Il Sole visto da… – parte 2

Ad aprile del 2008, era stato pubblicato un articolo in cui spiegavo quanto grande apparirebbe il Sole visto da un altro pianeta del Sistema Solare. Un paio di commenti da parte di nostri amici lettori, mi hanno spinto a creare una seconda parte, per chiarire ulteriormente quanto avevo scritto.

Innanzitutto suggerisco di rileggere il primo articolo ed i relativi commenti: Andrea riportava in particolare l’impressione che ci fosse qualcosa di errato, e diceva: “Secondo me in questi calcoli c’è qualcosa di sbagliato. Impossibile che da Mercurio si veda un sole grande quasi quanto quello che si vede sulla Terra. Da Saturno in poi, la dimensione del sole è la stessa, nonostante le distanze aumentino a dismisura.” Era aprile del 2008, pochi giorni dopo la pubblicazione dell’articolo.

Pochissimi giorni fa Gabriele rispondeva tra l’altro che “…queste sono foto idealmente dal pianeta, ma in realtà non c’è la superficie come punto di riferimento e questo inganna i nostri occhi.

La mia ultima risposta, che non riporto, mi ha fatto un po’ riflettere e l’ideuzza che subito mi era venuta in testa ha trovato applicazione pratica: sono dunque in grado ora di “… farvi sapere”.

Fantasia, creatività e un po’ di faccia tosta…

Questi i tre ingredienti per una ricetta (g)Astronomica che ho cucinato tutta per voi!

Il problema di riuscire a capire quanto è differente il Sole, se osservato dalla “superficie” degli altri pianeti, consiste nel fatto che sussiste l’ovvia mancanza di punti di riferimento che ci permettano di paragonare l’ampiezza del dischetto del Sole visto a distanze crescenti ed in contesti molto differenti, a partire da Mercurio fino ad arrivare all’ultimo pianeta, Nettuno.

Ancora una volta mi è venuto incontro Celestia, quel meraviglioso software che utilizzo spesso per creare le immagini dei miei articoli.

Celestia è un programma espandibile potenzialmente all’infinito per mezzo dei cosidetti addon, che permettono di aggiungere interi Sistemi Solari, oppure astronavi più o meno vere (dall’Apollo al Discovery di 2001 Odissea nello Spazio, alle varie versioni dell’Enterprise, passando per la flotta di Guerre Stellari!). Si possono anche creare ed aggiungere particolari della Terra da visualizzare in altissima risoluzione.

Un’occhiata a quanto è possibile scaricare dal repository di tali addon (gratuiti come il programma, che potrete trovare a questo link), mi ha spinto a scaricare “Stonehenge”, che consente di posizionare sulla Terra un certo numero di monoliti e di godere lo spettacolo celeste girando attorno ai manufatti, così come possiamo fare ad esempio dal vivo andando sul famosissimo sito inglese, oppure girando intorno alla Luna grazie a Celestia.

L’idea è questa: collocando una copia di Stonehenge su tutti i pianeti del Sistema Solare, potremo recarci in vicinanza di ognuno di essi , girarci intorno, ovviamente cercando di vedere contemporaneamente il Sole. In questo modo avremo un comune punto di riferimento (Stonehenge) così l’occhio non potrà più rimanere ingannato…

Dopo aver messo mano alla configurazione del software ed aver fatto tutte le aggiunte, vediamo i risultati di questa faticaccia, che ci permettono di analizzare le foto da tutti i pianeti.

Da Mercurio vediamo che il Sole ha un diametro apparente di ben 1°13’, rispetto alla situazione sul nostro pianeta nel quale il Sole supera di poco i 32’ di diametro. Da Venere invece il Sole raggiunge raggiunge i 44’.

Nel caso di Venere ho effettuato un ulteriore salto di fantasia, eliminando completamente le nuvole, che avrebbero impedito la visione del Sole!

Passando ora a Marte vediamo che il dischetto del Sole ha un diametro nettamente più piccolo che non sulla Terra ed in pratica la metà di quello che si vede da Venere. Da Giove in poi (Giove, Saturno, Urano e Nettuno le distanze della nostra stella dai pianeti gassosi si fa molto grande e conseguentemente il dischetto del Sole diventa sempre più un puntino: partiamo da 6’ visto da Giove, a decrescere velocemente.

Una volta arrivato su Saturno, mi premeva più di tutto immortalare Stonehenge in vista degli anelli: credo che lo spettacolo sia meraviglioso e inquietante al tempo stesso! In questo caso il Sole si è dimezzato rispetto a Giove e nelle foto comincia quasi a scomparire, dato che ho comunque cercato di mantenere la proporzione di Stonehenge.

Dagli ultimi due pianeti gassosi, infine, il Sole supera di poco il primo d’arco. Addirittura da Nettuno si vede il Sole al di là degli anelli scuri, che Celestia correttamente prevede di default, ma che forse dovrebbero essere un po’ meno visibili.

Che faticaccia… però penso che ne valesse la pena! La foto ripresa da Saturno ripaga da sola tutto lo sforzo!

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16 Commenti

  1. Guardando l’immagine presa da Nettuno provo una sensazione di …freddo!
    Quanto potrà mai riscaldare quel puntino nel cielo?

