Il flash misterioso su Giove… senza nube di detriti

Dopo le analisi effettuate con immagini riprese da osservatori sulla Terra, ecco che l’Hubble Space Telescope dice la sua sull’argomento dell’impatto di un oggetto su Giove…

Osservazioni dettagliate effettuate dall’Hubble Space Telescope (HST) della NASA hanno trovato una risposta sul flash di luce visto il 3 giugno su Giove: è stato causato da una meteora gigante che si è bruciata negli alti strati di nuvole di Giove. Il visitatore spaziale non si è tuffato abbastanza nell’atmosfera così da esplodere e lasciare dietro di sé un’indiscreta nube di detriti, come è successo in precedenti collisioni di Giove.

una visione ravvicinata di Giove rivela il punto in cui la meteora gigante ha toccato la superficie tre giorni prima

una visione ravvicinata di Giove rivela il punto in cui la meteora ha toccato la superficie tre giorni prima. Crediti per la foto: NASA, ESA, M.H. Wong (University of California, Berkeley), H.B. Hammel (Space Science Institute, Boulder, Colorado), A.A. Simon-Miller (Goddard Space Flight Center) e lo Jupiter Impact Science Team – ingrandisci

Astronomi di tutto il mondo sapevano che qualcosa doveva aver colpito il pianeta, così da generare un flash di energia brillante al punto da essere visibile a più di 600 milioni di km (4 volte la distanza Terra-Sole). Ma non sapevano a che distanza tale oggetto era penetrato nell’atmosfera e ci sono state frenetiche ricerche di un “occhio nero” a testimonianza dell’impatto.

La maggiore evidenza che il flash luminoso apparso su Giove fosse stata una meteora

La maggiore evidenza che il flash luminoso apparso su Giove fosse stata una meteora, viene da ciò che l’Hubble non ha visto e cioè una traccia fuligginosa di detriti. Se un oggetto fosse sceso sotto il manto di nubi e fosse esploso come un bolide, allora i detriti sarebbero piovuti sulle nuvole sottostanti. E saremmo riusciti a vedere i detriti nelle varie lunghezze d’onda dello spettro. Nel visibile (il riquadro in alto) e nell’ultravioletto (riquadro centrale) avremmo dovuto vedere una macchia scura e fuligginosa. Nel vicino infrarosso (riquadro in basso) che è dove residui di gas di metano assorbono la luce dell’atmosfera di Giove, il pianeta stesso è più scuro della fuliggine di detriti, al punto che la macchia dovrebbe apparire più luminosa delle zone circostanti. E’ quanto si è osservato a seguito degli impatti multipli della cometa Shoemaker-Levy 9 nel 1994, ma anche nell’impatto del 2009. In queste immagini invece non vediamo nessuna macchia scura nell’ultravioletto e nessuna macchia chiara dell’infrarosso. Crediti per la foto: NASA, ESA, M.H. Wong (University of California, Berkeley), H.B. Hammel (Space Science Institute, Boulder, Colorado), A.A. Simon-Miller (Goddard Space Flight Center) e lo Jupiter Impact Science Team – ingrandisci

“La vista acuta e la sensibilità all’ultravioletto della Wide Field Camera 3 dell’HST sono state sfruttate alla ricerca di una traccia delle conseguenze di un tale evento cosmico. Le immagini prese il 7 giugno, dopo appena tre giorni dall’impatto, non mostrano alcuna nuvola di detriti sulla coltre di nubi di Giove. Ciò significa che l’oggetto non è sceso al disotto della coltre di nubi ed è viceversa esploso come un bolide, altrimenti sarebbe apparsa una chiazza scura nell’ultravioletto e nel visibile” dice Heidi Hammel, dello Space Science Institute di Boulder, “non si vede alcuna caratteristica tipica di una zona d’impatto, a suggerire che non ci sia stata un’esplosione o un bolide”.

Macchie scure hanno deturpato l’atmosfera di Giove quando la serie di frammenti di una cometa hanno colpito il pianeta nel 1994 e lo stesso è avvenuto nel luglio 2009, quando probabilmente un asteroide si è tuffato su Giove. Si stima che l’ultimo intruso avesse solo una frazione dell’ampiezza degli altri oggetti impattatori.

“Sospettiamo che durante questo impatto del 2010 non c’è stata una grande esplosione che abbia provocato un pennacchio $gigante$, che a sua volta avrebbe creato un $campo$ di detriti visibili. C’è stata solo una meteora e l’HST ha confermato il fatto”, aggiunge Hammel, un osservatore veterano di Giove e dell’impatto multiplo del 1994.

Le differenze nell’aspetto della superficie di Giove nel 2009 e nel 2010

Le differenze nell’aspetto della superficie di Giove nel 2009 e nel 2010 riflettono i suoi mutamenti atmosferici. Crediti per la foto: NASA, ESA, M.H. Wong (University of California, Berkeley), H.B. Hammel (Space Science Institute, Boulder, Colorado), A.A. Simon-Miller (Goddard Space Flight Center) e lo Jupiter Impact Science Team – ingrandisci

L’astronomo dilettante australiano Anthony Wesley vide il flash il 3 giugno: stava guardando un video in diretta di Giove dal suo telescopio. Contemporaneamente nelle Filippine un altro amatore, Chris Bo, confermava che aveva registrato un evento transitorio nello stesso istante.

