Finalmente qualcuno si arrabbia

Un articolo, apparso recentemente sul Financial Post, un giornale inglese di grande serietà, ha finalmente fatto capire che si comincia a essere stufi di accettare ipotesi tragiche e unilaterali sul riscaldamento globale. E’ arrivato il momento delle spiegazioni e della serietà scientifica.


Perchè pubblichiamo quasi soltanto articoli contro il GW


Non voglio certo ripetere le mie idee personali sul Global Warming, che già conoscete molto bene e sulle quali ho già riportato varie testimonianze di specialisti internazionali. Tuttavia, oggi, sembra che anche la stampa seria si sia stufata di essere incanalata solo e soltanto verso una direzione. Forse si è veramente seccata di orsi galleggianti e di grida e silenzi molto ben controllati. Ciò succede in Inghilterra, paese che ha sempre fatto della libertà di stampa una bandiera della democrazia.

In Italia non siamo ancora pronti e le nostre fonti mediatiche sono molto più legate a discussioni politiche e di squallido “gossip”. Da noi non si parla ancora di shale gas (a parte i giornali specialistici che vi invito a cercare) e si continua, appena si arriva a trenta gradi (cosa normalissima) d’estate, a mostrare le solite foto dello stesso solito arido deserto pieno di fratture (che esiste da secoli e secoli) gridando al riscaldamento globale e a un nuovo record di caldo.

Finalmente qualcuno si arrabbia

Misteriosamente, però, non si parla più di questo problema, quando la neve e il gelo attanagliano un intero continente. Ve ne siete accorti? Mentre l’Italia era sotto il freddo polare che aveva investito in modo ben peggiore mezza Europa, chi ha sentito parlare di GW in TV e nei giornali? E chi ha avuto il coraggio di dire apertamente: “Perché ci ricordiamo del GW solo d’estate?”. I nostri “scienziati” mediatici, che a volte scienziati non sono per niente o – quantomeno – non sono sempre esperti del clima, come Mercalli, Tozzi, presidenti, direttori di Istituzioni verdi, ambientaliste, ecc., ecc., si guardano bene da essere critici e costruttivi. Ripetono le consuete litanie, corroborate da dati spesso inesistenti: Il GW DEVE esserci e deve esserci una fiducia cieca del popolo bruto verso questo atto di fede.

Chi prende per buone e veritiere le buffonate del Grande Fratello, dei Reality Show, dei Talk Show e meraviglie simili, può facilmente “bersi” tranquillamente la pseudo-scienza dilagante dei tuttologi mediatici. Ma non tutti i paesi sono come l’Italia e qualcosa finalmente si sta muovendo. Forse quando saremo ormai immersi sotto metri di neve e i ghiacciai torneranno a occupare le pianure, anche in Italia si comincerà a fare chiarezza. Sto ovviamente scherzando, ma non ha scherzato il giornalista e scrittore Peter Foster sul Financial Post. Vi allego la traduzione di un suo recente articolo. Chi vuole capire può farlo. Poi, ovviamente, ognuno sarà libero di ragionare con la propria testa e decidere se sono uno scettico fanfarone o che altro. Per adesso, un po’ di democrazia esiste ancora nel nostro Paese…

Rosy U.K. cheeks mean red faces at the Met Office (“Guance rosa” (segno di buona salute, ndT) in Gran Bretagna significano facce rosse all’Ufficio del MET) di Peter Foster (Financial Post, 21 dicembre 2010)

Dopo aver previsto un inverno mite, il servizio meteorologico inglese è profondamente imbarazzato dal terribile gelo che sta investendo le isole britanniche.

Lasciatemi sperare che babbo Natale non creda alle previsioni divulgate dal MET (l’Istituto Meteorologico Inglese). Il freddo gelido delle scorse settimane (che ha immobilizzato anche gran parte del continente europeo) è estremamente imbarazzante per l’Istituto che rappresenta la fonte governativa ufficiale. Proprio due mesi fa aveva annunciato un inverno più caldo del solito.

