Uno scontro… non una cometa!

Lo Space Telescope ha scoperto a gennaio una cometa orbitante nella fascia asteroidale. La coda però sembrava molto “strana”. La spiegazione dell’anomala struttura potrebbe essere ben diversa: abbiamo probabilmente assistito in diretta allo scontro tra due asteroidi. Sappiamo benissimo che ciò accade frequentemente, ma una cosa è saperlo e un’altra è riuscire a vederlo!

L’oggetto P/2010 A2 è stato scoperto attraverso la campagna osservativa LINEAR il 6 gennaio. Come dice anche la sigla provvisoria, era stato subito classificato come cometa, una delle poche che si conoscono condividere orbite poco eccentriche, nascoste in mezzo ai loro amici asteroidi. Altre immagini ottenute dallo Space Telescope il 25 e il 29 gennaio, hanno però mostrato una strana struttura filamentosa a forma di X vicino al “nucleo”.

impatto.jpg

David Jewitt dell’Università della California a Los Angeles (uno in gamba, ve lo assicuro!) si accorse subito che qualcosa non andava. I filamenti dell’anomala struttura erano fatti di polvere e ghiaia, quasi sicuramente scagliati all’esterno molto recentemente. Nel mezzo della scia di polvere si notavano anche addensamenti possibilmente associati ad un altro oggetto. Nessun segno di gas e, ancora più importante, il nucleo della supposta cometa era completamente fuori dalla nube di detriti. Questo non era mai stato osservato prima in nessun oggetto planetario. Il nucleo aveva dimensioni dell’ordine del centinaio di metri.

Queste anomalie lasciavano aperta un’altra possibilità. L’insieme del nucleo e dei detriti poteva essere il risultato di un impatto catastrofico tra due asteroidi. Ovviamente la polvere più fine, trascinata dalla pressione di radiazione solare, simulava molto bene una coda cometaria.

Niente di straordinario, in principio, dato che sappiamo benissimo che esiste una continua evoluzione collisionale degli asteroidi, ma sarebbe la prima volta che si assiste in diretta a un evento del genere. Per uno come me, che ha passato anni e anni a studiare le collisioni tra asteroidi, creare modelli, ipotizzare le possibili situazioni post-impatto, è veramente una grande emozione (e mi causa anche un po’ di rincrescimento… fosse successo prima!).

Ricordiamo che la maggior parte degli asteroidi della fascia principale hanno subito collisioni più o meno catastrofiche tra loro. Solo i più grandi sono probabilmente riusciti a non essere distrutti da questi urti. Tutti gli altri sono detriti più o meno grandi di queste catastrofi cosmiche. L’orbita di P/2010 A2 (ma tra poco gli cambieranno quasi sicuramente la sigla…) lo rende quasi sicuramente membro della famiglia dinamica di Flora, un enorme insieme di oggetti che sono nati dalla distruzione catastrofica di un più grande asteroide originario, forse di almeno un paio di centinaia chilometri di diametro. E’ la famiglia più vicina a noi ed è visibilmente “tagliata” da risonanze che possono facilmente aver inserito e continuare ad inserire alcuni frammenti in orbite che li hanno portati e li porteranno ad incrociare quelle dei pianeti interni.

Forse proprio da questa famiglia è arrivato l’oggetto che ha colpito la terra 65 milioni di anni fa (io avevo però supposto che provenisse dalla famiglia di Maria…). I più modesti urti successivi tra i suoi membri sono quelli che continuano ad originare altri piccoli NEAs e le meteoriti più comuni. La supposta collisione sarebbe avvenuta a circa 280 milioni di chilometri dal Sole e a circa 140 milioni di chilometri dalla Terra.

Chi vuole saperne di più sui trasferimenti di frammenti asteroidali su orbite a rischio per la Terra, può andare a leggere l’articolo che avevo scritto tempo fa.

Un commento finale per Lampo e per tutti: accidenti! Avevamo appena parlato di collisioni tra asteroidi ed ecco che ce la fanno vedere in diretta. Non vorrei che avessimo le capacità del nostro amico del racconto

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11 Commenti

  1. Eeheh Enzo, magari avessi le capacità di Paolo! Avrei già pensato parecchio tempo fa di passare le selezioni per diventare astronauta! E invece…mi hanno stampato… 

    Ma quindi non ho capito una cosa, il centro della “X” è il punto in cui il presunto impatto potrebbe essere avvenuto?