  2. 😯 a me al pensiero dei futuri astronauti che esploreranno questi pianeti (beh, ok, senza atterrare sui pianeti gassosi :mrgreen: ) viene una malinconia al pensiero che osserveranno per mesi -o anni- il Sole così piccolo.. 😥 …bellissimo articolo, comunque, bravo Pier!! 😀
    p.s. : non si potrebbe fare un salto anche su Plutone? 😎 da lì si che il Sole sembra una stella come le altre…

  3. Bello questo articolo!
    Su Nettuno forse sembra una stellina dalle immagini, ma è comunque di mag. -19.3! Non sarà caldo, ma è molto più luminoso della Luna piena, più di 400 volte. Plutone non è molto più lontano e in certi periodi della sua lunghissima orbita, è perfino all’interno dell’orbita di Nettuno. Per vedere il Sole illuminare meno della Luna piena, bisognerebbe andare molto più in là, dalle parti di Sedna.

  4. @Pierluigi,
    se fosse ancora possibile che ne diresti di aggiungere in un angolo delle figure sempre il Sole visto dalla Terra? darebbe forse un’idea ancora più impressiva. Che ne dici? Potresti anche simularlo visto da proxima centauri?
    bravissimo!!! 😛

  5. ciao carissimo enzo… ottimo articolo(e questa volta l’ho capito!!!), ma riguardo a giove io ho sempre avuto un dubbio, ma giove ce l’ha una superficie solida? dove (anche solo immaginando) un uomo può stare in piedi. vorrei che mi spiegassi un attimo come è composta una superficie di un pianeta di tipo gioviano. grazie molto… 🙂

  6. Stefano
    ottimo lavoro, ma avrei preso un ritaglio dell’immagine della Terra e l’avrei aggiunta poi a tutte le immagini, dato che più o meno Stonehenge in ogni foto ho cercato di renderla della stessa grandezza…
    Se vuoi ho già preparato le foto e te le mando… 😉

  7. @Enzo
    su Proxima Centauri mi hai fatto venire un’altra ideuzza divertente che sto già sviluppando…
    Il tempo di apportare qualche correzione… e voilà… 😉
    @Ahmed
    😳 in realtà questo articolo è mio… 😳 😉

  8. scusa tanto ma non avevo fatto attenzione all’autore… ma riguardo la spiegazione che chiedevo???:oops:

  9. @Ahmed,
    Giove ha sicuramente un nocciolo roccioso (silicati, carbonati, ghiaccio, ecc.), più grande della Terra. Questa massa è stata in grado di trattenere l’idrogeno primordiale e far crescere sempre più il pianeta. La Terra non vi è riuscita e ha perso l’idrogeno. Giove è però stato favorito da particolari condizioni: il vento solare era meno violento a quella distanza; i gas erano più freddi e quindi meno agitati; aveva a disposizione più materia (il diametro del disco protoplanetario cresceva con la distanza e quindi anche l’idrogeno a disposizione). Alla fine, ecco il gigante! Sotto la spessa atmosfera, ricordiamoci però che Giove è liquido, un immenso e profondissimo oceano di idrogeno lo avvolge, liquido ovviamente, data la pressione… Andando ancora più in profondità, l’idrogeno diventa “metallico”, che non vuol dire che l’idrogeno è solido, ma che pur mantenendosi liquido le molecole assumono la struttura dei metalli (un po’ come il mercurio…). OK?
    Grande lavoro Pier e Stefano!!!! Oggi qui c’è il Sole e si scierà da pazzi!!!!!
    :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

  10. Immagini suggestive ma irrealistiche per i pianeti dotati di atmosfera.
    Ad esempio sulla Terra quando c’è il sole non si vedono le stelle ma un meraviglioso colore azzurro dovuto alla diffusione della luce.
    Per immagini come le tue bisognerebbe essere fuori dall’atmosfera, ad esempio in orbita intorno al pianeta o su un suo satelite privo di atmosfera. Potresti mettere in primo piano il pianeta attorno cui orbiti (invece di Stonehenge). Buon divertimento.

  11. @Mariano
    hai perfettamente ragione sul fatto che si tratta di foto assolutamente non reali!
    Ma lo scopo dell’articolo e delle foto era solo dare (su richiesta di un nostro amico lettore) un paragone visivo dell’ampiezza del Sole avendo nello stesso campo di visualizzazione uno stesso oggetto noto, valutabile: ho messo Stonehenge perché c’era già pronto tra gli addon di Celestia…
    Potevo mettere il ponte di Los Angeles o qualche altro oggetto che in ogni caso sarebbe stato comunque completamente assurdo! 😯
    Per Venere ho detto nell’articolo che ho dovuto eliminare l’atmosfera sennò non si sarebbe visto il Sole.
    Per la Terra ho lasciato tutto così com’è (quindi è un difetto di Celestia!). Per Marte idem, non ho toccato nulla!
    Per i pianeti gassosi è stato divertente posizionare i monoliti e la loro piattaforma (un cerchio di terreno) come se galleggiassero sull’atmosfera!
    Insomma lo scopo del tutto era anche creare qualcosa di nuovo, surreale, senza alcuna pretesa di veridicità! 😉
    Lasciare, come dici tu, in primo piano il pianeta avrebbe riportato alla condizione dell’articolo originario e non sarebbe servito allo scopo di dare un termine di paragone tangibile.
    Immagina di mettere Giove in primo piano con il Sole dietro: non avremmo potuto effettuare il confronto con le altre situazioni, proprio perché non sappiamo valutare quanto è grande Giove!! Non trovi? 😉