Questa “debacle” è però molto più che imbarazzante. Il MET è il centro prescelto dal governo per combattere il catastrofico Global Warming (Riscaldamento Globale), causato dall’uomo, attraverso una sempre più numerosa e pesante burocrazia. Ne consegue che i suoi errori sollevano molte domande intorno a questo tipo di scienza imposta unilateralmente.

Quando uno cerca di fare previsioni alternative per il 2100 viene subito contraddetto attraverso ipotesi di cui il popolo ha ben poca conoscenza. Tuttavia, tutti sono capaci di guardare fuori dalla finestra e capire la differenza tra una leggera pioviggine e una tempesta di neve. Inoltre, le previsioni fatte da privati erano in disaccordo con quelle formulate dall’istituto governativo ufficiale.

Ieri, La Fondazione inglese per lo studio della politica del Global Warming (GWPF), uno dei maggiori sostenitori dell’obiettività nell’attuale climatologia, si è rivolta al governo per fare aprire un’inchiesta sugli errori del MET. Essa pretende anche un attento esame delle azioni politiche che sono connesse al GW. Inoltre ha fatto presente il costo di questa visione unilaterale: l’impreparazione a un inverno così rigido può portare a un danno stimabile in 15 miliardi di sterline.

Nel frattempo, al recente meeting sul clima di Cancun, proprio il MET ha presentato uno studio che asserisce che la prospettiva per il clima globale futuro è peggiore di quella prospettata nelle ultime conclusioni dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change).

E’ molto interessante il fatto che il MET è collegato strettamente al Climatic Research Unit (CRU) dell’Università dell’East Anglia, proprio il luogo dove è nato il Cimategate (la serie di messaggi in cui si evidenziava la manipolazione dei dati scientifici contrari al GW, ndT). Inutile dire che il MET e il CRU sono strettamente legate all’IPCC. E’ utile ricordare che proprio il CRU, una decina di anni fa, aveva dichiarato: “I bambini non saranno più capaci di sapere cos’è la neve”. Fino a quest’anno il pericolo è stato evitato.

Il pasticcio di quest’anno segue un simile errore fatto nei due anni precedenti. Nel febbraio scorso, lo scienziato del MET, Peter Scoot, dichiarò che il 2009 era stata un’anomalia e che da quel momento in poi gli inverni sarebbero stati sicuramente umidi e tiepidi. Egli asserì che inverni freddi come quelli del 1962-63 erano ormai da aspettarsi ogni 1000 anni o più, rispetto alla cadenza di 100-200 anni che avevano prima del 1850. Oggi, lo stesso MET ammette che l’attuale dicembre deve essere considerato il più freddo degli ultimi 100 anni.

Nessun dubbio che i fanatici del caldo a tutti i costi si solleveranno dicendo che non bisogna confondere le previsioni globali a lungo termine con quelle locali di pochi giorni. Ma questa volta non ci riusciranno tanto facilmente. Il MET produce le sue previsioni a breve termine con gli stessi computer e lo stesso modello di Rube Goldberg, utilizzato per le previsioni del clima globale. La solita frase che predire il clima a lungo termine è più facile che predire quello a breve termine sta cadendo nel ridicolo.

Il confondere l’andamento del clima con le previsioni del tempo non è però una prerogativa degli scettici. In marzo, Al Gore dichiarò che non si doveva concludere che le tremende nevicate della costa americana atlantica indebolissero le sue previsioni catastrofiche legate al riscaldamento globale dovuto all’uomo. Anzi, proprio la troppa neve era un segno chiaro del GW. Il giorno dopo, il Premier della British Columbia, Gordon Campbell, dichiarò che la mancanza di neve ai giochi olimpici di Vancouver era dovuta al GW causato dall’uomo…

Un altro esempio di questo tipo di teoria unilaterale è stato dato tre mesi fa dal climatologista Michael Mann, co-manipolatore dell’ infame grafico a “mazza da Hockey” e una delle “star” degli e-mail del Climategate. In un’intervista, Mann ha dichiarato che l’onda calda odierna del Nord America è una chiara evidenza della mano dell’uomo. Insomma, capite il principio? Se qualcosa gioca a favore del causa del GW è dovuta al clima, se invece gioca contro, è dovuta al tempo.

