta veramente facendo oltre che ‘predicare su nuove forme di energia ‘ ????

    Un saluto a Enzo che ha centrato il problema…un grosso problema. 😀

  27. @Claudio,
    ti ringrazio di cuore per il sostegno e per le attente precisazioni! Speriamo di smuovere qualcosa nel nostro piccolo… 🙁 😐 🙂

  28. Per chi mi chede aggiornamenti sull’eolico in quota. Ne ha parlato Superquark la settimana scorsa, e se cercate “kitegen” su youtube potete riguardare il servizio. La situazione è ben rappresentata da due dettagli, citati nel servizio: i fondi che sono stati assegnati al progetto non sono mai arrivati, persi nella burocrazia italiana (temo per colpa di qualcuno che non ci guadagnava, conoscendo come vanno queste cose). E nel sito in cui si sta costruendo è nato un incomprensibile comitato “no kitegen”. Per un aquilone che vola attaccato ad un cavo di 500 metri.

    Le conseguenze possibili di tutto questo sono immaginabili: ritardi, costi, e alla fine qualcuno in un paese con meno cretini reinventerà il tutto e lo brevetterà. E noi, se lo vogliamo, pagheremo.

    Sul nucleare. Uranio ce n’è per 50 anni ai ritmi di consumo attuali. Se si comincia a costruire migliaia di centrali, finisce in pochi anni. Supposto lo si riesca ad estrarre così in fretta, oggi l’estrazione copre l’80% dei consumi, il resto viene dalle vecchie bombe. Personalmente non sono contrario a che si costruiscano nuove centrali, ma vorrei vedere centrali a torio per credere che il nucleare possa contribuire. Nel frattempo bruciare l’U235 mi sembra un suicidio, può servirci per far “partire” reattori di tipo diverso dagli attuali.