Attenti a quei due

Le conclusioni della ricerca teorico-statistica che descriverò in questo articolo, sono sicuramente sconvolgenti, ma non certo fantascientifiche. D’altra parte il nome di chi l’ha eseguita è una sicurezza scientifica: Jacques Laskar, uno dei massimi studiosi di meccanica celeste viventi, professore all’Osservatorio di Parigi. Non solo Vesta e Cerere, i due più grandi asteroidi si disturbano tra loro, ma potrebbero mettere nel “caos” anche l’orbita terrestre.

Cerere e Vesta sono corpi minori, ma la loro massa nel contesto della dinamica del Sistema Solare non può essere trascurata, soprattutto su tempi lunghi. Io conosco Laskar da molti anni e ho sempre apprezzato la sua modestia, serietà e professionalità. Da lui non arrivavano mai notizie eclatanti per fare “audience” (cosa che capita anche nella Scienza), ma studi precisi, accurati, spesso rivoluzionari o inattesi, che ogni volta risultavano corretti e inseriti velocemente nelle nozioni accettate dall’intera comunità astronomica.

Vesta

L’ultima immagine ripresa dalla missione Dawn, quando Vesta distava circa 16000 km. Da quel momento e per un anno la sonda orbiterà attorno al grande asteroide. La determinazione accurata della sua massa renderà ancora più sicuri i calcoli sul passato e il futuro del Sistema Solare interno – ingrandisci

E’, forse, l’ultimo dei grandi meccanici che hanno seguito la celebre scuola francese il cui leader Poincarè è ancora oggi maestro indiscusso. Già da anni i due grandi asteroidi venivano inseriti nei modelli del Sistema Solare per la previsione delle orbite future, non potendo più trascurare i loro effetti gravitazionali sugli altri corpi maggiori. Cerere è 6000 volte meno massiccio della Terra, e Vesta lo è quattro volte meno. Tuttavia, quanto basta per dover essere tenuti in conto per le moderne teorie delle perturbazioni planetarie a lungo termine. Il loro moto tranquillo e pacifico nella fascia asteroidale è però ben lontano dall’essere un disturbo trascurabile. Non solo per loro e i loro fratelli più piccoli, ma anche per un pianeta come il nostro.

I due giganti asteroidali interagiscono gravitazionalmente tra loro e con gli altri pianeti maggiori e subiscono perciò continue spinte o frenate che cambiano lentamente le loro traiettorie intorno al Sole. I calcoli di Laskar hanno dimostrato che queste variazioni orbitali di segno contrario non si annullano su tempi lunghi. Le orbite differiscono sempre più da quella originale ed entrano in un regime caotico che non permette più un calcolo preciso per il futuro o per il passato. Come conseguenza, entrambi gli asteroidi hanno una probabilità non nulla di scontrarsi tra loro, dell’ordine dello 0.2% per miliardo di anni.

Troppo piccola per impensierirci e poi, in fondo, è una cosa “loro”, troppo lontana dalla nostra Terra. E invece no! Essi interagiscono anche con la Terra a tal punto che nel giro di 60 milioni di anni la nostra orbita diventerà imprevedibile. La conseguenza è che l’eccentricità orbitale del nostro pianeta non può essere estrapolata verso il passato o verso il futuro per più di 60 milioni di anni. Tra le varie ricadute, vi è quella sulla climatologia. Una variazione non trascurabile dell’eccentricità comporta variazioni climatiche ben maggiori di quelle che vengono tenute in conto nei modelli odierni. Tutta una Scienza (la “paleoclimatologia”, ancora molto approssimativa) subisce un colpo terribile. Se i calcoli sono stati fatti e controllati accuratamente da Laskar, c’è proprio da crederci.

Non ci resta che aspettare una sessantina di milioni di anni…

L’articolo originale si può scaricare qui

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10 Commenti

  1. Sto riprendendo in mano gli appunti di Astronomia dell’Università e su iTunesU mi vedo le video-lezioni di Yale… Il vostro sito è sempre fonte di ispirazione e meditazione e quindi grazie.

    Non conoscevo Laskar, grazie per l’articolo.

  2. Caro Enzo, materia tua se non sbaglio, gli asteroidi. Aldilà dei 60 milioni di anni, quel non trascurabile 0,2% di possibilità di scontro cosa provocherebbe realmente nella Fascia Principale? Qualche “biglia” potrebbe schizzare verso di noi? Marte poi che è “a due passi” ne potrebbe risentire? Se ne potrebbero vedere delle belle (o brutte) se quello 0,2% si scatenasse a breve.