La faccia rossa di vergogna del MET arriva dopo un anno molto pesante per i fautori del GW. E’ iniziato con il Climategate e si è concluso a Cancun con il collasso completo del protocollo di Kyoto. In mezzo, vi è stato il “report” delle nazioni Unite che ha ammesso che i procedimenti usati dall’IPCC sono stati viziati, seguito dalle proiezioni dell’Agenzia Internazionale dell’Energia che ha confermato che il baldanzoso impegno di distruggere l’uso dei combustibili fossili altro non era che un inquinamento di tipo essenzialmente politico. Nel frattempo, i costi dei governi per la promozione di energie alternative, come il vento e il solare, hanno mostrato un forte aumento, insieme al fatto che le ottimistiche previsioni dei “verdi” si stiano mostrato un “miraggio”.
– (Fonte)

Vorrei aggiungere che il “boom” dello shale gas (il metano scistoso, di cui nessuno vuole parlare, ma che prima o poi scoppierà anche a livello mediatico. Vi prometto presto un articolo…) negli Stati Uniti, che si sta propagando nel resto del mondo, dovuto alla drastica diminuzione dei costi di estrazione, porterà nel giro di vent’anni una quasi completa indipendenza di molti grandi paesi dal ricatto imposto dai paesi petroliferi. Una rivoluzione energetica che peserà sulla futura economia in modo ben più pesante delle tanto sponsorizzate fonti alternative. Si sta giocando una dura battaglia tra gli ambientalisti più accesi e i sostenitori di questa nuova fonte energetica. Non so chi sarà il vincitore, ma sono più che convinto che l’allarmismo legato al WG subirà un drastico ridimensionamento. I soldi prenderanno direzioni diverse e più articolate e certi poteri acquisiti attraverso la paura, il terrore e gli imbonitori NON scientifici cominceranno a traballare seriamente.

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10 Commenti

  1. ahi mamma riapriremo una discussione infinita :mrgreen:
    posso dire qualcosa su ciò che ho imparato seguendo la specialistica in biologia…
    1: il clima cambierà sempre in europa e nel mondo. la corrente del golfo non è eterna, variazioni dell’asse terrestre avverranno sempre a meno che non c’è qualche fenomeno sconosciuto che blocchi d’un tratto la terra. la storia insegna che l’italia è stata anche una savana e una terra gelida. questo a lungo termine
    2: può anche darsi che inquinamenti dell’aria e co possano provocare un accelerazione di questi cambiamenti.
    3: il prof di fisiologia vegetale ha parlato di come ora si preferisca coltivare il grano per bruciare biomassa(metano) piuttosto che pane. andremo incontro a far morire di fame ancor di più la popolazione più povera se non ci sarà un controllo. inoltre sfruttare metano significa liberare co2.
    4: in india usano la “cacca” delle mucche per produrre energia…metano sfruttato e produzione di co2..
    5: tempo fa si è detto che il bucco dell’ozono riduce gli effetti del riscaldamento globale…chi ha ragione?

    appena mi vengono in mente altri punti ve li faccio sapere :mrgreen:
    cmq io sono stufo che ogni anno sistematicamente dicono ai tg:
    il freddo più intenso o il caldo più afoso degli ultimi bla bla anni. la loro fortuna è che un cittadino comune non controlla in verità quei dati…è tutto una questione economica

  2. caro peppe,
    so che si rischia il solito dibattito… ma mi sembra onesto contrapporre a ciò che viene ripetuto fino all’asfissia le visioni diverse che stanno ormai prendendo sempre più piede nel mondo. Forse, alla lunga, o quando si toccherà con mano che gli oceani non salgono e che la temperatura media è ormai in fase calante da dieci anni, si inizierà un dibattito scientifico serio e i media penseranno al freddo globale… come negli anni ’70 (del secolo scorso, non del 1700!!). 😉