Il flash di luce, della durata di meno di due secondi, apparso nei video è stato originato dalla stessa meccanica provocata da una meteora nell’atmosfera terrestre, una stella cadente. La pressione atmosferica (non la frizione) riscalda il corpo impattante ad altissima temperatura e, mentre l’oggetto caldo sfreccia attraverso l’atmosfera, lascia dietro di se un sentiero incandescente di gas atmosferici surriscaldati e di materiale meteorico vaporizzato, che rapidamente si raffredda fino a scomparire in pochi secondi.

Sebbene gli astronomi sono incerti sull’effettivo numero di impatti di grandi meteoroidi sui pianeti, la migliore ipotesi in questo caso è che il più piccolo evento rilevabile da Terra possa avvenire uno ogni qualche settimana. “I flash meteorici sono così brevi che è facile non accorgersene, anche in riprese video, dato che addirittura possono essere interpretati per errore come rumore del sensore o raggi cosmici che colpiscono il dispositivo elettronico” afferma Mike Wong, scienziato dell’Università di California a Berkeley.

“Non si conosce nemmeno l’effettivo ammontare di impatti simili in tutto il Sistema Solare: ecco perchè siamo così eccitati a causa dell’ultimissimo impatto, che apre nuove strade che possono essere sfruttate per il monitoraggio di Giove e degli altri pianeti”, così afferma Amy Simon-Miller del Goddard Space Flight Center della NASA, leader nelle osservazioni di Giove.

Come compenso, le osservazioni dell’HST hanno pure permesso agli scienziati di avere uno sguardo ravvicinato ai cambiamenti dell’atmosfera gioviana a seguito della scomparsa della Southern Equatorial Belt (SEB) avvenuta parecchi mesi fa.

Nelle foto dell’HST, si vede uno strato ad alta quota, formato da nuvole di cristalli di ghiaccio di ammoniaca, che nasconde una cintura più bassa e più scura di nuvole. Hammel aggiunge che ” Il bollettino meteo per la Fascia Equatoriale Meridionale (la SEB appunto), segnala nuvoloso con possibilità di ammoniaca”.

Il team predice che le nuvole di ammoniaca si dissolveranno in pochi mesi, così com’é successo nel passato: la scomparsa progressiva della coltre di nubi ammoniacali dovrebbe iniziare con la comparsa di un certo numero di macchie scure come quelle visibili lungo il confine della fascia nelle foto dell’HST.

“Le foto dell’HST ci mostrano che queste macchie sono fori provocati da vortici che si formano localmente. Spesso vediamo questi buchi quando ci sono dei cambiamenti in atto” aggiunge Simon-Miller. “La SEB l’ultima volta è scomparsa negli anni ’70, ma non avevamo la possibilità di studiare il fenomeno con il livello di dettaglio attuale e i cambiamenti in corso in questi ultimi anni si aggiungono al già voluminoso bagaglio di cambiamenti atmosferici drammatici su Giove”.

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7 Commenti

  1. Quanto è bello l’universo… e noi a mala pena riusciamo a guardare nel nostro sistema solare ed spiare da lontano quel che ci circonda

  2. Ciao a tutti! avete notato ieri una stella luminosa vicino all’orizzonte a sud-ovest?Erano circa le 23 e non era un pianeta…Non riesco a capire cosa sia.
    Grazie in anticipo 😀

  3. @Elis
    a SW e a quell’ora poteva essere solo Marte (alla stessa altezza della Luna sull’orizzonte) oppure Saturno , un po’ al di sopra della Luna.
    Oppure era Venere che tramontava proprio a quell’ora, quindi era bassissima sull’orizzonte, decisamente più luminosa e visibile! 😉

  4. Grazie 😉 ora mi sono documentata ed ho scoperto che era Venere! E siccome riflette circa il 70% della luce incidente sembra una stella al telescopio.Inoltre il giorno c’erano nuvole ed esse causavano un effetto lampeggiante della luce.Questo mi aveva fatto escludere l’ipotesi che quello fosse un pianeta.Bhè ora posso ammettere di aver osservato Venere! Grazie ancora 😀

  5. @Elis
    ti volevo ricordare che se l’osservi con un telescopio, Venere presenta le fasi: in questo periodo ha l’aspetto di una luna gibbosa crescente, per intenderci quella fase tra il primo quarto e la luna piena…
    buone osservazioni! 😉

  6. ..la pressione atmosferica e non la frizione..
    Non mi spiego bene questa precisazione: L’atmosfera di Giove è così “leggera” da non provocare nessun effetto frizione come succede per le meteoriti sulla Terra?

  7. Ciao, di sera si vedono anche tanti satelliti,che girano intorno alla terra..e se guardate verso Nord un po’ piu’ sotto della polare potete notare la navetta spaziale sbucare da ovest – nord-est io l’ho vista due sere consecutive verso le 23,10 ..provate anche voi…vedete (a occhio nudo),un puntino luminoso che si muove da ovest verso est una bellissima sensazione..sono un appassionato di astronomia da circa un anno..e FAVOLOSO… 😀 😛 😛