Freccia lucente

Forse questa volta ho esagerato. E’ un racconto così assurdo che difficilmente può contenere una qualsiasi morale. Però … forse, forse … Vi consiglio di leggerlo due volte per controllare, a posteriori, che non abbia commesso errori.

Erano tre fratelli, praticamente identici, che riuscivano a incontrarsi solo di rado o di sfuggita. Non perché non si volessero bene, anzi. Nessuno riusciva a fare niente senza l’aiuto dell’altro. Il più vecchio esisteva solo per far vivere al meglio gli altri due: senza di lui non sarebbero sopravvissuti. Questi ultimi lo sapevano benissimo e gli regalavano continuamente tutto ciò che avevano. Non tenevano niente per loro e questo commuoveva profondamente il vecchio.

Freccia lucente

Il più irrequieto sembrava a prima vista quello di mezzo. Non stava mai fermo e mutava idea a ogni istante. Seguiva sempre le mode e non perdeva occasione per mostrarsi all’$altezza$ della situazione. Nonostante la frenesia di cambiare, aveva le idee ben chiare e non viveva certo di pura fantasia. Anzi era estremamente reale e lucido nelle sue azioni. Molto gentile e servizievole, era in pratica l’unico che andava continuamente a visitare i due fratelli, che invece se ne sarebbero stati in disparte e senza contatti reciproci. Faceva da messaggero continuo tra il più giovane e il più anziano, portando personalmente a quest’ultimo tutto ciò di cui aveva bisogno.

Il più vecchio si sforzava di non rimanere troppo indietro, ma non riusciva mai a competere con gli altri. Quasi rassegnato, accettava qualsiasi cosa, senza rifiutare mai niente, sia che fossero meraviglie sia che fossero cose brutte e da poco, perché capiva che gli erano date senza causare rimpianti. Avrebbe potuto invidiare un po’ il terzo, ricco com’era di novità e di speranze, ma si rincuorava sapendo che un giorno sarebbero state anche sue.

Il più giovane viveva invece in un continuo sogno, fatto a volte d’illusioni e a volte di grandi paure, senza preoccuparsene più di tanto. Sicuramente poco affidabile nelle sue azioni, non smetteva però mai di regalare agli altri tutto ciò che possedeva. Il suo sguardo era sempre fisso in avanti ed era il primo a cogliere una qualsiasi novità.

Questa loro vita così diversa e così simile andava avanti con un ritmo regolare e senza cambiamenti importanti. In fondo ognuno stava bene nel proprio ruolo e lo accettava con serenità, senza gelosie o pentimenti.

Un brutto giorno, però, comparve davanti a loro una sconosciuta. Era bella, luminosa e slanciata. Sembrava quasi trasparente tanto era snella, affusolata, come una freccia. La straniera non volle rivelare il suo nome e i tre fratelli decisero di chiamarla proprio così: “Freccia lucente”. Al fratello di mezzo, il più realistico e pratico, non piacque fin da subito e lo mostrò chiaramente. Non era assolutamente attratto da quell’apparizione, splendida sì, ma estremamente ambigua. Lei se ne accorse e non lo degnò di uno sguardo. Cominciò invece ad appartarsi sempre di più con gli altri due fratelli. Li riempì di parole, di dubbi, di lusinghe, e alla fine fece breccia nel loro intimo più profondo. Andò dal vecchio e disse: “Non vedi com’è sempre allegro e spensierato il tuo giovane fratello? Lui sì che si gode la vita! Tu sei decrepito, antiquato e senza speranze. Io potrei cambiare di colpo la tua esistenza. Potrei farti diventare come lui. Saresti di nuovo giovane e pimpante. Pensaci e chiamami quando ti sarai deciso”. Poi si recò dal giovane e disse: “Non vedi come sei insicuro e spaventato della tua vita? Sei sempre in ansia e non sai mai cosa ti accadrà. Non sarebbe meglio essere riflessivi, calmi, saggi, come tuo fratello più vecchio? Sapresti sempre quello che ti aspetta e potresti regolarti di conseguenza. Io potrei farti diventare come lui. Pensaci e chiamami quando ti sarai deciso”. Poi scomparve, non senza aver lanciato uno sguardo beffardo e di sfida al fratello di mezzo.