  3. In fin dei conti, i TG dicono che d’estate fa caldo e d’inverno fa freddo. Quando non si ha niente da dire, si parla del tempo e se si vole fare più ascolti, si aggiungere il solito sensazionalismo e allarmismo. La memoria corta fa il resto. Comunque il GW lo davano “tutti” per un fatto assodato fino a pochi anni fa in occidente e le voci fuori dal coro venivano per lo più bollate come al soldo degli interessati.
    Ricevendo solo un tipo di dati da ogni dove e per giunta facendo sembrare che ci fosse pressoché consenso scientifico, difficilmente chi non se ne intendeva poteva concludere diversamente, per quanto ragionasse con la sua testa.
    Anche su Wikipedia veniva esposto il GW in un modo che pareva appoggiare la convinzione comune, se la memoria non mi inganna. Alla fine hanno dovuto bloccare la pagina per “edit war” e fare una voce apposita al dibattio, mentre la pagina di discussione è enorme (in quella inglese, mentre in Wikipedia italiana ora c’è un avviso di non neutralità, secondo cui “la voce è diventata una sintesi di teorie che negano il fenomeno”).

    Quindi ben venga sentire un’altra campana, specialmente se ben argomentata, ma secondo me la cosa importante è che sia supportata da dati attendibili e obiettivi. Non mi interessa che sia di una parte o di un’altra, ma che ci sia obiettività, cosa che non si può pretendere in senso assoluto, ovviamente, ma almeno che ci si provi.

    Il problema è quando qualcosa diventa una sorta di religione: quando si ragiona per partito preso, non c’è più discussione e non c’è argomentazione che serva.

  4. A proposito di stampa inglese, almeno riguardo alle testate serie, vorrei aggiungere che ha un atteggiamento più serio e bilanciato anche per come tratta quello che è successo alla centrale nucleare di Fukushima.

  5. E mi scuso per i miei errori di battitura e pezzi di frase che mi sono sfuggiti mentre le riaggiustavo 😳 e dire che avevo riletto! 😆

  6. Beh, francamente non mi meraviglia quest’articolo. Il fatto è che le nostre previsioni meteorologiche sono affidabili al massimo per tre giorni. Già quando si va oltre, l’affidabilità cala drasticamente, specialmente in periodi di transizione come la primavera o l’estate. Figuriamoci se si riesce a fare previsioni stagionali o PROPRIO per un supposto periodo di transizione climatica. 😯

    Troppa presunzione…. 👿
    Ma non è nemmeno il caso di sottovalutare il rischio GW. Ne sappiamo troppo poco, e c’è il rischio di essere presuntuosi anche al contrario… ❓

  7. Beh, francamente non mi meraviglia quest’articolo. Il fatto è che le nostre previsioni meteorologiche sono affidabili al massimo per tre giorni. Già quando si va oltre, l’affidabilità cala drasticamente, specialmente in periodi di transizione come la primavera o l’estate. Figuriamoci se si riesce a fare previsioni stagionali o PROPRIO per un supposto periodo di transizione climatica. 😯

    Troppa presunzione…. 👿
    Ma non è nemmeno il caso di sottovalutare il rischio GW. Ne sappiamo troppo poco, e c’è il rischio di essere presuntuosi anche al contrario… ❓

  8. Azz… Ho cliccato un po’ troppo …. :mrgreen: Spi può cancellare questo commento e uno dei due spora? Sorry….. 😳

  9. Non capisco cosa c’entra l’errata previsione per l’andamento invernale col GW. Qualunque meteorologo serio sa che previsioni oltre i tre giorni sono moolto aleatorie, come ha fatto notare Red, quindi prevedere come sarà l’inverno è un vero azzardo. L’inchiesta dovrebbero farla non sull’errore ma sul perchè si sono buttati in una previsione tanto assurda. Non conosco il giornale in questione ma dal nome non mi sembra una rivista di meteorologia o climatologia, mi pare più una rivista di economia. Quindi io quell’articolo lo prenderei con le molle, come si devono prendere con le molle articoli sul clima che apparissero sul nostro Sole 24 ore visto che l’editore non è proprio imparziale essendo la confindustria.
    Comunque secondo me bisognerebbe usare vento e sole a prescindere dal GW si o GW no perchè non si esauriscono, non inquinano e non bisogna scavare miglia di metri sotto terra. Come ho già scritto nel post sullo shale gas, smettiamola di fare le talpe.