Una visita a Babbo Natale: un’esperienza indimenticabile!

Gli scettici hanno a lungo considerato le capacità di Babbo Natale di portare i regali a tutti le bimbe e i bimbi buoni del mondo un’assurdità scientifica. Tuttavia, un’analisi accurata delle sue meravigliose strumentazioni, ci dice solo che egli sta usando in modo pionieristico la scienza e la tecnologia di punta dei nostri giorni. Fatevelo dire da uno che è andato a visitarlo…

E’ indubbio che nessuno di noi sarebbe capace di svolgere il prezioso e fantastico lavoro di Babbo Natale. Almeno per adesso, però… Nel prossimo futuro forse acquisiremo le sue capacità nei vari campi in cui è maestro indiscusso, dall’aerodinamica alla termodinamica, dalla scienza dei materiali alla relatività generale. Un gruppo di scienziati è stato invitato in gran segreto nella sua casa nascosta tra i ghiacci dell’artico e non è quindi difficile cercare adesso di analizzare le sue più straordinarie applicazioni e valutare quali salti dovremo fare nella nostra ricerca di punta per poterlo imitare al più presto.

Slitta

Iniziamo con il trasporto aereo. La slitta è costruita con una lega di titanio a nido d’ape, estremamente leggera, ma circa venti volte più resistente di qualsiasi materiale odierno. La sua forma è inoltre modificabile in tempo reale per migliorare l’aerodinamica concordemente alla situazione di volo: contrarsi a guisa di “freccia” per meglio tagliare l’aria durante le fasi di massima velocità e allargarsi per permettere una giusta stabilità durante le manovre di atterraggio sui ripidi tetti a spiovente delle case. Abbiamo già l’ottica adattiva…. Chissà!

La slitta, vero punto chiave di tutta l’opera di Babbo Natale, è anche equipaggiata con una strumentazione elettronica ultra sofisticata. Fondamentali sono i sensori laser che riescono a individuare le migliori condizioni della temperatura e del vento per descrivere la traiettoria migliore. L’efficienza della struttura è poi veramente perfetta. E’ necessaria una specie di rivestimento a “nano struttura” porosa e a bassa pressione che permette all’aria che scivola intorno al velivolo di penetrare nel corpo stesso e proseguire senza premere, riducendo l’attrito del 90%.

Un’altra scoperta fondamentale di Babbo Natale è l’utilizzo di un processore termodinamico reversibile. Una specie di nano-costruttore di giocattoli, chiamato “sacco magico”, che deve agire continuamente durante il volo per non influire troppo sul peso della slitta. Il processore deve usare gli scarichi delle ciminiere, insieme ad altri materiali gassosi carichi di composti di carbonio, che circolano nell’aria. Per far ciò, Il sacco magico applica campi elettromagnetici di altissima precisione che invertono processi termodinamici finora considerati irreversibili. Il bruciamento dei giocattoli genera fumi di composti del carbonio ed allora basta trasformare il gas in ciò che era inizialmente. Banale, no?

Particolare attenzione rivestono poi le celebri “renne”. Esse devono indossare speciali tute volanti (“jetpacks”) azionate dalla fusione fredda (l’unica fonte di energia in grado di non occupare troppo spazio e di non causare problemi ai conducenti). Il complesso renne-tuta deve essere un sistema stabilizzato perfettamente. Le briglie delle renne servono a Babbo Natale per indirizzare correttamente l’intero sistema.

Ovviamente la slitta deve anche essere equipaggiata con quella che viene chiamata da noi scienziati “nube relativistica”, una specie di “bolla” in grado di dominare il tessuto spazio-temporale. Babbo Natale deve infatti viaggiare in una sola notte per circa 340 milioni di chilometri quadrati e fermarsi in circa 80 milioni di case (per rimanere limitati agli Stati Uniti, ma il discorso è facilmente estendibile a tutto il mondo). Egli sa benissimo che il tempo può essere allungato come un elastico, che lo spazio può essere spremuto come un’arancia e che la luce può essere piegata. Le nubi relativistiche sono strappi temporali controllabili che permettono all’ingegnoso vecchietto di lavorare per mesi, recapitando i regali, mentre sulla Terra sono passati solo pochi minuti. Ciò che appare a noi è che i doni sono consegnati in un battito di ciglia.

Babbo Natale ci ha voluto spiegare gentilmente molte cose, anche se non sono ancora facilmente realizzabili, ma, purtroppo, il caro vecchietto non ha voluto ancora rivelare i segreti della fusione fredda… Speriamo ci ripensi!

La straordinaria slitta di Babbo Natale

La straordinaria slitta di Babbo Natale

Questo scherzoso articolo è stato liberamente tratto da una ricerca fatta negli USA da Larry Silverberg, professore di ingegneria meccanica e spaziale

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3 Commenti

  1. Bellissimo…Star Trek è già qui…magari, ma…non disperiamo!
    I tuoi racconti, Enzo, anche i più semplici, sono sempre fantastici, credimi.