  2. @Lampo,
    non è facile capire se la struttura che vediamo ricordi ancora l’effettivo momento dell’impatto. Potrebbe essere quello, come invece essere dovuto a riaccumulazione di detriti sotto l’effetto della gravitazione reciproca. Bisognerebbe vederne l’evoluzione futura e-ancora meglio-quella…passata!

  3. Bisognerebbe riuscire a mandare ISTANTANEAMENTE un bel telescopio a qualche mese luce da qui e puntarlo in quella direzione… Ma per ora qualcosa mi sa che non è ancora possibile! E non x via della tecnologia…

  4. Carissimo Vincenzo sempre complimenti, il tuo lavoro in questo sito è straordinario e la tua competenza è evidente e confortante (vale lo stesso anche per tutti gli altri). Le poche volte che trovo motivo di postare mi sembra giusto ringraziarvi.
    E’ sempre un piacere leggervi.
    Solo che… 🙂
    Posso farti una domanda che dovrebbe riguardare proprio il tuo lavoro? Spero di non dire cose che ti irriteranno…
    Ho sempre pensato, da quando ho cominciato a coltivare la passione per gli astri (e quindi per il nostro comune passato-presente-futuro) che gli eventi cataclismatici avvenuti sulla Terra fossero in relazione con il movimento che ha il nostro Sistema Solare rispetto al Piano Galattico (stimato in periodi di 70-230 milioni di anni, correggimi se sbaglio). Non dicevano che i tanti impatti catastrofici subìti dal nostro pianeta e dimostrati dalle estinzioni di massa sembravano coincidere all’incirca con quei periodi? Avevo capito male o dicevano esagerazioni? Forse le mie informazioni non sono corrette…
    Il nostro “beneamato” Piano Galattico è “alto” circa un anno luce, giusto? E’ tutto vero quello che ho detto?
    Sei arrabbiato?… 😳 😆

    Sorrisoimbarazzato….
    Peppe

  5. caro Peppe,
    è un piacere risponderti proprio sul mio argomento preferito 😉
    come si fa ad arrabbiarsi quando si parla di astronomia??!!
    Dunque….facciamo chiarezza. Innanzitutto parliamo di asteroidi e poi passeremo alle comete (che riguardano la tua domanda). L’evoluzione collisionale degli asteroidi, ossia i loro continui scontri che mantengono viva la popolazione di frammenti (da pochi metri a qualche chilometro) che si spingono fino alle orbite dei pianeti interni, è dovuta ad un evento “locale”. Ossia, alla mancata formazione di un pianeta per colpa della crescita veloce di Giove e alla conseguente immissione dei planetesimi su orbite molto eccentriche ed inclinate. In queste condizioni gli urti sono distruttivi e creano frammenti e quindi una popolazione sempre in divenire.
    Questa situazione comporta che di tanto in tanto e a seconda della loro grandezza e quindi frequenza, gli asteroidi chiamati NEA possono venire a sbatterci contro. Ma lo fanno in modo causale e non esiste perioicità alcuna. Al limite si parla di “media” (ogni tot milioni di anni ci si aspetta che “in media” un asteroide di 5 km cada sulla Terra… ma ne possono anche cadere due a distanza di pochi millenni).
    Diverso discorso si pone per le comete della zona esterna (la nube di Oort). Esse risentono delle perturbazioni causate dalle stelle che il Sole incontra nel suo viaggio attorno al centro della Via Lattea. Anche loro girano, ma vi è una rotazione differenziale e poi anche un moto intrinseco di una rispetto ad un’altra. Conseguentemente, ogni tanto un certo numero di comete potrebbe essere disturbata e immettersi in orbite quasi paraboliche che le portano fino a noi. Anche questa situazione non è periodica e può capitare a piacere della stella che iuncontriamo.
    Infine, sappiamo che il Sole compie un movimento oscillatorio sopra e sotto il piano galattico. Nel fare questo ogni 30 milioni di anni circa attraversa la parte più “spessa”, dove si trovano anche i gas più densi (nubi molecolari e cose simili). Qualcuno (ma la cosa è molto incerta) dice che durante questi passaggi le comete vengano disturbate in modo PERIODICO e causino sciami che si riversano verso i pianeti interni. Per provare ciò hanno individuato dei cicli ricorrenti nel numero dei crateri da impatto sulla Terra e nelle estinzioni biologiche di massa. Tuttavia, in totale si riconoscono solo 5-6 eventi di questo genere (non si può andare troppo indietro) ed è un numero troppo basso per stabilire una vera periodicità. Tenendo anche conto che almeno un paio di essi dovrebbero essere legati agli asteroidi per motivi sia statistici che di analisi diretta (vedi asteroide di 65 milioni di anni fa). Questa teoria ha avuto molti fautori fino a qualche anno fa, ma ormai si è molto raffreddata. Staaremo a vedere, anche perchè il Sole sta passando attraverso una nube molecolare, ma al momento non si riscontrano anomalie nelle comete.
    Non si era considera solo l’oscillazione del Sole rispetto al piano galattico, ma anche l’esistenza di una nana bruna, compagna del Sole, su un’orbita molto eccentrica che quando si avvicinava alla compagna causava la caduta di comete. L’avevano chiamata Nemesis, ma le simulazioni al computer avevano dimostrato che non poteva esistere e sarebbe durata non più di una rivoluzione (problemi di stabilità dinamica). Forse proprio da questa ipotesi, ormai abbandonata, è nata la favola odierna di Nibiru o quello che dicono…
    Spero di essere stato chiaro…ma, se non basta, attendo nuove domande!!
    sorriso più che amichevole 😛 😛