Da quel giorno le cose cominciarono ad andare male, molto male. Il vecchio non voleva più accettare i regali del giovane, e il giovane era stufo di ringraziare il vecchio per il dono della vita. Quello di mezzo intuiva che la colpa era di “freccia lucente”, ma non riusciva a capire cosa avesse detto o fatto ai suoi due cari fratelli. Un senso di rabbia e di sgomento scese su di loro ed essi furono coperti da un velo, sempre più pesante, di tristezza e d’invidia. Il mezzano cercò di chiedere, di farli parlare, ma senza successo e perse molta della sua sicurezza e della sua voglia di cambiare continuamente.

Non passò molto che “freccia lucente” apparve di nuovo accanto a loro. Sorrise malignamente e assentì con il capo verso il vecchio e il giovane, esclamando: “Mi avete chiamato e sono venuta. Avvenga dunque il cambiamento che voi mi avete chiesto. Ricordate però bene queste parole fino alla fine dei vostri giorni: io non vi ho obbligato”. E sparì per sempre. Il fratello di mezzo capì che qualcosa di tragico sarebbe accaduto, anche se i due fratelli sembravano allegri e felici come non mai.

Purtroppo ebbe ragione. Non era più il giovane a offrire doni da portare al vecchio, ma era quest’ultimo a dargli di tutto e di più, benché fossero solo cose sorpassate, vetuste e consumate. D’altra parte il giovane non era nemmeno in grado di dare la vita al vecchio, perché questi non ne aveva assolutamente bisogno. Inoltre, anche nel nuovo ruolo di “giovane”, il vecchio non riusciva a sognare e a fantasticare come avrebbe sperato, anzi sapeva sempre perfettamente cosa sarebbe successo nel prosieguo della sua vita, rendendosi anche conto, con terrore, che questa avrebbe avuto chiaramente una fine. Purtroppo la conosceva bene e la vedeva perfettamente davanti a sé. Lo stesso capitava però al giovane che, pur avendo perso la sua insicurezza e la sua ansietà, era caduto in una sorta di monotona e ripetitiva esistenza. Non vi era più niente che riuscisse a dargli emozione ed eccitazione.

Il fratello di mezzo alla fine comprese cos’era successo e capì che in fondo era stato lui quello che aveva subito il cambiamento più grande e sconvolgente. Approfittando dei sentimenti e delle insoddisfazioni latenti dei due fratelli, “freccia lucente” era intervenuta proprio su di lui, stravolgendo la vita di tutti e tre. Gli aveva invertito il verso senza che se ne accorgesse. E lui aveva cominciato ad andare all’indietro, inseguendo il vecchio fratello, la cui vita conosceva perfettamente, lasciando al più giovane un avvenire già scritto e vissuto.

La freccia del tempo si era ribaltata: il passato era diventato futuro e viceversa. E lui, il presente, scorreva tristemente al contrario verso la fine, o l’origine, di tutto.

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6 Commenti

  1. Sempre le donne a far casino eh!
    Che tragedia sapere prima quello ci accadrà, ma non si sa mai. C’è sempre la possibilità di cambiare le scelte. Spero che tu abbia previsto questa possibilità.
    Spero che Presente ci provi.

  2. non è che si sta parlando della freccia del tempo termodinamica, no??
    un soggetto degno di david Lynch, complimenti!
    buonanotte!

  3. fantasioso ed interessante…
    …e se l’Uni.verso avesse una freccia termodinamica ben definita (Unicoverso)..cioè un’evoluzione ben definita come Punto Omega? :mrgreen:

    ok , grazie enzo per il racconto e per gli strumenti di curiosità e studio che dai.
    😉 🙂

  4. @Mi.e,
    grandissima riflessione! Solitamente si considera l’etimologia di Universo come “tuttto insieme” o “raccolto in una singola unità”. Ma il tuo “unico verso” è estremamente stimolante… Ed è anche vero, fino a chè ….
    grazie a te per gli spunti che ne tiri fuori. vale la pena che continui a scrivere sciocchezze, allora !! 😆 😉

  5. a distanza di un anno non è cambiato molto, purtroppo! l’ idea che verrebbe in mente a tutti è che c’è qualcosa di sbagliato.. di insensato. PURTROPPO!