Tre piccole costellazioni estive

In questo articolo parlerò di tre costellazioni estive molto piccole e simpatiche, facilmente visibili in montagna lontani dalle luci cittadine e riconoscibili per la loro forma inconfondibile.

Il Cavallino curioso

il Cavallino in 3D

Di questa costellazione si può dire che è davvero piccola e alquanto insignificante (ma ovviamente nessun oggetto del cielo è insignificante, agli occhi di un appassionato!): possiede due stelle (9 Equ e 3 Equ) di grandezza appena superiore alle 60 volte il nostro Sole, mentre la stella δ Equ è abbastanza vicina a noi, con una distanza di 60 anni luce: rispetto alle distanze astronomiche di galassie e buchi neri, questa stella è quasi dietro l’angolo, ma sempre comunque lontanissima rispetto alle distanze a cui siamo abituati quotidianamente.

Tra le galassie presenti in questa piccola zona di cielo, vi mostro NGC 7015, veramente bella

la piccola galassia NGC 7015
la piccola galassia NGC 7015

La rappresentazione del Cavallino

In rapida successione, vediamo la rappresentazione di Hevelius

il Cavallino secondo Hevelius

dell’Uranometria

il Cavallino secondo l'Uranometria

e di Stellarium

il Cavallino secondo Stellarium

che mostrano sempre e comunque il muso di un pony, vicinissimo al muso del cavallo alato Pegaso.

Concludo l’analisi di questa costellazione aggiungendo che la stella α Del è l’unica ad avere un nome, Kitalpha, che significa parte del cavallo.


Una Freccia curiosa

la Freccia in 3D

Siamo arrivati ad una costellazione davvero simpatica e facilissima da mostrare e da ritrovare: chi la osserva per la prima volta non se la dimentica facilmente! La Sagitta ha solo una stella, α , con un nome (Sham), mentre dal punto di vista della grandezza possiede ben cinque stelle al di sopra delle 40 volte il nostro Sole, con un paio ben al di sopra delle 100 volte.

confronto stelle della Freccia con altre note
confronto stelle della Freccia con altre note

Nel diagramma realizzato come sempre con Illustrator, vediamo infatti spiccare le rosse δ Sge e 13 Sge, di classe M2 ed M4 con diametri rispettivamente 177 e 166 volte la nostra nana gialla.

Notevoli sono anche β Sge e 10 Sge, due stelle di classe spettrale G8 e G5 (dunque della stessa famiglia del Sole), con diametri di 64 e 43 volte il nostro Sole, due mostriciattoli del cielo.

il Sole da 15 Sge
il Sole da 15 Sge

In questa costellazione è presente una stella abbastanza vicina a noi (15 Sge, posta a 58 al) : andando a trovare i miei amici Quindicinali mi sono accorto che il nostro Sole, di appena sesta magnitudine, si trova in una zona del cielo povera di stelle, ma con due vicine (prospetticamente) di rispetto, nientemeno che Sirio ed Altair, anche loro però deboli, appena di terza grandezza.

delta Sagittae da 10 UA
delta Sagittae da 10 UA

Della stella δ Sge vi mostro l’aspetto inquietante e imponente dalla distanza di 10 UA: l’astro brilla luminosissimo con un diametro $superiore$ agli 8°: i miei amici Deltasgeiani non sanno più come fare a proteggersi dalla luminosità del loro sole e l’unica soluzione che hanno trovato è trasferirsi nel lato oscuro del loro pianeta Moon, zona che loro chiamano “the dark side of the moon“… che fantasia!

La freccia… è sempre una freccia

La rappresentazione di questa costellazione, sia nell’antichità che modernamente, è alquanto ovvia: per Hevelius ha un impennaggio lunghissimo

la Freccia secondo Hevelius
la Freccia secondo Hevelius

mentre nell’Uranometria possiede anche una parte centrale, oltre alla punta e alla coda

la Freccia secondo l'Uranometria
la Freccia secondo l'Uranometria

ed infine secondo Stellarium è assolutamente convenzionale

la Freccia secondo Stellarium

Un bell’ammasso globulare

La nostra freccia celeste presenta al suo interno un ammasso globulare appartenente al catalogo Messier (M71) del quale qui vediamo una bella foto, sempre da parte dell’HST

l'ammasso globulare M71
l'ammasso globulare M71

Visibilità e soluzione del mistero

Si tratta di costellazioni estive, ben visibili nelle sere più calde dell’anno: alla consueta ora (le 21) si trovano all’orizzonte orientale verso la fine di giugno, per culminare a Sud, alte sull’orizzonte, verso la fine di settembre, mentre infine si trovano ad Ovest ai primi di dicembre.

Per i non appassionati di enigmistica suggerisco di leggere i nomi al contrario: si otterà perciò Nicolaus e Venator, latinizzazione di Nicola Cacciatore, l’assistente dell’astronomo Piazzi (scopritore di Cerere) nella compilazione di un catalogo stellare.

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6 Commenti    |    Aggiungi un Commento

  1. Pier, il tuo programmino è una forza!
    Bisogna dire che, per essere piccole costellazioni, nascondono dei bellissimi scrigni di gemme....

  2. nascondono dei bellissimi scrigni di gemme
    pienamente d'accordo!
    il cielo è una fonte di meraviglie!!! il più delle volte nascoste...

    nelle prossime puntate ci saranno oggetti così belli che ... ho quasi finito gli aggettivi!!!

  3. Citazione Originariamente Scritto da Pierluigi Panunzi Visualizza Messaggio
    nelle prossime puntate ci saranno oggetti così belli che ... ho quasi finito gli aggettivi!!!
    Come direbbe Grunf "Ach! Inarrestabile come una panzer division!"
    Allegato 236

  4. veramente molto bello l'articolo, il delfino è una costellazione molto "simpatica" che veramente nasconde gemme ai più sconosciuti, surclassati da altri oggetti ben più famosi del cielo estivo ma non per questo meno interessanti...

  5. Ah bene, mi mancavano gli articoli sulle Costellazioni...tra l'altro se non erro questo è il primo con la nuova veste grafica!

  6. in effetti è il secondo con la veste grafica nuova... ed in totale è il 24-esimo pubblicato finora... (caspita, come passa il tempo!)

    le costellazioni in totale sono 88, ma in parecchi casi le ho raggruppate, per cui gli articoli in tutto saranno 68 !!!
    una montagna di testo, foto, disegni, ma soprattutto una montagna di oggetti meravigliosi del cielo da ammirare!!!