  6. @ enzo
    buona sera a tutti, proprio ieri guardando i segreti dello spazio con bignami, su national geographic channel, sono venuto a conoscenza delle reali dimensioni della nume di Hort, devo dire che non pensavo fosse così estesa: dicevano che se il sole fosse una palla da basket situata nel centro di los angels, la nube iniziava a circa 60 km di distanza e si estendeva fino a 3000 km! rapportando le misure di una balla alle reali dimensioni del sole ( circa 1 miliardo e mezzo di km di diametro, correggetemi se sbaglio ) è davvero gigantesca!!!
    è molto tempo che non scrivevo su questo sito, almeno 1 anno, ma devo dire che appena ho qualche minuto mi leggo volentieri tutti gli articoli e tutte le discussioni, ma non ho mai molte domande da fare visto che coi libri che leggo ( maggiormente di steven hackins…forse è scritto male) riesco ad avere le risposte che cerco.
    comunque non riesco a capire come gli astronomi possano capire che il sole sti passando in una nube molecolare…ma queste molecole di cosa sono fatte? è solo gas? in più non ero a conoscenza dell’oscillazione del sole rispetto al piano galattico (in su e giù), qualè la causa di questa oscillazzione? forse dalla materia oscura, mi sembrebbe l’unica soluzione, visto che pur non avendo massa possiede la gravità necessaria per tenere insieme le galassie.
    un’altra cosa che ignoro è come possano gli scienziati far andare sode spaziali al di fuori della cintura di asteroidi senza una collisione, visto che le navicelle sfruttano la spinta gravitazionale di altri pianeti non penso che ci passino sopra o sotto.per non parlare del voyager che sicuramente non sopravviverà all’incontro con la nube di Hort piena di comete con chissa quale orbita e rotazione.
    Spero di non essere stato troppo superficiale con questi quesiti visto che non ho molta esperienza in campo astronomico, diciamo solo che è una passione nata da libri e documentari.
    Un caro saluto a tutti i presenti.
    :mrgreen:

  7. Grazie per i chiarimenti!!!! 🙂
    La storia della nana bruna non la sapevo, e l’esistenza di nibiru mi ha sempre trovato scettico 😉 ma in effetti considerando i pochissimi “disastri” piombati sulla Terra in un arco di tempo tanto lungo, mettersi a fare congetture è davvero poco utile quantomeno.
    Si impara di più con una visita a questo sito che con tante ore di ricerca sul web…mi dispiace non essere potuto venire allo scorso raduno, al prossimo spero di esserci 😉