  3. l’ottimo Laskar lavora presso l’IMCCE (Institut de Mecanique Celeste et de Calcul des Ephemerides) di Parigi, dunque tanto di cappello davanti ad uno che mangia pane e perturbazioni a pranzo e a cena…
    bisogna assolutamente fidarsi di lui e dei suoi studi: l’IMCCE se la contende (ma non è nemmeno in corso una gara…) con il JPL (della NASA) per la produzioni (online!) di effemeridi accuratissime di tutti gli oggetti del sistema solare, dagli asteroidi ai pianeti ed ai satelliti… 😉

  4. caro Mario,
    no, la loro collisione non comporterebbe schegge impazzite in grado di giungere fino a noi o su Marte, direttamente. Al limite si creerebbe un’enorme famiglia dinamica. Se poi qualche frammento di questa venisse immesso in una risonanza, allora potrebbe arrivare nel giro di pochi milioni di anni fino a noi. Cosa che già capita, per altri scontri e varie risonanze, ai NEA.
    caro pier,
    e sì…Laskar è proprio un grande scienziato e, soprattutto, un grande uomo..

  5. Ci saremo estinti ben prima. Al più bisognerà rivedere le teorie sulle varie estinzioni di massa del passato, ma 60 milioni di anni sono un tempo assolutamente al di fuori della portata non solo dell’umanità ma di qualunque specie vissuta o vivente sulla Terra.

  6. caro Mario Bioletti,
    60 milioni di anni sono tanto per noi (adesso), ma tieni presente che i dinosauri hanno primeggiato sulla Terra per più di 150 milioni di anni…

  7. Si, ma i dinosauri non erano un’unica specie. Erano migliaia di specie che si sono succedute nel corso dei 150 milioni di anni di dominio del gruppo, ma ogni specie è durata al massimo qualche milione di anni. Inoltre le specie più antiche duravano di più, le specie moderne durano meno, c’è stata un’accelerazione dell’evoluzione. Noi ne avremo ad essere ottimisti per altri 10000 anni ma secondo me non dureremo altri mille. Le perturbazioni gravitazionali di Cerere e Vesta quindi non le metterei certo tra i problemi più urgenti dell’umanità.

  8. caro Mario Bioletti,
    e chi ci dice che anche l’uomo non sia una delle sottospecie di un bipede pensante? D’altra parte le specie di dinosauri hanno vissuto per milioni di anni ciascuna e quindi tempo ne abbiamo ancora perchè nascano rami meno “secchi”… Io sono pienaameente d’accordo ccon te che l’uomo odierno, “homo televisivo”, non avrà lunga vita, ma spero in un cambimento graduale che porti le successsive razze a qualcosa di meglio. Tuttavia, il fatto che i due asteroidi possano stravolgere la dinamica del sistema solare interno è un fatto importantissimo sia che ci sia o non ci sia più l’uomo a osservsarla. L’Universo svolge i suoi compiti non certo per far piacere a noi. Con il tuo modo di pensare sarebbe inutile osseervare oggetti di miliardi di anni fa che sono già morti o cercare stelle che vivranno ben più di noi…
    La scienza, la voglia di sapere, non deve essere vincolata ai limiti fisici dell’uomo… 😐

  9. la cosa nn ci interessa perchè tra 60 milioni di anni gli esseri umani e forse la vita in generale sulla terra sarà estinta (causa nostra).

  10. Scusa Enzo, ma c’è un equivoco. Io non intendo mettere in dubbio il fatto che quella di Laskar sia una grande scoperta, sapere che l’orbita del nostro pianeta subisce delle variazioni importanti ogni 60 milioni di anni è un’informazione che si va ad aggiungere al nostro sapere complessivo sull’universo e che può essere utile nel capire l’evoluzione e la dinamica dei sistemi planetari che conosciamo e di quelli che senz’altro verranno scoperti in futuro. Però dal punto di vista delle influenze climatologiche sulla nostra specie la cosa è irrilevante perchè la nostra permanenza sul pianeta sarà molto più breve del periodo in questione. E se anche si evolvesse un’altra specie umana sarebbe appunto un’altra specie e ammesso che sopravviva così a lungo, del che dubito fortemente visto che in media le specie animali vivono pochi milioni di anni, saranno cavoli loro quando l’orbita della Terra si sposterà.