    Peppe

  8. caro stefano,
    bentornato!!
    cerco di risponedere a tutto. La nube di Oort è veramente estesa (va da circa 20000 a 100000 UA, ma i confini sono ovvaimente incerti) e si spinge fino a circa metà strada tra il Sole e la stella più vicina (proxima centauri). Contiene miliardi e miliardi di comete, grossi blocchi di ghiaccio sporco. Anche nella fascia degli asteroidi vi sono milioni e milioni di detriti rocciosi. Tuttavia, tieni conto che il volume che occupano sia le comete della nube che gli asteroidi e gli oggetti della fascia di Kuiper, sono enormi, per cui è estremamente difficile (direi statisticamente impossibile) che un oggetto in transito riesca a scontrarsi con uno di essi. Tra Marte e Giove non credere che si vedano gli asteroidi così facilmente. Bisogna puntare su uno di loro, se no ci sarebbe solo il vuoto. Spesso i film sbagliano a mostrare gli asteoidi uno vicino all’altro. Completamente sbagliato. Le distanze tra loro sono enormi. prova a fare il conto… calcola il volume della ciambella che li contiene e poi dividi per il numero (puoi mettere anche cento milioni) e vadrai che sono come aghi in un pagliaio. e ancor peggio per la Nube di Oort.
    La nube interstellare è stata rilevata dalle sonde Voyager analizzando le anomalie del campo magnetico solare quando comincia a scontrarsi con l’esterno.
    Infine, l’oscillazione del Sole sopra e sotto il piano galattico è un fenomeno gravitazionale (direi meglio mareale), dovuto alle perturbazioni che si originano da una distribuzione di massa non uniforme nei bracci della galassia. E’ come se il suo moto di rivoluzione subisse continui colpetti che lo fanno ondeggiare su e giù. Niente materia oscura, non ce n’è bisogno in questo caso. E’ come se fosse una stella che gira intorno ad un’altra, ma esiste un grosso pianeta che la disturba e la sua posizione nell’orbita subisce piccoli spostamenti periodici.
    OK???
    a presto 😉

  9. Scusa Enzo ma allora dove sono arrivate le Vojager, a che distanza? Il mio simulatore Celestia mi indica il Vojager1 a “soli” 112 UA da noi…è forse vero che nel caso in questione la posizione andrebbe aggiornata almeno una volta al mese, il loro viaggio non sembra compreso nel database di partenza o almeno cosi ho capito, però anche così….qualcosa mi sfugge, mi sa che non ho capito bene 🙁

    La fascia di Kuiper a che distanza è? E il confine del campo magnetico solare allora è poco oltre? Mi manca qualche nozione di “geografia” della regione più remota del sistema solare.

    Un’altra cosa che mi interessa molto sarebbe sapere in che direzione stanno andando le sonde in questione anche se so bene che non raggiungeranno nessuna stella se non tra moltissimi decenni! Cosa si prevede per esse? fin quando “lavoreranno” e trasmetteranno?

    Certo sapere che sono così lontane è comunque eccitante, potrebbero comunque rilevare molte novità come la nube interstellare…non lo trovate bellissimo avere finalmente un “occhio” fuori del nostro “cortile” di casa? Magari è come se fosse appena sul ciglio del marciapiede, però finora nessun mezzo era “uscito” cosi tanto!!!
    Scusate per l’OT…

    Aspetto anche io uno spazio di conversazione nel sito, ma mi sa che si vede 🙂 :mrgreen:
    Peppe

  10. caro Peppe,
    Celestia ha ragione sui Voyager ed in effetti essi sono proprio al limite dell’eliosfera (circa 100 UA), la zona più lontana in cui arriva il vento solare. Ma il campo gravitazionale del Sole continua ancora e si fa sentire fino a circa due anni luce. La Fascia di Kuiper inizia subito dopo Nettuno (circa 35 UA) e contiene anche Plutone. Si pensa termini intorno alle 60 UA. Vi è però un oggetto conosciuto (Sedna), che viaggia tra le 76 e le 940 UA dal Sole.
    Può darsi che tra 500 e 3000 UA vi sia la nube di Oort interna. A 20000 quella esterna che si estende fino a 100000 UA. Però molte cose sono al momento ipotesi da confermare.